Come principe cadetto, Gian Gastone non ebbe un ruolo preminente nella politica toscana fino al fallimento del matrimonio del fratello maggiore Ferdinando, quando il giovane fu fatto sposare nel 1697 alla principessa Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg. Gian Gastone, uomo mite, colto, amante della pace e omosessuale., mal si trovò con la moglie, caratterialmente agli antipodi. Datosi all'alcolismo e a vizi sfrenati per sopperire alla malinconia di cui soffriva, Gian Gastone successe al padre nel 1723 al trono di Toscana, ormai oggetto di mercanzia delle grandi potenze europee per mancanza di eredi della casata medicea.

Nei suoi quattordici anni di regno, nonostante il cattivo stato di salute, tentò di rimediare al malgoverno paterno, stabilendo la separazione tra Chiesa e Stato, ridando vitalità alla cultura, eliminando lo spionaggio ecclesiastico, migliorando l'amministrazione della giustizia e abbassando le tasse. Costretto a dichiarare erede prima don Carlos dalla Spagna, e poi Francesco Stefano di Lorena dall'Austria, Gian Gastone non riuscì a tenere una politica estera indipendente, lasciando la Toscana in eredità agli Asburgo-Lorena.

Biografia Giovinezza (1671-1697) Solitudine emotiva ed educazione

Figlio terzogenito di Cosimo III de' Medici e di Margherita Luisa d'Orléans, Gian Gastone, battezzato con questo nome in ricordo del nonno materno, Gastone d'Orléans, fratello cadetto di Luigi XIII e figlio di Enrico IV e Maria de' Medici., crebbe trascurato dai genitori. Dopo che la madre fu tornata in Francia, quando il principino aveva appena quattro anni, tra i due si mantenne una corrispondenza affettuosa che però si diradò progressivamente con l'avanzare degli anni: «G., come del resto il fratello e la sorella, figlia prediletta di Cosimo III, nella prima adolescenza mantenne con la madre un rapporto epistolare formalmente affettuoso...»; : «Non è probabile che [Margherita Luisa, n.d.a.] fosse molto attaccata ai figli».. Al contrario i rapporti col padre Cosimo erano freddi e formali: il Granduca, che mostrava antipatia verso il terzogenito e ., era occupato soprattutto a curare l'educazione e la carriera del primogenito Ferdinando, erede al trono, e della secondogenita Anna Maria Luisa, considerata una preziosa pedina matrimoniale da spendere per qualche unione illustre. Infatti, quando il re del Portogallo Pietro II propose a Cosimo di far sposare la propria figlia, Isabella Luisa, con Gian Gastone, il granduca non prese in considerazione la proposta, non essendo propenso a fornirgli un adeguato appannaggio..

Per quanto concerne l'educazione di Gian Gastone, essa fu affidata a Pietro Biringucci. Tra gli altri precettori della prima giovinezza si ricordano Valerio Spada e soprattutto il cardinale e studioso di storia ecclesiastica Enrico Noris., col quale il principe amava trascorrere la maggior parte delle giornate.. Gian Gastone, sensibile e intelligente, si dedicò presto anche a interessi scientifici (in particolar modo alla botanica.), divenendo uno dei più colti principi del suo tempo: conosceva, tra le altre cose, il greco, il latino, lo spagnolo, il francese, il tedesco e perfino l'inglese, lingua quest'ultima ancora poco studiata presso le élite europee.

Rapporti coi familiari e incontro con Giuliano Dami Il giovane, dei cui rapporti col padre si è già accennato, trovò comprensione solo nello zio cardinale Francesco Maria de' Medici, personaggio vizioso e anticonformista nonostante l'abito ecclesiastico, e nella sorella Anna Maria Luisa, l'unica figura "materna" che ebbe modo di conoscere. Il legame tra fratello e sorella si dimostrò, infatti, nella volontà del giovane Gian Gastone di accompagnare Anna Maria Luisa, andata nel 1691 in sposa a Giovanni Guglielmo del Palatinato., fino a Verona: «...il viaggio compiuto nel maggio del 1691 per accompagnare a Verona la sorella...»..

Il fratello maggiore Ferdinando, al contrario, disprezzava il carattere dimesso e malinconico di Gian Gastone, mentre buoni e affettuosi saranno i rapporti con la moglie di lui, la principessa Violante Beatrice di Baviera, che conobbe quando le andò incontro nel 1688 a Bologna mentre si stava dirigendo verso Firenze per maritarsi con Ferdinando e .. Negli anni immediatamente precedenti al matrimonioIn , si cita il Dami come presente nel seguito che avrebbe accompagnato Gian Gastone verso la Boemia. Pertanto, si può ipotizzare che la conoscenza del principe col Dami sia avvenuta in quegli anni immediatamente precedenti al matrimonio con Anna Maria Francesca., infine, importantissimo per la vita di Gian Gastone fu l'incontro con Giuliano Dami, un modesto servitore figlio di un contadino toscano., "donatogli" dal marchese Ferdinando Capponi.. Il Dami si legherà al granduca per tutta la vita prima come amante e poi come complice delle sue scorribande omosessuali.

Periodo boemo (1697-1708) Fallimento del granprincipe Ferdinando

Gian Gastone assunse una decisiva importanza agli occhi del padre Cosimo III solo quando fu chiaro che il matrimonio del primogenito Ferdinando con la principessa Violante era destinato a non generare figli. Le problematiche risiedevano sia nell'ostilità di Ferdinando, dichiaratamente bisessuale, di adempiere i propri doveri coniugali verso la moglie, sia nella sifilide che il granprincipe contrasse in occasione di un libertino soggiorno a Venezia., malattia che l'avrebbe portato prima a una precoce demenza e poi a una prematura scomparsa..

Sfortunato matrimonio

Il padre Cosimo III e la sorella Anna Maria Luisa si misero allora in cerca di una sposa per Gian Gastone. Anna Maria Luisa propose il nome di sua cognata Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg, una nobildonna tedesca molto rozza e di gusti volgari, già vedova di Filippo di Neuburg, che si era dato all'alcolismo pur di non stare vicino alla consorte e .. Il matrimonio con una principessa tedesca fu accolto calorosamente da Cosimo III, desideroso di creare un ramo tedesco dei Medici., obbligando così il secondogenito a sposarsi con Anna Maria Francesca.

Il matrimonio, benché fosse osteggiato dalla stessa Anna Maria Francesca, fu celebrato il 2 luglio del 1697 nella cappella del palazzo palatino di Düsseldorf dal vescovo ausiliare di Osnabrück, Otto Wilhelm von Bronckhorst zu Gronsfeld: «La funzione, molto sfarzosa, fu officiata dal vescovo ausiliare di Osnabrück...».. Dopo la cerimonia, i novelli sposi iniziarono il viaggio che li avrebbe portati nella residenza della moglie a Reichstadt, un piccolo villaggio fra le montagne della Boemia: fu impossibile costringere la sposa a trasferirsi a Firenze.. Il matrimonio, a causa della differenza di temperamento dei due sposi, finì prestissimo: Gian Gastone, amante della cultura, non trovò nessun appagamento nella compagnia di una moglie dedita esclusivamente ad allevare cavalli e alla pratica degli esercizi fisici all'aperto, che lui apertamente aborriva. Anna Maria Francesca, inoltre, era «capricciosa, isterica, imperiosa, scervellata», carattere che mal si accordava a quello mite e dolce del marito:

Viaggio europeo e ritorno in Boemia

I litigi fra i due si fecero sempre più frequenti, elemento che rese la loro convivenza insopportabile. Inoltre, il provincialismo di Reichstadt, luogo privo di qualsiasi attrattiva intellettuale, disgustava il principe, che passava le sue giornate nell'ozio e nell'inattività più completa e .. Dunque, già a partire dalla primavera dell'anno successivo, Gian Gastone compì, sotto il falso nome di marchese di Siena, un viaggio in tutta l'Europa che l'avrebbe condotto per le Fiandre, la Germania e la Francia. In quest'ultimo paese, Gian Gastone ebbe l'onore di essere ricevuto dal re Luigi XIV, il quale rimase colpito dalla personalità del giovane principe e, soprattutto, ebbe modo di rivedere la madre Margherita Luisa, cosa che non accadeva da quando quest'ultima aveva lasciato la Toscana; l'incontro, nonostante le aspettative del figlio, fu freddo e formale..

Quando Cosimo seppe del viaggio di Gian Gastone, che non aveva ricevuto l'autorizzazione paterna di allontanarsi dalla moglie, si infuriò e costrinse il figlio a far ritorno a Reichstadt (autunno del 1698) per adempiere ai suoi doveri coniugali e .. Il rientro, comunque, non fu coronato da una ritrovata armonia di coppia; Gian Gastone, negli anni successivi, rimase sempre meno tempo a Reichstadt, soggiornando sempre più spesso a Praga, dove incominciò ad abbandonarsi ai piaceri più turpi in postriboli e in taverne e a darsi all'alcol, accompagnato in queste scorribande immancabilmente da Giuliano Dami, che faceva di tutto per assecondare i desideri del suo padrone e .:

Rottura definitiva Nonostante il fallimento matrimoniale, Cosimo premeva perché il figlio adempisse ai suoi doveri coniugali. La declinante salute del primogenito Ferdinando, che ormai si stava avviando all'ultimo stadio della sifilide, aveva spento nell'anziano Granduca la speranza che da lui proseguisse la dinastia. Necessitava, dunque, che questa fosse continuata da Gian Gastone, e Cosimo tentò vari espedienti perché il matrimonio fosse almeno consumato.

Oltre a insistere col figlio al riguardo, fece pressioni sulla nuora attraverso l'arcivescovo di Praga Johann Joseph von Breuner, i suoi parenti più stretti e infine, nel 1708, attraverso lo stesso pontefice Clemente XI, che esortò Anna Maria Francesca a raggiungere il marito a Firenze., città in cui Gian Gastone era già ritornato col consenso paterno una prima volta nel giugno del 1705., per rimanerci definitivamente dalla primavera del 1708.. La principessa tedesca, dopo aver fatto sperare in un suo arrivo nel capoluogo toscano, decise di rimanere a Reichstadt: temeva i Medici, a causa anche delle dicerie sui presunti avvelenamenti che i membri di questa casata avrebbero propinato alle proprie mogli nelle generazioni precedenti e ..

Tra il 1708 e il 1723 Ritorno a Firenze e matrimonio di Francesco Maria

Gian Gastone, pur abitando a Palazzo Pitti, condusse vita semplice e ritirata, estraniandosi completamente dagli affari di Stato, per i quali non aveva mai mostrato alcun interesse, e continuò a odiare il fasto della corte come aveva sempre fatto. Passava il tempo leggendo opere scientifiche, specie di botanica., e raccogliendo oggetti di antiquariato, di cui era buon intenditore.. Soprattutto, però, trascorreva la maggior parte delle sue giornate ubriacandosi, partecipando ai giochi erotici di cui il Dami era l'organizzatore e conducendo vita notturna:

Intanto, Cosimo III aveva organizzato un tragicomico tentativo per avere un erede alternativo a Gian Gastone. Il Granduca fece infatti abbandonare il cappello cardinalizio a Francesco Maria e lo costrinse a sposare la giovanissima principessa Eleonora Luisa Gonzaga nella speranza che avessero un figlio.. Il matrimonio, officiato nel 1709, non fu però mai consumato a causa della resistenza della sposa diciassettenne, che provava ripugnanza nell'unirsi a un uomo devastato dalla pinguedine e ., e dello stesso Francesco Maria, per nulla interessato alla vita matrimoniale.. La speranza in una prole da questo matrimonio rimase perciò vana, e dopo due anni dalla sua celebrazione Francesco Maria spirò, mettendo di fatto fine alle speranze del granduca Cosimo in una prosecuzione della dinastia.

Erede al trono e crisi di successione

Il 31 ottobre del 1713 spirava anche il granprincipe Ferdinando, cinquantenne: afflitto da crisi epilettiche e da una precoce demenza, non riusciva più a riconoscere il padre.. All'indomani della sua morte, Gian Gastone divenne automaticamente erede al trono e, all'estero, le principali potenze europee cominciarono a intavolare fra di loro delle trattative per decidere quale principe sarebbe succeduto al trono del Granducato dopo la sua morte.