Artista completo, si cimentò sia nell'affresco, come decoratore d'interni, sia nella pittura a olio, dove nei diversi generi del ritratto, del paesaggio e della natura morta, conseguì ottimi risultati molto apprezzati sia in ambito regionale che nazionale.
Biografia
Famiglia Nato a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, da Giovanni Battista e da Maria Luigia Parmeggiani, entrambi di umili origini. Era gemello di Pietro (27 maggio 1870 - 22 gennaio 1952) che divenne poi un apprezzato imprenditore costruttore di botti per gli stabilimenti enologici. Aveva una sorella maggiore, Ernesta (7 febbraio 1867 - 20 novembre 1942), sposata dal 1891 con Luigi Zamboni, e un fratello minore, Gaetano Evaristo, che morì all'età di tre anni (26 aprile 1876 - 11 febbraio 1880).
La zia paterna Carolina Mosca (1848-1931) fu a servizio per 48 anni in casa Donzelli di Bologna.
Il 10 luglio 1901 sposò Amedea Amalia Maria Stanzani (1878-1957), maestra elementare, figlia di Raffaele (1846-1901) e di Leonilde Pavignani (1845-1912), da cui ebbe tre figli: Arrigo (1903-1994), Ornella (1909-1988) e Alberto (1918-1998). Amedea prima del matrimonio abitava insieme alla madre Leonilde presso Villa Bonci fuori Porta Sant'Isaia al numero 42 dove la madre probabilmente prestava servizio. Dopo il matrimonio la coppia andò ad abitare al numero 241 sempre fuori Porta Sant'Isaia a Bologna per spostarsi dopo circa due anni fuori Porta Aurelio Saffi al numero 641 quinto.
Studi Antonio frequentò la scuola dell'obbligo e le Scuole Industriali di Cento. Studiò alla Scuola di Disegno e Ornato di Cento sotto la guida di Marcello Basilio Mallarini formandosi sui testi del francese Jean-Pierre ThénotJean-Pierre Thénot (21.4.1803 - 11.10.1857), è stato un pittore francese, litografo, autore di studi tecnici, allievo e successore di Jean Thomas Thibault (1757-1826). come da lui stesso affermato nella sua lettera di presentazione a Parigi del 1913 del Trattato di prospettiva teorico pratico da lui scrittoMes études se sont approfondis sur les oeuvres de votre grand Thènot en m’aidant aussi le Prof. Mallarini de Géne lequel a été mon maitre. ANTONIO MOSCA. Fra i testi che contribuirono alla sua formazione si trova il "Cours de Mathematiques a l'usage de l'Ingenieur Civil par J. Adhémar - applications de Geometrie descriptive - Ombres - Paris 1838".
Il 5 maggio 1890, Antonio Mosca, già qualificato come "pittore", fu arruolato nell'82º Reggimento fanteria "Torino"Il 1º novembre 1884 si forma la Brigata "Torino" per la quale è costituito l'81º e 82º Reggimento Fanteria. Il reggimento fornisce personale per la campagna d'Eritrea (1895/1896).dove adempì gli obblighi di Leva essendo congedato il 14 ottobre 1893. Nel libretto personale dell'esercito Antonio Mosca, a venti anni d'età, misura in altezza m.1,65 pesa 55 chili e ha una circonferenza toracica di 87 centimetri, naso greco, viso lungo, capelli biondi..
Una volta congedato usufruì per circa un anno e mezzo di un sussidio del Consiglio Comunale di Pieve di Cento, proveniente dal Pio Legato Melloni, già destinato a Giuseppe Zacchini (1872-1944), di cui era in relazione di amicizia - che in quel periodo si trovava sotto le armi - questo gli permise di frequentare l'Accademia di Belle Arti di Bologna negli anni 1894-1896. La breve esperienza accademica gli servì per affinare l'arte del ritratto che già padroneggiava. Per l'alto profitto del primo anno accademico (1894-1895) gli fu conferita la "Medaglia nella figura"Nell'archivio storico dell'Accademia di Belle Arti di Bologna non si è trovato nessun lavoro di Antonio Mosca nonostante gli fosse stata conferita la "Medaglia nella figura" nell'anno accademico (1894-1895). Nelle sue carte è stato rinvenuto uno studio di nudo maschile riferibile alla "Medaglia nella figura". In questi anni e fino alla data del suo matrimonio visse in una camera in affitto a Bologna.
Attività
Il 23 aprile 1899 gli viene rilasciato il lasciapassare per la Romania. Resta ignoto il motivo di quel viaggio e anche resta il dubbio che sia stato mai fattoIn una agendina datata 1899 si trova solo la scaletta degli orari e delle tappe del treno da Bologna a Bucarest ma nessuna annotazione riguardante il viaggio e la sua permanenza a Bucarest. Cosa insolita data l'abitudine di Antonio Mosca di prendere nota anche dei più piccoli dettagli della vita quotidiana, infatti su questa agendina risultano spedite da Bologna due lettere, una in data 2 maggio e l'altra in data 11 maggio 1899, a tale Augusto Donati a Bucarest in Romania, ma niente di più..
A questa data Antonio risulta già residente a Bologna, in camera d'affitto, dove il 10 luglio 1901 sposa Amedea Amalia Maria Stanzani (1878-1957), maestra elementare, figlia di Raffaele, deceduto il 9 gennaio dello stesso anno, e di Leonilde Pavignani. Uno dei due testimoni di nozze fu Francesco FabbriFrancesco Fabbri era il fratello maggiore di Remo (1890-1977), pittore e cugino di Giuseppe(1901-199?), giornalista e critico. Tutti e tre nati a Pieve di Cento., decoratore, suo collaboratore nella coeva decorazione del catino della cupola della Chiesa di San Pietro di Castello d'Argile, paese natale della suocera Leonilde Maria Pavignani, insieme al più anziano e già affermato Cesare Mauro Trebbi (1847-1931). A Bologna, per sua stessa ammissione in una nota autografa, "fu assunto per pratica in decorazione dal celebre decoratore Leonardo Luigi Banzi con cui divise per due anni circa le peripezie, premesso il carattere strano del Banzi". Nel 1900 stringe un sodalizio di lavoro con Francesco Fabbri e Francesco Querzoli di cui si ha notizia da una annotazione su un taccuino per "spese per cartoline reclame Fabbri, Querzoli e Mosca". Nel 1905 dipinge il catino della cupola e l'abside della Chiesa di Santa Maria Maddalena in via Zamboni, 49 a BolognaA proposito di questa sua opera il Mosca ebbe a lamentarsi con l'autore della Guida di Bologna, Corrado Ricci, che nella sua 5ª edizione - editore Nicola Zanichelli Bologna - a pagina 116 riportava come artefice tale Romano Alberghini, decoratore. In data 12 luglio 1921 Corrado Ricci rispose al pittore Antonio Mosca prendendo atto dell'errore, scusandosi e promettendo di correggerlo nella futura edizione e invitandolo a rivolgersi all'ing. Guido Zucchini (1882-1957) che si occupava a Bologna di tali questioni per conto suo. Vedi cartolina postale di Corrado Ricci da Rocca di Papa del 12.7.1921 (erroneamente datata dall'autore 1922 perché il timbro postale indica 1921). In data 5.10.1928 sul "Resto del Carlino" il Consiglio Provinciale fa pubblicare l'ammenda a favore del pittore Antonio Mosca per i lavori di decorazione, da lui eseguiti, del presbiterio della Chiesa di Santa Maria Maddalena a Bologna. Vedi nota autografa del 4.10.1928 su una agendina datata 1928: "Contributo Guida di Bologna approvato il giorno 4 ottobre 1928 dal Consiglio Provinciale postilla di ammenda per la decorazione del presbiterio nella Chiesa di Santa Maria Maddalena (sul "Carlino" del 5 ottobre 1928). Nella VI edizione della Guida Bologna a cura di Corrado Ricci e Guido Zucchini edita nel 1930 da Nicola Zanichelli, a pag.282 viene indicato correttamente Antonio Mosca come autore delle decorazioni della cupola e del presbiterio di questa chiesa. in collaborazione con il figurista Domenico Ferri (1857-1940). La sua attività si espletò anche in diverse chiese dell'Emilia-Romagna, Umbria, Marche e Trentino-Alto Adige (parrocchiale di TuennoSembra che a Tuenno abbia collaborato con Sigismondo Nardi come lascia supporre una cartolina postale inviata dal Nardi stesso il 12 agosto 1914 a Antonio Mosca a Bologna esortandolo a raggiungerlo senza timore alcuno nonostante il clima di guerra incombente., parrocchia di Novaledo il cui parroco Don Antonio Molinari rimase entusiasta dei lavori eseguiti). Il critico d'arte professor Vittorio Fabris segnala lavori di decorazione del pittore Antonio Mosca a Borgo Valsugana, Trento, nella cappella della Immacolata ivi esistente, riferibili all'anno 1905. Sempre in Borgo Valsugana l'architetto Michele Anderle, incaricato del restauro interno della chiesa arcipretale, segnala la collaborazione di Antonio Mosca con il pittore Sigismondo Nardi. Antonio Mosca effettuerà il restauro dei dipinti del Nardi nel 1922-1924 in parte anche rifacendoli ex novo."Il pittore marchigiano Sigismondo Nardi aveva eseguito nel 1903 nella chiesa arcipretale di Borgo Valsugana delle ampie decorazioni a tempera sembra con la collaborazione di Antonio Mosca che, sembra di capire dai documenti dell'archivio parrocchiale, si sia interrotta nel 1905. Sarà Antonio Mosca nel 1922-1924 ad intervenire sulle decorazioni di Nardi, in parte restaurandole e in parte rifacendole ex novo, dopo i pesanti bombardamenti subiti dalla chiesa nel corso della prima guerra mondiale" Arch. Michele Anderle 20 aprile 2018. I rapporti intercorsi col Nardi trovano conferma in una lettera e quattro cartoline postali datate 1923 inviate a Antonio Mosca dal Nardi stesso. Non solo ma una cartolina postale inviata dal Nardi al Mosca documenta i rapporti di collaborazione nella decorazione della parrocchiale di Tuenno nel 1914 così come una nota scritta di pugno di Antonio Mosca su una fotografia del monumento al Redentore di Montagnaga di Pinè ci informa della collaborazione dei due pittori nella decorazione interna della Scala Santa di quell'insigne monumento progettato dall'Ing. Panz.
Fu autore di un Trattato di prospettiva teorico-pratico-dimostrativo premiato alla Esposizione di Milano del 1912 che a Parigi nel 1913 vinse anche il Gran Prix e ottenne la Medaglia d'oro come ci informa L'Illustrazione di Bologna del 30 giugno del 1913 e come amava fregiarsi nell'intestazione della sua corrispondenza.
Nel 1912-1913 dipinse il ritratto di re Nicola I del Montenegro per il Comitato pro-feriti montenegrini delle Guerre balcaniche. Ritratto recensito sempre da L'Illustrazione di Bologna del 30 giugno 1913 e definito bellissimo ma di cui si sono perse le tracce.
Nel 1914 è chiamato a Tuenno, nell'allora Tirolo austriaco, da Sigismondo Nardi, per eseguire lavori di decorazione della locale Parrocchia di Sant'Orsola.
Il 1919 lo vede impegnato nelle Marche intento alla decorazione dell'interno del Teatro di Grottazzolina in provincia di Fermo.
Nel 1922 viene colpito da una forma di poliartrite reumatica cronicaBologna, 5 Dicembre 1926 - Il Sig. Antonio Mosca pittore in via Cappuccini N. 6 è affetto da poliartrite reumatica cronica con notevole limitazione dei movimenti nelle grandi articolazioni sia delle spalle sia delle anche principalmente, ma altresì in minor grado delle subdorsali dorsali e lombari. Tale stato impedisce a lui il libero esercizio della sua professione nella misura a lui consueta prima della malattia che lo colpì nel 1922, dopo il qual tempo andando soggetto a ricadute e a nevralgie massime nella stagione fredda o umida. Esiste ancora endo…. mitralica ora in stato di compenso. In fede - Si certifica vera la firma del Dott. Baldi Celestino MUNICIPIO DI BOLOGNA 6 DICEMBRE 1926 IL SINDACO che nel 1928 lo induce a sottoscrivere una polizza assicurativa da cui risulta lo stile di vita del pittore.Mosca Prof. Antonio fu Giovanni. Domicilio in Bologna via Savenella n. 40 – pittore – artista che lavora in istudio e anche su impalcature. Va in bicicletta, fa uso di side-car e di automobili di terzi che non guida, guida cavalli e si dedica alla caccia a piedi, alla pesca, a gite in barca a escursioni in bassa montagna senza accesso a o a ghiacciai. Fonte: Polizza n. 19788 L'Anonima Infortuni 18.4.1928
Il Comune di Pieve di Cento nel 1924 lo incarica della decorazione dell'Orologio Pubblico posto sulla fronte del Palazzo ComunaleL'orologio pubblico di Pieve di Cento di Antonio Scagliarini.