Biografia Terzo figlio di Pietro Fancello, magistrato dorgalese che sarà presidente di sezione della Corte di cassazione, e di Giovanna Marche di Osidda, si laurea in giurisprudenza, combatte nella prima guerra mondiale come ufficiale degli Arditi e viene decorato con due medaglie d'argento. Nel dopoguerra si stabilisce a Roma, vince il concorso agli Ospedali Riuniti e in pochi anni ne diventa direttore amministrativo. Collabora alla rivista "Volontà" di Vincenzo Torraca e alla nascita dell'Associazione Nazionale Combattenti. Fonda con Camillo Bellieni ed Emilio Lussu il Partito Sardo d'Azione, collabora alle riviste "Solco" e "Critica politica" diretta dal repubblicano federalista Oliviero Zuccarini.
Con l'affermarsi del fascismo, perde l'incarico agli Ospedali Riuniti e si trasferisce a Montepulciano come amministratore della tenuta di famiglia e precettore dei figli del conte Lucangelo Bracci Testasecca. Tiene i contatti col gruppo romano di "Giustizia e Libertà", ma, in seguito a una spiata di Carlo Del Re, definito da Ernesto Rossi la "spia del regime" Ernesto Rossi, Una spia del regime. Carlo Del Re e la provocazione contro Giustizia e Libertà, Torino, Bollati e Boringhieri, 2000, nell'autunno del 1930 viene arrestato, processato con Cesare Pintus e Nello Traquandi dal Tribunale speciale e condannato a dieci anni di reclusione.Sentenza n. 34 del 12.3.1931 contro Francesco Fancello e altri (“Organizzazione e propaganda sovversiva”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. I, p. 499-500 Ne trascorre cinque in carcere e cinque al confino a Ponza e Ventotene.Commissione di Roma, ordinanza del 3.12.1935 contro Francesco Fancello. In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. IV, p. 1389Commissione di Littoria, ordinanza del 19.11.1940 contro Francesco Fancello (“Al termine della pena precedente, riassegnati per la cattiva condotta”). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. IV, p. 1302
Dopo l'8 settembre del 1943 viene liberato e partecipa a Roma, occupata dai tedeschi, all'organizzazione del Partito d'Azione, ricoprendo l'incarico della edizione nazionale clandestina dell'organo del partito "Italia libera", ed entrando nella giunta militare del Comitato di liberazione nazionale. Dopo la liberazione passa al PSI, dirigendo a Genova con Sandro Pertini "Il Lavoro" e coltivando la passione per la narrativa. Per tutte le sue opere utilizzò lo pseudonimo di "Francesco Brundu".
Opere principali Il Partito d'Azione nei suoi metodi e nei suoi fini, Roma, Poligrafica Italiana, 1944 Il diavolo tra i pastori, Roma, Mondadori, 1945 Il salto delle pecore matte, Roma, De Carlo 1949 Adalgisa e altri racconti, prefazione Nicola Tanda, Sassari, Edes, 1997
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Partigiani italiani Categoria:Brigate Giustizia e Libertà Categoria:Politici del Partito Sardo d'Azione Categoria:Politici del Partito d'Azione Categoria:Politici del Partito Socialista Italiano Categoria:Deputati della Consulta nazionale