Poggio Rusco (Al Pòs in dialetto basso mantovano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Mantova in Lombardia.

Il paese si estende nella parte sud-orientale dell'Oltrepò mantovano, circa 9 km a sud del fiume Po al confine con la provincia di Modena.

Il centro abitato, così come la zona rurale circostante, è stato duramente colpito dal terremoto dell'Emilia del 2012.

Origini del nome Risale al 1332 il documento ufficiale più antico in cui è nominato espressamente il toponimo Podium, l'odierna Poggio Rusco. Rusco è riferibile al canale Rusco, che scorre tra il Mantovano e il Modenese, a sud di Poggio Rusco, ed è così chiamato per la pianta che vi cresce, il pungitopo (ruscus aculeatus).

Il paese sorge su un'altura di 16 metri s.l.m. (origine del nome Poggio), che è mediamente dai 3 ai 6 metri più alta rispetto alle valli e ad altri paesi circostanti, risultando meno esposta ai pericoli di alluvioni del fiume Po.

Storia Periodo Matildeo Ottone III donò al vescovo di Mantova il territorio di Poggio Rusco; l'atto di donazione fu confermato dalla gran contessa Matilde di Canossa nel 1082.

Dai Gonzaga al Regno d'Italia Nel 1332 il vescovo di Mantova, secondo quanto riferito in un documento notarile, cedeva la Corte del Poggio ai Gonzaga. Da quel momento Poggio Rusco ha intrecciato la propria storia con quella del capoluogo mantovano.

A partire dal XV secolo la proprietà dei terreni della Corte del Poggio venne suddivisa in due rami cadetti dei Gonzaga: i Nobili, signori della Corte Piccola, e i marchesi di Vescovato, padroni della Corte Grande; Poggio Rusco rimase in mano loro ben oltre l'estinzione della famiglia Gonzaga, signori di Mantova.

Nel 1707 Poggio Rusco, seguendo il destino del Ducato di Mantova, entrò a far parte dei domini diretti della casa d'Asburgo.

Alla fine del XVIII secolo il paese si trovò a condividere le sorti della Repubblica Cisalpina, con una violenta rivolta antifrancese nel 1799 e la definitiva capitolazione sotto l'Impero austriaco, come parte integrante del Regno Lombardo-Veneto, nel 1815.

Nel 1866, dopo la partecipazione attiva alle guerre d'Indipendenza, avvenne l'annessione al Regno d'Italia sotto casa Savoia.

Nel 1867 il Consiglio Comunale, su richiesta del Ministero dell'interno, decise all'unanimità di identificare in modo migliore il nome Poggio, assai diffuso su tutto il territorio italiano, posponendo l'appellativo toponomastico Rusco; il nome prese spunto dalla vasta presenza sul territorio di un arbusto, il Ruscus aculeatus meglio noto come pungitopo, pianta che cresce rigogliosa lungo i canali di irrigazione delle campagne poggesi, in particolare lungo il Canale Rusco, costruito dal Consorzio Interprovinciale per la Bonifica di Burana, che divide il Mantovano dal Modenese dal lato di mezzodì.

Nel 1889 vi nacque Arnoldo Mondadori, fondatore della celebre casa editrice Arnoldo Mondadori Editore.

Dall'Unità d'Italia ai giorni nostri Il Novecento, seguì a grandi linee le vicissitudini del territorio mantovano. La nascita del socialismo vide a Poggio Rusco due protagonisti: Giovanni Zibordi, poggese di adozione, e Francesco Zanardi, poggese classe 1873, ricordato a Bologna come il Sindaco del Pane nella Grande Guerra.

Il Fascismo s'impose in tutta l'Italia e proprio a Poggio Rusco il 13 marzo 1921, l'assalto alla Camera del Lavoro ebbe un'eco nazionale: la notizia fu riportata su tutti i giornali nazionali.

Durante gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, il paese assunse un ruolo strategico per la sua posizione poiché gli Alleati avanzavano verso il fiume Po e la Germania lungo la direttrice Bologna - Verona. È importante ricordare l'operazione militare denominata Operazione Herring, che ebbe luogo nei giorni 20-23 aprile 1945.

In questa missione 226 paracadutisti del neo Corpo Italiano di Liberazione furono lanciati per proteggere strutture ed edifici e favorire l'avanzata alleata; morirono 14 militari e 2 civili. Lo scontro più importante si consumò presso Cà Bruciata di Dragoncello (vedi Battaglia di Ca' brusada). Stanno a ricordare quella valorosa impresa un monumento ai caduti e una chiesa a loro dedicata a Dragoncello e un battaglione della Brigata paracadutisti "Folgore" denominato 3º Battaglione paracadutisti Poggio Rusco.

I terremoti del 2012

Poggio Rusco, nel maggio 2012, fu colpita da uno sciame sismico che provocò gravi danni in tutto il territorio comunale. La prima scossa di magnitudo 5,9 Richter si verificò la notte del 20 maggio 2012. Il 29 maggio 2012, dopo innumerevoli scosse di assestamento, il comune venne colpito da un nuovo sisma di magnitudo 5,8 della scala Richter che aggravò la situazione nel centro storico causando importanti crolli in chiesa parrocchiale, palazzo municipale e Torre Falconiera ma anche danneggiamenti negli edifici privati. La piazza principale, in corrispondenza della chiesa e degli edifici privati colpiti, venne interdetta al transito per pericolo di crollo degli stessi per oltre due mesi. Nell'agosto del 2012, si conclusero le opere provvisionali su chiesa parrocchiale, Torre Falconiera e municipio ma anche sugli edifici privati, e il centro storico tornò una situazione di modesta normalità.

L'edilizia scolastica risultò tuttavia il bene più colpito. Vennero rese inagibili la scuola primaria e la palestra della scuola secondaria di I grado; fu notevolmente danneggiato l'asilo nido comunale. Per fronteggiare l'emergenza fu costruito un edificio scolastico temporaneo nell'attesa di compiere le necessarie opere di ricostruzione sugli edifici danneggiati.

Il sisma del 29 maggio ebbe gravi ripercussioni anche sull'edilizia residenziale, rendendo inagibili 100 abitazioni. La maggior parte dei danni alle abitazioni si registrarono nel centro storico, nelle frazioni e nelle zone rurali, con rari casi di danneggiamenti alle strutture più moderne e recenti. I danni totali al patrimonio pubblico e privato ammontarono a svariate decine di milioni di euro. Circa 380 persone furono ospitate nel campo di accoglienza allestito con la collaborazione dell'Esercito Italiano, mentre il numero definitivo di sfollati fu di 200 persone, beneficiarie del Contributo per l'autonoma sistemazione messo a disposizione da parte dello stato. Anche se in misura minore rispetto alla vicina bassa modenese, il sisma causò importanti danni anche al comparto industriale e agricolo, con numerose imprese costrette a continuare la produzione in tensostrutture in attesa di riparare i capannoni inagibili. Fu compromesso gravemente anche il patrimonio storico rurale, con numerose corti di campagna interessate da gravi crolli, alcune delle quali in seguito demolite a causa della precaria situazione in seguito al terremoto.

La ricostruzione dopo il sisma (anni 2013 - 2018) La ricostruzione del paese prese il via, nell'estate del 2013, con l'emanazione delle ordinanze che assegnavano i contributi per il ripristino delle civili abitazioni. In quei mesi vennero altresì emanate le due ordinanze per l'assegnazione dei contributi del Fondo di solidarietà europeo, che portarono nelle casse comunali oltre un milione e mezzo di euro che sarebbero stati impiegati successivamente in numerosi cantieri pubblici. Nel marzo 2014, a due anni dal sisma, partirono le opere di ricostruzione della chiesa parrocchiale per un euro grazie a donazioni, fondi regionali e della diocesi di Mantova. Il 6 dicembre dello stesso anno il centro storico tornò alla definitiva normalità con la riapertura della chiesa stessa. Dopo soli nove mesi di cantiere (rispetto ai 15 mesi preventivati nel progetto) l'edificio, tra i più duramente colpiti di tutto il mantovano, venne riconsegnato alla comunità, rappresentando una vera e propria eccellenza cantieristica nella ricostruzione post-terremoto. All'evento parteciparono una vasta folla di cittadini nonché numerose autorità civili e religiose. Lo stesso papa Francesco inviò una lettera di benedizione e di congratulazioni alla comunità poggese la quale, per l'occasione, venne letta dal vescovo di Mantova. Nell'ottobre dello stesso anno l'amministrazione comunale, alla presenza di una gremita folla e delle autorità locali e regionali, inaugurò la biblioteca, l'asilo nido e il nuovo municipio provvisorio, riconsegnando alla comunità tre edifici strategici dopo le opere di ricostruzione realizzate nei mesi precedenti grazie ai contributi del Fondo di solidarietà europeo.

Sul fronte privato, dopo l'emanazione delle ordinanze, 86 privati richiesero i contributi per la ricostruzione a fronte di 100 abitazioni inagibili. Tre dei 26 tecnici assunti da Regione Lombardia per i comuni terremotati furono integrati all'ufficio tecnico del comune per alleggerire la grande mole di lavoro nelle pratiche di ricostruzione pubblica e privata. Sul fronte pubblico, dopo anni di stallo sulle opere essenziali, l'inizio della costruzione della nuova scuola primaria è prevista, per un importo di euro per giugno 2016. Per quanto riguarda la palestra della scuola secondaria questa, gravemente danneggiata dal sisma, è stata demolita nell'estate del 2015 per lasciare spazio a una nuova struttura antisismica la cui costruzione sarà avviata, per un importo di euro, nel marzo 2016. Per quanto riguarda il patrimonio storico anche il palazzo municipale e la Torre Falconiera vedranno l'inizio delle opere di ricostruzione nell'anno 2016. Il progetto del primo, già redatto assieme ai progetti di nuova scuola primaria e nuova palestra, prevede tempi molto lunghi per il recupero dell'edificio data la sua complessità e i gravi danni subiti dalla struttura. Esso prevede un costo di euro mentre per il recupero della Torre Falconiera il progetto di spesa si aggira attorno ai quattrocentomila euro. Incerti infine l'inizio e i tempi di recupero della vecchia scuola primaria gravemente lesionata dalle scosse telluriche. Il recupero si aggira sui tre milioni di euro e l'edificio verrà riconvertito nella nuova sede dell'istituto alberghiero, già presente nel territorio comunale.

Simboli Lo stemma, privo di decreto di concessione, è liberamente adottato dal Comune almeno dalla prima metà del XIX secolo.

Vi sono raffigurati il canale Rusco, che separa il territorio mantovano di Poggio Rusco dal Modenese, e la Torre Falconiera del XVII secolo, vero simbolo del paese.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Palazzo Municipale, già Palazzo Gonzaga I Terremoti dell'Emilia del 2012 hanno danneggiato gravemente il Municipio provocando crolli interni e il distacco delle due facciate. Nei mesi successivi si è provveduto alla sua messa in sicurezza consistente in tiranti e in una rete composta da legno e acciaio volta al sostegno delle facciate pericolanti.

Torre Falconiera o Colombara

A seguito delle forti scosse di terremoto di maggio 2012, la torre ha subito gravi danni strutturali pur non registrando crolli significativi. nei mesi successivi si è provveduto alla messa in sicurezza della torre consistente in una gabbia di cavi di acciaio a sostegno dell'intera struttura in attesa di disponibilità economiche che permettano il nuovo restauro e la conseguente agibilità.

Chiesa Parrocchiale del Santissimo Nome di Maria

I Terremoti dell'Emilia del 2012 hanno provocato gravissimi danni sia alla Chiesa causando il crollo di parte delle volte e della copertura, il distacco della facciata, sia della torre campanaria. Nei mesi successivi si è provveduto alla messa in sicurezza tramite un'impalcatura di sostegno alla facciata, una analoga impalcatura per sorreggere il campanile e un'ingabbiatura con cavi d'acciaio di sostegno alle fiancate e all'abside che hanno permesso la riapertura del centro storico in attesa di definire validi progetti di ricostruzione.