L'aviazione di marina o aviazione navale è una componente dell'aviazione militare, inquadrata nella marina militare.
Storia Le origini
Il primo aviatore navale fu lo statunitense Eugene Burton Ely che effettuò un decollo da una nave militare, la USS Birmingham, il 14 novembre 1910, e atterrò con successo su una piattaforma improvvisata montata sul ponte posteriore della nave da guerra USS Pennsylvania nella baia di San Francisco, il 18 gennaio 1911.
La creazione dell'aviazione navale viene fatta risalire al giugno del 1912, quando il tenente Dimitrios Kamberos dell'Hellenic Aviation Service volò col "Daedalus", un Farman convertito in idrovolante, ad una velocità media di 110 km/h, realizzando un nuovo record mondiale.
In seguito, il 24 gennaio 1913 sui Dardanelli ebbe luogo la prima missione di guerra navale di tipo coordinato tra marina e esercito. Il sottotenente dell'Esercito greco Michael Moutoussis e il guardiamarina della Marina militare greca Aristedes Moraitines, volando sul loro idrovolante Farman, rilevarono e disegnarono sul loro rapporto le posizioni delle navi della flotta turca contro cui lanciarono anche quattro bombe. Questo episodio bellico fu largamente riportato dalla stampa, sia greca che internazionale dell'epoca.
Nel giugno del 1913, con decreto ministeriale, venne costituito ufficialmente il "Servizio Aeronautico della Regia Marina italiana.
Negli Stati Uniti, il capitano Henry C. Mustin è spesso definito "Il padre dell'Aviazione Navale". Fu lui a introdurre con successo il concetto del lancio da catapulta, e nel 1915 eseguì il primo decollo di un aereo da catapulta da una nave in navigazione.
Prima guerra mondiale e primi impieghi delle portaerei Il primo attacco portato da una portaerei contro un obiettivo di terra o di mare, ebbe luogo nel settembre 1914, quando la portaidrovolanti della marina militare imperiale giapponese Wakamiya lanciò il primo raid aereo partito da una naveLa Wakamiya è accreditata di aver condotto la prima incursione aerea della storia partita da una portaerei (fonte:GlobalSecurity.org) e anche della prima ad aver avuto successo. (fonte:GlobalSecurity.org). da Kiaochow Bay durante l'Assedio di Tsingtao in Cina"Sabre et pinceau", Christian Polak, p92.
I quattro idrovolanti Farman bombardarono obiettivi terrestri tedeschi (centri di comunicazione e centri di comando) e danneggiarono un posamine tedesco nella penisola dello Tsingtao, operando da settembre fino all'8 novembre 1914, quando i tedeschi si arresero.
Sul fronte occidentale, la prima incursione aeronavale avvenne il 25 dicembre 1914, quando dodici idrovolanti britannici partiti dalle HMS Engadine, HMS Riviera e HMS Empress (piroscafi per servizio traghetto nel canale della Manica, in seguito convertiti in porta idrovolanti) attaccarono la base degli Zeppelin a Cuxhaven. L'attacco non fu un successo, sebbene un dirigibile tedesco fu danneggiato.
Sviluppo nel periodo tra le guerre mondiali Negli Stati Uniti, nel 1921 Billy Mitchell dimostrò la capacità da parte di bombardieri pesanti con base a terra di affondare navi. Molti ammiragli della United States Navy manifestarono contrarietà dopo la dimostrazione e uomini come il capitano (poi contrammiraglio) William A. Moffett, videro nella dimostrazione pubblica organizzata da Mitchell solo un mezzo per farsi pubblicità e ottenere più fondi e approvazione per la costruzione di portaerei. Moffett era sicuro di doversi muovere con decisione per evitare che la componente aerea navale cadesse nelle mani di una nuova forza armata che combinasse le forze basate a terra e per impiego sul mare, unificata per tutti gli Stati Uniti. Il precedente si era già verificato esattamente in questi termini nel Regno Unito, dove le due componenti aeree autonome esistenti nel 1918; il Royal Flying Corps e il Royal Naval Air Service erano stati fusi tra loro per diventare la Royal Air Force, costituita in forza armata indipendente e responsabile esclusiva di tutti i velivoli britannici, una condizione che sarebbe rimasta fino a 1937. Moffett, riuscito a mantenere indipendente la componente navale della U.S.Navy, soprintese allo sviluppo delle tattiche aeronavali per tutti gli anni venti.
In Italia, la Regia Marina comprese nello stesso periodo la necessità di equipaggiare le proprie navi principali con catapulte per gli aerei. Dopo aver utilizzato inizialmente diversi modelli (Macchi M.18, Piaggio P.6, CANT 25), la scelta cadde nel 1934 su un idrovolante biplano biposto in configurazione con galleggiante centrale già in produzione di serie, l'IMAM Ro.43 un velivolo con autonomia 100 km e velocità massima 300 km/h. L'aereo, privo di carico bellico, veniva usato come piattaforma di osservazione e guida del tiro dei cannoni. Era dotato di ali ripiegabili e ne furono disponibili 42 esemplari allo scoppio della seconda guerra mondiale. Grande sviluppo diede complessivamente agli idrovolanti e alla realizzazione di idroscali.
+ Velivoli di aviazione navale tra le due guerreimbarcati su portaerei Gloster Gladiator Gloster Gambetlanciati da catapulta Vought OS2U Kingfisherimbarcati su portaerei Grumman FF Grumman F2Flanciati da catapulta Vought OS2U Kingfisheridrovolanti Curtiss SOC Seagullimbarcati su portaerei Aichi Type H Aichi D1A Nakajima A1N Nakajima A2N Nakajima A4N Mitsubishi A5Mlanciati da catapulta Heinkel He 60 Heinkel He 114 Arado Ar 196lanciati da catapulta IMAM Ro.43
Seconda guerra mondiale
Con l'evoluzione avvenuta nella seconda metà del XX secolo del mezzo aereo, la dottrina militare ha affiancato al tradizionale potere navale, definito come la capacità di conquistare e mantenere il dominio militare dei mari, il potere aereo, che consiste nella conquista del dominio militare nei cieli.
Il potere aereo sviluppato dalle portaerei ebbe un ruolo centrale in tutti i teatri navali del conflitto. Notevoli episodi bellici di impiego dello strumento aeronavale furono l'attacco di Taranto e l'attacco di Pearl Harbor. Ma furono la battaglia del Mar dei Coralli e la seguente decisiva battaglia delle Midway nel teatro del Pacifico a marcare una svolta epocale nella storia marittima, quando per la prima volta la portaerei sostituì la nave da battaglia come "capital ship" di una flotta in battaglia.
+ Velivoli di aviazione navale durante la 2ª guerra mondialeimbarcati su portaerei Fairey Swordfish Supermarine Spitfire Supermarine Seafire Hawker Hurricane Hawker Sea Hurricane Grumman F4F Wildcatimbarcati su portaerei Brewster F2 Buffalo Grumman F3F Grumman F4F Wildcat Grumman F6F Hellcat F4U Corsairlanciati da catapulta Vought OS2U Kingfisherimbarcati su portaerei Mitsubishi A6M Zero Nakajima A4Nlanciati da catapulta Aichi E13Alanciati da catapulta Arado Ar 196idrovolanti della Luftwaffe Dornier Do 26 Blohm & Voss BV 222 Blohm & Voss BV 138 Blohm & Voss Ha 139 Heinkel He 115aerei a lungo raggioper bombardamento antinavee ricognizione della Luftwaffe Focke-Wulf Fw 200siluranti e ricognitoridella Luftwaffe Junkers Ju 88lanciati da catapulta IMAM Ro.43 Re.2000 catapultabilesiluranti e ricognitoridella Regia Aeronautica e della Regia Marina Savoia-Marchetti S.M.79 Savoia-Marchetti S.M.84 CANT Z.501 CANT Z.506
Dal secondo dopoguerra ad oggi +Esempi di proiezioni di potenza aeronavale nel secondo dopoguerraanni cinquanta Guerra di Coreaanni sessanta Guerra del Vietnamanni settanta Guerra del Vietnamanni ottanta Bombardamento della Libiaanni novanta Guerra del Golfo Operazione Deliberate Force Operazione Allied Forceanni 2000 Invasione statunitense dell'Afghanistan Guerra in Iraqanni cinquanta Crisi di Suezanni ottanta Guerra delle Falkland1946-1954 Guerra d'Indocina1954-1962 Guerra d'Algeria1956-1957 Crisi di Suez
Nel secondo dopoguerra, la necessità di una stretta cooperazione tra gli strumenti bellici navali e aerei ha portato a riconsiderare la suddivisione dottrinale e negli anni 2000 si è iniziato a parlare di potere aeronavale affiancato a potere aereo.
L'impiego La cooperazione con la marina militare
Il potere aeronavale è una componente a sua volta del potere marittimo che è costituito anche da fattori civili e commerciali. In sintesi, il potere marittimo è definito come:
In alcune trattazioni si distingue tra aviazione navale e aviazione marittima, considerando quest'ultima come composta da aerei con base a terra, ma che operano sul mare. Esempi di aviazione marittima sono il RAF Coastal Command o l'aviazione della United States Coast Guard.
Con queste premesse, l'aviazione navale deve risiedere in una posizione il più possibile vicina all'area marittima delle operazioni e ciò avviene tipicamente per mezzo di navi portaerei o portaelicotteri. I velivoli imbarcati su queste navi, devono essere costruiti in modo relativamente robusto per resistere alle sollecitazioni derivanti dal decollo e dall'appontaggio sulle navi, eventualmente utilizzando un gancio di coda. È richiesto che abbiano una corta corsa di decollo e devono essere sufficientemente robusti per subire l'arresto improvviso sui ponti di volo; normalmente i velivoli imbarcati sono dotati di meccanismi per il ripiegamento delle ali o per la chiusura del rotore principale nel caso di elicotteri (procedura detta folding), per consentire l'immagazzinamento negli hangar sotto il ponte di volo in maggior numero.
L'aviazione navale basata su portaerei fornisce alle forze navali di un paese una copertura aerea in aree che non possono essere raggiunte da aerei basati a terra, fornendo un vantaggio considerevole nei confronti delle marine militari costituite essenzialmente da sole navi.
I velivoli imbarcati vengono utilizzati per molti scopi, incluso: il combattimento aereo, l'attacco al suolo o anti-nave, la guerra ai sottomarini, la ricerca e soccorso, il trasporto di materiali, il supporto per le previsioni meteorologiche, la ricognizione e l'impiego come postazione radar di sorveglianza o come posto di comando mobile.
Nel caso della marina militare degli Stati Uniti durante e dopo la guerra fredda, il dominio virtuale dei mari in molte delle vie d'acqua del mondo, permise lo schieramento di portaerei e la proiezione della propria potenza aerea quasi dovunque nel globo. Operando da acque internazionali, le portaerei americane hanno potuto sopperire alla indisponibilità di aeroporti alleati o di permessi di sorvolo nella vicinanza delle zone di operazioni richieste, entrambe politicamente difficili da acquisire.
Guerra anti-sottomarino
La proiezione di potenza non è l'unica funzione dell'aviazione navale. Durante la guerra fredda, le marine militari della NATO affrontarono una minaccia significativa da parte dei sottomarini sovietici appartenenti alle forze d'attacco, più precisamente i tipi sottomarino nucleare (SSN) e sottomarino lanciamissili (SSGN), armati di missili balistici con testate nucleari (SLBM) a corto-medio raggio. Questo confronto diede luogo presso i paesi NATO europei allo sviluppo e impiego di portaerei leggere con una specifica capacità per la guerra anti-sottomarino (ASW). Una delle armi più efficaci contro i sottomarini è l'elicottero ASW, molti dei quali venivano imbarcati su queste navi.
Queste portaerei leggere o portaelicotteri avevano una dislocamento tipico di circa 20.000 tonnellate e imbarcavano un misto di elicotteri ASW e di aerei V/STOL BAe Sea Harrier o Harrier II. Esempi di queste unità navali sono: Royal Navy: portaerei della classe Invincible Marina Militare: incrociatori porta-aeromobili/portaerei Giuseppe Garibaldi e Cavour Marine nationale: portaerei della classe Clemenceau ed attualmente Charles de Gaulle (R 91) Armada Española: portaerei Principe de Asturias
Nel mondo Aviación Naval Força Aeronaval Australian Navy Aviation Group (RAN) Fleet Air Arm Aéronautique navale Indian Naval Air Arm (IN) Marineflieger Fuerza AeroNaval (SEMAR) Pakistan Naval Air Arm (PN) People's Liberation Army Naval Air Force (PLAN) Fuerza de Aviación Naval (MGP) Aviacija Voenno-Morskogo Flota Flotilla de Aeronaves