La nazione della Georgia () fu unificata per la prima volta come regno sotto la dinastia dei Bagrationi dal re Bagrat III di Georgia all'inizio dell'XI secolo, derivante da una serie di stati predecessori degli antichi regni di Colchide e Iberia. Il Regno di Georgia fiorì tra il X e il XII secolo sotto il re Davide IV il Fondatore e la regina Tamar e cadde sotto l'invasione mongola nel 1243 e, dopo una breve unione sotto Giorgio V il Brillante, all'Impero Timuride. Nel 1490, la Georgia fu frammentata in un numero di piccoli regni e principati i quali, durante il periodo della prima età moderna, lottarono per mantenere la loro autonomia contro la dominazione ottomana e iraniana (Safavidi, Afsharidi e Qajar) fino all'annessione della Georgia all'Impero russo nel XIX secolo. Dopo un breve tentativo di indipendenza con la Repubblica Democratica della Georgia del 1918-1921, la Georgia fece parte della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica dal 1922 al 1936, e in seguito formò la Repubblica Socialista Sovietica Georgiana fino alla dissoluzione dell'Unione Sovietica.

L'attuale Repubblica di Georgia è indipendente dal 1991. Il primo presidente Zviad Gamsakhurdia alimentò il nazionalismo georgiano e promise di affermare l'autorità di Tbilisi sull'Abkhazia e sull'Ossezia del Sud. Gamsakhurdia fu deposto in un sanguinoso colpo di stato nello stesso anno e il paese fu coinvolto in un'aspra guerra civile, che durò fino al 1995. Abkhazia e Ossezia del Sud, supportati dalla Russia, ottennero l'indipendenza de facto dalla Georgia. La rivoluzione delle rose ha costretto Eduard Shevardnadze a dimettersi nel 2003. Il nuovo governo sotto Mikheil Saakashvili ha impedito la secessione di una terza repubblica separatista nella crisi dell'Agiaria del 2004, ma il conflitto con l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud ha portato alla guerra russo-georgiana del 2008 e alle tensioni con la Russia che rimangono irrisolti.

La storia della Georgia è indissolubilmente legata alla storia del popolo georgiano.David Marshal Lang: The Georgians Origins.William Edward David Allen: A History of the Georgian People From the Beginning Down to the Russian Conquest in the Nineteenth Century.

Storia antica della Georgia

In Georgia è attestata una cultura neolitica fin dal V millennio a.C. Gli scavi archeologici condotti durante gli anni settanta nella regione di Imiris-gora (Georgia orientale), hanno rivelato un certo numero di siti archeologici in cui le case erano dotate di gallerie. Al centro di queste dimore, di forma circolare od ovale, si trovavano un camino ed un pilastro di sostegno. Queste caratteristiche sono state ulteriormente sviluppate nella costruzione delle dimore e nelle case del tipo 'Darbazi'.

Nell'epoca calcolitica (IV-III millennio a.C.) la Transcaucasia e la Georgia erano occupate dalla cultura di Kura-Araxes, cui appartengono gli insediamenti di Beshtasheni ed Ozni e le sepolture delle province di Trialeti e Ts'alk'a (Georgia orientale). Questi resti sono testimoni di una cultura architettonica avanzata e sviluppata. Seguì, nel II millennio a.C., la cultura di Trialeti.

Greci, romani e persiani

Gli antichi greci, e in particolare gli abitanti di Mileto attraverso la colonia di Sinope, si insediarono sulle coste della Colchide (Georgia occidentale), fondando Trebisonda e altri insediamenti a partire dal VII secolo a.C. A quest'epoca risale probabilmente il mito di Giasone e degli Argonauti, che raggiunsero la Colchide alla ricerca del vello d'oro.

Le regioni georgiane sono state conosciute come Egrisi (la pianura costiera occidentale) ed Iberia (l'est montuoso). Nel 66 a.C. la Georgia diventò un vassallo dell'Impero romano, a seguito delle campagne di Pompeo Magno. Successivamente, fu una delle prime nazioni al mondo a convertirsi al Cristianesimo: la data della conversione è convenzionalmente fissata al 317, anno in cui Mirian II re di Iberia lo proclamò religione ufficiale dello stato. Nel 523 d.C. il cristianesimo fu dichiarato religione ufficiale sia a Lazica che in Iberia (Georgia occidentale).

Durante il IV secolo d.C. e buona parte dei V secolo d.C., il regno d'Iberia (Kartlia) perde l'indipendenza passando sotto il controllo persiano. Il regno fu abolito ed il paese venne governato dai governatori nominati dallo Shah. Alla fine del V secolo d.C., il principe Vakhtang I Gorgasali guidò una rivolta anti-persiana e ristabilì lo Stato iberico di cui divento il monarca.

Gli eserciti di Vakhtang lanciarono parecchie campagne di guerra sia contro la Persia che contro l'Impero bizantino. Tuttavia la sua lotta per l'indipendenza e l'unità della Georgia si concluse in un fiasco. Dopo la morte del Vakhtang nel 502 ed il breve regno di suo figlio Dachi (502-514), l'Iberia venne nuovamente incorporato nella Persia come semplice provincia.

Tuttavia alla nobiltà iberica fu assegnato, di volta in volta, il privilegio di scegliere i governatori che in georgiano erano detti Erismtavari. Al termine del VII secolo d.C. la rivalità tra l'Impero bizantino e l'Impero persiano per l'egemonia nel Medio Oriente si era praticamente esaurita. Iniziava così la conquista araba della regione.

Georgia medievale

I primi decenni del IX secolo d.C. hanno visto la nascita di nuovo stato georgiano, che venne dichiarato nella regione sud-occidentale del Tao-Klarjeti. Ashot I Kuropalates, della famiglia reale dei Bagration, liberò dalla dominazione degli arabi i territori meridionali di Iberia, compresi i principati di Tao e di Klarjeti così come le contee di Shavsheti, di Khikhata, di Samtskhe, di Trialeti, di Javakheti e di Ashotsi, che erano formalmente una parte dell'impero Bizantino con lo pseudonimo di “Curopalatinato di Iberia“.

Curopalates David Bagration espanse i suoi dominii annettendo la città di Teodosiopoli (conosciuta nei tempi anche come Karin o Karnukalaki, ora Erzurum), la provincia armena di Phasiane e le province armene di Kharqi, Apakhuni, Mantsikert e di Khlat precedentemente controllati dagli Emiri arabi Kaysite impose un protettorato.

Nel 978 tutti i principati georgiani affrontarono un processi di unificazione nel regno unito della Georgia (978-1466) sotto la dinastia dei Bagration, il cui capostipite era Ashot I "Il Grande" (IX secolo d.C.). Da allora, la Georgia si mantenne indipendente per quasi mille anni. I maggiori rappresentanti di questa dinastia furono Davide "il costruttore" (Devid IV Agmashenebeli), che regnò dal 1089 al 1125, e la regina Tamara (1184-1213); entrambi sono considerati santi dalla chiesa ortodossa georgiana. Sotto la loro guida il regno della Georgia incluse anche territori dell'Armenia, Azerbaigian e del Caucaso settentrionale. Dopo l'epoca della regina Tamar, che aveva creato il regno di Trebisonda, iniziò un lungo periodo di declino; la Georgia si frammentò in parecchi regni e principati, che furono poi conquistati dagli imperi persiano e ottomano.

L'Impero russo (1801-1918)

Nel 1801, lo zar russo Alessandro I abolì il regno georgiano di Kartli-Kakheti ed esiliò la famiglia reale. La Georgia venne completamente assorbita dall'Impero russo nel 1804; seguì un intenso programma di russificazione che venne deciso per sostituire il sistema sociale e culturale georgiano con quello russo. Anche la chiesa ortodossa ed apostolica georgiana venne sottomessa all'autorità della chiesa russo-ortodossa. Il malcontento del popolo georgiano, causato dalla autocrazia zarista e dalla dominazione economica armena, condusse allo sviluppo di un movimento nazionale di liberazione a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Una sommossa agricola su grande scala si verificò nel 1905 e portò alle riforme politiche che facilitarono la distensione per un certo periodo. Durante quegli anni il partito socialdemocratico marxista divenne il movimento politico dominante nella Georgia, occupando tutti i posti della Duma assegnati ai georgiani nello stato russo. Josef Vissarionovich Djugashvili (Stalin), un bolscevico georgiano (anti-menscevico), divenne la guida del movimento rivoluzionario georgiano.

Repubblica Democratica di Georgia (1918-1921)

La rivoluzione russa dell'ottobre 1917 fu seguita da una sanguinosa guerra civile, durante la quale parecchi territori periferici dell'impero (tra cui la Georgia) dichiararono l'indipendenza. Il 26 maggio 1918 fu proclamata la Repubblica Democratica di Georgia indipendente (DRG): il nuovo paese era controllato dalla fazione menscevica del partito socialdemocratico, che stabilì un sistema multipartitico, in forte contrasto con la dittatura del proletariato stabilita dai bolscevichi in Russia. Lo stato georgiano venne riconosciuto dalle principali nazioni europee nello stesso 1918, e dalla Russia nel mese di maggio del 1920 con il trattato di Mosca. Nel febbraio 1921 l'armata rossa invase la Georgia e dopo una breve guerra occupò il paese: il governo georgiano fuggì in esilio. La resistenza che si svolse nel 1921-1924 fu seguita da una sommossa patriottica su larga scala nell'agosto del 1924 che però non ebbe esito. Il colonnello Kakutsa Cholokashvili era una della più importanti guide della guerriglia.

La Georgia sotto l'URSS (1921-1991)

Dopo la conquista da parte dell'esercito sovietico nel 1921, la Georgia fu incorporata nella Repubblica Socialista Sovietica Federativa Transcaucasica (RSSFTC), che comprendeva le odierne repubbliche di Armenia, Azerbaigian e Georgia; inoltre alcune province, storicamente appartenenti alla Georgia, furono cedute a stati limitrofi: alla Turchia (provincia di Tao-Klarjeti), all'Azerbaijan (provincia di Hereti/Saingilo), all'Armenia (regione di Lore) ed alla Russia (parte della costa del Mar Nero). Tra il 1921 ed il 1924, durante la resistenza al regime sovietico, circa 50.000 persone furono incarcerate o uccise; successivamente, negli anni 1935-1938, 1942 e 1945-1950 più di 100.000 persone furono eliminate sotto la dittatura di Stalin ad opera del capo della polizia segreta sovietica, il georgiano Lavrentij Beria.

Nel 1936 la RSSFTC fu sciolta e la Georgia, negli attuali confini, divenne la Repubblica Socialista Sovietica Georgiana.

Nell'agosto del 1941, durante la seconda guerra mondiale, i nazisti invasero l'URSS anche per cercare di raggiungere i giacimenti di petrolio del Caucaso; gli eserciti di paesi dell'Asse non riuscirono tuttavia ad arrivare in Georgia. Quasi 700.000 georgiani combatterono nell'armata rossa contro i nazisti, e di questi circa 350.000 furono uccisi. L'appello di Stalin all'unità patriottica e le efferatezze dei nazisti offuscarono per un attimo le aspirazioni del nazionalismo georgiano. Successivamente, la politica di de-stalinizzazione di Kruscev fu seguita da un'ondata di critica generale che coinvolse la cultura e la gente georgiana, di cui Stalin faceva parte. Il 9 marzo 1956 centinaia di studenti non-georgiani furono uccisi quando dimostrarono contro la politica sciovinista del governo georgiano.