Biografia Figlio di Jean Gérard (1739-1801), balivo reale ed uditore della prevostura reale di Damvillers e Marville, quindi commerciante a Damvillers, e di Marie-Jeanne Saint-Rémy, Étienne Maurice Gérard partecipò a tutte le campagne del Primo Impero, e salì tutti i gradi della carriera militare.
Guerre rivoluzionarie Arruolato a diciott'anni, l'11 ottobre 1791, nel 2º Battaglione volontari della Mosa, nominato granatiere un anno più tardi, ricevette il battesimo del fuoco nel 1792 nelle Argonne, agli ordini di Dumouriez, prima di prendere parte alla battaglia di Jemmapes (6 novembre) ed essere nominato sergente maggiore (16 dicembre), quindi sottotenente alcuni giorni dopo, e tenente un anno più tardi (30 dicembre 1793). Nel frattempo combatté a Neerwinden (18 marzo 1793).
L'anno successivo, nell'aprile 1794, Gérard fu assegnato alla 71ª Demi-brigade comandata da Bernadotte e facente parte dell'Armata del Nord, con cui passà la Sambre (12 giugno), combatté a Fleurus (16 giugno), partecipò alla presa di Charleroi (25 giugno), prima di combattere nuovamente a Fleurus (26 giugno).
Alla fine del 1794 seguì Bernadotte nella neoformata Armata di Sambre-et-Meuse, agli ordini di Jean-Baptiste Jourdan. Si distinse nel passaggio della Roer a Aldhoven (2 ottobre 1794): l'azione fu elogiata da Bernadotte, che lo volle nel suo Stato Maggiore. Nel 1796 partecipò a tutti i combattimenti nei quali l'armata si impegnò sulla riva sinistra del Reno tentando, senza successo durevole, di effettuare una puntata in territorio tedesco. Il 22 agosto 1796 prese parte alla battaglia di Teining.
Nominato capitano il 20 aprile 1797, divenne aiutante di campo di Bernadotte e lo seguì nel gennaio 1798 nella sua ambasciata a Vienna. Nella capitale austriaca dimostrò notevole decisione e coraggio per reprimere una dimostrazione contro l'ambasciata di Francia che aveva innalzato un tricolore al proprio balcone, e salvò la vita dell'ambasciatore. Fu promosso successivamente e colonnello (1800).
Sotto il Primo Impero Avendo un decreto del 1801 disposto che i generali di divisione non potevano avere aiutanti di campo di grado superiore a quello di chef d'escadrons, Gérard dovette lasciare la propria funzione presso Bernadotte e restò inattivo sino al 20 agosto 1805, data in cui un decreto imperiale lo nominò vicecomandante e primo aiutante di campo di Bernadotte, nel frattempo elevato alla dignità di Maresciallo dell'Impero.
Fu ferito ad Austerlitz (1805) mentre caricava brillantemente alla testa dei suoi squadroni contro la Guardia imperiale russa. Fu promosso generale di brigata il 13 novembre 1806 dopo aver mostrato grande ardimento alla battaglia di Halle. A Jena caricò la cavalleria prussiana alla testa del 4º Reggimento Ussari facendo un gran numero di prigionieri. Si segnalò ugualmente, come capo di Stato Maggiore del IX Corpo d'armata comandato da Bernadotte, a Erfurt e a Wagram, dove, alla testa della cavalleria sassone, contribuì in maniera significativa alla vittoria francese. Poco dopo Napoleone I lo creò barone dell'Impero (15 agosto 1809).
L'anno seguente rifiutò di seguire Bernadotte in Svezia e fu destinato alla Armata di Spagna, dove si distinse alla battaglia di Fuentes de Oñoro (5 maggio 1811). Fu in Portogallo nel 1810 con Drouet d'Erlon e non ritornò alla Grande Armée che nel 1812.
Fu quindi inviato all'Armata d'Italia in qualità di comandante della 10ª Brigata di cavalleria leggera, il 25 dicembre 1811.
Quando fu decisa la campagna di Russia, passò al I Corpo d'armata della Grande Armée e contribuì alla presa di Smolensk (17 agosto 1812) dove prese il posto del generale Gudin, mortalmente ferito, alla testa della propria divisione.Alla battaglia di Valontina il generale Gudin, morente, chiese a Napoleone come ultimo desiderio che la sua divisione fosse affidata a Gérard, cosa che l'Imperatore concesse.
Il 23 settembre 1812, poco dopo la battaglia di Borodino dove si era un'altra volta distinto, Gérard fu nominato generale di divisione e ricevette il comando della 3ª Divisione del I Corpo d'armata della Grande Armée. Entrò a Mosca prima di partecipare alla disastrosa ritirata agli ordini del maresciallo Ney e del principe Eugenio.
Alla Beresina Gérard era comandante in seconda, agli ordini di Ney, del corpo d'armata formato per proteggere i resti dispersi dell'esercito. Comandò quindi la retroguardia, composta da 12.000 napoletani e da tre battaglioni di coscritti. Giunse a Francoforte sull'Oder senza aver subito perdite eccessive, ma il destino delle sue truppe, praticamente isolate, sembrava segnato: i dintorni di Francoforte erano stati inondati dai russi, la popolazione era in piena rivolta contro i francesi, lo zar Alessandro vi si trovava personalmente alla testa di forze considerevoli, e gli ordinò, tramite aiutanti di campo, di abbandonare la città. Gérard rispose fieramente che non avrebbe mai evacuato la città, e manovrò con tale abilità che tre giorni dopo era in ordinata ritirata sull'Elba.
Fu creato conte dell'Impero per decreto imperiale il 21 gennaio 1813.
Il 7 marzo ricevette il comando dell'XI Corpo d'armata nella campagna di Sassonia. Si mise in luce agli ordini di Macdonald a Lützen e a Bautzen.Si trovò a Bautzen in posizione di fronte alla Sprea, in maniera da collegarsi col corpo d'armata dell'estrema destra; dopo un sanguinoso combattimento tale unità fu costretta a ripiegare. Giudicando Macdonald che il movimento avrebbe messo in pericolo la sua avanguardia, comandata da Gérard, gli inviò l'ordine di ripiegare a sua volta: «Al contrario - rispose lui al vicecomandante Bourmont latore dell'ordine - mi si dia solamente una brigata di rinforzo, e risponderò del successo della giornata.» Immediatamente diede l'ordine di attaccare, in due ore le posizioni abbandonate furono riprese, e la vittoria di Bautzen fu strappata alle mani del nemico.
Guarito da una ferita ricevuta qualche giorno dopo, Gérard riprese il comando della sua divisione, fino a che l'armistizio di Plesowitz fu infranto. Alla battaglia di Goldberg ripeté l'impresa di Bautzen, agli ordini di Lauriston che teneva il comando in assenza di Macdonald.La sua divisione era all'estrema sinistra, e il generale in capo, vedendosi in difficoltà sia al centro che all'ala destra, gli inviò a più riprese l'ordine di ritirata; ma Gérard, invece di ritirarsi, attaccò decisamente i prussiani e li mise in rotta: dopo tale fatto, che gli valse la promozione a tenente generale dopo meno di un anno, e che lo rese il più giovane ufficiale nel grado, ricevette il comando dell'XI Corpo d'armata, che tenne per tutta la campagna.
Si segnalò all'attacco di Nieder-Au dove forzò le divisioni di Federico Augusto di Hannover e del duca del Meclemburgo a ripassare la Katzbach. Alla seguente battaglia del Katzbach, Gérard, sebbene ferito ad una coscia, non lasciò il campo.
Alla seconda giornata della battaglia di Lipsia (18 ottobre 1813), ricevette alla testa una ferita più grave, che lo costrinse a cedere il comando.
Riuscì tuttavia a ristabilirsi in tempo per prendere parte alla Campagna dei sei giorni nel 1814. Fu nominato comandante del corpo d'armata di riserva di Parigi, composto unicamente da coscritti. Combatté a Brienne. Alla battaglia di La Rothière ebbe il comando dell'ala destra, e malgrado i veementi attacchi di un nemico superiore in numero, seppe conservare tutte le posizioni e non abbandonò che a mezzanotte, e per ordine formale dell'Imperatore, la difesa del ponte di Dienville.
Contribuì alle due vittorie di Saint-Dizier; prima di lasciare Parigi Napoleone gli affidò il comando dei corpi d'armata delle divisioni di riserva destinate ad operare nelle pianure della Champagne. Arrestò la marcia dei generali Giulay e Colloredo come capo dell'ala destra della Grande Armée e contribuì anche alle vittorie nella battaglia di Mormant e nella battaglia di Montereau, dove sostituì il maresciallo Victor.L'azione di Montereau era iniziata alle nove del mattino, e i diversi attacchi erano stati respinti; verso l'una un aiutante di campo portò a Gérard l'ordine di mettersi alla testa delle truppe. Date immediate disposizioni, ordinò un'avanzata generale, tolse al nemico tutte le posizioni, e continuò ad incalzarlo strappandogli un gran numero di cannoni, insegne e prigionieri.
Il 22 febbraio, alla testa del II Corpo d'armata mise in fuga l'avanguardia nemica comandata da Platov e, due giorni più tardi, forzò la Divisione Hardegg a battere in ritirata inseguendola sino oltre Bar.
Favorevole alla deposizione di Napoleone nel maggio 1814, fu incaricato di riportare in Francia la guarnigione di Amburgo. Come attestato di stima, Luigi XVIII lo fece cavaliere dell'Ordine reale e militare di San Luigi (1º giugno 1814) e gran croce della Legion d'onore (29 luglio 1814). Poco tempo dopo fu nominato ispettore generale della 5ª Divisione militare e designato al comando del campo di Belfort.
Il 22 marzo 1815 Gérard divenne ispettore generale di fanteria in Alsazia; da Strasburgo, dove si trovava in ispezione, seppe del ritorno di Napoleone, e ricevette il comando dell'Armata della Mosella, che divenne IV Corpo d'armata.
Fu elevato alla dignità di Pari di Francia il 2 giugno 1815. Consegnando le nuove insegne imperiali alle sue truppe, disse: «Soldati, ecco le nuove aquile che l'Imperatore affida al vostro valore; quelle di Austerlitz portano quindici anni di vittorie; a voi il compito di dare nuove prove di coraggio: il nemico è di fronte a voi!».Citato dal Dictionnaire des parlementaires français.
Ricevette all'inizio di giugno l'ordine di portarsi a marce forzate sulla frontiera settentrionale. Alla testa del suo corpo d'armata attraversò la Sambre e le sue truppe si comportarono eroicamente alla battaglia di Ligny, dove il successo fu il risultato delle abili disposizioni di Gérard unite all'ardimento suo e delle sue truppe.
Il 18 stava dirigendosi in direzione di Wavre quando si udirono colpi di cannone dalla parte della foresta di Soignes. I comandanti di corpo d'armata vennero riuniti a consiglio: Gérard sosteneva che, seguendo i principi generali della guerra, ci si dirigesse verso i cannoni, passando la Dyle. Grouchy si oppose all'idea, in base a ordini diversi dell'Imperatore. Tale movimento avrebbe forse potuto cambiare il risultato della battaglia di Waterloo.
Prima della fine della giornata Gérard fu ferito per la quinta volta: una palla dell'avanguardia di Blücher lo colpì al torace mentre, alla testa della fanteria, attaccava il villaggio di Bierges. Volle nondimeno rimanere vicino alle truppe e si fece trasportare al di là della Loira.
Sotto la Seconda Restaurazione Dopo la capitolazione di Parigi, il maresciallo Davout designò i generali Kellermann, Gérard e Haxo per trattare, a nome dell'esercito, con il nuovo governo. Esaurito il compito, Gérard fu messo a riposo nel settembre 1815 e si ritirò a Bruxelles, dove sposò (10 agosto 1816), Louise Rose Aimé de Timbrune-Thiembronne de Valence, seconda figlia del generale de Thiembronne e di Edmée Nicole Pulchérie Brûlart de Genlis, figlia della contessa de Genlis. La coppia ebbe tre figli:
Georges Cyrus Gérard (1818-1841), diplomatico, segretario d'ambasciata a Costantinopoli Louis Maurice Fortuné Gérard (1819-1880), colonnello di cavalleria, ufficiale della Legion d'onore, morto senza sposarsi. Ebbe una relazione con Sylvie Perruche, da cui nacque la poetessa Rosemonde Gérard Nicole Etiennette Félicité Gérard (1822-1845) che sposò Laurent Arnulf Olivier Desmier, conte d'Archiac, senza discendenza.
Rientrò in Francia nel 1817 e si insediò al castello di Villers-Saint-Paul (Oise), acquistato nel giugno 1817.