Il suo regno, il più lungo nella storia della Toscana, fu caratterizzato da un forte declino politico ed economico, punteggiato dalle campagne persecutorie nei confronti degli ebrei e verso chiunque non si conformasse alla rigida morale cattolica.

Sposò per procura, il 18 aprile 1661, Margherita Luisa d'Orléans, cugina di Luigi XIV. Il suo fu considerato come uno dei matrimoni peggiori nella storia dei Medici: la forte diversità dei caratteri, infatti, portò Margherita Luisa prima a rifiutare ogni forma di convivenza con Cosimo e poi a tornare in Francia, dove morì. La coppia, comunque, ebbe tre figli: Ferdinando nel 1663, Anna Maria Luisa nel 1667 e Gian Gastone nel 1671.

Nei suoi ultimi anni, Cosimo III, di fronte al rischio concreto di estinzione della propria casata, cercò di far nominare sua figlia Anna Maria Luisa come sua erede universale, ma l'imperatore Carlo VI d'Asburgo non lo permise. Alla sua morte, nel 1723, gli succedette il figlio Gian Gastone..

Biografia Giovinezza Erede al trono

Cosimo era figlio di Vittoria della Rovere e di Ferdinando II de' Medici, i cui precedenti due figli erano morti poco dopo la nascita..

La sua educazione provocò forti dispute fra i genitori: il padre, infatti, voleva dare al bimbo un'educazione scientifica, ma la madre avrebbe preferito una rigida educazione religiosa. Prevalse la madre, che nominò, in qualità di tutore del principino, il teologo senese Volumnio Bandinelli, il quale influenzò non poco il carattere del giovane, istillandogli una forte fede religiosa..

Infatti, se nell'adolescenza Cosimo non aveva disdegnato le attività all'aria aperta, come la caccia (tanto che lo zio Giovan Carlo de' Medici, in una lettera al fratello granduca, riportò che «il giovane principe [aveva] ucciso un'oca a mezz'aria» e l'ambasciatore lucchese sottolineò che Cosimo, all'età di undici anni, aveva abbattuto sette cinghiali con quattro colpi), con l'età adulta preferì scansare tutti i divertimenti giovanili per dedicarsi solo a pratiche devozionali, pellegrinaggi e canto religioso.

Non fu però completamente immune agli interessi scientifici, che caratterizzarono tutto il ramo granducale dei Medici. In particolare fu attratto dalle scienze naturali, specialmente zoologia e botanica. Patrocinò il medico Francesco Redi e, nelle sue ville fuori città, si dilettava a collezionare specie botaniche e animali rari, spesso provenienti da terre lontane, con una particolare attenzione, tutta seicentesca, per le aberrazioni, l'orrido e il grottesco, come il collezionismo di animali o piante deformi. Si deve a Cosimo III, d'altronde, il patrocinio per la fondazione della Società botanica fiorentina, animata da Pier Antonio Micheli..

Una parte delle sue collezioni è oggi ospitata nel Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia di Firenze, mentre restano tracce pittoriche o architettoniche delle sue collezioni alle ville medicee della Topaia e dell'Ambrogiana.

Difficile matrimonio

Nel 1657 il granduca Ferdinando II iniziò dei sondaggi presso le corti europee allo scopo di cercare una sposa per il figlio, con la speranza che questo potesse distoglierlo dalla sua vita appartata. Dopo lunghissime trattative e manovre diplomatiche, che videro protagonisti il cardinale Giulio MazzarinoCome riporta lo storico inglese Harold Acton, il cardinale Mazzarino considerava il matrimonio di Margherita Luisa come un utile mezzo per acquisire l'appoggio mediceo e dei cardinali toscani al fine di ottenere la tiara papale. e il cardinale Piero Bonsi, un prete toscano residente a Parigi, alla fine fu scelta Margherita Luisa d'Orléans, cugina del re Luigi XIV.

Il 17 aprile 1661 Margherita Luisa sposò Cosimo per procura presso il palazzo del Louvre. e incontrò il marito per la prima volta, nonostante fosse convalescente dal morbillo, il successivo 12 giugno, sbarcando a Livorno: l'incontro fra la principessa e il marito fu piuttosto freddo ed ella preferì lasciare Livorno per Firenze, dove fece il suo ingresso trionfale il 20 giugno. e dove ricevette dal suocero, come dono di nozze, una perla «delle dimensioni di un piccolo uovo di piccione»..

L'unico vero beneficiario del matrimonio, però, fu il Bonsi, che venne nominato vescovo di Béziers e poi cardinale come ringraziamento per i suoi sforzi: sin dal loro primo incontro, infatti, il rapporto fra i due sposi non fu positivo. e la situazione peggiorò quando Margherita Luisa, dopo aver chiesto i gioielli della Corona di Toscana per uso personale, se li vide negare da Cosimo con l'accusa di avidità. Lo stile di vita della principessa, abituata al fasto e alla frivolezza della corte parigina, mal si adattava all'austera e religiosa corte toscana, il cui tesoro era stato prosciugato dai costi della guerra di Castro, tanto che il granduca Ferdinando non poté neppure, concluso il conflitto, pagare regolarmente i soldati ingaggiati ..

Nonostante i continui litigi, il 9 agosto 1663 Margherita Luisa partorì un figlio maschio, Ferdinando de' Medici, anche se la nascita dell'erede al trono portò solo un sollievo momentaneo alla situazione familiare. Luigi XIV mandò a Firenze il duca di Saint Meme, al quale la principessa confidò il desiderio di tornare in Francia, trovando nell'intermediario un utile appoggio ai suoi propositi. Ogni tentativo di risolvere le dispute col marito fallì., anche perché la principessa non perdeva occasione per umiliare pubblicamente Cosimo, al punto da impiegare solo cuochi francesi per paura che i Medici la volessero avvelenare.

Nel settembre 1664 Margherita Luisa abbandonò i suoi appartamenti di Palazzo Pitti per la villa di Lappeggi, seguita da una scorta di settanta soldati, duecento cortigiani e sessantanove dame di compagnia.. Nel 1666 si riconciliò col marito e, nel 1667, diede alla luce Anna Maria Luisa, futura elettrice palatina. Il delicato riavvicinamento fra Margherita Luisa e il resto della famiglia granducale crollò dopo la nascita di Anna Maria Luisa, quando la piccola contrasse il vaiolo, e, in un colloquio con il marito, quest'ultimo la incolpò aspramente per tutti i suoi problemi..

Viaggi in Europa

Nel tentativo di risolvere le dispute familiari, il granduca Ferdinando II incoraggiò Cosimo ad allontanarsi da Firenze per compiere un lungo tour delle corti europee: il 28 ottobre 1667 arrivò nel Tirolo presso la zia Anna de' Medici, arciduchessa d'Austria. Viaggiò poi lungo il Reno fino ad Amsterdam, città in cui ricevette gli omaggi da parte della comunità artistica e dove incontrò Rembrandt... Infine, da Amsterdam, Cosimo si recò ad Amburgo per incontrare Cristina di Svezia. Fece ritorno a Firenze nel maggio 1668.

Il viaggio, tuttavia, per quanto contribuì a risollevare l'animo di Cosimo, non fu in grado di sopire i contrasti con la moglie. Così, con il permesso paterno, Cosimo partì nuovamente nel settembre 1668. In questo secondo viaggio il principe visitò la Spagna, il cui sovrano, Carlo II, lo ricevette in udienza privata. Nel gennaio dell'anno seguente arrivò in Portogallo, da dove salpò alla volta dell'Inghilterra.

In Inghilterra il principe visitò le università di Oxford e di Cambridge, ricevendo gli onori per la protezione concessa da suo padre a Galileo Galilei., incontrò Carlo II d'Inghilterra e Samuel Pepys, che lo descrisse come «un uomo molto allegro e affascinante», e infine, nel viaggio di ritorno, si presentò a Luigi XIV, alla suocera Margherita di Lorena e alla cognata Elisabetta d'Orléans, che di lui scrisse:

Dopo questa lunga serie di viaggi di rappresentanza, il giovane Cosimo tornò a Firenze il 1º novembre 1669.

Regno

Primi anni

Ferdinando II morì a causa di un ictus il 23 maggio 1670 e fu sepolto nella basilica di San Lorenzo a Firenze.. Al momento della sua morte il Granducato aveva una popolazione di abitanti..

La morte di Ferdinando II fece scoppiare un'acerrima lotta fra la nuova granduchessa, Margherita Luisa, e la granduchessa madre, Vittoria Della Rovere, per la partecipazione al potere. Cosimo, devotissimo alla madre, risolse la disputa concedendole numerose prerogative ed escludendo Margherita Luisa.. Nei primi anni Cosimo III governò con grande fervore: attuò una politica di contenimento delle spese per evitare la bancarotta, permise ai suoi sudditi di presentare una petizione per l'arbitrato nelle controversie e tentò di riformare la pubblica amministrazione del Granducato..

Nel 1675 fu promossa, per volontà del granduca, la Deputazione per la riforma dei Magistrati, composta da alcuni dei principali funzionari granducali, come Emilio Luci e Francesco Feroni, con l'obiettivo di risanare le più importanti magistrature dello Stato. Nel 1680 fu creata, su proposta della stessa deputazione, la Ruota Criminale., un tribunale penale composto esclusivamente da giureconsulti, le cui competenze andarono a sovrapporsi a quelle del tradizionale e più antico magistrato cittadino degli Otto di Guardia e Balia.. Questo interesse del granduca, però, non durò a lungo, poiché Cosimo III preferì tornare alle sue consuete pratiche devozionali e delegò gran parte degli affari di Stato alla madre e a un consiglio privato.

Nello stesso tempo peggiorarono ulteriormente i rapporti fra Vittoria Della Rovere e Margherita Luisa, che si sentiva tagliata fuori da qualsiasi influenza politica e mal sopportava i frequenti interventi della suocera nell'educazione del principino Ferdinando. Nonostante ciò, Cosimo si riconciliò nuovamente con la moglie, la quale, nel primo anniversario della morte di Ferdinando II, mise alla luce un figlio maschio, Gian Gastone..

Partenza di Margherita Luisa La ritrovata pace coniugale, tuttavia, fu di breve durata poiché, ben presto, le continue intromissioni di Vittoria Della Rovere esaurirono la pazienza di Margherita Luisa, tanto che quest'ultima, nel gennaio 1672, si finse malata. Luigi XIV, allora, mandò in Toscana Alliot le Vieux, medico personale della madre Anna d'Austria, allo scopo di visitare la principessa e di tentare una nuova riconciliazione con il marito. Il medico, a differenza del duca di San Meme, rifiutò il desiderio di Margherita Luisa di essere invitata in Francia per compiere cure termali, avendo compreso che era un trucco per allontanarsi da Firenze., e riuscì a convincere Cosimo III a concedere alla moglie la villa di Pratolino come residenza per almeno qualche mese.

Passato quasi un anno, Cosimo impose alla moglie di ritornare a Firenze, ma costei rifiutò e ottenne con forti pressioni il diritto di vivere alla villa di Poggio a Caiano, anche se il granduca le impose una scorta permanente di quattro soldati e comandò di serrare porte e finestre per impedirle la fuga..

Il 26 dicembre 1674, essendo fallito ogni tentativo di conciliazione, Cosimo III accettò il desiderio della consorte di trasferirsi definitivamente presso il convento di Montmartre, a Parigi, conferendole la dignità di altezza reale e una pensione di livre. La granduchessa lasciò la Toscana nel giugno 1675 dopo aver depredato la villa di Poggio a Caiano di ogni oggetto di valore., senza essere particolarmente rimpianta dai sudditi o dal marito, il quale si volse ai piaceri del cibo:

Sempre riguardo alla sua ghiottoneria, una leggenda narra che il tiramisù sia stato creato da alcuni pasticcieri senesi in occasione di una visita di Cosimo III alla loro città, episodio dal quale il tiramisù avrebbe tratto anche il nomignolo di zuppa del duca..

Persecuzioni religiose e eredità di Carlo V di Lorena