Biografia Considerato uno dei migliori piloti motociclistici di tutti i tempi, è tra i più titolati della storia del motomondiale. È fratello di Álex Márquez, anch'egli pilota di motociclismo professionista. Dal 2024 è pilota di Ducati Corse.

Il suo numero di gara è il 93.

Carriera Gli inizi Comincia a correre in moto all'età di sei anni, inizialmente in motocross e in minimoto, passando in seguito alle corse su pista. Nel 2004 giunge secondo nel campionato di Catalogna. Nel 2007 partecipa ad alcune prove del Campeonato de España de Velocidad nel team Monlau diretto dall'ex campione mondiale Emilio Alzamora, equipaggiato con una KTM giungendo ottavo in classifica al termine della stagione.

Classe 125

Continuando ad avere Alzamora come manager personale, esordisce nella classe 125 del motomondiale nel 2008, ingaggiato dal team Repsol KTM 125cc guidato da Alberto Puig alla guida di una KTM 125 FRR; il compagno di squadra è Esteve Rabat. Dopo una mancata qualificazione in Spagna a causa di una caduta, esordisce in gara in occasione del Gran Premio del Portogallo e ottiene il suo primo podio con il terzo posto in Gran Bretagna, terminando la stagione al 13º posto con 63 punti. In questa stagione è costretto a saltare i Gran Premi di Malesia e Comunità Valenciana per infortunio.

Nel 2009 resta nel team ufficiale KTM, passato nel frattempo ad avere la Red Bull come sponsor principale dalla Repsol dell'anno precedente; il compagno di squadra è Cameron Beaubier. Ottiene un terzo posto in Spagna e due pole position (la sua prima in carriera nel GP di Francia e poi in Malesia) terminando la stagione all'8º posto con 94 punti.

Nel 2010 passa alla Derbi RSA 125 con il team Red Bull Ajo Motorsport. Ottiene le sue prime vittorie (la prima in Italia, seguita da Gran Bretagna, Olanda, Catalogna, Germania, San Marino, Giappone, Malesia, Australia e Portogallo), due terzi posti (Qatar e Francia) e dodici pole position. Il 7 novembre del 2010 si laurea campione del mondo 125cc arrivando quarto a Valencia. Da notare però la rimonta ad Estoril di appena una settimana prima: caduto nel giro di formazione, riesce a tornare ai box per riparare la moto, ritrovandosi però a partire in fondo al gruppo riuscendo comunque a rimontare e vincere la gara dopo un duello serrato con Terol.

Moto2

Nel 2011 passa in Moto2, ingaggiato dal team CatalunyaCaixa Repsol con una Suter MMXI. Dopo un inizio di stagione infruttuoso, ottiene la sua prima vittoria nella classe intermedia in occasione del Gran Premio di Francia, seguita da tre consecutive ottenute nei Paesi Bassi, in Italia e in Germania. Durante l'anno ottiene in seguito altre tre vittorie consecutive (Indianapolis, San Marino e Aragona).

Nel Gran Premio d'Australia viene penalizzato (con un minuto extra da aggiungere al tempo ottenuto in qualifica, relegandolo all'ultima posizione della griglia di partenza) a causa di un violento tamponamento durante le prove ai danni del pilota tailandese Ratthapark Wilairot; ciò nonostante giunge al terzo posto della gara. Nel finale di stagione è costretto a saltare i Gran Premi di Malesia e Comunità Valenciana a seguito di una caduta nelle prove libere del GP della Malesia. Termina la stagione al 2º posto con 251 punti, alle spalle del tedesco Stefan Bradl.

Nella stagione 2012 rimane con lo stesso team e, dopo aver ottenuto 8 vittorie in Qatar, Portogallo, Paesi Bassi, Germania, Indianapolis, Repubblica Ceca, San Marino e Giappone, con il secondo posto in Australia si laurea campione del mondo per la seconda volta nella sua carriera, con una gara di anticipo sul termine della stagione. In occasione dell'ultima gara dell'anno a Valencia, dopo essere partito dall'ultima posizione per una penalità, risale sino a ottenere la nona vittoria dell'anno.

MotoGP Honda (2013-2023) 2013-2014: i primi due titoli iridati Il 12 luglio 2012, prima ancora del termine della stagione che lo vedrà vincitore in Moto2, viene ufficializzato il suo passaggio in MotoGP per la stagione successiva, affiancando nel team ufficiale Repsol Honda il connazionale Daniel Pedrosa, in sostituzione dell'australiano Casey Stoner il quale aveva annunciato il suo ritiro.

Nella prima gara in MotoGP, il 7 aprile 2013, ottiene un terzo posto nel Gran Premio del Qatar, mentre nel secondo appuntamento stagionale, nel Gran Premio delle Americhe, ottiene la pole position diventando, a 20 anni, 2 mesi e 3 giorni, il più giovane a partire davanti a tutti nella classe regina, cancellando il precedente record di Freddie Spencer (20 anni, 5 mesi e 3 giorni) che reggeva da 31 anni (primato poi ulteriormente battuto da Fabio Quartararo nel Gran Premio di Spagna 2019); nella medesima gara abbatte un altro record, diventando il più giovane pilota a vincere una gara di MotoGP. Nel corso dell'anno si imporrà in altre 5 occasioni, Germania, Laguna Seca, Indianapolis, Repubblica Ceca e Aragona. Nell'ultima gara stagionale, il Gran Premio di Valencia, arriva terzo, piazzamento che gli basta per vincere il mondiale al suo esordio in top class, impresa riuscita solo a Kenny Roberts nel 1978; lo spagnolo affermandosi inoltre come il più giovane vincitore nella classe regina, primato precedentemente detenuto da Spencer. Durante la stagione è stato anche protagonista di alcuni episodi particolari: nel GP di Spagna ha superato il connazionale Jorge Lorenzo all'ultima curva della gara, rischiando una caduta e sollevando alcune polemiche tra i piloti. Al GP di Gran Bretagna, durante la sessione mattutina di prove di domenica (warm-up), nonostante le bandiere gialle sventolanti, cade rischiando di travolgere i commissari e il pilota Cal Crutchlow caduto poco prima; viene penalizzato di 2 punti sulla licenza per non aver rallentato in modo adeguato. Nel GP d'Australia incorre in una squalifica per non essere rientrato ai box nei tempi prestabiliti dopo che la direzione corsa, per motivi di sicurezza, aveva obbligato i piloti alla sostituzione della moto a metà gara.

L'inizio della seconda stagione in MotoGP è trionfale per Márquez, che si impone nelle prime 10 gare stagionali tra il Qatar e Indianapolis; nell'occasione replica dopo 17 anni ciò che aveva fatto Michael Doohan, che aveva vinto consecutivamente dal quarto al tredicesimo GP nella stagione 1997, e che in precedenza aveva fatto anche Giacomo Agostini in ben tre diverse occasioni. Lo spagnolo vince nuovamente in Gran Bretagna e già al Gran Premio motociclistico del Giappone 2014 si laurea campione del mondo per la seconda volta consecutiva, con tre gare di anticipo sul termine della stagione. L'anno verrà chiuso con un totale di 13 vittorie, nuovo primato assoluto di vittorie in una singola stagione nel motomondiale (il precedente primato era di Doohan, quando nel 1997 vinse dodici gare), e con il record anche per quanto riguarda le pole position, nuovamente 13. In totale ottiene 362 punti, distaccando di 67 punti il secondo in classifica, Valentino Rossi.

2015: sei ritiri e il terzo posto finale La stagione 2015 non è positiva come le precedenti; su 18 prove si impone in 5 occasioni (Austin, Germania, Indianapolis, San Marino e Australia), ma raccoglie anche 6 ritiri, uscendo ben presto dalla lotta per il titolo iridato. Tra gli episodi che hanno caratterizzato la sua stagione vi sono la gara del Gran Premio d'Argentina, dove ha una collisione con Rossi a pochi giri dal termine e la stessa situazione si ripete nel Gran Premio della Malesia; in entrambi i casi vi sono stati strascichi polemici e, nel secondo caso, anche regolamentari per il pilota italiano. Nella gara conclusiva a Valencia giunge secondo dietro al vincitore Lorenzo. Chiude la stagione al terzo posto con 242 punti.

2016-2019: quattro titoli consecutivi

Il 2016 è l'anno del terzo titolo iridato nella MotoGP per il pilota spagnolo, il quinto in carriera nel motomondiale; lo ottiene matematicamente con 3 gare di anticipo sul termine della stagione, come due anni prima in occasione del Gran Premio del Giappone, proprio la gara corsa sul circuito di proprietà della Honda, la casa che lo equipaggia. Pur avendo ottenuto lo stesso numero di vittorie dell'anno precedente, cinque (Argentina, Austin, Germania, Aragona e Giappone), si impone grazie a una regolarità di risultati migliore degli avversari e colleziona un solo ritiro in occasione del GP d'Australia, a titolo già ottenuto. Conclude la stagione con 298 punti iridati.

Nel 2017 incomincia la quinta stagione consecutiva nel team Repsol Honda. Il compagno di squadra è ancora il connazionale Pedrosa. Nel primo GP della stagione, il GP del Qatar, arriva quarto al traguardo e ottiene il primo successo stagionale nel GP delle Americhe, dove è al quinto successo consecutivo. In Spagna e in Catalogna giunge secondo, in Francia è costretto al ritiro e in Italia giunge sesto, mentre ad Assen arriva terzo. In Germania arriva primo, ottenendo l'ottavo successo negli ultimi otto anni partendo sempre dalla pole. In Repubblica Ceca vince dopo essere partito dalla pole position, mentre in Austria giunge secondo dopo essere partito dalla pole position. Ottiene la pole position in Gran Bretagna, ma in gara è costretto al ritiro. In seguito vince nei Gran Premi di San Marino e Aragona, giunge secondo in Giappone, ma si rifà prontamente vincendo in Australia dopo aver conquistato la pole position. A Valencia giunge terzo, conquistando il titolo iridato all'ultima gara come nel 2013, con 298 punti come la stagione precedente.

Nel 2018 giunge secondo in Qatar. Nel Gran Premio d'Argentina viene inizialmente penalizzato a causa di un'inversione di marcia fatta sulla griglia di partenza a causa della moto che si spense. Questa mossa venne ritenuta scorretta dalla direzione gara, che spiegò che, come da regolamento, Marc sarebbe dovuto partire dalla pit lane. Successivamente in gara avrà un contatto sia con Thomas Luthi, sia con Aleix Espargaro, che però non vengono ritenuti troppo aggressivi. Invece, a pochi giri dal termine, effettua un sorpasso che verrà ritenuto eccessivamente violento su Rossi che cadrà proprio a causa di questo contatto: la direzione gara lo punirà come da regolamento dandogli 30 secondi di penalità a fine gara, che lo faranno arrivare diciottesimo. Vince nel Gran Premio delle Americhe dopo aver ottenuto la pole position (partito 4° per una penalità). Vince anche a Jerez, conquistando la leadership del campionato e strappandola così ad Andrea Dovizioso, caduto a seguito di un incidente con Lorenzo e Pedrosa. Vince anche in Francia, ottenendo la sua terza vittoria di fila e riuscendo così a superare le due vittorie consecutive dal 2014. Nel Gran Premio d'Italia cade mentre si trovava nel gruppo di testa. Riesce comunque a continuare la gara, chiudendola in sedicesima posizione, appena fuori dalla zona punti. In Catalogna giunge secondo. Vince in Olanda e Germania dopo essere partito dalla pole position. In Repubblica Ceca giunge terzo. In Austria giunge secondo dopo essere partito dalla pole position, alle spalle di Lorenzo. Nel Gran Premio di San Marino conclude nuovamente secondo, mentre vince in Aragona e in Thailandia. Vince in Giappone, lureandosi campione del mondo con 3 gare d'anticipo (come nel 2014 e nel 2016). Ottiene la pole position in Australia ma cade in gara, mentre vince in Malesia. Conclude la stagione con 321 punti iridati.