Lastra a Signa è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Firenze in Toscana, conosciuto come Lastra a Gangalandi fino al 1821. Il territorio del comune ha una superficie di circa 43,06 km², con una parte più bassa sviluppatasi lungo il fiume Arno e una parte alta che presenta la massima elevazione nel colle San Romolo (286 m s.l.m.).
La chiesa più importante è la storica pieve di San Martino a Gangalandi, situata nella frazione di Ponte a Signa, nucleo originario del Comune di Gangalandi.
Geografia fisica
Territorio Il capoluogo si trova all'estremità sudoccidentale della Piana di Firenze, presso la confluenza del torrente Vingone con il fiume Arno.
Il territorio comunale si estende tra il fiume Arno (a nord) e il torrente Pesa (a sud-ovest) e comprende una parte della dorsale collinare Arno-Pesa.
I comuni limitrofi sono: Signa a nord, nella storia i due comuni si influenzano a vicenda e il confine è segnato dal fiume Arno oltrepassabile grazie al Ponte Nuovo sull'Arno; Carmignano a nord-ovest, il confine è segnato dal fiume Arno; Montelupo Fiorentino a ovest, la strada principale che collega i comuni è la SS 67; Montespertoli a sud, il confine è segnato dal torrente Pesa; Scandicci a est, il confine è segnato per una parte dal torrente Vingone. Classificazione sismica: zona 3 sismicità bassa - Deliberazione GRT n. 421 del 26/05/2014
Idrografia
Il fiume principale sul territorio è l'Arno, i torrenti più importanti sono il Pesa e il Vingone.
Sono affluenti dell'Arno: Pesa, e i suoi affluenti: Rio Rimicchiese Rio della Tana e il suo affluente Rio di Gavignano Rio del Lago e il suo affluente Rio di Gello Borro del Grillaio Borro Ritortolo Vingone, e i suoi affluenti: Fosso Rigone Borro della Guardiana e il suo affluente Borro dei Cerreti Rio Biancana e i suoi affluenti: Rio della Bandita Rio della Romanina Borro dei Conia Borro Fontepatri e colle Alberti Rio della Luna Rio di Macinaia Rio del Marchio Borro Pescaia Borro Ribaldone Borro Rimaggio Fosso Stagnolo Borro Valimorta Borro della Valle Borro di Traccoleria Canale Stagno Borro dell'Aiuto Falterona (o Della Diaccia) Rio di Novoli Rio del Prete
A Lastra a Signa sorgono anche altre piccole sorgenti e laghetti artificiali.
Sorgenti d'acqua dolce: Ringuillo, a Ginestra Fiorentina; Guerrina, a San Romolo; Rimaggio, a Tirassegno, Ponte Torto e Sant'Antonio Tiro a segno; Fonte di Maltempo, a Rio di Novoli, Mulino del Pelago; Rio di Novoli, a Malmantile, nei pressi di Villa Serena Fontepatri, a Ponte a Signa, già captata per l'industria dell'acqua minerale e ora chiusa, dato che la fonte è prosciugata a causa della costruzione di una galleria ferroviaria; Naiale, scomparsa in seguito ai lavori di costruzione della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno.
Laghetti artificiali: lago di Bellosguardo, nei pressi della villa Caruso di Bellosguardo, detto anche "Pucci" o "di Lama"; lago del Moretti, poco distante dal precedente; lago Cerreti Grande, dal nome del bosco in cui si trova; lago Cerreti Piccolo, dal nome del bosco in cui si trova; lago del Chiuso, fra la località di Naiale e la frazione di Inno; lago dei Pianacci, nella zona omonima, presso case Colombaia; lago di Sant'Ilario, fra via di Valle e Sant'Ilario; lago di Ramerino, sotto la collina di San Romolo, presso la fattoria "Le Sorti"; lago di Cupoli, presso Villa le Brunette, nella zona omonima; lago Poggio Allodole, lungo la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno; lago Bleu, a Calcinaia; lago del pecoraio, tra le frazioni di Marliano e Inno; lago di San Vito, tra la località di San Vito e la frazione di Malmantile; lago Gello di sopra, nell'omonima località nella frazione di Malmantile; lago Gello di sotto, accanto al precedente; lago Moretti, vicino a lago di Bellosguardo tra le frazioni di Ponte Torto e Brucianesi.
Orografia
Il territorio lastrigiano comprende una parte della catena montuosa del Montalbano, la massima elevazione è il colle di San Romolo (286 m s.l.m.), mentre la parte più bassa sul territorio si trova nel centro storico di Lastra a Signa.
Colli, poggi, valli e massi In varie delle seguenti colline elencate viene prodotto il vino Chianti nella sottozona dei Colli Fiorentini. Colle Alberti Colle San Romolo: il colle più alto di Lastra a Signa Colle Malmantile Poggio Vittorio Poggio di Gangalandi Poggio Mulettino Poggio al Prete Poggio Fantone Poggio al Mandorlo Poggio Malfatica Poggio Tondo Poggio Renaiolo Poggio Ramerino Poggio Tinaia Poggio Bartolone Poggio Ellera Poggio la Malva Poggio Gello Poggio le Piagge Poggio Fornaio Poggio Barca Poggio Querciola Poggio Codilungo Poggio Allodola Poggio Padella Poggio Balduccia Poggio Capanna Valle Pucci Valimorta (valle Morta): chiamata così perché probabilmente è la valle dove sono stati uccisi i soldati del castello di Monte Cascioli durante l'espansione fiorentina. Masso Mazzetta di Sopra
Il masso della Gonfolina Il masso della Gonfolina è un rilievo composto principalmente da pietra arenaria del tipo serena. Ai suoi piedi è presente l'ultima cava artigianale di pietra serena sul territorio lastrigiano. Viene chiamato anche masso delle Fate a causa di una vecchia leggenda.
Clima Secondo la stazione meteorologica di Peretola, la più vicina a Lastra a Signa, il mese più freddo è gennaio con una temperatura media di +5,8 °C mentre quello più caldo è luglio con una media di +24,3 °C anche se sono state registrate forti escursioni termiche stagionali, comprese tra i +42,6 °C di massima del 26 luglio 1983 e i −13,2 °C di minima del 12 gennaio 1985.
Il clima, generalmente come le città dell'Italia centrale, è tipicamente mediterraneo con l'alternanza di estati calde e inverni relativamente miti. Le precipitazioni medie annue registrate in 92 giorni si attestano sui 900 mm anche se nella parte più bassa della città è presente generalmente una maggiore umidità, vista la presenza di laghi d'acqua dolce e dal corso dei vicini fiumi.
Di seguito vengono riportati i dati climatici delle medie mensili riferite agli ultimi 30 anni della stazione meteorologica di Peretola.
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 10 12 15 19 23 27 31 31 27 21 15 10 20,1 Temperatura minima media (°C) 1 3 5 8 11 15 17 17 14 10 6 2 9,2 Piogge (mm) 73 68,58 81,28 78,74 73,66 55,88 40,64 76,20 78,74 88,90 111,76 91,44 914,8
Classificazione climatica: zona D, 1806 GG Diffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002
Storia
Età romana Le prime testimonianze di insediamenti civici risalgono alla fine del I secolo a.C., quando i Romani provvederono alla centuriazione del territorio in seguito alla costruzione di una colonia militare. Si hanno iscrizioni risalenti al 13 a.C. di una strada che tracciava un percorso simile all'odierna Strada statale 67 Tosco-Romagnola costeggiando l'Arno e incuneandosi nella stretta della Gonfolina in direzione del mare.
Il Comune di Gangalandi e il dominio fiorentino I conti Cadolingi di Fucecchio qui ebbero possedimenti, quando le prime comunità a sorgere sul territorio lastrigiano furono quelle di San Michele e di San Martino, presso il borgo detto di Gangalandi. Lo sviluppo del borgo avviene intorno alla chiesa di San Martino e ai piedi della chiesa San Michele Arcangelo a Castello. Da questa zona ha origine la famiglia dei Gangalandi il cui capostipite, un certo Sigismondo di Bonifacio legato alla nobiltà dei Cadolingi e imparentato con gli Adimari, altra famiglia fiorentina con possedimenti in zona, adottò tal cognome in quanto iniziatore della stirpe dei Conti di Gangalandi. Il nome con cui veniva chiamata questa zona compresa tra la Gonfolina e il Rimaggio era infatti Gangalandi, cioè Gangland, dal tedesco "terra o paese di passaggio". La prima citazione documentaria della chiesa di San Martino a Gangalandi risale al 1108: in essa il nobile Bernardo Adimari, donava al proposto di San Martino un terreno le cui entrate consentivano il mantenimento della chiesa, già sede di un collegio di canonici. Ciò fa supporre che la chiesa sia più antica e risalga ai secoli precedenti, forse a epoca carolingia, come testimoniano l'intitolazione a san Martino di Tours, e il patronato della famiglia Adimari, di origine franca.
L'insediamento fortificato del capoluogo è invece anteriore all'XI secolo, quando faceva anch'esso parte dei feudi dei Cadolingi: sorto probabilmente da una stazione di sosta per i viaggiatori che percorrevano via Pisana. Fonti identificano nell'antico Castello della Lastra il Castello di Gangalandi; altri documenti invece collocano quest'ultimo sul poggio di Gangalandi ove sorge l'attuale pieve, differenziandolo dalla vecchia fortificazione del capoluogo antecedente alle Mura di Lastra a Signa, che solo più tardi verranno innalzate.
Presto il borgo entrò nelle mire espansionistiche di Firenze, grazie anche alla felice posizione sulla Valdarno. La zona era dotata di tre fortificazioni: il castello di Monte Orlando, il castello di Monte Cascioli e il più potente fortilizio nel centro cittadino. Nel 1107 i fiorentini prendono Monte Orlando appartenente alla famiglia pisana Orlandi prima e ai Gangalandi poi, ed è attestata nel 1108 la donazione di alcuni possedimenti degli Adimari a Firenze. Successivamente nel 1119 anche Monte Cascioli cadde e sicuramente stesso percorso subì in breve tempo il castello di Lastra in quanto già nel 1365 le mura cittadine vennero messe d'assedio dai pisani nella guerra contro Firenze.
Gangalandi è documentato come comune nel 1260, quando i ghibellini sconfissero i guelfi nella battaglia di Montaperti. Il toponimo del capoluogo deve il suo nome alle cave di pietra serena, da cui si ricavavano le "lastre", e dalla vicinanza con Signa, anche se fino al XIII secolo era nota come Lastra a Gangalandi, dal nome della famiglia feudale della zona, la quale dominava oltre che su San Martino anche sul castello di Lastra.
L'importanza strategica era anche collegata alla navigabilità dell'Arno fino all'affluente Bisenzio. Erano presenti infatti diversi porti e scali fluviali a scopi commerciali nel territorio che conferivano di fatto alla città il titolo di porto di Firenze. I tre principali erano: il Porto di Sotto a Brucianesi, il più grande e più importante Porto di Mezzo nell'omonima frazione alla Mezzana a Signa, e il Porto di Sopra in corrispondenza di Ponte a Signa.
La città è sede, al momento della costruzione, dell'unico ponte che permetteva l'attraversamento pedonale sull'Arno tra Firenze e Pisa. Nelle Memorie di Pescia si narra di un ponte fatto costruire nel 1120 completamente di legno. Nel 1278 crollò, e interrotta la comunicazione fra la riva destra e quella sinistra, permise alla pieve di San Martino a Gangalandi di ottenere il fonte battesimale dall'arcidiocesi di Firenze, che fino a quell'anno non era stato concesso dato che era presente nella vicina pieve di San Giovanni Battista a Signa. Il documento della costruzione di un ponte di pietra sull'Arno arriva nel 1287, dove sullo stemma di Signa viene raffigurato un ponte a sette archi.