Binago (Binaach in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Dista da Como , da Varese e dal confine con la Svizzera . Sorge lungo la strada statale 342 Briantea, che collega i due capoluoghi lombardi. È situato sulla sommità settentrionale del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Gli abitanti sono comunemente detti scusarìtt.

Origini del nome Alcuni attribuiscono l'origine del toponimo a un borgo romano di nome Bivianus, esteso laddove oggi si trovano le località di San Salvatore e Monello.. Un'ipotesi promossa da Dante Olivieri ricondurrebbe il toponimo di Binago al nome gentilizio romano Bivonius.. Il nome di Binago compare per la prima volta, sia pure circondato da molte incertezze, in un documento redatto nell'anno 774; si tratta di un atto di vendita in cui viene citata una località a nome Bionaco o Bionago. Il documento però non contiene alcun esplicito riferimento al paese.. Bisogna attendere ancora tre secoli per trovare un chiaro indizio riguardante un abitato a nome Binago.. Il suffisso -ago è comune a molti toponimi della zona e indica una probabile influenza celtico-romana..

Storia Le origini A partire dal III millennio a.C. si sviluppò nell'area comasca, varesotta e brianzola una civiltà palafitticola, di probabile etnia ligure. A partire dal 1200 a.C. si insediarono nella regione popolazioni di stripe celtica, che portarono la cultura di Canegrate, succeduta poi da varie forme di sviluppo della cultura di Golasecca. In particolare il più antico ritrovamento nell'area attorno a Binago (precisamente a Malnate) è una spada celtica situata in una tomba e risalente all'Età del ferro. La conquista romana della regione, effettuata nel II secolo a.C. dette avvio al processo di romanizzazione.. Non risultano ritrovamenti di epoca romana a Binago, ma è probabile che il paese venne fondato da una comunità di veterani romani, data anche la struttura del centro storico, formato da un sistema di corti isorientate, oltre ai ritrovamenti archeologici nei paesi circostanti..

Vi sono indicazioni di insediamenti Longobardi nella zona attorno a Binago, che lasciarono tracce sul piano linguistico; ai Longobardi succedettero i Franchi. Il modello istituzionale che si affermò nella regione fu il feudalesimo.. A partire dall'VIII secolo l'area di Binago, allora parte della pieve di Appiano, entrò a far parte del contado del Seprio.. Il paese sembra essere citato per la prima volta in un atto di vendita del 2 agosto 774, in cui compaiono due testimoni: Romoaldo figlio di Tattone de Bionaco e Lubus vir religiosus de Bionago. In una memoria riferita a un accordo stipulato fra Guido da Velate, arcivescovo di Milano, e il conte Rodolfo del Seprio, in una data compresa fra il 1045 e il 1071, si fa riferimento a un podere nella pieve di Varese, nel luogo detto Binago; sembra che i conti del Seprio possedessero dei beni in quel villaggio. Il 30 marzo 1067 fa da testimone a un atto di vendita un certo Aldone de Binago. Nel 1093 sono documentati a Olgiate due milites chiamati Pagano de Binago e Wilielmus de Binago; "de Binago" comincia infatti a essere usato come cognome.

Binago venne coinvolta nella guerra decennale che vide Milano schierarsi contro Como. Il conflitto, tenutosi tra il 1118 e il 1123, coinvolse tutto il territorio comasco e del Seprio. Nel 1121 i comaschi, dopo aver saccheggiato Varese, assalirono Binago e Vedano, paesi uniti da un patto sacro.. Gli eventi sono narrati da uno storico degli Sforza che cita la presenza a Binago di un castello dotato di mura; numerosi combattenti binaghesi vennero catturati e portati prigionieri a Como; in quest'occasione il paese di Binago fu saccheggiato. Si tratta della prima volta in cui, con assoluta certezza, Binago compare nella storia. È interessante notare che già a quell'epoca il paese risultava strettamente legato, come la vicina Varese, ai destini di Milano, alla cui Diocesi del resto apparteneva. L'alleanza che legava Binago a Vedano testimonia a favore di un probabile comune interesse dei due villaggi per il fiume Olona, per i suoi mulini e per la via di comunicazione che esso rappresentava. Il paese di Binago e i suoi abitanti vengono citati in numerosi documenti nel corso del XII e XIII secolo, in età comunale..

Vicende storiche dal XIII al XVI secolo Gli Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346 riportano Binago fra le località che nella pieve di Appiano avevano il compito della manutenzione della strata da Bolà ("strada di Bollate")..

Il paese seguì le sorti del Ducato di Milano, prima sotto i Visconti e poi sotto gli Sforza, con in mezzo la parentesi della Repubblica Ambrosiana.. Nell'ambito delle campagne transalpine dei Confederati il paese venne saccheggiato dagli svizzeri nel 1510.. Binago viene citata nel corso del XV e XVI secolo in numerosi atti pubblici. In particolare nel paese ebbe sede un commissario, responsabile del controllo dell'ordine pubblico e della vigilanza del commercio..

Vicende storiche dal XVI al XVIII secolo La dominazione spagnola fu caratterizzata da un forte peso fiscale. Seguendo una prassi già affermata in età sforzesca, il governo spagnolo procedette alla concessione a privati di gran parte delle terre del Ducato di Milano. Trasformando una località in feudo, gli spagnoli vendevano a un personaggio soltanto determinati diritti che erano essenzialmente onorifici, giurisdizionali e fiscali; non veniva, cioè, ceduta la proprietà del territorio né dei beni immobili che ne facevano parte. Il possesso era del tutto indipendente dall'istituzione feudale: a causa di ciò erano proprio, in molti casi, coloro che erano già grandi proprietari terrieri di una determinata località ad aspirare al titolo di feudatario. Binago venne infeudata nel 1538 passando ad Antonio Carcassola, poi a Simone de Tassi e tra il 1547 e il 1622 alla famiglia Castiglioni, famiglia che da generazioni era legata da rilevanti interessi economici al paese e al suo territorio.. Dopo varie vicende legate ai successori di Nicolò Castiglioni, nella prima metà del XVII secolo il feudo divenne appannaggio della famiglia dei Visconti di Cassano Magnago, e tale rimase, a quanto pare senza ulteriori rivolgimenti, sino alla fine del periodo feudale.. Il peso fiscale fu sentito dal paese in particolare in occasione della guerra dei trent'anni,. alla quale Binago partecipò inoltre mandando dieci soldati nel 1616.. Nel corso del XVI e XVII secolo numerosi binaghesi presero parte al contrabbando di grano verso la Svizzera..

Vicende storiche del XIX secolo La regione venne conquistata dai rivoluzionari francesi nella campagna d'Italia del 1796-1797 e venne accorpata nella Repubblica Cisalpina e successivamente nella Repubblica Italiana. Nel 1805, nell'ambito di una riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico, Binago e il resto della pieve di Appiano vennero inclusi nel Cantone VI di Appiano; nel 1809 il comune di Binago venne aggregato con Beregazzo ed Uniti e Castelnovo. La riforma amministrativa venne abrogata nel 1816, con la proclamazione del Regno Lombardo-Veneto e l'istituzione della provincia di Como del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1818 venne istituita la scuola elementare maschile e nel 1844 anche quella femminile.. Nel 1859 la regione venne annessa al Regno di Sardegna. e nel 1860 venne eletto il primo consiglio comunale..

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XVII secolo) Chiesa di San Giovanni Battista (XVI secolo), internamente decorata dal Morazzone L'edificio sorse negli anni a cavallo tra la fine XVI secolo e gli inizi del successivo: così come appare oggi, esso è il frutto di un lungo processo di modificazione, sia nella parte architettonica che in quella decorativa, ed è solo in parte simile al progetto originario. Trasformazioni, aggiunte e ammodernamenti, in qualche caso di portata assai vasta, ne hanno sensibilmente alterato nel corso del tempo la struttura e la veste sia interna che esterna, adeguandola di volta in volta alle mutevoli esigenze pratiche, di culto ed estetiche. L'aspetto attuale della parrocchiale di San Giovanni risale in gran parte a una generale ristrutturazione condotta tra la fine del 1800 e gli inizi del ventesimo secolo. Chiesa di Santa Maria (XV secolo), al cui interno conserva affreschi del Quattrocento e del Cinquecento Cappella della Madonna

Architetture civili

Cassinazza (cascina della fine del XV secolo) Casa del Popolo (1898-1901) Ex-convento francescano (XVII secolo) Palazzo Castiglioni Palazzo De Cristoforis e Palazzo Lavezzari (XVIII secolo)

Società Evoluzione demografica Secondo un censimento effettuato negli anni 1545-1546, risultava composta da 56 famiglie. Nel 1574 abitavano nel paese 77 nuclei famigliari, per un totale di 467 persone. 652 nel 1751 924 nel 1771 999 nel 1799 dopo l'annessione di Beregazzo e Castelnuovo nel 1809 nel 1853 nel 1859

Tradizioni e folclore Tra le famiglie più antiche di Binago si citano i Banchi, i Bernardoni, i Brusa, i Ciapparelli, i Della Rosa, i Ferrario, i Guatelli, i Guidali, i Larghi, i Lozza, i Luraschi, i Mistò, i Mistrangelo, i Piatti, i Poletti, i Ravizzini, i Rimoldi, i Rusconi e i Villa.. Numerosi sono stati gli emigrati; già nel XVI secolo numerosi binaghesi si stabilirono a Milano.. A partire dal XIX secolo centinaia di binaghesi, principalmente muratori, emigrarono come lavoratori stagionali verso il resto d'Italia, la Svizzera, la Francia, l'Austria e la Germania; altri emigrarono più lontano, stabilendosi in Argentina, negli Stati Uniti d'America, in Canada e in Uruguay, oltreché in Congo e in Algeria.. A partire dal primo dopoguerra il paese ha attirato numerosi immigrati dal Veneto e dalla Valtellina, seguiti da immigrati dal Mezzogiorno a partire dal secondo dopoguerra e infine dall'estero.. Tradizionalmente l'idioma parlato a Binago è il dialetto comasco, variante della lingua lombarda; similmente ai dialetti di altri paesi dell'Olgiatese, il dialetto di Binago risente di numerosi influssi del dialetto varesotto. Il dialetto locale è in gran parte caduto in disuso a partire dalla seconda metà del XX secolo in favore della lingua italiana.

Nel dialetto locale gli abitanti di Binago sono chiamati Scusaritt, cioè "grembiuli". Il soprannome deriverebbe dalla storia dellAsino di Cagno, storia popolare secondo la quale la gente di Cagno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decisero di far salire in cima ad esso, per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda, affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. Tuttavia le cose non andarono come essi avevano sperato, perché l'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima. I cagnesi chiamarono quindi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino. Arrivarono quindi, in successione, le genti di Caversaccio (che macellarono l'asino, da cui il soprannome Peraa, "scuoiatori"), Bizzarone (che portarono il carbone per far cuocere l'asino, da cui il soprannome Carbunatt), Casanova (che divorarono buona parte dell'asino, da cui Gòss, ossia "ingordi"), Binago (che invece di mangiare l'asino direttamente in loco, riempirono i grembiuli con più carne possibile e la portarono a casa, da cui il soprannome già citato), Albiolo (i cui abitanti arrivano in ritardo, trovarono solo pochi resti e vi si buttarono sopra come corvi, da cui il soprannome Curbatt) e Rodero (ultimi, che non trovarono nulla e tornarono a casa a bocca asciutta, da cui il soprannome Rabiaa, che significa "arrabbiati").

Religione