Biografia Nacque a Renate, in provincia di Monza e della Brianza e arcidiocesi di Milano, il 14 marzo 1934. Era il primo dei tre figli di Egidio e Giuditta Ciceri (1911-2012). Aveva un fratello, Antonio, e una sorella, Gianna.

Formazione e ministero sacerdotale Nel 1945, all'età di undici anni, entrò nel seminario diocesano "San Pietro" di Seveso dove iniziò gli studi, completati poi nel seminario di Venegono Inferiore. Qui frequentò anche i corsi di teologia, fino al conseguimento della licenza, nel 1957.

Il 28 giugno 1957 fu ordinato presbitero, nella cattedrale di Milano, dall'arcivescovo Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI, per l'arcidiocesi ambrosiana.

Pochi mesi dopo venne inviato per ulteriori studi a Roma, dove prese residenza al Pontificio seminario lombardo e per due anni frequentò la Pontificia Università Gregoriana. Conseguito il dottorato in sacra teologia con una tesi su "Il dovere dell'apostolato dei laici", rientrò in diocesi come professore di discipline teologiche ai chierici prefetti nei seminari minori di Masnago e di Seveso, dove risiedette fino all'autunno del 1966. Trasferito al seminario maggiore di Venegono Inferiore, per oltre venti anni vi insegnò morale fondamentale e tenne i corsi sui sacramenti del matrimonio e della penitenza. Nello stesso periodo insegnò teologia pastorale a Milano, sia presso l'Istituto sacerdotale Maria Immacolata sia presso l'Istituto regionale lombardo di pastorale. Tenne corsi di morale anche presso il seminario teologico dei comboniani a Venegono Superiore, l'Istituto teologico fiorentino e il Pontificio istituto missioni estere di Milano.

Nel suo insegnamento vasta fu la gamma dei temi trattati, tra i quali risaltano le questioni di morale fondamentale accanto a quelle di morale speciale, con una preferenza per l'ambito del matrimonio, della famiglia, della sessualità e della bioetica. All'intensa attività accademica aveva unito la partecipazione a incontri, convegni, corsi di aggiornamento teologico-pastorale per sacerdoti e laici in Italia e all'estero. Tutto ciò non lo aveva distolto dall'attività pastorale diretta, da lui sempre amata ed esercitata sia svolgendo il servizio domenicale nelle parrocchie di Masnago, San Pietro Martire in Cinisello Balsamo, Santo Stefano Arno e Turate, sia dedicandosi alla predicazione, alla conduzione di ritiri e di esercizi spirituali, alla direzione spirituale, soprattutto per le famiglie e le persone consacrate. Fu attivo anche nella Confederazione italiana dei consultori familiari di ispirazione cristiana, di cui fu consulente ecclesiastico dal 1979 al 1989; nell'Opera per l'assistenza religiosa agli infermi, come responsabile dell'attività culturale prima e come presidente poi; nell'Associazione dei medici cattolici italiani, sezione di Milano, quale assistente ecclesiastico per circa vent'anni. Venne chiamato da papa Giovanni Paolo II a collaborare alla stesura di alcune sue encicliche.

L'11 settembre 1987 la Congregazione per l'educazione cattolica, su designazione dell'episcopato lombardo, lo chiamò a reggere il Pontificio seminario lombardo. Nello stesso periodo divenne docente di teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana. Quindi, il 28 aprile 1989, la Conferenza Episcopale Italiana lo designò presidente del consiglio di amministrazione del quotidiano Avvenire, in occasione del nuovo assetto societario del giornale, la cui proprietà passò dalla Santa Sede alla stessa CEI.

Fu esperto di nomina pontificia alla V assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che ebbe luogo nella Città del Vaticano dal 26 settembre al 25 ottobre 1980 sul tema "La famiglia cristiana" e assistente del segretario speciale alla VII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che ebbe luogo nella Città del Vaticano dal 1° al 30 ottobre 1987 sul tema "La vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo".

Ministero episcopale e cardinalato Arcivescovo di Ancona-Osimo Il 1º luglio 1989 papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo; succedette a Carlo Maccari, dimessosi per raggiunti limiti di età. Ricevette l'ordinazione episcopale il 23 settembre successivo, nel duomo di Milano, dal cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo metropolita di Milano, co-consacranti il suo predecessore Carlo Maccari e il vescovo ausiliare di Milano Bernardo Citterio. Prese possesso dell'arcidiocesi il 1º ottobre successivo.

In quel periodo rivestì l'incarico di presidente della Conferenza episcopale marchigiana e, nel giugno 1990, fu eletto presidente della Commissione per la famiglia della CEI.

Segretario generale della Conferenza episcopale italiana Il 14 marzo 1991 divenne segretario generale della Conferenza episcopale italiana, subentrando all'arcivescovo Camillo Ruini, nominato pochi giorni prima presidente dello stesso organismo. Il 6 aprile dello stesso anno, pertanto, rinunciò al governo pastorale dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo per mettersi al servizio della Chiesa italiana a tempo pieno per i successivi quattro anni.

Partecipò alla I assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per l'Europa, che ebbe luogo nella Città del Vaticano dal 28 novembre al 14 dicembre 1991, sul tema "Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberato" e alla IX assemblea generale ordinaria, dal 2 al 29 ottobre 1994, sul tema "La vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo".

Arcivescovo di Genova Il 20 aprile 1995 papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo metropolita di Genova; succedette al cardinale Giovanni Canestri, dimessosi per raggiunti limiti di età. Prese possesso dell'arcidiocesi il 18 giugno successivo. Divenne presidente della Conferenza episcopale ligure.

Il 25 maggio 1995 giunse l'elezione a vicepresidente per l'Italia Settentrionale della Conferenza episcopale italiana. Nel gennaio del 1998 il consiglio permanente lo designò assistente ecclesiastico nazionale dell'AMCI.

Il 21 febbraio 1998 papa Giovanni Paolo II lo creò cardinale e gli assegnò il titolo dei Santi Ambrogio e Carlo, del quale prese possesso il 4 novembre successivo. Fino alla creazione del cardinale Crescenzio Sepe fu il porporato italiano più giovane.

Arcivescovo di Milano L'11 luglio 2002 papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo metropolita di Milano; succedette al cardinale Carlo Maria Martini, dimessosi per raggiunti limiti di età. Nel primo discorso alla città, pronunciato l'8 settembre, parlò della necessità di coltivare "una coscienza capace di obbedire alla Verità". Il 14 settembre successivo per mezzo del procuratore Giovanni Giudici, vescovo ausiliare, prese possesso canonico dell'arcidiocesi ambrosiana.Qualora la presa di possesso canonico avvenga mediante procuratore, in conformità al can. 382 § 3 del Codice di Diritto Canonico, è il procuratore stesso che esibisce la lettera apostolica di nomina al collegio dei consultori, "alla presenza del cancelliere della curia, che mette agli atti il fatto". Il 24 settembre ricevette il pallio dal papa nella cappella privata del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.Qualora un metropolita venga trasferito ad un'altra sede metropolitana, necessita di un nuovo pallio, in conformità al can. 437 § 3 del Codice di Diritto Canonico. Pochi giorni dopo, il 29 settembre 2002, fece il suo ingresso nell'arcidiocesi. Sulla scia di sant'Ambrogio amava ripetere: "Occorre cercare sempre le cose nuove e custodire quelle a noi trasmesse dal passato".

Durante gli ultimi anni del pontificato di papa Giovanni Paolo II fu a lungo indicato come uno dei possibili "papabili". Partecipò al conclave del 2005 che elesse papa Benedetto XVI e a quello del 2013 che elesse papa Francesco.

Il 20 marzo 2008 promulgò il nuovo lezionario di rito ambrosiano, portando così a compimento per tale rito la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II. La decisione di portare a compimento la riforma liturgica era già stata maturata dal precedente arcivescovo, Carlo Maria Martini, per quanto riguardava "in particolare il Lezionario, ancora ad experimentum".

Nel dicembre dello stesso anno costituì il "Fondo famiglia-lavoro" per dare un aiuto a chi, di fronte alla crisi economica incominciata in quell'anno, stava perdendo il lavoro. Il fondo venne avviato con un milione di euro messi a disposizione dal cardinale, come annunciato nell'omelia della messa di Natale di mezzanotte:

Il 15 marzo 2009, al superamento del 75º anno di età, presentò a papa Benedetto XVI, in base alle norme del diritto canonico, la rinuncia alla guida dell'arcidiocesi milanese ma il 9 aprile venne confermato donec aliter provideatur dalla Santa Sede per altri due anni alla guida dell'arcidiocesi.

In dicembre, subì gli attacchi della Lega Nord (da parte del giornale La Padania, di Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Matteo Salvini), dopo aver criticato il sindaco Letizia Moratti per la campagna di sgombero contro i rom e aver chiesto ai politici cittadini di riscoprire il «solidarismo ambrosiano». Secondo lo storico Alberto Melloni, tali attacchi si situarono in una strategia della partito politico per condizionarne la successione.

Il 14 giugno 2010 celebrò nel duomo di Milano i funerali del vescovo Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia, ucciso il 3 giugno precedente in Turchia.

L'11 giugno 2011 promulgò il Nuovo Evangeliario Ambrosiano, decimo dei nove volumi del Lezionario Ambrosiano, e donò al duomo di Milano la copia originale.

Il 28 giugno 2011 papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi per raggiunti limiti di età; gli succedette il cardinale Angelo Scola, fino ad allora patriarca di Venezia. Rimase amministratore apostolico dell'arcidiocesi fino alla presa di possesso del successore, avvenuta il 9 settembre seguente. Da arcivescovo emerito si ritirò, a partire dal 15 settembre, nella Villa Sacro Cuore di Tregasio di Triuggio, e continuò a essere presente nella vita dell'arcidiocesi e a offrire il proprio contributo al servizio della Chiesa.

Il 24 luglio 2012 venne nominato amministratore apostolico di Vigevano dopo le dimissioni dell'arcivescovo-vescovo Vincenzo Di Mauro. Terminò il suo incarico il 5 ottobre 2013, dopo la presa di possesso del nuovo vescovo Maurizio Gervasoni.

Il 14 marzo 2014 compì 80 anni e in base a quanto disposto dal motu proprio Ingravescentem Aetatem di papa Paolo VI del 1970, decadde da tutti gli incarichi ricoperti nella Curia romana e con essi dal diritto di voto in conclave.

Nel settembre 2015 partecipò a una sessione di lavoro del Consiglio dei cardinali – istituito nel 2013 per assistere il papa nel governo della Chiesa e nella riforma della Curia romana – presentando, su incarico di papa Francesco, un approfondimento sulla fattibilità del nuovo Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Prese parte alla XIV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dal 4 al 25 ottobre 2015 sul tema "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo".