Annunciata è una frazione del comune di Piancogno, in media Val Camonica, provincia di Brescia.

Geografia fisica Sorge in posizione panoramica nel comune di Piamborno (casa comunale a 603 m s.l.m.)

Situata in un ampio altipiano, l'Annunciata è una frazione di 1265 m s.l.m. (poco più alta della cittadina montana di Ponte di Legno in Valle Camonica).

Il comune di Piamborno è costituito da 18 itinerari turistici montani dove vige l'aria incontaminata delle alpi orobie e retiche meridionali, l'Annunciata è una frazione abitata da soli 33 abitanti costituita da boschi di conifere al centro della natura. Per salire nel paesino montano ci sono 3 itinerari che partono da Piamborno e Cogno, all'arrivo vi accoglierà un rifugio (1403 metri di altitudine), 3 ponti panoramici di ferro con dislivello pari a 720 metri; mentre durante l'itinerario vi aspetteranno 3 ponti di legno che passeranno al di sopra di alcuni torrenti di origine alpina, oltre che l'immersione completa nei boschi con vista mozza fiato di crepacci e dell'imponente valle della morte posta a 1550 metri di altitudine, da ricordare è la cascata Davine, la quale passerete sotto durante l'itinerario 1.

Storia La zona dell’Annunciata (Nosciada) risulta frequentata fin dall’antichità. La presenza di numerose incisioni rupestri, databili a circa duemila anni fa (e in parte ancora da studiare), suggerisce un’occupazione del territorio da parte di comunità di pastori e agricoltori già a partire dal III secolo a.C.

Fin dall’antichità la località fu interessata da importanti vie di transito. Un percorso collegava Lovere ad Angolo, proseguiva verso Erbanno e quindi verso Borno, evitando le aree paludose del fondovalle e garantendo intensi traffici con l’altopiano. La stessa via era utilizzata anche per la transumanza: dal territorio bergamasco di Bossico, attraverso il valico del Mortirolo in alta Val Camonica, si raggiungevano i pascoli della Valtellina.

Fonti storiche indicano che, intorno all’anno Mille, le terrazze della zona erano coltivate a vite. A questo periodo risale anche la notizia di una rappresaglia da parte degli Scalvini, che avrebbero tagliato i vitigni di alcuni campi. È probabile che in questa fase abbia avuto inizio la costruzione dei “caselli”, edifici destinati ad abitazione temporanea e al ricovero delle masserizie. In località Pià del Gobbia (Piana di Gobbia) si trovava la “Cà del tòrcol”, ossia la casa del torchio utilizzata per la lavorazione delle uve.

Le due grandi abitazioni situate nelle località Belotti e Dosso — quest’ultima distrutta da un incendio nel 1988 — risalgono presumibilmente al XIV secolo e rimasero abitate fino agli anni Sessanta del Novecento.

La località prende il nome dal convento che, secondo la tradizione, è stato fondato nel 1469 dal nobile spagnolo Amedeo Méndez da Sylva.Tratto da:

Presso il monastero trascorse parte della propria vita il Beato Innocenzo da Berzo.

Nel 1854 venne aperta la SS42 strada statale del Tonale e della Mendola lungo il fondovalle, determinando il progressivo declino della precedente mulattiera, che fino a Cogno rimase come semplice collegamento intercomunale tra il fondovalle e l’altopiano di Borno.

Nel 1964 fu realizzata la nuova strada di accesso al monastero a partire da Ossimo Inferiore. La costruzione dell’infrastruttura comportò la distruzione di una roccia sulla quale, secondo la tradizione locale, erano visibili le impronte degli zoccoli del cavallo di San Martino; tali segni sono stati talvolta interpretati come possibili incisioni rupestri della Valcamonica..

Monumenti e luoghi d'interesse Santuario della Santissima Annunciata

Il convento dell'Annunciata contiene affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo:, tra cui l'" arco trionfale", del 1479, 33 riquadri che narrano la vita di Cristo, attribuiti al Pietro da Cemmo o alla sua scuola. Inoltre la pala dall'Annunciata attribuita a Palma il Giovane, trasferita dall'altare maggiore, e la pala dell'Immacolata di Palma il Vecchio o della scuola di Palma il Giovane.

Il beato Innocenzo da Berzo, beatificato nel 1961 da Giovanni XXIII, è raffigurato nella pala del 1967 del pittore Trento Longaretti.

Di Paolo da Cailina sarebbe cui una "Deposizione di Cristo".

Nel coro il tabernacolo ligneo è del frate Francesco Piantanida da Cedrate. La volta e numerosi affreschi sono di Pietro da Cemmo. Il "Cristo deposto dalla Croce" è del XVII secolo di Nicolò Grisiani.

Sotto la chiesa sono visitabili i Sepolcreti, il presepio in terracotta di Andrea Fantoni (1715) ed il presepio permanente. Al primo piano la cella dove visse il beato Innocenzo ed un piccolo museo.

Degni di interesse i chiostri, tra cui il maggiore con fontana del 1747.

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Note

Bibliografia

Serafico Lorenzi, Santuario SS. Annunciata Piancogno, Editrice Velar, 2018

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