Figlio di Barduccio De' Bardi, notaio, studiò filosofia morale a Firenze e successivamente si specializzò in teologia alla Sorbona di Parigi. Dopo gli studi, nel 1318, si spostò come canonico a Glasgow e nel 1323 a VerdunBullettino dell'Istituto storico italiano per il medio evo, Roma, 1994, pag. 568. Ritornò infine a Parigi per lavorare come lettore di teologia alla Sorbona di cui, dal 1332 al 1349, ne divenne rettore, o come si diceva allora, cancelliere.
Proprio nella veste di "cancelliere" della Sorbona, ospitò Petrarca a Parigi e lo fece partecipare ai lavori universitari permettendogli di essere conosciuto come poeta e intellettuale anche in Francia. Per questo, nel 1340, poté invitarlo di nuovo a Parigi per conferirgli il titolo di poeta laureato. Onore che, tuttavia, Petrarca declinò preferendo laurearsi poeta a Roma visto che contemporaneamente aveva ricevuto un'offerta identica dal Senato capitolino.
Da molti suoi concittadini, anche a posteriori, venne considerato il massimo teologo dei suoi tempiMarcello Aurigemma, Studi sulla cultura letteraria fra Tre e Quattrocento, Bulzoni, 1976, pag. 39, e forse non a torto se, per il suo prestigio accademico e la sua autorevolezza teologica, nel 1333 fu incaricato dal re di Francia, Filippo di Valois, di impugnare alcune tesi di Giovanni XXII. Come lui stesso racconta a Petrarca: "Ho esaminata la quistione promossa da Giovanni XXII sulla beatifica visione, a ciò confortato da Filippo re di Francia, il quale paventando che gli Italiani ed i Tedeschi, raunato un generale concilio e colto il pontefice in eresia, nol depongano ed eletto uno straniero non ritornino la corte papale in Italia, vuol che condannata sia l'opinione di Giovanni e che egli stesso si ricreda"Ambrogio Levati, Viaggi di Francesco Petrarca in Francia, in Germania ed in Italia, Milano, 1820, Vol. I, pag. 187.
Ma, controversie teologiche a parte, nel corso della carriera accademica si occupò soprattutto di studiare e diffondere l'opera di Sant'Agostino come dimostrano anche alcuni suoi sermoni conservati nel codice MS Riccardiano XXV.
Note
Bibliografia Novelle letterarie pubblicate in Firenze, Tomo IX o VIIII, Firenze, 1748 Ambrogio Levati, Viaggi di Francesco Petrarca in Francia, in Germania ed in Italia, Milano, 1820 Filippo Villani, Le vite d'uomini illustri fiorentini, ed. a cura di Giammaria Mazzuchelli, Firenze, 1847 Robert Davidsohn, Firenze ai tempi di Dante, Firenze, 1929 Giovanni Pozzi, Il Vat. lat. 479 ed altri codici annotati da Roberto de' Bardi, Soc. ed. Vita e pensiero, 1956 G. Pozzi, Roberto de' Bardi e S. Agostino, in Italia Medioevale e Umanistica, I, 1958
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