Il Museo lapidario di Ferrara si trova in via Camposabbionario, all'angolo con via Scandiana, nella chiesa sconsacrata di Santa LiberaQuotidiano "La Nuova Ferrara", venerdì 29 maggio 2026, pag. 22.

La chiesa fu edificata fra il 1470 e il 1474 da Antonio Angelici per i frati agostiniani. Fu utilizzata come oratorio fino al 1596 ed in seguito venduta all'Arte dei muratori.

Dopo l'occupazione francese del 1796 la chiesa fu utilizzata in vario modo (magazzino, stalla, laboratorio e officina metallurgica) fino all'acquisto dal parte del Comune di Ferrara nel 1979 che adibì l'edificio a museo.

Descrizione Raccoglie numerosi reperti soprattutto di epoca romana provenienti dall'antica città di Voghenza, i cui abitanti, vessati dalle continue invasioni, fondarono Ferrara nell'VIII secolo.

Tra i pezzi più importanti il grande Sarcofago degli Aurelii del III secolo d.C., capolavoro di manifattura ravennate. Interessanti sono anche il piccolo Sarcofago del bambino Neon (sempre del III secolo), scolpito probabilmente a Voghenza e la Stele di Festius databile alla metà del I secolo d.C., già reimpiegato a Ferrara nel monastero di sant’Antonio Abate.

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