Androclo o Androcle è un personaggio di una leggenda della mitologia romana. Giovane schiavo condannato al supplizio ad bestias, riuscì a salvarsi perché il leone che doveva combattere gli si prostrò ai piedi, leccandogli le mani in segno di riconoscenza per averlo curato in passato.
La leggenda La leggenda vuole che lo schiavo Androclo, fuggito dalla proprietà del suo padrone (un governatore dell'Africa proconsolare) si nascose in una grotta e lì venne a contatto con un leone. Questi, sofferente ad una zampa per causa di una spina di rovo, trovò sollievo nelle cure dello schiavo che riuscì ad estrarla dall'arto ferito. Vissero insieme da quell'episodio, aiutandosi a vicenda per tre anni, finché Androclo, stanco della vita selvaggia, abbandonò la grotta e finì per essere catturato da alcuni soldati, che lo rimpatriarono a Roma condannandolo al supplizio ad bestias. Una volta entrato nel Circo Massimo si trovò di fronte il suo amico leone, che era stato a sua volta catturato dai romani per essere utilizzato come strumento di morte nelle esecuzioni: il felino, riconosciuto Androclo, non gli fece alcun male. Giulio Cesare, commosso dal gesto d'amicizia e spinto dal clamore degli spettatori nell'arena, graziò Androclo liberandolo dal supplizio. La fine del mito vuole i due protagonisti passeggiare insieme per le taverne di Roma, amati e rispettati da tutto il popolo.
Origine e diffusione La testimonianza più antica di questa storia si trova nelle Noctes Atticae di Aulo Gellio: in esse l'autore riporta di averla presa da un'opera perduta di Apione nota come "Sull'Egitto" (), a cui lo stesso Apione sosteneva di aver assistito durante il suo soggiorno a Roma.
La storia ebbe grande successo nella cultura popolare: riapparve circa un secolo dopo nell'opera principale di Claudio Eliano ("Sulla natura degli animali") e fu frequente in tutto il Medioevo con diverse varianti attribuite ad autori classici diversi.Si veda, ad esempio, il racconto Yvain, il cavaliere del leone di Chrétien de Troyes.
Androclo nella cultura di massa
La storia di Androclo è stata di ispirazione per la commedia del 1912 "Androcles and the Lion" di George Bernard Shaw e per il racconto ''Il leone e il cronopio'' della raccolta Storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar. L'aneddoto è citato nell'episodio "Come voleva la prassi" della serie televisiva Il commissario Montalbano, andato in onda per la prima volta il 7 marzo 2017. Nel corso dell'episodio il commissario è paragonato ad Androclo e il sicario che lo risparmia all'ultimo momento (un uomo a cui Montalbano tempo prima aveva salvato la vita) al leone. Un riferimento alla storia di Androclo esiste anche nel fumetto Disney "Paperino e il tesoro di Re Delfino", una storia di Guido Martina disegnata da Giorgio Cavazzano, pubblicata per la prima volta sull'Almanacco Topolino n.256 dell'aprile 1978, poi ristampata nel 1984 (Super Almanacco di Paperino nr 47) e infine successivamente nel 2025 (Almanacco Topolino #23). In essa si fa riferimento a Paperinus-Androclus, schiavo di un "ricco avarastro" (sic) che ovviamente aveva le sembianze di Paperon dè Paperoni, che evade cibandosi delle olive del padrone e curando il leone, che poi durante i giochi del circo incontrerà nuovamente e invece di essere da esso divorato sarà riconosciuto e liberato per acclamazione della folla.
Note
Voci correlate Il leone e il topo La favola del leone, dell'uomo e del topo
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