La centrale termoelettrica Enel "Federico II" è una centrale a carbone inattiva con una capacità totale di installati. Si trova presso la località Cerano, nel territorio di Brindisi. Con una estensione di circa 270 ettari, è la seconda più grande centrale termoelettrica d'Italia ed una delle più grandi d'Europa.

In un rapporto del 2007, redatto del WWF, l'impianto è stato classificato al venticinquesimo posto tra le trenta centrali in Europa in termini di emissioni di CO.WWF (maggio 2007). Dirty Thirty. Ranking of the most polluting power stations in Europe.

Un altro rapporto del 2011, dell'Agenzia europea dell'ambiente ("Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe", 2011), la classifica al diciottesimo posto in Europa (e al primo in Italia) in termini di costi causati dalle emissioni inquinanti, con un valore stimato superiore ai 500 milioni di euro all'anno.Agenzia europea dell'ambiente (dicembre 2011). Revealing the costs of air pollution from industrial facilities in Europe, p. 25.

Composizione

La centrale è costituita da quattro sezioni con ciclo a vapore, con una capacità di cadauna, entrate in funzione tra il 1991 e il 1993, e da una ciminiera alta 200 metri e 28 metri di diametro composta da 4 camini.

Il trasporto del combustibile, costituito da carbone, avviene tramite il cosiddetto "asse attrezzato policombustibile", un complesso lungo 13 km che alloggia i nastri per il trasporto del carbone e l'oleodotto interrato. Esso parte dalla banchina del Molo di Costa Morena, su cui avviene lo scarico delle navi petroliere e carboniere, e si sviluppa lungo una trincea.

La centrale dopo la dismissione del parco carbone a cielo aperto, che consentiva lo stoccaggio di 750.000 tonnellate di carbone, dispone dal 2015 di 2 carbonili a copertura totale di tipo dome.

Ogni carbonile misura 145 metri di diametro e 50 metri in altezza ed è in grado di stoccare circa 180.000 tonnellate di carbone, per un totale di carbone stoccabile di circa 360.000 tonnellate, ed entrambi sono collegati tramite nastro trasportatore all'asse attrezzato policombustibile.

La centrale è collegata alla rete elettrica nazionale tramite linee ad alta tensione a 380kV.

Per quanto concerne il contenimento delle emissioni inquinanti la centrale dispone di una gamma di impianti di ambientalizzazione, tra cui:

un sistema di bruciatori per la diminuzione degli NOx che si trovano già in fase di combustione; denitrificatori; desolforatori; Precipitatori elettrostatici per l'abbattimento delle polveri.

Riconversione e futuro Nel gennaio 2021 è iniziata la dismissione delle quattro unità produttive a carbone e la riconversione dell'impianto in una centrale a gas di potenza complessiva pari a 1680 MW. La riconversione è stata interrotta nei primi mesi del 2022, venendo comunicato che, in linea con gli obiettivi di decarbonizazione nazionale, la centrale sarebbe stata spenta il 31 dicembre 2025, coerentemente con l'annuncio del gruppo Enel di voler abbandonare il carbone entro il 31 dicembre 2027.

A fine 2025 tutti i gruppi sono stati spenti definitivamente. Tuttavia non ne è stato autorizzato lo smantellamento, con l'intenzione di riattivare la centrale solo in caso di crisi energetica.

Note

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