Le elezioni regionali del 2008 in Friuli Venezia Giulia si sono tenute il 13 e 14 aprile 2008. Sono state le decime nella storia della regione, e le seconde con l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale.
È stato eletto alla presidenza Renzo Tondo, sostenuto dal centro-destra, che ha sconfitto il presidente uscente Riccardo Illy, sostenuto da Intesa Democratica, precedendolo per circa 58.000 preferenze. Tondo era già stato presidente della regione tra il 2001 e il 2003.
Tra le liste il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti è stato il Popolo della Libertà, col 33,02%; il PDL ha preceduto il Partito Democratico, al 29,93% e la Lega Nord al 12,93%. Tra i gruppi di liste il Centro-destra ha ottenuto il 53,60% contro il 46,40% di Intesa Democratica.
Gli elettori chiamati al voto sono stati 1.092.901, suddivisi in 1.378 sezioni. Si sono recati al voto 790.492 cittadini, pari al 72,33% degli aventi diritto.
Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale sono avvenute contestualmente alle elezioni politiche, come già avvenuto nel 1983. Per garantire questo accoppiamento, il presidente uscente, Riccardo Illy, aveva deciso di dimettersi prima della fine del suo mandato. Le elezioni regionali sono state inoltre accorpate con quelle per i rinnovi dei consigli di otto comuni (tra cui Udine), e quello della provincia di Udine.
Sistema elettorale Riforma del 2007 Queste sono state le prime elezioni regionali del Friuli-Venezia Giulia a svolgersi in base al nuovo sistema elettorale introdotto dalla Legge regionale del 1º marzo 2007 nr. 17, attuativa della riforma dello statuto regionale del 2001: infatti, mentre per le prime otto legislature il Consiglio è stato eletto con un sistema proporzionale in base ai principi dello statuto originario del 1963, quelle della IX legislatura, che si sono svolte nel giugno 2003, vennero effettuate in base ai nuovi principi statutari, introdotti dalla riforma del 2001, ma applicando la normativa transitoria stabilita dalla stessa riforma, non essendo allora ancora entrata in vigore la legge regionale attuativa di tali nuovi principi.
Natura del sistema elettorale Il nuovo sistema elettorale regionale si differenzia da quello transitorio in quanto non divide i seggi tra una quota proporzionale e una maggioritaria e non prevede più le liste regionali.
Ciascun candidato alla carica di presidente è collegato con un gruppo di liste. Il gruppo deve essere presente in almeno tre circoscrizioni elettorali. Più gruppi di liste possono collegarsi al medesimo candidato alla carica di presidente. Viene prevista una "riserva di genere": ogni lista circoscrizionale non può comprendere più del 60 per cento di candidati dello stesso genere.
Viene posto il limite dei due mandati consecutivi per il presidente e quello dei tre mandati per i consiglieri.
Le norme sul procedimento elettorale vengono stabilite dalla Legge Regionale 28/2007.
Secondo la legge elettorale viene eletto Presidente il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi.
In merito all'attribuzione dei seggi alle singole liste, vengono ammesse alla ripartizione qualora si trovano nelle seguenti tre condizioni:
abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti su base regionale; abbiano ottenuto almeno l'1,5% su base regionale e faccia parte di una coalizione che abbia ottenuto almeno il 15%; abbiano ottenuto in una circoscrizione pari ad almeno il 20% dei voti.
L'Ufficio centrale regionale deve verificare se la distribuzione proporzionale dei seggi soddisfa le seguenti due condizioni:
il gruppo di liste o la coalizione di gruppi di liste collegate al candidato eletto Presidente ha ottenuto un numero di seggi che, considerando anche il seggio già attribuito al candidato eletto Presidente, corrisponde al 60% per cento dei seggi del Consiglio, nel caso in cui il Presidente sia stato eletto con più del 45% dei voti o almeno al 55% dei seggi, nel caso in cui il Presidente sia stato eletto con una percentuale di voti pari o inferiore al 45%; il gruppo o i gruppi di liste non collegati al candidato eletto Presidente hanno complessivamente ottenuto un numero di seggi che, considerando anche il seggio già attribuito al candidato Presidente primo dei non eletti, corrisponde al 40% dei seggi del Consiglio. Nel caso in cui risulti che il gruppo di liste o la coalizione di gruppi di liste collegate candidato eletto Presidente ha ottenuto un numero di seggi inferiore al 60% o al 55%, scatta il “premio di maggioranza” che comporta l'attribuzione ai gruppi di liste di maggioranza della prescritta percentuale di seggi e l'attribuzione dei restanti seggi agli altri gruppi di liste.
Nel caso in cui dalla verifica risulti che il gruppo o i gruppi di liste non collegati al candidato eletto Presidente hanno ottenuto un numero di seggi inferiore al 40%, scatta la “garanzia per le minoranze”, che comporta l'attribuzione ai gruppi di liste di minoranza del 40% dei seggi e l'attribuzione dei restanti seggi agli altri gruppi di liste.
Seggio alla minoranza slovena Nel caso in cui un gruppo di liste espressione della minoranza slovena non abbia ottenuto almeno un seggio per effetto delle operazioni di attribuzione dei seggi, le operazioni devono essere ripetute, a condizione che il gruppo di liste:
abbia dichiarato, in occasione della presentazione delle candidature, il collegamento con un altro gruppo di liste della medesima coalizione; abbia ottenuto una cifra elettorale regionale non inferiore all'1% dei voti validi.
Nel ripetere le operazioni di attribuzione dei seggi, l'Ufficio centrale regionale somma le cifre elettorali del gruppo di liste espressivo della minoranza slovena e del gruppo di liste con lo stesso collegato, considerando i due gruppi come un unico gruppo. Uno dei seggi così ottenuti dall'insieme costituito dai due gruppi è attribuito al gruppo espressivo della minoranza slovena.
Ripartizione in circoscrizioni Il territorio regionale è diviso in 5 circoscrizioni: Trieste, Gorizia, Pordenone (con territori che corrispondono a quello delle relative provincie), Udine e Tolmezzo.
Il numero totale dei seggi consiliari è stabilito in base all'art. 13, secondo comma, dello statuto, che determina tale numero in ragione di uno ogni 20.000 abitanti o frazioni superiori a 10.000 abitanti, secondo i dati ufficiali dell'ultimo censimento. In questo caso il numero di consiglieri da eleggere è stato fissato in 57.
A tale numero di seggi consiliari sono detratti i due seggi riservati al Presidente, e al primo dei candidati alla Presidenza, non eletto.
Modalità di voto La legge prevede tre possibili modalità di espressione del voto:
Scelta del solo candidato presidente. Si traccia un segno sul nome del candidato presidente o sul simbolo associato al nome. In questo caso il voto non si estende alle liste collegate, anche nel caso vi sia una sola lista. Scelta del candidato presidente e di una lista. Si traccia un segno sul nome del candidato presidente o sul simbolo associato al nome e un segno sul simbolo della lista. Nel caso in cui si tracci solo un segno sul simbolo della lista, il voto si estende anche al candidato presidente ad essa collegato. È possibile anche effettuare il voto disgiunto tracciano un segno sul nome di un candidato presidente o sul simbolo associato al nome e un segno sul simbolo di una lista ad esso non collegata. Scelta del candidato presidente, di una lista e di un candidato consigliere. Si traccia un segno sul nome del candidato presidente o sul simbolo associato al nome, un segno sul simbolo della lista e si scrive il cognome del candidato consigliere a fianco del simbolo della lista. Il candidato consigliere deve fare parte della lista. Nel caso si scriva solo il cognome del candidato consigliere, il voto si estende sia alla lista che al candidato presidente ad essa collegato.
Le operazioni di votazione si svolgono la domenica dalle 08:00 alle 22:00 e il lunedì dalle 07:00 alle 15:00.
Principali avvenimenti Scelta della data Il 12 febbraio 2008 il Presidente della Regione, Riccardo Illy, ha comunicato le proprie dimissioni: tali dimissioni determinano di diritto lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale, a decorrere dalla data della loro comunicazione al Consiglio.
Lo scioglimento anticipato ha determinato inoltre l'obbligo per il Presidente di indire le nuove elezioni. Lo statuto regionale prevede che il decreto di indizione debba essere pubblicato non oltre il 45º giorno antecedente alla data stabilita per le elezioni.
Lo stesso giorno in cui è cessata la legislatura, la Giunta regionale, con deliberazione n. 419, ha fissato la data delle elezioni del nuovo Consiglio e del Presidente della Regione, per domenica 13 aprile e lunedì 14 aprile 2008, in contemporanea con le elezioni politiche.
Composizione degli schieramenti e delle candidature Intesa democratica La coalizione di centro-sinistra, denominata Intesa Democratica, era composta non solo della coppia Partito Democratico e dell'Italia dei Valori (che sostenevano assieme anche Walter Veltroni nelle contemporanee elezioni politiche), ma si è allargata anche a La Sinistra l'Arcobaleno, che invece alle politiche sosteneva Fausto Bertinotti. Accanto a tali partiti erano presenti anche due movimenti di estrazione locale: la Slovenska Skupnost, partito di espressione della minoranza slovena, e la lista dei Cittadini per il Presidente.
Il candidato della coalizione è stato il presidente uscente, Riccardo Illy. Illy ha sciolto il nodo della sua ricandidatura nel febbraio 2008.
Coalizione di centro-destra La coalizione di centro-destra ha raggruppato non solo Il Popolo della Libertà e la Lega Nord, alleati anche per le politiche, ma anche l'Unione di Centro, che alle politiche ha corso autonoma. A questi tre partiti si è aggregato il Partito Pensionati, che nelle regionali del 2003 aveva sostenuto la candidatura di Riccardo Illy.
Il candidato della coalizione è stato Renzo Tondo, già presidente della regione tra il 2001 e il 2003. Inizialmente la Lega Nord non avevo però escluso la possibilità di correre con un proprio candidato, o anche di sostenere Illy.
La legge elettorale non prevede alcuna forma di elezioni primarie, lasciando quindi ai partiti la libertà di procedere o meno a tale forma di selezione delle candidature presidenziali.
I candidati alla presidenza Candidature ammesse I candidati alla presidenza del Friuli Venezia Giulia sono stati:
Riccardo Illy per Intesa Democratica, composta da Partito Democratico, Italia dei Valori, Slovenska Skupnost, Cittadini per il Presidente e La Sinistra l'Arcobaleno Renzo Tondo per Il Popolo della Libertà, Lega Nord, Partito Pensionati e Unione di Centro. Candidature escluse La commissione elettorale ha rigettato le candidature di Gioacchino Basile e di Valeria Grillo. Il primo era stato proposto dagli "Amici di Beppe Grillo", mentre la seconda da "Autonomia per la nostra terra". Entrambi avevano depositato un numero di firme considerato insufficiente.
Anche due liste sono stati escluse dalla competizione elettorale, il Nuovo PSI e La Destra-Fiamma Tricolore, che avrebbero supportato Renzo Tondo.
La Destra-Fiamma Tricolore è stata esclusa per non aver depositato il numero di firme previsto, mentre il nuovo PSI non è stato ammesso per non aver raccolto abbastanza firme per la circoscrizioni di Tolmezzo e Gorizia, e per la presentazione in quella di Pordenone di una candidata troppo giovane, l'esclusione della quale ha determinato il mancato rispetto delle quote rosa imposte per legge.
Candidature ipotizzate Inizialmente La Destra-Fiamma Tricolore aveva ipotizzato la candidatura di Sergio Cosma, che successivamente ha deciso di correre solo per le contestuali elezioni politiche.
Numeri e costi delle elezioni Affluenza