Il Regno di Bulgaria (in bulgaro: Царство България, Tsarstvo Bălgarija), conosciuto anche come Zarato di Bulgaria o Terzo Impero Bulgaro, venne fondato il 5 ottobre 1908 (22 settembre secondo il calendario giuliano) quando il principato di Bulgaria ottenne la piena indipendenza dall'Impero ottomano, elevandosi così al rango di regno: tale proclamazione formalizzò anche l'annessione della provincia ottomana della Rumelia orientale, che era stata sotto il controllo bulgaro sin dal 1885. Il principe Ferdinando I assunse il titolo di Zar di Bulgaria. Durante i primi anni del XX secolo, il regno bulgaro affrontò le Guerre balcaniche e la Prima guerra mondiale, entrambi conflitti da cui la Bulgaria uscì non vittoriosa, ad eccezione della Prima guerra balcanica. Gli anni 1920 e 1930 furono caratterizzati da una crisi e quindi instabilità politica, che si ridimensionò grazie al colpo di stato attuato dallo zar Boris III, asceso al trono nel 1918, a seguito dell'abdicazione del padre Ferdinando.

Sebbene si fosse proclamata neutrale, la Bulgaria entrò nella Seconda guerra mondiale dopo di che le truppe tedesche erano scese nei Balcani per raggiungere il fronte greco. Con l'invasione del Regno di Jugoslavia e del regno greco, la Bulgaria ottenne numerosi territori in Macedonia e Tracia. Nel 1943, lo zar Boris morì ed a succedergli fu il figlio Simeone II, al tempo di 6 anni, che venne affiancato da un consiglio di reggenza. Al tempo le truppe sovietiche minacciavano i confini; i partigiani comunisti, tuttavia, si ribellarono al governo bulgaro fantoccio della Germania nazista, e risollevarono la situazione. Nel 1946 la monarchia venne abolita e l'ultimo zar andò in esilio, mentre la Bulgaria divenne una repubblica popolare (la Repubblica di Bulgaria). Sebbene raramente, il regno bulgaro è talvolta indicato come Terzo Impero bulgaro (Трета българска държава, Treta bălgarska dăržava).

Storia Fondazione

Le etnie bulgare rimasero sotto la sovranità dell'Impero ottomano fino a quando con la pace di Santo Stefano, concordata a seguito della guerra russo-turca (1877 - 1878), nacque il principato di Bulgaria il 3 marzo 1878. Secondo una delle disposizioni del trattato di pace, fu creato lo stato bulgaro il cui territorio comprendeva le terre abitate dai bulgari dal mar Nero al lago di Ocrida e dal Danubio al mar Egeo, escludendo Niš e la Dobrugia settentrionale. Preoccupate dalla significativa influenza russa nella penisola balcanica, le Grandi Potenze tennero il Congresso di Berlino, durante il quale revisionarono il la pace di Santo Stefano e ne stipularono uno definitivo, denominato trattato di Berlino, che ridimensionò i territori che erano stati designati come bulgari dalla pace di Santo Stefano.

L'unità territoriale della Bulgaria però non si raggiunse poiché, tuttavia, la Rumelia orientale rimase sotto la piena influenza ottomana, difatti, veniva nominato dal Sultano ottomano un governatore cristiano, mentre in Bulgaria venne eletto un principe sovrano, Alessandro di Battenberg. La Tracia meridionale e la Macedonia rimasero sotto il dominio turco, la Dobrugia settentrionale fu ceduta alla Romania ed il territorio intorno a Pirot alla Serbia. Per resistere a questa ingiusta decisione, il popolo bulgaro organizzò la Rivolta di Kresna-Razlog, tenuta tra il 1878 ed il 1879.

Nel 1879, venne convocata l'Assemblea Costituente a Tarnovo, che adottò la prima costituzione, la Costituzione di Tarnovo, secondo la quale la Bulgaria era una monarchia costituzionale ereditaria; il primo monarca, Alessandro I Battenberg, fu eletto ufficialmente. La città di Sofia fu designata capitale. Furono fondati i partiti politici: Liberale e Conservatore. L'unificazione della Rumelia orientale con la Bulgaria, nel settembre del 1885, ottenne il riconoscimento internazionale dopo la vittoria bulgara nella Guerra serbo-bulgara. Il governo di Stefan Stambolov (1887 - 1894) governò in un periodo difficile per il paese: la detronizzazione del principe Alessandro, la lotta per la supremazia tra russofili e russofobi, il perseguimento di una politica estera e interna indipendente. Nel 1887, venne eletto principe bulgaro Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha, lontano cugino del principe Alberto del Regno Unito, marito della regina Vittoria. Fu fondata l'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone-Adrianopoli (1893). Nel 1903 scoppiò la rivolta di Ilinden-PreobrazhenieJ. D. B. (1911). "Macedonia (Bulgarian Insurrection of 1903)". The Encyclopaedia Britannica; A Dictionary of Arts, Sciences, Literature and General Information. XVII (LORD CHAMBERLAIN to MECKLENBURG) (11th ed.). Cambridge, England: At the University Press. p. 221. accesso 18 July 2018 – via Internet Archive.The Establishment of the Balkan National States, 1804–1920, C. & B. Jelavich, 1977, pp 211–212, che aveva l'intenzione di far annettere alla Bulgaria i territori a maggioranza bulgara si concluse con un fallimento. Il 22 settembre 1908, il principe Ferdinando approfittò della complicata situazione politica creata dal colpo di stato dei Giovani Turchi e dichiarò l'indipendenza totale della Bulgaria, autoproclamandosi Zar e dichiarando così il passaggio da principato a regno, il Regno di Bulgaria, anche conosciuto come Terzo Impero Bulgaro.

Guerre balcaniche

Con la proclamazione de jure dell'indipendenza della Bulgaria dall'Impero ottomano il 5 ottobre 1908 (sebbene il paese fosse de facto indipendente dal 1878), Ferdinando assunse con il titolo di Zar di Bulgaria, con la proclamazione celebrata nella Chiesa dei Quaranta Martiri (in lingua bulgara Sv. Četirideset mačenici) a Veliko Tărnovo, ed accettata e riconosciuta sia dalla Turchia che da tutte le monarchie europee. Lo zar Ferdinando era divenuto negli anni un sovrano amato dal suo popolo, anche per il carattere cordiale ed aperto. Durante una visita a Guglielmo II di Germania, suo cugino di secondo grado, nel 1909, lo zar bulgaro si stava affacciando ad una finestra del Palazzo Nuovo di Potsdam quando l'imperatore gli arrivò alle spalle e lo sculacciò scherzosamente. Ferdinando rimase offeso del gesto e costrinse poi il Kaiser a scusarsi, salvo poi attuare la sua vendetta personale disdicendo alcuni contratti per la fornitura di armi con la ditta Krupp di Essen, preferendole invece la manifattura francese della Schneider-Creusot.. Un altro incidente diplomatico si verificò in occasione della sua visita in Inghilterra, dove partecipò ai funerali del cugino re Edoardo VII, nel 1910, quando ebbe dei contrasti con l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria per una questione di posti a sedere sul treno che li stava portando a destinazione.. Il 15 luglio di quello stesso anno, durante una visita in Belgio, Ferdinando si distinse per essere il primo capo di Stato a viaggiare in aeroplano.

Il 13 marzo 1912 Serbia e BulgariaCrampton (1987) , sotto l'influenza russa, firmarono un'alleanza, originariamente diretta contro l'Austria-Ungheria ma poi si rivelò un impegno per scacciare definitivamente la Turchia. Successivamente si aggiunsero anche il Montenegro e la Grecia, così da formare la Lega Balcanica. La Lega dichiarò guerra all'Impero ottomano nell'ottobre 1912 (a settembre scoppiarono delle rivolte in Albania, dominio ottomano), iniziando così la Prima guerra balcanica; il conflitto si rivelò vittorioso per gli stati balcanici, terminando nel maggio del 1913.

Il trattato di Londra dettò le condizioni della pace: l'Albania ottenne la piena indipendenza, il sangiaccato di Novi Pazar viene diviso tra i regni di Serbia e Montenegro, la Bulgaria ottenne la regione della Tracia (i confini territoriali saranno compresi tra le località di Enos e del mar Egeo e Medea (oggi Kıyıköy) sul mar Nero), quindi l'accesso al mare, ed infine non venne data alcuna soluzione definitiva per la divisione della Macedonia tra le potenze vincitrici guerra. Ma fu proprio questa spartizione delle terre europee della Turchia a causare la Seconda guerra balcanica: la Bulgaria, che non voleva riconoscere l'annessione della maggior parte della Macedonia alla Serbia, il 29 giugno 1913 attaccò i suoi ex alleati della Lega Balcanica. Greci, serbi e montenegrini resistettero però all'attacco dell'ex alleato bulgaro, passando in seguito all'offensiva. Dello scoppio di questo nuovo conflitto nei Balcani subito approfittarono gli ottomani, che il 20 luglio 1913 attaccarono la Bulgaria orientale riconquistando Adrianopoli, ed i rumeni, che, avanzando pretese sulla Dobrugia, scesero in armi e, passato il Danubio, si diressero a Sofia. L'accordo di pace definitivo fra le nazioni belligeranti fu il trattato di Bucarest firmato il 13 agosto dello stesso anno.

Prima guerra mondiale

In seguito alle guerre balcaniche, l'opinione pubblica bulgara si schierò contro la Russia, così il governo di Vasil Radoslavov allineò la nazione con la Germania e l'Austria-Ungheria, anche se ciò significava avvicinarsi agli ottomani, i tradizionali nemici della Bulgaria. Ferdinando I non era un grande ammiratore degli imperatori Guglielmo II e Francesco Giuseppe (che egli descrisse come "quell'idiota, quel vecchio pazzo di Francesco Giuseppe")., ma voleva ottenere nuovi territori dopo l'umiliazione subita con le Guerre balcaniche. Il capo del governo bulgaro ottenne maggiori risultati con la firma di un trattato segreto difensivo tra la Bulgaria e l'Impero ottomano nell'agosto 1914. In quel momento non c'era nessuna rivendicazione contro l'Impero ottomano, mentre la Serbia, la Grecia e la Romania (alleate di Francia e Gran Bretagna) controllavano delle terre percepite ancora come bulgare. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, la Bulgaria si tenne fuori dal conflitto durante il primo anno, mentre recuperava forze dalle guerre balcaniche; quando la Germania promise di restaurare i confini del trattato di Santo Stefano, la Bulgaria, che possedeva l'esercito più grande dei Balcani, dichiarò guerra alla Serbia nell'ottobre 1915, aprendo così il fronte macedone.

La Gran Bretagna, la Francia e l'Italia dichiararono quindi guerra alla Bulgaria. Alleata della Germania, dell'Austria-Ungheria e dell'Impero ottomano, il regno bulgaro ebbe la meglio sulla Serbia e la Romania, occupando la maggior parte della Macedonia (prendendo Skopje in ottobre), avanzando nella Macedonia greca e sottraendo la Dobrugia alla Romania nel settembre del 1916. Il conflitto divenne presto impopolare tra la maggior parte dei bulgari, che soffrivano grandi ristrettezze economiche ed inoltre non gradivano combattere altri cristiani ortodossi, come serbi e poi greci, ed essere alleati degli ottomani musulmani. Il leader del Partito Agrario, Aleksandăr Stambolijski, venne imprigionato per la sua opposizione alla guerra.

La rivoluzione russa del febbraio del 1917 ebbe un grande effetto in Bulgaria, diffondendo sentimenti antibellici e antimonarchici tra le truppe e nell'intera nazione. A giugno il governo di Radoslavov si dimise, si ebbero molti ammutinamenti nell'esercito e Stambolijski. Nel settembre 1918 con l'Offensiva del Vardar, compiuta dagli alleati, lo zar Ferdinando si trovò costretto ad accordare una pace, Stambolijski favorì le riforme democratiche, ma non una rivoluzione. Per sopire le attività rivoluzionarie, persuase il sovrano ad abdicare in favore del primogenito Boris, che ascese al trono bulgaro come Boris III di Bulgaria.. I rivoluzionari vennero arrestati e l'esercito andò allo sbando. Con il trattato di Neuilly (novembre 1919), la Bulgaria perse l'accesso sul Mar Egeo a favore della Grecia e quasi tutto il suo territorio in Macedonia a favore del nuovo stato, il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, in seguito di Jugoslavia, e dovette rendere la Dobrugia meridionale ai rumeni. Le elezioni del marzo 1920 videro la vittoria del Partito Agrario, e Stambolijski formò il primo governo eletto democraticamente.