{ "type": "ExternalData", "service": "page", "title": "ROCEEH/Gravettian.map" } Il Gravettiano è una cultura del paleolitico superiore, diffusa tra 33.000 a 24.000 anni dal presente (BP - Before Present in inglese) in gran parte dell'Europa, successiva alla precedente cultura aurignaziana.
La cultura Gravettiana è nota per le sue opere artistiche, tra cui le famose statuette di Veneri paleolitiche, tipicamente scolpite in avorio o calcare. Il nome deriva dal luogo in cui la cultura fu identificata per la prima volta, il sito di La Gravette, nel dipartimento francese sud-occidentale della Dordogna.
Descrizione Il Gravettiano deriva il proprio nome dal Riparo di La Gravette, presso Bayac, in Dordogna, dove a un deposito aurignaziano si sovrappongono più livelli caratterizzati dalla presenza di punte a dorso. La punta di La Gravette (anche punta G), la più diffusa tra queste punte a dorso, è ricavata da supporti laminari mediante un ritocco erto profondo, diretto o bipolare, con andamento subrettilineo o leggermente curvo, che ha rastremato la base del manufatto (consentendo un loro migliore immanicamento) e la punta (conferendo ad essa una maggior forza di penetrazione) senza indebolirle. Accanto alle gravettes di dimensioni laminari si ritrovano delle microgravettes, di dimensioni lamellari o microlamellari.
Si tratta di un'innovazione tecnologica che richiede la riorganizzazione della produzione; per questo viene abbandonata la catena di lavoro rivolta alla produzione di lamelle e di microlamelle mediante lo sfruttamento di nuclei carenoidi, e vengono invece sviluppate catene di lavoro standardizzate che utilizzano nuclei prismatici, adatti alla produzione di lame più grandi. Assieme alle punte a dorso, sono presenti vari tipi di bulini, grattatoi piatti, becchi, lame ritoccate.
Diffusione Gli studiosi hanno elaborato almento tre teorie sull'origine del gravettiano; la teoria monocentrica, per la quale questa cultura si sarebbe diffusa a partire da un unico centro da individuarsi lungo il corso del Danubio. Una policentrica, per la quale si sarebbe originato contemporaneamente a partire da diverse aree europee, ed una teoria di un'origine culturale, per cui il gravettiano sarebbe emerso come evoluzione di alcune e precedenti culture europee. Una ricerca del 2023 sposa quest'ultima tesi, poiché i dati genetici estratti dal DNA antico non evidenziano alcuna ascendenza tra le popolazione del gravettiano e quelle del precedente periodo del aurignazianao. I popoli del gravettiano presentavano, tuttavia, delle tendenze generali diffuse, come l'uso di armi e alcune forme d'arte omogenee.
I Primi esseri umani moderni europei (EEMH-da European early modern humans in inglese) vissuti nel gravettiano erano cacciatori-raccoglitori che vissero in un periodo estremamente freddo della preistoria europea, e il loro lo stile di vita fu plasmato dal clima. Gli archeologi di solito descrivono due varianti regionali: il Gravettiano occidentale, noto principalmente per i siti rupestri in Francia, Spagna e Gran Bretagna, e il Gravettiano orientale per quelli nell'Europa centrale e in Russia. Il Gravettiano occidentale, almeno quello osservato nel cluster di Fournol, sopravvisse durante l'Ultimo massimo glaciale in individui associati al Solutreano, probabilmente all'interno del rifugio climatico franco-cantabrico, diversamente dal Gravettiano orientale, osservato nel cluster di Věstonice, caratterizzato da individui vissuti tra circa 33.000 e 26.000 anni dal presente, del quale non si è trovata alcuna discendenza nelle successive popolazioni europee.
La cultura gravettiana, che rimane relativamente omogenea almeno fino a 27.000 anni dal presente, si estende su una vasta regione geografica, fino all'Estremadura in Portogallo. La cultura di Mal'ta-Buret', attestata in Siberia tra 26000-17000 anni dal presente, è spesso considerata appartenente al gravettiano, a causa delle sue caratteristiche simili e in particolare le sue statuette di Venere, ma qualsiasi ipotetica connessione sarebbe culturale e non genetica, dato che uno studio genomico del 2016 ha dimostrato che il popolo Mal'ta non ha connessioni genetiche con il popolo europei appartenenti alla cultura gravettiana europea.
La relativa contemporaneità nella comparsa del Gravettiano in questi centri lontani fra loro e l'assenza di antecedenti locali per le industrie gravettiane rendono difficili da accettare ipotesi che vedono nel Gravettiano l'espressione di migrazioni di gruppi umani e inducono a ritenerlo risultato dell'introduzione di nuove tecnologie applicate alle attività venatorie, diffusesi in quasi tutta l'Europa, tranne che in alcune aree delimitate, nelle quali persistette una tradizione aurignaziana. Ma l'unità gravettiana non è espressa soltanto dalle industrie litiche; si rinviene anche un'unità di contenuti nella produzione artistica (statuette femminili), che si differenzia nei diversi centri regionali.
Il Gravettiano occidentale
Alcuni tra i grandi siti archeologici della Dordogna, come il riparo di La Ferrassie, presentano serie di industrie gravettiane che hanno consentito di proporre una sequenza di riferimento.
Il Gravettiano antico (Perigordiano IV), datata tra 28 000 e 26 000 BP, è caratterizzata, soprattutto nella sua parte inferiore, dalle flechettes. Con questo termine si intendono le punte a forma di foglia, con simmetria bilaterale, ottenute mediante un ritocco erto marginale, il cui orientamento e la cui localizzazione variano considerevolmente. In questa fase i bulini sono prevalentemente su supporto laminare, a stacchi laterali multipli su troncatura; sono anche presenti grattatoi frontali piatti su grandi schegge. Il Gravettiano evoluto occidentale (Perigordiano V), datato tra 26 000 e 23 000 BP, è caratterizzato da alcuni tipi altamente specializzati. Il Gravettiano finale (Perigordiano VI e VII) si chiude con industrie di tradizione gravettiana, prive dei tipi “speciali” della fase evoluta. Nell'area occidentale-atlantica al Gravettiano seguono complessi postgravettiani differenziati (Solutreano e Maddaleniano).
Le strutture del Gravettiano evoluto e finale occidentale sono simili: grattatoi prevalentemente su lama, con frequenze da 10 a 30%, bulini da 20 a 40%, con prevalenza di forme allungate, su troncatura con stacchi laterali; presenza costante di gravettes e di microgravettes.
Nell'Europa occidentale il paesaggio dominante nel Pleniglaciale è la foresta-tundra, con numerose zone di rifugio nelle valli riparate. I gruppi di cacciatori erano mobili entro un determinato territorio: nel sud-ovest francese essi si spostavano ciclicamente tra la costa atlantica e il Massiccio Centrale, con gli abitati si trovano sia in ripari sotto roccia sia all'aperto; essi sembrano comunque destinati a ospitare piccoli gruppi. Le rare strutture messe in luce nei siti all'aperto, a livello del suolo d'abitato, sono interpretabili come tende leggere. L'economia è caratterizzata dalla caccia alla renna, ma nei Pirenei e nel Massiccio Centrale le prede comprendono anche stambecco e camoscio. In vari siti è documentata anche la pesca dei salmonidi. La renna era cacciata durante tutto l'anno.
Il Gravettiano in Italia Il Gravettiano della penisola italiana va collegato al Gravettiano occidentale, pur ammettendo la possibilità di influenze del Gravettiano dell'Europa centro-orientale.
Per la sua conformazione fisica e per le conseguenti diverse aree climatiche, la penisola ben si prestava a diventare un rifugio glaciale, ovvero un'area dove le condizioni climatiche non erano così estreme come nel resto dell'Europa che intorno a 20.000 anni dal presente affrontava l'ultima grande glacizione continentale, come si è dimostrato con l'analisi dei siti archeologici della grotta di Santa Maria di Agnano (Ostuni) e Cardamone (Lecce).
In questa grotta ne 1991, frequentato sin dall'età preistorica a scopo cultuale, sono state rinvenute due sepolture infossate risalenti a circa 30.000 anni BP. Una delle due - conosciuta come la Donna di Ostuni- si è rivelata di eccezionale valore paletnologico (oltre che paleoantropologico) in quanto palese evidenza di sepoltura rituale tributata da un'evoluta comunità di cacciatori - raccoglitori del Paleolitico superiore ad una figura femminile defunta in avanzato stato di gravidanza. L'addobbo funerario della Donna di Ostuni è del tutto affine a quello delle veneri paleolitiche steatopigie raffigurate su innumerevoli statuette lapidee analogamente datate al Gravettiano, la più famosa delle quali è la cosiddetta Venere di Willendorf.
Il Riparo Mochi ai Balzi Rossi di Grimaldi in Liguria contiene importanti serie stratigrafiche con industrie a punte a dorso, fondamentali per la ricostruzione di una sequenza gravettiana che consente di comprendere i fenomeni legati al popolamento della penisola nella fase media e recente del paleolitico superiore.
I siti residenziali gravettiani sono distribuiti in Liguria e nella penisola, regioni in cui prevaleva il paesaggio steppico, ma nelle quali si trovavano anche ampie aree di rifugio delle arboree. Nelle grotte dei Colli Berici e delle Prealpi, sono stati individuati soltanto bivacchi di caccia di breve durata, dove i manufatti litici sono rappresentati quasi esclusivamente da armature.
La cacciagione è varia: cavallo, asino idruntino, stambecco, bovidi, cinghiale. In alcuni siti non lontani dal mare è documentata la raccolta dei molluschi eduli.
Il Gravettiano dell'Europa centro-orientale
Nello sviluppo del Gravettiano dell'Europa media, che compare attorno a 28.000-27 000 BP, vanno distinte due fasi principali.
La fase antica, tra 27 000 e 23 000 anni dal presente, vede un processo di adattamento dei cacciatori gravettiani all'ambiente della steppa-tundra e della steppa-foresta periglaciale, che offriva risorse alimentari sufficienti in tutte le stagioni. Nelle regioni dei plateaux lössici si crea una rete di abitati stabile, che pare portare a un modo di vita semi-sedentario, con la formazione di accampamenti di 100-150 abitanti (Dolní Věstonice e Pavlov in Repubblica Ceca). In questi accampamenti le abitazioni, i focolari, le buche dei rifiuti, le fosse destinate alla conservazione della carne, i depositi di ossa sono distribuiti all'interno di recinti che delimitano l'area residenziale: l'esistenza di recinti è suggerita dall'aspetto omogeneo del deposito antropico e dalla sua netta delimitazione. Le evidenze archeologiche indicano una sempre maggiore specializzazione nella caccia al mammuth e nella raccolta di vegetali. Il mammuth offriva la gran parte del cibo, e le sue ossa venivano utilizzate come materiale per costruire le capanne, come combustibile per i focolari, come materiale per fabbricare strumenti, armi, ornamenti, opere d'arte figurativa. Al mammuth sono associati, tra i mammiferi di caccia, la renna, la volpe polare e la lepre. Va segnalata, a Dolní Věstonice e a Pavlov, la lavorazione della terracotta, utilizzata per fabbricare statuette. Nei due siti sono stati trovati anche i forni per la cottura. Il Gravettiano centro-orientale di questa fase è caratterizzato da gravettes, microgravettes e da altre armature microlitiche.