Il Museo Diocesano di Ortona, in origine Museo della Cattedrale, raccoglie importanti reperti artistici scampati alla distruzione dei bombardamenti dovuti alla seconda guerra mondiale.
Si trova presso la Cattedrale di San Tommaso Apostolo.
Storia Un primo museo vi fu nel secondo dopoguerra quando Mons. Tommaso de Luca aprì al pubblico la sua collezione privata. La vera e propria esposizione fu però inaugurata il 3 maggio 1988 in quattro sale sul lato sinistro del Duomo, un tempo cappelle private adibite al culto.
La collezione La collezione museale contiene numerose e pregevoli opere artistiche che vanno dal XII al XIX secolo, e che testimoniano l'evoluzione artistico culturale di Ortona raggiunta in diversi secoli di storia.
Sala 1: Cappella del Rosario
L'itinerario espositivo nella prima sala, antica sede della Cappella del Rosario, si sviluppa secondo un criterio cronologico con opere d'arte pittorica dal Quattrocento al Seicento. L'insieme dei dipinti è assai significativo con capolavori come "Il Volto Santo di Lucca e il miracolo del giullare" e la quasi coeva "Madonna col puer dolorosus". Storicamente importanti sono l'articolata composizione de "L'Adorazione dei pastori", datata 1581, le tele del pittore ortonese del Seicento Tommaso Alessandrino e quelle già attribuite a Giovan Battista Spinelli, nato a Chieti da padre bergamasco agli inizi del XVIII secolo. Adorazione dei pastori (ignoto, 1581, proveniente dalla Congregazione degli Agostiniani)
Deposizione dalla Croce (ignoto,1590 c.)
San Luigi, san Cristoforo e San Pietro (Giovan Battista Spinelli, XVII secolo, proveniente dalla Chiesa del Carmine) Incoronazione di Maria Vergine tra S. Francesco e S. Antonio di Padova (ignoto, XVII secolo, proveniente dalla Chiesa della SS. Trinità)
Pietà di Chioggia o Apparizione della Madonna della Navicella (Tommaso Alessandrino, 1629 c., proveniente dalla Chiesa della SS. Trinità)
Giudizio Universale (Tommaso Alessandrino, 1633 c., proveniente dalla Chiesa della SS. Trinità)
Il Volto Santo di Lucca e il miracolo del Giullare (ignoto, XV secolo, proveniente dalla Cappella del Salvatore della Cattedrale)
L'Assunzione di Maria (Tommaso Alessandrino, 1627, proveniente dalla Chiesa della SS. Trinità)
Madonna col Puer Dolorosus (Giacomo da Campli, 1440 c., proveniente dalla Cappella del Salavatore della Cattedrale)
San Bernardo di Chiaravalle e il Miracolo del Latte (Tommaso Alessandrino, 1632, proveniente dalla Chiesa della SS. Trinità)
Bassorilievo Ecce Homo (ignoto, XVI secolo) Lapide commemorativa (ignoto, 1127, proveniente dalla Cattedrale)
Sala 2: Cappella del Battistero La seconda sala del museo è separata in due distinte sezioni, nella prima continua il percorso cronologico nell'arte figurativa ortonese che riprende dalle tele settecentesche di Giambattista Gamba dedicate alla vita di Santa Caterina d'Alessandria, per arrivare alle due opere raffiguranti Sant'Agostino e San Girolamo realizzate nel 1865 da Ferdinando Palmerio, nato a Guardiagrele nel 1834 e morto nel 1916, passando dal dipinto L'incredulità di San Tommaso di Giuseppe Lamberti del 1731.
L'opera del Lamberti rappresenta il punto di contatto con la seconda sezione, ospitata sotto l'ampio vano voltato risalente al 1330, dove invece sono collocate quelle opere che meglio rappresentano la storia della Diocesi ortonese e quegli oggetti legati alle funzioni liturgiche nella Cattedrale e alla venerazione per l'Apostolo Tommaso a cominciare dal fonte battesimale in pietra, perfettamente conservato, fatto realizzare da Monsignor Giandomenico Rebiba, primo Vescovo di Ortona dal 1570 al 1596, nella chiesa di San Zeffirino papa in Villa Caldari di Ortona, poi trasportato nel museo Capitolare. All'epoca del suo successore Alessandro Boccabarili, di nobile famiglia piacentina già Cappellano di Margarita d'Austria, Vescovo di Ortona dal 1596 al 1623, risalgono invece numerosi pezzi che rendono importante il settore degli argenti con un prezioso calice del 1608, un raffinato turibolo e un grande catino con le sue insegne che, cosa rara in ambito diocesano, reca i bolli di un argentiere veneziano. Al secolo seguente, scampati alle requisizioni di fine settecento e agli orrori della guerra risalgono invece numerosi altri oggetti di grande valore tra i quali spicca certamente la croce d'altare realizzata dall'argentiere napoletano Filippo del Giudice nel 1756. Sant'Agostino (Francesco Palmerio, 1865) San Girolamo (Ferdinando Palmerio, 1865) Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria (Giambattista Gamba, XVIII secolo, proveniente dalla Chiesa di Santa Caterina)
Disputa di Santa Caterina (Gianbattista Gamba, XVIII secolo, proveniente dalla Chiesa di Santa Caterina)
I sapienti condotti al martirio (Gianbattista Gamba, XVIII secolo, proveniente dalla Chiesa di Santa Caterina)
Incoronazione di Santa Caterina (Gianbattista Gamba, XVIII secolo, proveniente dalla Chiesa di Santa Caterina)
Sbarco delle reliquie di San Tommaso ad Ortona (Bottega dei Lombardo, XVI secolo, proveniente dalla Cattedrale)
Frammento di orologio (ignoto,1583) Crocifisso ligneo (ignoto,XVIII secolo) Croce reliquario (ignoto,XVII secolo) Fonte battesimale (ignoto,XVI secolo) Incredulità di san Tommaso (Giuseppe Lamberti, 1731, proveniente dalla Cattedrale)
Busto di San Tommaso (ignoto, 1799)
Sala 3 La terza sala è un piccolo ambiente di raccordo tra quella che fu la Cappella del Battistero e la Cappella dedicata a Sant'Onofrio. San Tommaso e San Vincenzo Ferrer davanti al Crocifisso (Pasquale Bellonio, XVIII secolo, proveniente dalla Chiesa di San Domenico) L'estasi di Santa Teresa (Pasquale Bellonio, XVIII secolo, proveniente dalla Chiesa del Carmine) Natività della Vergine (Pasquale Bellonio, 1780, proveniente dalla Chiesa di San Domenico)
Sala 4: Cappella di Sant'Onofrio In quest'ultima sala del museo, ricavata nella cappella dedicata a Sant'Onofrio, già cappella privata della famiglia de Sanctis della quale rimangono due monumenti funebri, hanno trovato collocazione notevoli testimonianze di secoli di storia ortonese: reperti archeologici di epoca romana ed elementi lapidei dell'antica Cattedrale insieme ad una eccezionale collezione numismatica. Bassorilievo Stemma della città di Ortona, 1794
Bassorilievo Stemma della famiglia De Pizzis (XV secolo)
Bassorilievo con Stemma Angioino (XIV secolo)
Tomba di Andrea Matteo de Sanctis (ignoto, 1556)
Quattro busti reliquarii (ignoto, XVII secolo) Capitello (XIV secolo) Tomba di Andrea de Sanctis (1504)
Frammento di lapide (XIV-XV secolo) Frammento di decorazione (XIII secolo circa) Decorazione antropomorfa (XIII-XIV secolo) Capitello decorato (XVI secolo?)
Collezione numismatica A Ortona, città posta in demanio, fu operativa una zecca civica all'epoca della dominazione angioina o durante le tentate sortite di matrice filo-francese nel Regno avverso la Casa d'Aragona (XV secolo). I periodi di attività della zecca, per ora noti, si riferiscono ai regni di Giovanna II d'Angiò (bolognino), Renato d'Angiò (denaro), Giovanni d'Angiò (denaro, bolognino), Carlo VIII (cavallo).
Il Museo Diocesano presso la Cattedrale di San Tommaso conserva una cospicua raccolta numismatica composta da oltre duecento pezzi dei quali centosettantacinque, coniati lungo un ampio arco temporale che va dal Tardo Impero all'Unità d'Italia, sono esposti al pubblico in una bacheca dell'ultima sala. Il nucleo principale del complesso si caratterizza per la corposa presenza di monetazione medievale battuta dalla zecca di Ancona, benché non manchino emissioni di altre zecche del medio Adriatico a documentare una composizione monetaria in linea con i mercati praticati dagli Ortonesi nel medioevo. Particolare risalto è stato assicurato a due esemplari di esimia rarità battuti nella zecca di Ortona e giunti nelle collezioni del museo per donazione privata: un denaro in mistura (gr 0,47) a nome di Renato d'Angiò, moneta circolata con molta parsimonia, e un bolognino in argento (gr 0,57) a nome di Giovanna II di Durazzo, lievemente tosato.
Fuori esposizione sono conservati trentaquattro esemplari di qualità inferiore, ascrivibili alle ultime fasi del Regno di Napoli e delle Due Sicilie, a cavallo tra ‘700 e ‘800, pertanto la raccolta annovera complessivamente 209 monete.
Note
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Ortona diocesano Categoria:Arcidiocesi di Lanciano-Ortona Ortona