Erittonio () è un personaggio della mitologia greca. Fu il quarto mitologico re di Atene.

Etimologia

Il nome di Erittonio (in greco antico , Erichthónios) possiede una forte valenza teologica e politica, legata alle origini stesse della città di Atene. Gli studi filologici riconoscono due filoni interpretativi.

Etimologia scientifica moderna

Il nome è un composto formato dal prefisso intensivo o superlativo (eri-, con il significato di "molto", "grande") e dal sostantivo (chthōn, "terra"). Il significato letterale è dunque "colui che ha molto terreno" o, come interpretato dalla saggistica (tra cui Hans von Kamptz), "il potente signore della terra". In alternativa, Pierre Chantraine suggerisce una possibile derivazione da un antico toponimo di origine egea, successivamente ellenizzato.

Etimologie popolari antiche

I mitografi di età classica ed ellenistica, cercando una spiegazione visiva al racconto della sua nascita, proposero delle etimologie spurie (folk-etymology). La più celebre faceva derivare la prima parte del nome dal termine (érion, "lana"), interpretando il nome come "il panno di lana della Terra", in riferimento al batuffolo usato da Atena per tergersi dal seme di Efesto prima di scagliarlo al suolo.Cfr. Eratostene, Catasterismi, 13. Una seconda ipotesi, meno diffusa, lo collegava a (èris, "contesa"), a memoria della disputa originaria tra Efesto e Atena o tra Atena e Poseidone per il possesso dell'Attica.

Genealogia

Figlio di Efesto e di Attide, oppure nato dal seme di Efesto raccolto in un batuffolo di lana da Atena che gettò subito in Terra (quindi partorito da Gea). Sposò Prassitea che lo rese padre di Pandione.

Il latino Igino nelle Fabulae inserisce questo personaggio in un elenco genealogico che lo indica come il padre di Ganimede. Igino però compie un errore di omonimia, poiché confonde l'Erittonio di questa voce (e re di Atene) con l'omonimo Erittonio re di Dardania, che fu l'effettivo padre di Troo e, secondo la tradizione consolidata, il nonno di Ganimede.

Mitologia

Le vicende mitologiche di Erittonio ruotano attorno al concetto di autoctonia e definiscono l'identità culturale e religiosa della stessa Atene. Considerato un sovrano prodigioso e un protettore dinastico, il suo mito unisce l'origine divina (legata ad Efesto ed Atena) con la terra stessa dell'Acropoli di Atene, trasformando la sua figura nel simbolo del legame indissolubile tra il popolo ateniese e il proprio territorio.

La sovrapposizione arcaica con Eretteo

Nella storiografia mitica ateniese, la figura di Erittonio è strettamente interconnessa con quella del nipote Eretteo, al punto che la critica moderna li considera quasi uno lo sdoppiamento dello stesso personaggio.Cfr. Walter Burkert, Religione greca di epoca arcaica e classica, Jaca Book, 2003, p. 411. La prova principale di questa sovrapposizione originaria si trova già nell'Iliade dove Omero descrive la nascita del primo sovrano autoctono di Atene, nato dalla Terra ed allevato da Atena, attribuendogli però il nome di Eretteo.

Solo la mitografia successiva distinse nettamente i due re e (probabilmente) per allungare la linea dinastica (fino alla divisione del regno alla morte di Pandione, evento in cui Eretteo ottenne il trono) ed assegnando a Erittonio il ruolo di capostipite e generando di conseguenza una duplicazione nei rispettivi matrimoni: sia Erittonio sia il nipote Eretteo risultano infatti sposati a due diverse figure femminili che portano però lo stesso nome di Prassitea.Cfr. FGrHist 334 F 11 di Istro il CallimacheoScoli a Euripide, Ione, 54.

La nascita prodigiosa

Apollodoro, Pausania ed Euripide raccontano della sua nascita dicendo che Erittonio nacque dal seme del padre Efesto caduto sulla gamba di Atena e che la dea deterse con un panno di lana e che gettò a terra. Questo seme finì così sul suolo dell'Acropoli di Atene e fecondò Gea (la Terra) e da questa gravidanza sotterranea nacque Erittonio, il quale, ereditando la natura bizzarra della sua concezione, nacque con due serpenti al posto delle gambe. Atena però, mossa da compassione, raccolse il neonato in segreto e lo chiuse all'interno di una cesta insieme a dei serpenti sacri che affidò alle sorelle Aglauro, Erse e Pandroso (dette Cercopidi), imponendo loro il divieto assoluto di aprila e guardarvi all'interno. Le tre sorelle però violarono il patto e lui, fuggito dalla cesta, si rifugiò dietro lo scudo della dea che lo riprese con sé e lo allevò all'interno del recinto sacro dell'Acropoli.

Il regno di Atene e l'invenzione della quadriga

Una volta raggiunta l'età adulta, Erittonio scacciò dal trono l'usurpatore Anfizione e si insediò come quarto legittimo re di Atene e, durante il suo governo, si distinse come un importante eroe civilizzatore. Consacrò sull'Acropoli la celebre statua lignea (uno xòanon) raffigurante Atena e caduto dal cielo) ed istituì ufficialmente i solenni giochi in onore della dea, disputando le gare a bordo della quadriga che lui stesso progettò per nascondere la sua malformazione (le estremità inferiori serpentine). Tale invenzione gli viene riconosciuto anche dalla tradizione enciclopedica latina di Plinio il Vecchio.

Secondo quanto registrato dal Marmor Parium, il sovrano fu una figura chiave anche per lo sviluppo tecnologico dell'Attica, insegnando al suo popolo a lavorare la terra con l'aratro ed a fondere l'argento.Marmor Parium (Cronaca Paria), frammento 10. Il profondo legame protettivo tra la dea ed il sovrano-serpente è testimoniato anche a livello iconografico all'interno del Partenone, dove il rettile (che rappresenta tradizionalmente lo stesso Erittonio) fu scolpito da Fidia dietro lo scudo della statua di Atena Parthenos.

Le feste Atenee e Panatenee

Il dibattito antico intorno alla paternità ed al nome della festa riflette le diverse tradizioni dei logografi attici. Secondo Apollodoro Erittonio fondò originariamente le feste "Atenee", mentre Igino gli attribuisce direttamente l'istituzione delle Panatenee.

A fare chiarezza sulla transizione del nome è il lessicografo antico Arpocrazione che, citando i frammenti storici di Ellanico di Lesbo ed Androzione, ci conferma che fu proprio Erittonio il primo a celebrare la festività e precisa che prima di quel momento la celebrazione era nota come "Atenea", come formalizzato anche dallo storico Istro il Callimacheo.

Una variante successiva, di stampo prettamente politico, viene invece tramandata da Plutarco, secondo cui la festa fu istituita o definitivamente ribattezzata in chiave panellenica da Teseo in occasione del successivo sinecismo dell'Attica.

La morte e il catasterismo

Alla sua morte, Erittonio venne sepolto nel medesimo recinto sacro sull'Acropoli dove era stato allevato da bambino ed in quel preciso punto fu poi edificato il complesso templare dell'Eretteo, il cui nome mantenne vivo il ricordo della sovrapposizione arcaica tra la figura di Erittonio e quella del nipote Eretteo.

In virtù delle sue grandi scoperte, in particolare per l'invenzione del carro a quattro cavalli, Zeus decise di onorarlo accogliendolo tra le stelle del firmamento attraverso il fenomeno del catasterismo, trasformandolo nella costellazione dell'Auriga.

Note

Bibliografia

Plutarco, Vite parallele, Teseo e Romolo, I, 24. Euripide, Ione, 20-26. Igino, Fabulae, 158, 166, 224, 271; De Astronomia, II, 13. Pausania, Periegesi della Grecia, Libro I, 2, 6; 5, 3; 26, 6. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, Libro III, 12, 1-2; 14, 6; 15, 1. Plinio il Vecchio, Naturalis historia, VII, 197-202. Marmor Parium (Cronaca Paria), frammento 10.

Altri progetti

Categoria:Re di Atene Categoria:Culto di Atena Categoria:Autoctoni Categoria:Discendenti di Efesto