La līlā (devanāgarī: लीला, in sanscrito «gioco», «passatempo» o «svago»Anche nel senso di «fascino» quindi «apparenza, simulazione». Cfr. ) nella tradizione induista indica l'azione libera e spontanea di una divinità, concepita metaforicamente come un «gioco divino».

Il concetto può riferirsi sia alla manifestazione e al dissolvimento dell'universo, sia alle azioni e agli episodi della vita di una divinità, in particolare Kṛṣṇa, nelle tradizioni devozionali. Il significato e l'interpretazione della līlā variano secondo le diverse scuole filosofiche e tradizioni religiose dell'induismo.

Etimologia In ambito induista esso sottintende la spontanea venuta ad essere (sṛṣṭi, "manifestazione") dell'universo e quindi della sua distruzione (pralaya, "dissolvimento") alla fine del kalpa ("eone")Un kalpa è composto da mille mahā-yuga, quindi 12.000.000 anni divini ovvero 4.320.000.000 anni umani.:

Quindi a differenza delle religioni abramitiche la venuta ad essere del cosmo materiale non è frutto di un atto intenzionale, quanto piuttosto di un movimento libero, di un gioco divino, simile al getto di una fontana.

Secondo il vedāntin Nimbārka (XI-XII secolo) questa līlā si fonda sulla perfetta beatitudine (ānanda) del Bhagavat, sia nella sua manifestazione che nel suo dissolvimento.

Le sofferenze delle creature venute ad essere durante la manifestazione provocata dalla līlā divina vengono giustificate in base alla legge del karman.

La personificazione della līlā si manifesta nella dea Lalitā la cui forma è lo stesso cosmo.

Note

Voci correlate Sathya Sai Baba Shirdi Sai Baba Shuddhadvaita Caitanya-caritāmṛta

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