Mortal Kombat è un videogioco arcade picchiaduro a incontri sviluppato e pubblicato da Midway Games nel 1992. È il primo capitolo della serie Mortal Kombat e successivamente è stato pubblicato da Acclaim Entertainment per le principali piattaforme domestiche dell'epoca. Il gioco si concentra su diversi personaggi di varie intenzioni che entrano in un torneo di arti marziali. Ha introdotto molti aspetti chiave della serie Mortal Kombat, tra cui l'esclusivo schema di controllo a cinque pulsanti e le mosse finali cruente chiamate Fatality.
Uscito in un periodo in cui il successo di Street Fighter II aveva causato una grande diffusione dei beat 'em up, Mortal Kombat poté concorrere contro esso per via di grafica e gameplay innovativi. Mortal Kombat è considerato uno dei più grandi videogiochi di tutti i tempi dalla critica e dal pubblico e rimane uno dei giochi di combattimento più popolari nella storia del genere. Generò numerosi seguiti e spin-off nel corso del anni e decenni successivi, a partire da Mortal Kombat II nel 1993, e insieme al primo sequel è stato oggetto di un adattamento cinematografico di successo nel 1995. Tuttavia, ha anche suscitato molte polemiche per la sua rappresentazione di estrema violenza e sangue usando una grafica digitalizzata realistica e, insieme all'uscita casalinga di Night Trap, ha portato alla formazione dell'Entertainment Software Rating Board (ESRB), un'organizzazione sostenuta dal governo degli Stati Uniti che stabilisce le classificazioni dei videogiochi per proteggere i minori.
Trama Il Mortal Kombat è un grande torneo di arti marziali aperto a tutti che si svolge ogni generazione: guerrieri da tutto il mondo si riuniscono per stabilire chi sarà il campione assoluto. Pochi sanno in realtà che il torneo non è altro che il mezzo attraverso cui l'Outworld (il Regno Esterno) può impossessarsi della Terra, e rappresenta una soluzione di salvaguardia creata dagli Dei Anziani per evitare sanguinose invasioni.
Il torneo si tiene sull'isola di Shang Tsung, un potente e malvagio stregone che dopo aver tradito la Terra serve Shao Kahn, Imperatore del Regno Esterno, e dopo aver ingannato la morte con i suoi sortilegi è in grado di impossessarsi delle anime dei suoi avversari, rigenerando così il proprio corpo. Shang Tsung è appoggiato dalla razza Shokan, uomini giganteschi con quattro braccia, rappresentata dal principe Goro, il quale ha battuto in passato il grande maestro Kung Lao e ha in seguito totalizzato 9 vittorie consecutive al torneo, e da Reptile, uno strano ninja-rettile appartenente all'ormai estinta razza degli Zaterra. Per consegnare le chiavi del regno della Terra al suo imperatore, Shang Tsung e i suoi guerrieri devono vincere 10 volte di seguito il Mortal Kombat: la Terra ha perso gli ultimi nove, rendendo il decimo torneo quello decisivo.
Non volendo perdere il reame sotto la sua protezione, il dio del tuono Raiden parte insieme a un gruppo scelto di guerrieri e scende in campo per scontrarsi con le forze dell'Outworld. Con lui ci sono Liu Kang, un monaco guerriero, Johnny Cage, una star del cinema, Scorpion, un ninja spettro, e Sub-Zero, membro del clan Lin Kuei, clan ninja rivale di quello di Scorpion. Nel gruppo rientra anche la giovane Sonya Blade, agente delle forze speciali in cerca del pregiudicato Kano, leader del clan criminale Dragone Nero, che ha teso una trappola alla squadra di Sonya uccidendone un compagno ed è fuggito sull'isola di Shang Tsung.
Johnny Cage sconfigge Goro, mentre Liu Kang batte Shang Tsung e vince il Mortal Kombat, dimostrandosi così l'Eletto e il degno discendente di Kung Lao, primo detentore del torneo. Sub-Zero viene ucciso da Scorpion, che riesce così a vendicare la propria morte avvenuta per mano del ninja del ghiaccio; il suo posto verrà preso dal fratello minore Kuai Liang. Kano riesce invece a scappare da Sonya Blade ma i due vengono catturati da Shao Khan.
Modalità di gioco Mortal Kombat ricalca la struttura di gioco di Street Fighter II, ma introduce diverse innovazioni nel gameplay e nella grafica, spiccando in mezzo ai numerosi cloni del gioco della Capcom, che in quegli anni vennero prodotti in grande quantità.
Struttura del gioco Il gioco è strutturato ad incontri, in cui è necessario vincere almeno due round. Non appena viene scelto il personaggio (su sette disponibili), al giocatore viene mostrato l'ordine con cui dovrà sfidare gli altri lottatori: i primi sei incontri vengono svolti contro gli altri personaggi, in ordine casuale, dopodiché si deve combattere contro il proprio personaggio nel cosiddetto mirror match, seguito da tre incontri chiamati endurance match, altra novità introdotta da Mortal Kombat, in cui il giocatore deve combattere contro due avversari (nel quale non rientra mai il personaggio selezionato) e in ogni round, non appena sconfitto il primo avversario, ci si dovrà subito scontrare senza recuperare energia con il secondo personaggio, che entra nello schermo mentre il primo cade a terra (nelle versioni SNES e Mega Drive si dissolve con una fiammata, come ad essere un riferimento alle illusioni create da Shang Tsung).
Al termine del terzo endurance match, fa la sua comparsa Goro, un gigantesco uomo-mostro antropomorfo con quattro braccia: sue caratteristiche sono la grandissima forza dei suoi attacchi, la difficoltà di usare delle combo, un dannoso attacco a distanza (che esegue se ci si distanzia da lui), la sua notevole velocità di movimento e la particolarità di saltare da una parte all'altra dello schermo e schiacciare l'avversario (se però il suo attacco va a vuoto rimarrà indifeso per breve tempo). Dopo aver sconfitto Goro, ci si deve infine scontrare con Shang Tsung, in grado di assumere la forma di tutti i personaggi del gioco, compresi Goro e il personaggio utilizzato dal giocatore. È da notare che Shang Tsung dispone di pochissimi sprite rispetto agli altri personaggi, poiché tranne che per lanciare le palle di fuoco e spostarsi velocemente all'indietro, qualsiasi altro attacco base richiede che egli sia trasformato in un altro personaggio.
Ogni tre incontri, vi è uno stage bonus dove il giocatore deve riuscire a rompere un blocco di un materiale più o meno resistente, premendo a ripetizione i tasti di attacco basso per far crescere una barra di energia e sferrando il colpo col tasto block quando la barra supera il limite necessario richiesto. Giocando semplicemente contro la CPU è impossibile riuscire a partecipare a più di tre bonus stage, ma utilizzando anche un secondo giocatore è possibile visionare tutti gli stage bonus, dove si arriva a dover rompere materiali sempre più duri, fino ad arrivare addirittura al rubino e al diamante.
Grafica e audio I personaggi sono stati realizzati digitalizzando dei veri attori. Daniel Pesina interpreta Johnny Cage e i ninja (Sub Zero, Scorpion e Reptile). Analogamente, Liu Kang e Shang Tsung sono interpretati dallo stesso attore. Attendendo per alcuni istanti alla schermata iniziale è possibile osservare il video dei personaggi principali interpretati da attori in carne e ossa.
Ai tempi la grafica digitalizzata veniva usata raramente per caratterizzare dei personaggi giocabili: a causa delle limitazioni tecniche dell'epoca, la digitalizzazione si adattava male alla velocità richiesta da un picchiaduro. Il primo tentativo avvenne pochi anni prima con Pit-Fighter, picchiaduro dell'Atari, che, pur risultando un esperimento interessante e che fece parlare di sé, risentiva di una giocabilità che veniva seriamente compromessa a favore della grafica (che comunque risultava ancora alquanto approssimativa). I programmatori di Mortal Kombat sono invece riusciti a realizzare un gioco con una grafica molto pulita, in cui anche nelle fasi più concitate gli sprite sono immuni da rallentamenti, flickering o sfarfallii.
La parte audio è supportata da effetti campionati con voci reali digitalizzate. A parte un semplice motivetto nella schermata di introduzione, musicalmente è privo di una colonna sonora vera e propria o di musiche di accompagnamento durante i combattimenti.
Controlli Il sistema di controlli si discosta decisamente da quello di Street Fighter II. Benché vi siano 5 pulsanti, il loro uso è completamente diverso rispetto al gioco Capcom e implica nel giocatore una certa pianificazione nel loro uso. Vi sono due pulsanti corrispondenti ai calci e altri due corrispondenti ai pugni: ogni attacco può essere eseguito nella versione alta o bassa anziché essere divisi esclusivamente per intensità, come accadeva tipicamente nei beat'em up dell'epoca. L'innovazione più grande fu senza dubbio quella dell'inserimento di un tasto apposito per piazzarsi in posizione di difesa per parare i colpi.
Prima di allora (e ancora per molto tempo a seguire) in questo tipo di videogiochi la parata solitamente veniva eseguita stando fermi o premendo il tasto per far indietreggiare il personaggio mentre l'avversario stava attaccando; questo, se da un lato era il modo più intuitivo per realizzarle, dall'altro faceva sì che molte parate avvenissero in modo casuale e fortuito da parte del giocatore, che in quel momento voleva fare tutt'altro, come cercare di eseguire una mossa speciale o semplicemente spostare il suo personaggio; inoltre risultava impossibile spostare all'indietro il proprio personaggio durante un attacco poiché questo si metteva automaticamente in posizione di parata. Con l'introduzione del tasto block la parata diventa un'azione che il giocatore deve pianificare con attenzione, sapendo che durante la parata il suo personaggio rimane completamente immobile. La posizione di difesa inoltre non protegge totalmente il corpo: durante una parata eseguita in piedi il personaggio è completamente vulnerabile agli attacchi bassi, e viceversa. Inoltre la parata comporta una minima perdita di energia qualunque sia l'attacco subito, a differenza degli altri picchiaduro in cui la cosa avveniva solamente nel caso delle mosse speciali mentre i colpi canonici non causavano alcuna perdita di energia all'avversario in parata.
Indipendentemente dal personaggio utilizzato, i tasti dei pugni e dei calci ottengono effetti diversi a seconda che vengano premuti da soli, muovendosi in avanti o indietro, saltando da fermi o in movimento (e ovviamente differiscono a seconda del fatto che si utilizzi l'attacco alto o basso). Anche in questo caso non viene lasciata molta possibilità al caso, poiché ogni singolo attacco richiede un suo tempo per essere realizzato e lascia esposti ad eventuali contraccolpi avversari. Ad esempio i pugni sono molto veloci e possono essere eseguiti anche in rapida sequenza, ma il loro danno è minimo ed è molto facile per l'avversario neutralizzarli con una parata; al contrario, colpi come il montante o lo sgambetto causano danni notevoli e gettano al tappeto l'avversario con l'ulteriore vantaggio di renderlo indifeso per alcuni istanti, ma nel caso in cui vadano a vuoto lasciano completamente indifeso il giocatore che li esegue, anche per una semplice parata.
Tutte queste particolarità fanno sì che sia piuttosto difficile vincere, anche chiudendo un personaggio nell'angolo, essendo sempre possibile difendersi in qualche modo dalle raffiche di pugni e contrattaccare; in SFII, invece, spesso il computer non lasciava scampo in certe situazioni, complice anche lo stordimento accompagnato dalle famose "stelline", che qui non vi sono. Il gioco non era tuttavia esente da alcune tecniche che garantivano che il colpo andasse sempre a segno. Giocando contro la CPU, ad esempio, era possibile colpire sempre l'avversario utilizzando calci volanti da debita distanza, in modo da colpirlo solo con la punta del piede; in quei casi l'avversario non utilizzava mai la parata e veniva sempre mandato al tappeto, se non in rarissimi casi. Questo era il modo più utilizzato da chi tentava di eseguire una flawless victory (ovvero un perfect), ad esempio per poter incontrare Reptile.