Il taoismo o daoismo, () designa sia le dottrine a carattere filosofico e mistico esposte, principalmente, nelle opere attribuite a Laozi e Zhuāngzǐ (composte tra il IV e III secolo a.C.), sia la religione taoista istituzionalizzatasi come tale all'incirca nel I secolo d.C.(il testo citato non contempla il termine "principalmente" aggiunto per meglio sottolineare un canone taoista estremamente ampio e composito). Al contrario del confucianesimo, il taoismo non possiede un insegnamento fondamentale o un credo e pratica unitari. È principalmente una religione cosmica, centrata sul posto e sulla funzione dell'essere umano, di tutte le creature e dei fenomeni in esso.(Jean C. Cooper, An Illustrated Introduction to Taoism, The Wisdom of the Sages, Joseph A. Fitzgerald Editor, Bloomington, World Wisdom, 2010, pag. 5) Nel tempo se ne sono sviluppate diverse scuole e interpretazioni. Nonostante la distribuzione ubiquitaria in Cina e la ricchezza di testi, si tratta probabilmente della meno conosciuta tra le maggiori filosofie al mondo.
Il taoismo enfatizza il vivere in armonia con il Tao (cinese: 道; lett. la Via, romanizzato anche come Dao). Il Tào è un principio misterioso e profondo che è la fonte, il modello e la sostanza dell'intero universo.*
Come ricorda Stephen R. BokenkampLindsay Jones (ed.), Encyclopedia of Religion. Second Edition, vol 4, Farmington, Thomson Gale, 2005, pag. 2177: "The Chinese, like the Japanese, had no formal name for their native religion until the arrival of Buddhism." i cinesi non possedevano un termine per indicare le proprie religioni fino all'arrivo del buddhismo nei primi secoli dopo Cristo (la prima introduzione del buddismo in Cina sarebbe avvenuta nel 64 d.C.), quando opposero al Fójiào (佛教, gli insegnamenti del Buddha), il Tàojiào (道教, gli insegnamenti del Tao). Dall'influenza del taoismo sul Buddhismo Mahāyāna indiano probabilmente si sviluppò il Chan.Henri Maspero, Taoism and Chinese Religion, University of Massachusetts Press, 1981 ISBN 978-0-87023-308-1
Più precisamente nell'epoca pre-imperiale (antecedente al III secolo a.C.) il termine "tàojiào" era utilizzato dai seguaci di Mozi per designare i confuciani.. Solo dal quinto secolo in avanti vediamo utilizzato questo termine per intendere la dottrina del Dao. Allo stesso modo, e T.H. Barret rammentano come gli studiosi classificatori del periodo Han indicarono, in modo "mal definito", come Dàojiā (道家, scuola taoista) autori ed opere a loro precedenti. Più precisamente lo storico Sima Tan, in un capitolo delle Memorie di uno storico intitolato liùjiā zhī yàozhǐ (六家之要指) ovvero "i fondamenti dei sei gruppi di esperti", descrive il panorama dottrinale presente in Cina nel periodo antecedente l'avvento della dinastia Qin. Tra le sei categorie viene annoverato anche il cosiddetto 道家 taojia (sulla questione scuole/esperti vedi Cento scuole di pensiero. In epoca Han e nelle successive, l'interpretazione storiografica cinese affermatasi come ortodossa rimase vincolata a questa schematizzazione operata da Sima Tan. Inoltre studi moderni ed evidenze documentarie testimoniano quanto la situazione in epoca pre-imperiale (quindi fino al 221 a.C.) fosse invece assai più fluida e meno rigidamente compartimentata tra scuole concorrenti e gerarchicamente strutturate al loro interno (ad eccezione dei moisti). Dati tratti da: Memorie di uno storico; Scarpari, M., Il confucianesimo. I fondamenti e i testi, Torino, Einaudi, 2010, pp.263-265 ISBN 978-88-06-20117-3.
Mario Sabattini e Paolo Santangelo così concludono:
Ancora il termine Taoismo con il suo suffisso -ismo non avrebbe quindi alcuna controparte nella lingua cinese. Esso verrebbe utilizzato in tal modo solo negli scritti occidentali.The English word Daoism, with its nominalizing suffix, has no counterpart in the Chinese language. The term has been used in Western writings on China.... Stephen R. Bokenkamp, "Daoism: an overview" in Lindsay Jones (ed.), Encyclopedia of Religion. Second Edition, vol 4, Farmington, Thomson Gale, 2005, p. 2176
Ulteriore fonte di complessità nell'approccio al Taoismo, è il sostanziale pregiudizio sorto fin dai primi contatti con religiosi occidentali che spesso videro in tale religione una corrente fortemente degenerata. Tale giudizio è andato via via stemperandosi nel tempo, raggiungendo attualmente un certo distacco. Ciò avvenne chiaramente con i primi missionari del XVI secolo Friar Gaspar da Cruz O.P. oppure con il gesuita Matteo Ricci che, forti della loro cultura controriformista, pur con diverse sfumature in fatto di incontro di una nuova cultura, furono assai disturbati in particolare dalla mancanza di un "celibato" dei preti taoisti. Tale pregiudizio cominciò ad essere scardinato in particolare con gli studi di Henri Maspero e di altri studiosi (sempre del XX secolo) quali Isabelle Robinet, Michel Strickmann, Anna Seidel
Cosa comprende il taoismo? Risulta quindi chiaro come questa dottrina sia eterogenea, le cui ragioni sono da attribuire principalmente alla mancanza di un singolo fondatore ed alla assenza di un canone definito. Essa ha raggiunto un minimo grado di omogeneità, non in base a spinte interne, bensì a seguito di agenti esterni (ovvero spinte governative che cercavano di controllare la formazione del clero e il numero dei templi). . Ulteriore fonte di eterogeneità è legata alla ricchezza di testi dei vari canoni che spaziano dalla filosofia, alla botanica, medicina, mineralogia.... Nel taoismo andrebbero quindi compresi: i primi testi filosofici come il Tao Te Ching e lo Zhuangzi (per lo più considerati universalmente "classici", per lo meno dagli studiosi occidentali) le pratiche anticonfuciane dell'allontanamento dalla pratica politica tramite il ritiro in eremitaggio, distante dagli uffici di governo (altamente differente dalla mentalità confuciana) alcuni tipi di arti (pittura, musica, calligrafia) basati sul libero flusso, senza sforzo qualsiasi tipo di pratica che non fosse Buddhista o Confuciana prima del V secolo d.C (quando il taoismo fu istituito come canone) il Daojiao prima dell'arrivo del Buddhismo (fojiao in cinese) in Cina. Così infatti gli studiosi denominarono il termine daojiao; come segnalato prima, inizialmente la religione cinese non aveva un nome che la definisse.Lindsay Jones (ed.), Encyclopedia of Religion. Second Edition, vol 4, Farmington, Thomson Gale, 2005, pp. 2176-7.
Esiste una ortodossia?
Addentrandosi nel problema, sorge spontaneo chiedersi se si possa stabilire una "ortodossia" nel taoismo (per alcuni accenni a una possibile "ortodossia", vedi anche inquadramento generale). Di seguito due delle tante possibili esplicazioni: l'esordio del Daodejing (presente nell'incipit di questa voce) la seguente descrizione di Stephen Bokenkamp:
Ma la situazione è ancora più complessa, se un autore taoista come Lu Xiujing (陸修靜) (vissuto nel V secolo dopo Cristo), aveva potuto affermare che "alcuni scritti daoisti paiono scritti da persone malate di mente, in grado di captare senza alcuna capacità di ricercare il numinoso e mancanti del desiderio di raggiungere la perfezione. Essi avrebbero scritto [questi testi basati su] quello che erano [delle scritture originali], assumendo falsamente il nome di "taoista" nella loro avida ricerca di guadagno".,
Taoismo o daoismo? MandarinoPinyinWade-Giles DaoismoTaoismo 道教 Dàojiào Tao-chiao 道家 Dàojiā Tao-chia道德經 DàodéjīngTao Te Ching 無爲 Wúwéi Wu Wei 老子 LǎozǐLao Tzu 莊子ZhuāngzǐChuang Tzu 孫子 SūnzǐSun Tzu 列子 LièzǐLieh Tzu 氣功 QìgōngCh'i Kung 太極拳 Tàijíquán T'ai Chi Ch'uan太極圖 Tàijítú T'ai Chi T'u易經 Yì Jīng I Ching 太極 Tàijí T'ai-chi Etimologicamente il termine taoismo deriva da Tao, romanizzato secondo Wade-Giles, con il suffisso greco antico -ισμός (-ismo, significante "stile, modo"); mentre il termine daoismo deriva da Dao, quest'ultimo romanizzato secondo il più recente pinyin, con il suffisso -ismo. Quindi Tao e Dao sono due modi di scrivere e leggere lo stesso termine e, perciò, hanno lo stesso identico significato. Lo standard attuale per la romanizzazione della lingua cinese è il pinyin (dagli anni '80) rispetto al Wade-Giles del XIX secolo. Sarebbe quindi più moderno e corretto utilizzare i termini dao e taoismo. Sempre in base a ciò quindi i vecchi termini Lao-Tzu, Chuang-Tzu... andrebbero modificati in Laozi e Zhuangzi...
Nel testo della presente voce si useranno per lo più i nomi propri delle opere, delle persone e dei termini specifici nella romanizzazione del pinyin. A fianco una tabella di conversione nella romanizzazione moderna e precedente.
Concetti di base
Il Taoismo è uno dei tre insegnamenti cinesi, insieme a buddismo e confucianesimo ed a differenza di quest'ultimo che lo possiede, il «taoismo non ha né data né luogo di nascita».. Esso «non è mai stato una religione unitaria, ma una combinazione costante di insegnamenti fondati su rivelazioni originarie diverse»Livia Kohn, Taoist Mystical Philosophy, the Scripture of Western Ascension, Albany N.Y., State of New York University Press, 1991 citato in .. Prese forma gradualmente, durante un lungo cammino, integrando diverse correnti. Il Taoismo scaturisce infatti da un movimento di pensiero nato dalla combinazione del patrimonio concettuale comune cinese (ovvero il Qi, lo Yin e lo Yang, i cinque elementi.); lo sciamanesimo o magia wu, basato per lo più su danze frenetiche e stati estatici (praticato principalmente da donne)., la cultura sciamanica può essere fatta risalire ad uno Sciamanesimo Siberiano e/o centroasiatico dell'età preistorica (Ugo Marazzi, Testi dello Sciamanesimo, Torino, UTET 1984, pp. 23) legata alle comunità umane di cacciatori nomadi. In essa la figura centrale di guida della comunità - nonché di primo medico naturalista - era quella dello sciamano: tramite fra mondo umano e mondo soprannaturale, il suo scopo era trovare soluzioni a risolvere crisi in atto od a prevenire crisi future (Ugo Marazzi, Testi dello Sciamanesimo, UTET 1984, p. 9). Non meno importante, lo sciamano aveva anche il ruolo importantissimo di interprete dei sogni (cercare citazione). Fino alla dinastia Han gli sciamani ebbero molta importanza nella religione ufficiale ed in quella popolare cinese ma, con il confucianesimo e con la diffusione del taoismo e del buddismo, furono relegati ai margini (tratto da John Lagerwey, Lü Pengzhi, Early Chinese Religion: The Period of Division (220-589 AD). Leiden, Brill, 2010, Part two, Volume 1, pp. 275-277; le opere spirituali di Laozi e di Zhuāngzǐ.; a questi si sono aggiunti nel tempo alcuni concetti confuciani (dal II secolo d.C. circa con il Neotaoismo) e buddisti (a cominciare circa dal 370 d.C.)..
Concetto centrale del Daoismo è il Dao, ovvero la base metafisica dell'ordine naturaleLindsay Jones (ed.), Encyclopedia of Religion. Second Edition, vol 4, Farmington, Thomson Gale, 2005, pag 2177.
Se il dao può essere concepito come una sorta di "Principio ordinatore unico ed immanente del mondo", non troppo dissimile dall'Armonia di Pitagora, il Logos di Eraclito, lo Shinto giapponese, il Dharma del buddismo, è però fondamentale riconoscere che si tratta di un principio cosmico che manca di creazione e quindi causa e finalità, esso non realizza nulla fuorché la sua implicità.. Se ne deve rimarcare anche la specificazione non troppo dissimile, in quanto essa rifiuta la reificazione e la definizione (vedi anche l'incipit di questa voce).
Non tollerare la reificazione, significa intendere l'attività pratica e la "crescita personale", superiori all'intellettualizzazione ed alla concettualizzazione filosofica. Si può quindi essere daoisti senza avere necessariamente una definizione ed esplicazione di cosa sia il dao; esso rifiuta l'idea che una via non sia percorribile senza una concettualizzazione coerente..