Un occhiale è un dispositivo indossabile sul volto umano, per diversi scopi e finalità. Si mette davanti agli occhi, a pochi centimetri di distanza, sorreggendolo con una mano o appoggiandolo sul naso e sulle orecchie (eventualmente anche fasciandolo alla testa, nella parte posteriore, per aumentarne la stabilità), con la funzione di migliorare (correggere o potenziare) la visione degli occhi o proteggere gli stessi.
Il plurale "occhiali" viene comunemente usato (oltre che per indicare più esemplari di occhiale) per indicare un singolo esemplare di occhiale binoculare, ovvero un occhiale che agisce su entrambi gli occhi;Per approfondire si veda il paragrafo L'uso del plurale. tale uso del plurale è nettamente prevalente rispetto al singolare "occhiale", talmente prevalente che i dizionari della lingua italiana, oltre al lemma «occhiale», hanno un secondo lemma «occhiali» dedicato specificatamente all'occhiale binoculare.Ad esempio, anche facendo riferimento ad un singolo esemplare di occhiale binoculare, normalmente si dice "prendi gli occhiali che sono sul tavolo" invece di dire "prendi l'occhiale che è sul tavolo". L'uso del singolare "occhiale", per indicare l'occhiale binoculare, si può trovare in alcuni ambiti particolari. Ad esempio il commesso di un negozio di occhiali, in riferimento all'occhiale binoculare che tiene in mano, è più probabile che dica "questo occhiale è di ottima fattura" rivolgendosi al cliente. In tal modo il cliente può comprendere che il commesso si sta riferendo all'occhiale che tiene in mano e non anche agli occhiali collocati in prossimità (ad esempio sul bancone del negozio).Si veda ad esempio il lemma «occhiali» ne Il Sabatini Coletti.
Un occhiale binoculare è un occhiale che agisce su entrambi gli occhi, questa struttura di occhiale è quella maggiormente utilizzata nel terzo millennio e quella che può essere utilizzata per coprire tutte le funzioni degli occhiali.
Etimologia e terminologia Il vetro occhiale Il termine "occhiale" nasce come aggettivo, per derivazione da "occhio",Si veda l'accezione 1 del lemma "occhiale" nel Vocabolario Treccani: «der. di occhio». con il significato di "attinente all'occhio".Si veda l'accezione 1 del lemma "occhiale" nel Vocabolario Treccani: «agg. Attinente all’occhio». In seguito l'aggettivo "occhiale" diventa un sostantivo per ellissi del termine "vetro occhiale".Si veda l'accezione 1 del lemma "occhiale" nel Vocabolario Treccani: «vetro o. da cui, per ellissi, l’uso sostantivato». Il vetro occhiale non è altro che il primissimo tipo di occhiale fabbricato: un occhiale fatto di vetro.
In seguito si sono iniziati ad utilizzare altri tipi di materiali, al posto del vetro, per fabbricare apparecchi con la medesima funzione del vetro occhiale e, per indicarli, si è continuato ad usare il sostantivo "occhiale".
Infine si è iniziato ad usare il sostantivo "occhiale" per indicare apparecchi con una funzione diversa dal vetro occhiale ma che si posizionano comunque davanti agli occhi come il vetro occhiale.
L'uso del plurale L'uso del plurale "occhiali", per indicare un singolo esemplare di occhiale binoculare, è legato di nuovo al primissimo tipo di occhiale realizzato: il vetro occhiale. Quando si è iniziato a realizzare i primi occhiali binoculari, si è semplicemente unito due vetri occhiali con una sottilissima struttura in metallo (la cosiddetta "montatura").Per approfondire si veda il paragrafo Montatura. L'oggetto era quindi unico (l'occhiale binoculare) ma, di fatto, erano presenti quelli che venivano anche usati come due oggetti separati (due vetri occhiali).
Da tale realizzazione dei primi occhiali binoculari, nasce la consuetudine di usare il plurale "occhiali" per indicare un singolo esemplare di occhiale binoculare.
La canna occhiale Nel momento in cui "occhiale" è diventato un sostantivo, indicava anche il cannocchiale perché inizialmente tale termine era formato da due parole: "canna occhiale";Si veda l'accezione 2 del lemma "occhiale" nel Vocabolario Treccani: «s. m. Termine con cui nel passato fu indicato ogni strumento ottico destinato a migliorare il potere visivo dell’occhio».Si veda l'accezione 1 del lemma "occhiale" nel Vocabolario Treccani: «canna o. (da cui il composto cannocchiale)». ovvero "occhiale" era anche l'ellissi di "canna occhiale". Il cannocchiale era quindi considerato un tipo di occhiale.
Oggi il termine "canna occhiale" è arcaico, di conseguenza (non potendosi più praticare l'ellissi di "canna occhiale") il cannocchiale oggi non è più considerato un tipo di occhiale.
Struttura
Occhiale monoculare
Un occhiale monoculare (anche chiamato "occhiale monocolo"Il termine "occhiale monocolo" era molto usato inizialmente. Oggi lo si può quindi trovare in testi antichi. Oppure lo si usa per indicare un antico occhiale monoculare. Ad esempio lo si può trovare nei biglietti descrittivi posizionati davanti ad occhiali d'epoca esposti in una mostra d'antiquariato. o, per ellissi, semplicemente "monocolo"Per ellissi è nato anche il sostantivo "monocolo" ma l'uso di tale sostantivo può portare ad equivoci perché può indicare anche il cannocchiale monocolo. Si veda ad esempio l'accezione 2 del lemma "monocolo" nel Vocabolario Treccani: «agg., ant. Cannocchiale m. (o assol. monocolo, s. m.)». ma anche, scherzosamente, "caramella")Si veda ad esempio l'accezione 2 del lemma "monocolo" nel Vocabolario Treccani: «detta anche scherz. caramella» è un occhiale che agisce su un solo occhio. Serve per correggere la presbiopia o la ametropia. L'occhiale monoculare si mette davanti all'occhio sorreggendolo con una mano. Oppure lo si indossa incastrandolo nell'orbita dell'occhio. Il monocolo è un occhiale che andava di moda nel Ottocento e fino ai primi del Novecento. Simile ad una lente di ingrandimento di diametro 40-50 mm, è utilizzato solitamente per correggere la vista da vicino, ma anche per correggere le ametropie (occhiale da vista) per almeno un occhio (visione monoculare). È costituito da una lente (più spesso) circolare, inserita in una sottile montatura (spesso metallica) che contorna la circonferenza e che può essere collegata ad un cordino o una catenella (per non perderla o evitare cadute), dove l'altra estremità è collegata all'abbigliamento del utente. Si riponeva spesso in un taschino della giacca o della camicia, creata appositamente. Oggi esistono le lenti oftalmiche, a questo scopo, e gli occhiali da lettura o da vista, che coinvolgono e sfruttano la visione binoculare.
Nella moda
L'antiquario Philipp von Stosch indossava un monocolo a Roma già nel 1720, al fine di esaminare attentamente incisioni e gemme, ma il monocolo non diventerà un accessorio di moda sino al XIX secolo. Sarà infatti introdotto nella moda maschile verso il 1790 con l'arrivo del dandysmo. Il suo utilizzo spesso indicava lo stato sociale del suo indossatore, o semplicemente era una forma di eleganza e per tale motivo divenne spesso principale oggetto di caricatura. Fu parzialmente adottato all'inizio del Novecento anche dalle donne, ma con il tempo il suo utilizzo è stato quasi completamente abbandonato, in favore degli "occhiali da lettura", per presbiopia.
Sistema di tenuta
Le lenti vengono generalmente incastonate in un supporto, il quale si può vincolare ad esse in vari modi.
Vetro occhiale/assente: in questo caso la lente non ha alcun tipo di supporto e veniva mantenuta con la manipolazione diretta dell'utilizzatore, questo sistema era utilizzato agli albori. Cerchiato: la lente viene mantenuta da un supporto che l'avvolge completamente lungo il bordo, conferendo un tenuta e protezione massima della lente. Glasant: la montatura si ancora in porzioni limitate della lente, con il nasello e le aste avvitati direttamente sulla lente, lasciando la lente più scoperta possibile, andando a impattare meno sull'estetica del viso, unico contro è la necessità di una lente relativamente sottile. Nylor: si tratta di un sistema cerchiato che cerca di ridurre l'impatto visivo della montatura, la quale risulta importante nella metà superiore o inferiore, mentre il resto della lente viene avvolto da un filo di nylon, in altri casi come nelle montature in polimeri, che risultano più evidenti, al posto del nylon può essere utilizzato un altro materiale come l'acciaio cromato, il quale pur essendo più evidente rispetto al nylon, se messo a paragone con la parte in polimero (soprattutto se di colore scuro) rimane quasi impercettibile.
Montatura
La montatura dell'occhiale (monoculare o binoculare) è la struttura fisica che funge da supporto fisico per i dispositivi che agiscono sugli occhi (ovvero i dispositivi che svolgono le funzioni per cui è stato progettato l'occhiale). Ad esempio, negli occhiali da vista e da lettura, la montatura funge da supporto fisico per le lenti oftalmiche. Lo scopo principale della montatura è di aiutare a mantenere in posizione, davanti agli occhi, l'occhiale quando viene usato. La montatura in assoluto più semplice è quella dell'occhiale monoculare che si usa incastrandolo nell'orbita dell'occhio. La montatura più semplice dell'occhiale binoculare è invece quella degli occhiali a stringinaso. Il primissimo tipo di occhiale, il vetro occhiale, non aveva montatura: era semplicemente un vetro che si teneva in posizione, davanti all'occhio, stringendolo con le dita di una mano. La montatura è nata solo in seguito.
Occhiale dotato di manico Negli occhiali che si usano sorreggendoli con una mano, la montatura presenta un prolungamento, detto "manico", destinato ad essere strinto con la mano quando si mantiene in posizione, davanti agli occhi, l'occhiale. L'occhiale dotato di manico è stato l'occhiale preferito dall'aristocrazia e dall'alta borghesia nei secoli passati fino ai primi decenni del XX secolo. La montatura aveva uno stile particolarmente elegante ed era realizzata con materiali di pregio. Talmente di pregio che, l'occhiale usato dall'aristocrazia e dall'alta borghesia nei secoli passati, si può ritenere affine al gioiello. Da circa un secolo l'occhiale dotato di manico è stato dismesso in favore dell'occhiale che si indossa, per il quale sono ampiamente disponibili montature di grande pregio.
Occhiale dotato di bacchette
In molte tipologie di occhiali binoculari che si usano indossandoli sulla testa, la montatura presenta due prolungamenti, detti "bacchette", destinati ad essere appoggiati sulle orecchie quando si mantiene in posizione, davanti agli occhi, l'occhiale. Le bacchette aiutano a mantenere stabile l'occhiale quando viene usato. Normalmente le bacchette sono mobili, quindi è possibile piegarle l'una verso l'altra in quanto sono fissate, al resto della struttura, mediante due cerniere, questa funzione permette di riporre l'occhiale in modo che occupi meno spazio (ad esempio quando viene trasportato o posto in un cassetto). Alcune bacchette oltre ad essere mobili possono essere ripiegabili su se stesse, tale funzione viene implementata in caso di occhiali pluri-ripiegabili per poter essere riposti in confezioni molto compatte. Le bacchette per poter adeguarsi meglio al volto possono essere sagomate plasticamente o presentare una flessibilità data dal materiale di cui sono realizzare oppure essere munite di cerniere elastiche per ridurre la pressione a livello delle tempie. Da circa un secolo l'occhiale dotato di bacchette è l'occhiale più diffuso.
Al posto delle bacchette vengono montate le fasce solo in caso di specifiche necessità.
Occhiale dotato di fasce