Dotata di una voce dal timbro disomogeneo e di volume non eccezionale, Maria Callas ne sviluppò un abile controllo nonché una notevole estensione e agilità, grazie alla formazione belcantistica ricevuta dal soprano Elvira de Hidalgo. Unito alla grande musicalità e natura drammatica, questo bagaglio tecnico la rese artefice della riscoperta del repertorio italiano della prima metà dell'Ottocento insieme ai direttori Tullio Serafin, Antonino Votto e Nicola Rescigno, in particolare di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.
In seguito alle riprese dei ruoli scritti per Maria Malibran e Giuditta Pasta, la critica reintrodusse il termine soprano drammatico d'agilità. Si ricordano Armida e Il turco in Italia di Rossini, Il pirata di Bellini, Anna Bolena di Donizetti, Alceste e Ifigenia in Tauride di Gluck, La Vestale di Spontini, Macbeth di Verdi, Medea di Cherubini, spesso celebrate come esecuzioni storiche dalla critica.
Il successo artistico e la successiva esposizione mediatica dovuta alle frequentazioni sociali extra-teatrali hanno costruito un mito attorno alla sua figura, attribuendole l'appellativo "Divina".
Il nome e la controversa data di nascita Il nome all'anagrafe è Sofia Cecilia Kalos, mentre il nome di battesimo, per esteso, è Anna Maria Cecilia Sofia Kalogeropoulou (in greco: Άννα Μαρία Καικιλία Σοφία Καλογεροπούλου). Il cognome originario del padre, Kalogeropoulos (Καλογερόπουλος ) – Καλογεροπούλου è il genitivo usato per le donne – fu da questi semplificato dapprima in Kalos al suo arrivo negli USA, dopodiché diventò Callas. . L'atto di nascita riporta il 3, il passaporto il 2, mentre sia la madre sia lei concordavano sul 4, data di cui Callas non era sicura ma che prediligeva perché giorno di Santa Barbara, santa pugnace e combattiva che sentiva a sé congeniale. Oggi è assodato che la data esatta è il 2 dicembre. Maria Di Stefano (moglie del tenore Giuseppe Di Stefano, nel suo libro Callas, nemica mia) racconta di una cena organizzata il 2 dicembre 1972 per festeggiare il compleanno della cantante.
Biografia L'infanzia negli Stati Uniti d'America (1923-1937) I suoi genitori, Geōrgios Kalogeropoulos (1881-1972) ed Evangelia Dimitriadou (1894-1982), si conobbero all'università dove entrambi studiavano farmacia. Il padre era originario del Peloponneso ed era di estrazione modesta. Evangelia Dimitriadou proveniva invece da una famiglia abbastanza benestante: i suoi genitori, di ascendenza greca, si erano trasferiti da Istanbul a Stylis, per poi stabilirsi ad Atene. Nella società greca dell'epoca aveva una certa importanza il fatto che i Dimitriadis fossero una famiglia di tradizioni militari. Il matrimonio era insomma, almeno in parte, male assortito e sarebbe stato motivo di frustrazione soprattutto per Evangelia Dimitriadou. Si sposarono nel 1916, stabilendosi a Meligala. Nel giugno del 1917 nacque la primogenita, Iakinthi, in seguito detta "Jackie". Nel 1919secondo altre fonti nato nel 1920 nacque l'unico figlio maschio, Vasili, che però morì nel 1923, vittima di un'epidemia di tifo. Questa perdita lasciò tracce profonde soprattutto nella madre e fu alla base della scelta di trasferirsi negli Stati Uniti d'America, dove i coniugi sbarcarono il 2 agosto 1923, trasferendosi in un appartamento di Long Island e dove Geōrgios Kalogeropoulos trovò lavoro nel settore farmaceutico.
Maria, concepita in Grecia, nacque al Flower Hospital di New York il 2 dicembre 1923. Il padre aveva già cambiato all'anagrafe il suo cognome da Kalogeropoulos in Kalos e poi in Callas, tuttavia sulla carta di identità italiana della cantante al momento del suo matrimonio a Verona apparve "Kalòs". Si dice che la madre, che avrebbe voluto un maschio e lo avrebbe battezzato nuovamente Vasili, come il fratellino morto, si rifiutò per quattro giorni di vederla ed esitò a lungo prima di trovarle un nome. La bambina, eccezionalmente robusta, pesava più di sei chilogrammi alla nascita, sempre secondo le fantasiose reminiscenze della madre, raccolte da giornalisti statunitensi dell'epoca, abbastanza privi di scrupoli.
Come da tradizione greco-ortodossa la bambina venne battezzata a tre anni d'età, nel 1926, presso la chiesa greco-ortodossa di New York. A quest'età, sempre stando ai racconti di Evangelia, sembrava già ben avviata alla carriera musicale: a tre anni ascoltava arie d'opera grazie alla pianola del padre e della madre, a quattro cominciò a mettere assieme le prime melodie al pianoforte. Sempre nel libro My daughter Maria Callas, Evangelia Dimitriadou sostenne che, a quattro anni, la piccola Maria, cantando ignara alla finestra della sua camera, avesse addirittura costretto gli automobilisti a fermarsi ad ascoltarla incantati, bloccando il traffico.
Nel 1928, sfuggita al controllo della madre, la piccola Maria tentò di raggiungere la sorella Iakinthi, intravista dall'altra parte della strada, attraversandola di corsa, ma un'automobile la colpì in pieno, trascinandola sotto le ruote per molti metri prima di riuscire a fermarsi. Trasportata subito all'ospedale di St. Elizabeth, uscì dal coma solo dopo 22 giorni. Questo fu un fatto al quale sia Maria che la madre attribuirono molta importanza. Maria confessò a Eugenio Gara che durante il lungo stato d'incoscienza strane musiche le ronzavano nelle orecchie. La madre sostenne che dopo l'incidente Maria sviluppò una personalità completamente diversa e fece risalire il "cattivo carattere", in seguito famoso nel mondo, umbratile, ostinato e ribelle, proprio a questa circostanza.
Nel 1929 il padre aprì una farmacia a Manhattan. La famiglia viveva con un certo decoro, risentendo limitatamente del crollo di Wall Street, grazie soprattutto all'intraprendenza paterna. Callas seguì una brillante carriera scolastica e, parallelamente, dal 1931 iniziò a prendere lezioni di canto sotto la guida di un'ignota "signorina Sandrina", che fu l'artefice della sua prima impostazione vocale, e anche lezioni di pianoforte. A proposito di questa prima formazione, nonostante le sue notazioni in merito siano state molto laconiche, Maria ebbe modo di mettere in luce il fatto che già in questa primissima fase qualcosa la portava a quella sorta di "sincretismo" tra scuole nazionali di cui la sua voce sarà il risultato. La signorina Sandrina infatti le insegnava sia il metodo italiano sia quello francese, che consisteva nel far passare la voce dal naso, forzando in modo disastroso l'organo. Proprio come ricorderà più avanti la stessa Callas, lei aveva già preso l'abitudine di alternare arie molto diverse, per esempio la Habanera dalla Carmen di Georges Bizet e Io son Titania, dalla Mignon di Ambroise Thomas: un'aria di mezzosoprano e una di soprano di coloratura.
La permanenza in Grecia (1937-1945) Nel 1937 la famiglia si divise, e la madre con Maria e la sorella Iakinthi decisero di tornare in Grecia. Una volta trasferitesi ad Atene, Maria fu ammessa al conservatorio dove si diplomò in canto, pianoforte e lingue, studiando con il soprano italiano Maria Trivella (che le diede anche le prime lezioni di francese), forse prima scopritrice del suo registro acuto facilissimo, ma ancora senza quelle note gravi che sarebbero divenute tipiche della sua particolare estensione vocale. Per lezioni di pianoforte ci fu la maestra Hevi Pana. L'audizione del 1937 prevedeva la Habanera dalla Carmen e La Paloma. L'11 aprile 1938 partecipò a un saggio con altri studenti e cantò arie da Il franco cacciatore di Weber, La regina di Saba di Gounod e il duetto d'amore dalla Madama Butterfly. A seguito di altre audizioni e piccoli concerti, il 2 aprile 1939, a soli 15 anni, arrivò il suo primo ruolo da primadonna: Santuzza in Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, che le valse il premio che il conservatorio mise in palio. Cominciò così la prima fase di una precocissima carriera che le farà guadagnare l'appellativo di "Divina".
Nel 1939 continuò a cantare soprattutto arie e duetti del repertorio lirico-spinto italiano: Aida, Un ballo in maschera, Cavalleria rusticana, fino all'audizione davanti alla celebre Elvira de Hidalgo, soprano di coloratura che si trovava bloccata in Grecia per ragioni private, nel mese di settembre, con Mare, grande mar, dallOberon di Weber. La guida della De Hidalgo determinò subito una svolta anche verso un altro repertorio, con lo studio di arie e duetti da Norma e Il trovatore, ma nel 1940 l'altro ruolo completo fu di tipo lirico-drammatico, con Suor Angelica di Puccini, e così via: da quell'epoca, Maria Callas inserì sempre arie virtuosistiche nei suoi programmi (Bel raggio lusinghier, dalla Semiramide di Rossini, appare già in un programma del 1942) per tenere la voce "leggera", secondo, sembra, i precetti della maestra.
Nonostante lo scoppio della seconda guerra mondiale, le esibizioni di Callas si susseguirono in un crescendo di interpretazioni, preparate in condizioni precarie ma con molto scrupolo e precisione per l'ambiente musicale greco-tedesco: le musiche di scena di Il mercante di Venezia al Teatro Reale di Atene, fu Beatrice in Boccaccio di Franz von Suppé al Palais Cinéma; dal 1941 fino al 1945 interpretò Floria Tosca nella ripresa all'Opera Nazionale Greca di Atene di Tosca di Giacomo Puccini, Cavalleria rusticana, Fidelio, Der Bettelstudent (Il principe studente di Millöcker), la sua unica interpretazione (Smaragda, 1943 e 1944) di un'opera contemporanea, O protomastoras (Il capomastro, di Manolis Kalomiris, da un dramma di Nikos Kazantzakis) e Tiefland di Eugen d'Albert. Il momento più internazionale, tutt'altro che trascurabile per la sua preparazione tecnica e drammatica, fu decisamente il Fidelio di Beethoven, studiato con Irma Kolassi, del quale Maria aveva già cantato l'aria principale, la lunga e famosa "Abscheulicher"in bocca a Leonore (scena sesta, Nr. 9, recitativo): Abscheulischer, wo eilst du hin? trad.: "Scellerato, dove ti affretti?" in almeno due concerti dell'anno precedente.
L'Arena di Erode Attico, come gli altri più importanti organismi di Atene, erano al momento in mano all'occupante nazista. Maria, diplomata in italiano, spagnolo e francese, non conosceva il tedesco ma lo studiò appositamente con insegnanti greci, evitando accuratamente di venire in contatto con i tedeschi occupanti. Grazie alla sua lettura, le dodici rappresentazioni estive del dramma beethoveniano della libertà acquisirono, in un clima di tensione, nel teatro all'aperto, una notevole valenza allusiva alle condizioni di allora della Grecia, pur non risparmiandole da parte di alcuni colleghi accuse di collaborazionismo per aver cantato sotto una direzione tedesca. Numerose sono le testimonianze di conoscenti circa la condotta di Callas negli anni della guerra, durante i quali si impegnò a mantenere sé e la famiglia con i più disparati mestieri, adeguandosi pure a cantare in tutti i locali, anche di infimo ordine come il postribolo di piazza Omonoia e svolgendo nel frattempo lavori pesanti, oppure lavorando per un certo periodo come interprete presso l'ambasciata inglese.
Musicalmente, sono assai interessanti i numerosi concerti tenuti a Salonicco nel 1945, dove oltre alle arie tradizionali e ai canti popolari greci alternò alcuni brani, all'epoca di raro ascolto, di quello che sarà poi il suo repertorio più tipico, di drammatico-coloratura. Un aneddoto non verificabile vuole che Callas abbia addirittura cantato da sola il duetto Otello-Desdemona, dallOtello di Rossini, alternandosi nelle due parti sia come soprano sia come tenore.