La Val Seriana (anche Valle Seriana o Valseriana e Àl Seriàna in dialetto bergamasco, toponimo derivante dal nome del fiume da cui è attraversata: il Serio) è una vallata della Lombardia centro-orientale situata in Provincia di Bergamo. Territorialmente posizionata nelle Prealpi Lombarde (più precisamente nei gruppi delle Prealpi Bergamasche e delle Alpi Orobie) a Sud inizia in corrispondenza del Monte Bastia e del colle Maresana che si elevano rispettivamente nei comuni di Villa di Serio e Ponteranica mentre il limite settentrionale è marcato dalla sorgente del Serio situata sul Monte Torena.

In essa confluiscono numerose valli laterali come la Val Gavarnia, la Valle del Lujo, la Valle Rossa, la Val Gandino, la Val Vertova, la Val del Riso, la Valcanale, la Val Sanguigno, la Val Sedornia, la Val Bondione, la Val Cerviera e dal punto di vista storico-culturale anche la Val Borlezza che si dirama dall'altopiano di Clusone verso il lago d'Iseo e la Val Camonica (anche se geograficamente è tributaria di quest'ultima).

Storia

I primi insediamenti I primi insediamenti in Val Seriana risalgono al VII millennio a.C., quando l'uomo inizia a stanziarsi anche nelle zone di alta quota precedentemente inaccessibili a causa delle glaciazioni. Le presenze umane aumentano nel III millennio a.C. durante la cosiddetta età del rame quando l'uomo vive in grotte e ripari presenti ancora sul territorio; ne sono esempio le grotte ad Aviatico il "Bus de la Scabla" e "Corna Altezza".

La civiltà gallica e romana È con l'età del ferro che le presenze s'intensificano maggiormente nei territori di Castione della Presolana, Colzate, Gazzaniga, Clusone, Casnigo e Parre dove vengono creati veri e propri insediamenti. Proprio a questo periodo risale la dominazione gallica che contribuisce alla modifica del territorio e introduce nuovi metodi di costruzione dei villaggi. Nel II secolo a.C. il Nord Italia viene conquistato dai Romani che avviano il processo di romanizzazione dando al territorio bergamasco una ben definita configurazione giuridico-politica: il territorio viene suddiviso in pagi e vici e si verifica lo spostamento della maggior parte della popolazione dalle zone di alta montagna verso il fondovalle dove si sviluppano i primi centri romani di Albino, Nembro e Alzano Lombardo.

Il Medioevo Con il sopraggiungere delle invasioni barbariche nella valle si verificano distruzioni e razzie mentre la vita politica e sociale non viene modificata in quanto gli eserciti barbari non si stanziano nei territori bergamaschi e non li sottomettono. Nel 568 il Nord Italia subisce l'invasione da parte dei Longobardi che occupano anche la Val Seriana e fondano numerosi accampamenti militari e villaggi, mentre nel 774 il territorio diventa di dominio dei Franchi capeggiati da Carlo Magno, di questo periodo non restano comunque grandi testimonianze. Fu il re franco a infeudare i territori della valle al monastero di San Martino di Marmoutier, a Tours venendo poi ripresi nel 1026 dal vescovo di Bergamo Ambrogio II.

I primi documenti recanti i toponimi della Val Seriana risalgono a periodi compresi tra l'VIII e il X secolo: Albine (898, Albino), Alesano (919, Alzano Lombardo), Colgiate (928, Colzate), Floriano (840, Fiorano al Serio), Candino (774, Gandino), Gagianiga (830, Gazzaniga), Leufo (993, Leffe), Sancti Martini sita Nembro (830, Nembro), Larianica (881, Ranica), Sarrio (882, Serio), Vila (856, Villa di Serio).

L'età comunale Durante l'età comunale, dalla fine dell'XI fino al XIII secolo, la Val Seriana conosce un periodo di grande splendore soprattutto dal punto di vista commerciale e politico; nascono nuove forme di vita culturale, religiosa e artistica. Anche il paesaggio naturale subisce profonde modifiche a causa della diffusione dei dissodamenti delle colline lungo il fiume Serio e nelle valli laterali e si avvia una vera e propria "agrarizzazione" del territorio, ampliando la coltivazione di prodotti, quali il miglio, il frumento, la segale, fave e rape. Questa agrarizzazione del territorio, fu resa necessaria per soddisfare le richieste alimentari della popolazione in forte crescita. Nacquero numerosi villaggi detti burgi (potestas comunis burgi de Nimbro et de Alzano, 1303), ma anche villaggi fortificati detti castra (a Gandino, Cene e Albino).

Un'ulteriore evoluzione, questa volta a livello sociale, si ebbe tra il XII e il XIII secolo: documenti attestano la creazione e l'esistenza di numerosi statuti civili. Esempi in tal senso sono conservati a Vertova, Leffe, Gandino, Albino e Casnigo. Ma la vita del tempo era resa particolarmente turbolenta dai violenti scontri tra schieramenti ghibellini e guelfi. I primi, che appoggiavano l'imperatore del Sacro Romano Impero, avevano come riferimento le famiglie Suardi, Mozzi, Lanzi e, a intermittenza, i Colleoni. I secondi invece, con capo le famiglie dei Rivola, dei Comenduni e dei Borghi, con posizioni filo-papali.

Gli scontri fra queste fazioni si verificarono con un'intensità tale da avere pochi eguali nelle altre zone della regione intera. Le cronache infatti ricordano tragici eventi, accaduti nel 1315 e raccontati da Albertino Mussato, in cui persero la vita centinaia, forse migliaia, di persone. Si racconta che i guelfi assaltarono il paese di Nembro, perpetrando saccheggi ed efferati delitti. Di conseguenza i ghibellini andarono alla riscossa, provocando ulteriori carneficine. La guerra era pressoché continua, con attacchi e contrattacchi, agguati e rappresaglie, sconvolgendo tutto il territorio della valle.

Nonostante questo, il commercio della zona crebbe, grazie soprattutto all'industria laniera: Albino, Gandino e Vertova, risultavano essere piazze importanti per il settore, anche grazie a un prodotto denominato panno bergamasco, che, pur non essendo di grande qualità, era estremamente competitivo sul mercato di tutto il Nord Italia. Oltre all'industria laniera si svilupparono altri arti e mestieri, in qualche modo a essa legati: i fabbri (ferarius) per la costruzione e manutenzione di telai, gli arrotini (cortelarius), i calzolai (caligarius), i sarti (sartor), i tessitori (textor) e le ricamatrici (recamatrix).

Con i Visconti Nel periodo visconteo la Val Seriana migliorò la propria economia, grazie ai provvedimenti presi dalla nuova signoria in favore dei commerci. Si ebbe anche un miglioramento della produzione di tessuti, tanto che questi vennero richiesti da esponenti della nobiltà e della politica. Nonostante questo l'economia ebbe gravi ripercussioni a causa del protrarsi degli scontri tra fazioni guelfe e ghibelline, ma anche a causa di una crisi generale che colpì, nel XIV secolo, gran parte dell'Europa, a causa di pestilenze e carestie. Numerose ondate di peste, concentrate nella seconda metà del secolo, provocarono perdite umane stimate attorno alle ventimila unità, come riportato dal Chronicon bergomense. Nel 1365 un editto visconteo concesse alla valle Seriana un'autonomia amministrativa e fiscale dalla città di Bergamo, fino ad allora mai posseduta. Queste parole sancirono gli accordi

Con il XV secolo si verifica la fine delle signorie, e il territorio viene assoggettato alla Repubblica di Venezia nel 1428.

La Serenissima

L'arrivo della Serenissima portò alla valle notevoli cambiamenti. In primo luogo si verificò il disfacimento delle truppe ghibelline e la conseguente espulsione delle relative famiglie dalla provincia (vedi la famiglia Suardi), che non volevano accettare la nuova dominazione. La Val Seriana, ormai considerata terra di San Marco, possedeva centri urbani in piena espansione economica e demografica: Gandino, Alzano, Nembro e Albino ne sono un esempio. Un'espansione favorita da un accentramento economico che faceva capo a Venezia stessa, garantendo lo scambio di prodotti.

Le attività che risentirono positivamente della nuova rete commerciale furono principalmente le attività manifatturiere. Casi importanti erano i paesi di Leffe e Gandino, dove la produzione di coperte è rimasta importantissima.

Il capitano Michele Foscarini (18 settembre 1585) così descrive questo fenomeno:Nel XVII secolo cominciò il declino per questa attività. Le cause furono la concorrenza straniera, la chiusura dei tradizionali mercati e l'avvento di nuove pestilenze. La peste, arrivata nel 1630, ebbe effetti devastanti sull'intera popolazione che in alcuni paesi venne addirittura dimezzata. L'economia della valle poté in seguito risollevarsi grazie a nuove innovazioni, tra cui i filatoi. Questi permisero la nascita dell'industria della filatura della seta, che utilizzava l'acqua prelevata dal Serio, e soppiantò i lanifici.

L'industrializzazione

Il volto della Val Seriana, dal termine della dominazione veneta, avvenuta nel 1797, all'avvento dell'industrializzazione fino ad arrivare al Novecento, è cambiato radicalmente. Dall'inizio del XIX secolo la popolazione cominciò a crescere a dismisura, modificando di conseguenza l'aspetto dei borghi e dei paesi. Questo fu dovuto al miglioramento delle condizioni igieniche, sociali ed economiche della valle. Vi fu un incremento notevole dello sfruttamento minerario della zona, ricca di pietre coti (Pradalunga, Albino e Nembro), marmo (Cene, Albino e Gazzaniga), argilla e lignite (Leffe e Gandino), e mercurio (Val Gandino). Ma la “rivoluzione industriale” della valle avvenne grazie all'arrivo di investitori stranieri (in prevalenza svizzeri): Zopfi a Ranica, Widmer-Walty a Cene, Blumer a Nembro, Spoerry e Honegger ad Albino, che portarono l'intera valle a livelli d'eccellenza nel mondo del tessile.

Anche l'industria della produzione della carta ha avuto un ruolo importante con le Cartiere Paolo Pigna, sorte nel 1856 ad Alzano, le cartiere Pesenti a Nembro e le cartiere Olivati.

Numerosi sorsero anche i cementifici ad Alzano, Albino e Nembro (Pesenti, Guffanti, Piccinelli): l'unione di queste aziende portò alla costituzione delle Società Italiana dei Cementi, oggi chiamata Italcementi.

In una prima fase dell'industrializzazione la presenza della forza motrice tratta dal fiume Serio (caratterizzata da una pendenza continua) veniva utilizzata localmente, perché non era stato ancora trovato il modo di trasferire l'energia elettrica sulle grandi distanze. Questo favorì il sorgere di un'attività industriale diffusa lungo l'asse del fiume.

Il 21 aprile 1884 venne inaugurata la ferrovia Bergamo-Albino; il 23 agosto la tratta Albino-Vertova e il 23 marzo 1885 venne completata con l'ultimo pezzo Vertova–Ponte Selva. In poco più di quaranta minuti da Albino si poteva raggiungere Bergamo; nel 1912 fu la volta della tranvia Bergamo-Albino. Entrambi gli impianti furono soppressi rispettivamente nel 1967 e 1953; nel 2009 sul sedime ferroviario è stata attivata la nuova tranvia Bergamo-Albino.

Nel XX secolo, la valle subì cambiamenti sostanziali. Alla crescita industriale del dopoguerra, si è infatti associata una crescita edilizia, che ha portato i paesi a unirsi tra loro, creando una conurbazione che va da Bergamo a Colzate.

Orografia

La Val Seriana, in base all'orografia del territorio, può essere divisa in tre zone.

Bassa Val Seriana É caratterizzata da un ampio fondovalle cinto dai primi contrafforti delle Prealpi Bergamasche; ha inizio a Nord-Est della città di Bergamo (comune di Ranica) e si protrae fino ad Albino. Le cittadine di Nembro, Albino e Alzano Lombardo sono i maggiori centri della bassa valle. Media Val Seriana Fiancheggiata da monti di medie altitudini e da estesi pianori erbosi che caratterizzano entrambe le sponde orografiche del Serio, dai comuni di Cene/Gazzaniga giunge fino alla località ponte del Costone (posta tra Casnigo e Ponte Nossa) che convenzionalmente marca il confine con l’alta valle. Alta Val Seriana