I Tupamaros, o più esattamente MLN-T (Movimiento de Liberación Nacional - Tupamaros), furono un'organizzazione di guerriglia urbana di ispirazione comunista, attiva in Uruguay tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Suo principale leader, sul piano ideologico, fu Raúl Sendic Antonaccio, già militante del Partito Socialista dell'Uruguay.
Storia
L'Uruguay negli anni '50 e '60
A differenza della maggior parte dei Paesi dell'America Latina, l'Uruguay nel Novecento, di popolazione quasi interamente di origine europea (italiana per circa il 40%) era un Paese prospero, con una consolidata tradizione democratica, un'elevata spesa sociale, un alto livello culturale, un reddito nazionale alto basato principalmente sull'esportazione di carne congelata. La stratificazione sociale vedeva una presenza molto consistente della classe media. I livelli d'istruzione media e universitaria erano assai elevati e sempre crescenti (fra il 1942 e il 1957 gli studenti delle scuole secondarie erano passati da 12 000 a 65 000).
Ma nella seconda metà degli anni '50 "la Svizzera dell'America Latina" entrò in una seria crisi, dovuta alla caduta dei prezzi dei prodotti esportati: grandi capitali presero la via dell'estero, salì la speculazione finanziaria e le banche assunsero dimensioni abnormi, il latifondismo comportò l'abbandono di enormi superfici agrarie all'improduttività con grandi spostamenti di popolazione dalle zone rurali verso Montevideo. I governi tagliarono bruscamente le spese sociali, il costo della vita aumentò vertiginosamente e i lavoratori reagirono al grave peggioramento delle proprie condizioni di vita con continue e dure lotte sindacali. Fra il 1967 e il 1968 il PIL crebbe del solo 0,3% mentre l'inflazione balzò al 100%. Il potere d'acquisto dei salari risultava sceso del 47%.Labrousse, op. cit., p. 63 Nello stesso tempo il capitale straniero, soprattutto USA, era penetrato fortemente nel settore industriale.
Il movimento dei lavoratori, dopo decenni di divisioni in numerosi sindacati differenti per categoria e orientamenti, fra il 1964 e il 1966 condusse un riuscito processo di unificazione. Nel 1964 venne convocata la Convención Nacional de Trabajadores (CNT), un organismo di coordinamento fra le diverse organizzazioni; il 28 settembre 1966 ebbe inizio il Congresso di Unificazione Sindacale che in conclusione trasformò la CNT da organismo di coordinamento a centrale sindacale unica, ed ebbe da quel momento un importante ruolo anche politico nel paese.
Il movimento degli studenti, già dalla fine degli anni 1950, era particolarmente forte e combattivo. Con una legge del 1958 l'università era stata fortemente democratizzata: rettore e presidi di facoltà venivano eletti da un consiglio composto da docenti, ex studenti laureati e studenti.Labrousse, op. cit., p. 79 La politicizzazione era notevole e orientata prevalentemente verso sinistra, sia riformista sia rivoluzionaria. Molto sentito era il sostegno a Cuba e grandi manifestazioni di protesta antiamericane (per gli interventi nella Repubblica Dominicana, in Congo e in Vietnam) si svolsero in occasione di diverse visite di grandi personalità statunitensi, culminando l'11 aprile 1967 quando Lyndon Johnson soggiornò a Punta del Este per una conferenza di capi di Stato (il regista Mario Handler fissò gli avvenimenti nel film-documentario Mi piacciono gli studenti).Labrousse, op. cit., pp. 81-82
Il parlamento era egemonizzato dai due partiti storici, entrambi di destra: Blanco (o Partido Nacional) e Colorado. Il Blanco era più legato agli interessi dei proprietari terrieri, il Colorado a quelli degli imprenditori; tuttavia ciascuno aveva al proprio interno orientamenti diversificati, che andavano dal riformismo e difesa del carattere democratico delle istituzioni a conservatorismo più rigido, con simpatie verso il golpismo di destra. I partiti di sinistra (socialista e comunista), nonostante fossero egemoni nel sindacato (CNT) e avessero una grande influenza sul movimento dei lavoratori, rimanevano sempre minoritari elettoralmente: fra il 1958 e il 1966, complessivamente, ottenevano risultati intorno al 6%.Labrousse, op. cit., pp. 27-30 La stratificazione sociale in Uruguay aveva come caratteristica il peso abnorme della classe media (un'indagine del 1960 rilevava un 6% di alta borghesia, un 64% di ceto medio, un 30% di ceto popolare).Labrousse, op. cit., p. 19
Origini del MLN Il movimento Tupamaro assunse la propria denominazione da Túpac Amaru II, nome di battaglia (ripreso a sua volta dall'antico capo inca Tupac Amaru) del peruviano José Gabriel Condorcanqui che nel 1780 guidò un'insurrezione armata contro i dominatori spagnoli.
La nascita del raggruppamento politico che diventerà MLN-Tupamaros risale a gennaio 1963. Il promotore, Raúl Sendic Antonaccio, era nato nel 1925 nella provincia di Flores da una famiglia di medi proprietari terrieri, aveva studiato giurisprudenza a Montevideo ed era diventato procuratore. Attivista di primo piano del Partito Socialista (entrò a far parte del comitato centrale), scelse di impegnarsi a sostenere le lotte dei tagliatori di canna delle zone remote del paese, lavoratori poveri che si battevano per migliori condizioni di vita e per l'espropriazione dei vasti latifondi. Nel 1962 Sendic aveva organizzato una grande marcia dei cañeros, che con donne e bambini percorsero da Artigas a Montevideo. Ma nonostante le lotte sindacali e le grandi marce pacifiche, i lavoratori poveri non ottenevano quasi nulla. Per di più i cañeros erano oggetto di minacce e aggressioni da parte di squadre violente foraggiate dai grandi proprietari (in un attacco con armi da fuoco morì una donna). Gli attivisti decisero quindi di abbandonare la tradizionale via sindacale e parlamentare nel perseguimento degli obiettivi di giustizia sociale in cui credevano.Labrousse, op. cit., pp 31-33 Nel raggruppamento politico che si andava formando si aveva davanti un unico obiettivo: il socialismo. Si costruiva un programma comune, con obiettivi fondamentali chiari e accettati da tutti, rifiutando scontri ideologici e superando le divisioni che caratterizzavano in quegli anni le sinistre latinoamericane e mondiali (socialismo, filosovietismo, maoismo, trotskismo, anarchismo ecc). Questo consentì di aggregare sin dall'inizio militanti delle provenienze politiche più disparate, dagli anarchici ai socialisti.Labrousse, op. cit., p. 35
Nei primi anni non si conobbe un vero documento di fondazione, finché la rivista cilena Punto final il 2 giugno 1968 pubblicò il documento "Trenta domande a un Tupamaro", titolo probabilmente ispirato al manuale 150 preguntas a un guerrilliero, scritto dal generale Alberto Bayo, veterano della guerra civile spagnola ed istruttore in Messico di Fidel Castro ed Ernesto Guevara. Da subito il MLN ne avvalorò l'autenticità, rimandando quanti ponevano domande sui suoi scopi politici e forme d’azione alla lettura di quel testo.
Preparazione della lotta armata e prime azioni (1963-67) Sendic e i suoi primi compagni di lotta cominciarono quindi a pensare a un'organizzazione essenzialmente politica, che nel proprio programma prevedesse la lotta armata come strumento centrale del processo rivoluzionario: la militanza politica e la partecipazione alla lotta armata erano ritenute inscindibili. Fino al 1965 il raggruppamento dedicò quasi tutta la propria attività ad un'accurata preparazione alla guerriglia, evitando uscite pubbliche. Diversamente dalle tante forme di guerriglia già diffuse nei paesi dell'America Latina, che si sviluppavano nelle zone rurali e impervie e qui avevano le proprie basi, tenendo conto della particolare geografia umana dell'Uruguay dove metà della popolazione è concentrata nella capitale, progettarono un tipo del tutto nuovo di guerriglia, la guerriglia urbana. Le azioni dovevano svolgersi quasi esclusivamente a Montevideo, città popolosa e di grande estensione, e le basi operative dovevano trovarsi ben dissimulate nella città stessa. Questo tipo di organizzazione e le modalità d'azione verranno poi riprese dall'ERP argentino e dalle formazioni armate europee Rote Armee Fraktion e Brigate Rosse.
Le prime azioni furono furti e rapine per procurarsi armi e denaro.Labrousse, op. cit, pp. 39-40 Il 31 luglio 1963 vennero asportati 28 fucili dal circolo di tiro di Nueva Helvecia. Il 24 dicembre, notte di Natale, una ventina di giovani, di cui alcuni armati di rivoltella altri di soli bastoni, bloccarono un camion di un supermercato pieno di generi alimentari, si impossessarono del carico e lo distribuirono ai poveri della bidonville Aparicio Saravia. Nel 1964 misero in atto diversi furti in armerie, e anche in cave per procurarsi esplosivi. Alcuni mesi dopo organizzarono una serie di attentati dimostrativi con ordigni incendiari o esplosivi, scegliendo visibili obiettivi simbolici (Consolato degli USA e del Brasile, stabilimento della Coca Cola, e altri). Ma ancora il gruppo non si esponeva in vere azioni armate, privilegiando il reclutamento di nuovi membri e il loro accurato addestramento militare.Labrousse, op. cit., p. 37 Il nome "Tupamaros", per la prima volta, comparve pubblicamente come firma di un volantino lasciato dopo il danneggiamento con esplosivo di un magazzino della Bayer, accusata di fornire aggressivi chimici per le truppe americane in Vietnam.Labrousse, op. cit, p. 38
I primi scontri armati con la polizia si verificarono nel 1966, in occasioni di rapine. Di fronte a queste azioni sia la polizia sia l'opinione pubblica non comprendevano esattamente quale realtà si celasse dietro. Poi, con la scoperta di alcune basi, la polizia vi rinvenne diversi documenti, ed esaminandoli cominciò a rendersi conto dell'ampiezza del fenomeno. I guerriglieri, nel corso di alcune azioni, lasciavano comunicati al popolo, brevi, semplici, che facevano presa sia sulla massa dei lavoratori sia sul movimento degli studenti, vasto e combattivo nel Paese.Labrousse, op cit, pp 43, 47
La sinistra parlamentare, soprattutto il Partito Comunista dell'Uruguay, si espresse inizialmente circa i Tupamaros in duri termini ma dovette presto mutare atteggiamento e rassegnarsi a convivere con il movimento a causa della forte crescita di questo dopo il 1968 in tutto il paese.
Spinte autoritarie nei settori governativi Nel corso degli anni '60 i gruppi di potere che mal sopportavano la combattività di sindacati e studenti, dei settori radicalizzati della classe media (giornalisti, avvocati) e della Chiesa cattolica (teologia della liberazione) cercavano punti di forza per avere la meglio dei propri avversari. Prima di tutto rafforzarono le forze di polizia sia numericamente che in termini di “libertà” di agire anche al di là delle leggi e garanzie di fatto di certe impunità di fronte ad eventuali eccessi. Nello stesso tempo attuarono uno stretto avvicinamento nei confronti degli USA, sia favorendone la penetrazione economica nel Paese, sia inviando i propri quadri di polizia ad addestrarsi alla repressione dei sommovimenti politici e di eventuali guerriglie nella Escuela de las Americas (Western Hemisphere Institute for Security Cooperation) gestita dalla CIA a Panama. Vennero avviate strette relazioni e scambi con il governo golpista del Brasile, strettamente sostenuto dagli USA (relazioni invise agli uruguaiani, non solo perché si trattava una dittatura, ma perché l'ingerenza di quel grande paese confinante, contro il quale il piccolo Paese rioplatense aveva dovuto combattere duramente per non esserne inglobato nell'Ottocento, era vista come una pesante intromissione.