A Roma le Corporazioni delle arti e mestieri si chiamavano Universitas. Erano una maglia della rete sociale della città, rappresentavano i gruppi economici e professionali presso il governo cittadino (le più importanti avevano le sedi ufficiali al Campidoglio), avevano propri Consoli e tribunaliQuesti tribunali furono aboliti, trasferendone le competenze alla giurisdizione ordinaria, soltanto nel 1692 da Innocenzo XII (si veda in Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica vol. LXXXIV, 1857, p.29-30.), e funzionavano anche come società di mutuo soccorso, garantendo ai propri aderenti qualche supporto economico per le vedove e una piccola dote per le orfane in stato di bisogno, e una tomba, quando ancora si seppelliva nelle chieseMoroni (ibidem, p. 31) da il seguente elenco delle Universitates che nel 1605 avevano partecipato alle celebrazioni per l'insediamento di Leone XI (la cerimonia, antichissima, era detta il possesso):Albergatori, Bancherotti, Barbieri, Calciaroli, Calzettari, Calzolari, Candelottari, Cappellari, Falegnami, Ferrari, Fornaciari, Fornari, Lavoranti e garzoni de medesimi, Fruttaroli, Linaroli, Macellari, Medagliari, Mercanti fondacali, Mercanti di legno e legname, Molinari, Mulattieri, Muratori, Orefici, Osti, Lavoranti e garzoni de' medesimi, Orlolani, Pellicciari, Pescatori, Pescivendoli, Pizicaroli, Pollaroli, Rigattieri, Saponari, Sartori, Scarpinelli, Scarpellini, Sellari, Speziali, Tessitori, Vaccinari, Vascellari di Ripa, Vermicellari, Lavoranti e garzoni de' medesimi..
Naturalmente, ogni corporazione possedeva e manteneva la propria chiesa, che era il luogo di aggregazione del gruppo professionale. La chiesa, a cui erano spesso annessi un ospedale e un oratorio, era sede della Confraternita che esercitava il controllo sociale sul comportamento degli aderenti, organizzava le feste patronali e in genere la vita religiosa della corporazione.
Le chiese
Lo Stato unitario abolì, nel 1873, tutte le numerosissime Confraternite che trovò a Roma, incamerandone i beni e gli archivi.
Molte di queste chiese tuttavia esistono ancora, e molte erano ubicate tra il Campidoglio e il Foro romano. Tra queste: la Chiesa dei Santi Luca e Martina, della confraternita degli artisti Santi Cosma e Damiano dei barbieri San Lorenzo in Miranda, dei Farmacisti San Giuseppe dei Falegnami sopra al carcere Mamertino Sant'Omobono, dei sarti, sopra l'omonima area archeologica Sant'Eligio dei Fabbri al Velabro Oratorio di Sant'Andrea dei pescivendoli, oratorio al Portico d'Ottavia annesso a Sant'Angelo in Pescheria la chiesa di Santa Maria di Loreto al Foro di Traiano, della confraternita dei fornai, nel luogo in cui già Traiano aveva posto il mercato delle farine e delle granaglie e il Collegium pistorum (la corporazione dei fornai). San Rocco, degli osti, a Campo Marzio alla Regola:san Tommaso ai Cenci, dei vetturini; Santa Barbara dei Librai; Santa Maria della Quercia, dei macellai, dietro Piazza Farnese; Sant'Eligio degli Orefici, in una traversa di Via Giulia; la Chiesa di Santa Caterina della Rota della Venerabile Arciconfraternita di Sant'Anna de' Parafrenieri. oltre Tevere:Santa Maria dell'Orto, della confraternita degli ortolani e dei pizzicaroli, a Trastevere, e la chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri già della confraternita dei Parafrenieri pontifici a Borgo.
Note
Bibliografia Il recupero delle proprietà ecclesiastiche a Roma prima e dopo il Concordato del 1929, di C. M. Vidotto C. M. Fiorentino, Chiesa e Stato a Roma negli anni della destra storica, 1870-1876. Il trasferimento della capitale e la soppressione delle Corporazioni religiose, Roma, Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, 1996
Voci correlate Confraternita (chiesa cattolica) Venerabile Arciconfraternita di Sant'Anna de' Parafrenieri
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Collegamenti esterni
Elenco delle corporazioni (a Roma) dal Medioevo all'Ottocento, con bibliografia
Roma