Via della Colonna si trova a Firenze e va da piazza della Santissima Annunziata (angolo con via Gino Capponi) a piazza d'Azeglio, angolo via Farini. Lungo il suo tracciato si innestano borgo Pinti e via della Pergola.

Storia Il tracciato storico è da riconoscere nel tratto da borgo Pinti a piazza della Santissima Annunziata, che si sa aperto nel 1318.

In questa zona di Firenze, piuttosto a ridosso delle mura, l'Arte della Lana possedeva almeno due tiratoi, quello "della pergola", che ha dato il nome a via della Pergola, e quello "della colonna", nei pressi di palazzo Ximenes-Da Sangallo all'incrocio con Borgo Pinti e caratterizzato dal grande sostegno in pietra che ne reggeva la tettoia e che finì per dare il nome al tratto di strada tra Borgo Pinti e via della Pergola ("via del tiratoio della Colonna", poi solo "via della Colonna"). All'epoca di Lorenzo il Magnifico la strada fu rinominata "via Laura a Pinti", intesa come via di lauro/Lorenzo, con la specificazione della zona per distinguerla da un tratto dell'attuale via dell'Agnolo pure chiamato "via Laura".

La parte da via della Pergola alla Santissima Annunziata si chiamava via Nuova degli Innocenti, dal vicino "Spedale". Anch'essa ebbe un nome successivo di matrice floreale, "via del Roseto" o "del Rosaio", e poi "via della Crocetta" dal monastero di Santa Maria della Croce che qui si affacciava (le cui monache portavano una croce rossa ricamata sulla veste), e che aveva finio per dare il nome anche all'attiguo palazzo della Crocetta.

L'ultimo tratto verso piazza d'Azeglio venne invece aperto solo tra il 1865 e il 1869, dopo la definitiva soppressione del monastero di Santa Maria Maddalena de' Pazzi (1866) che chiudeva la strada su borgo Pinti, e dopo i relativi espropri e demolizioni. Il tracciato della via fu così proseguito in modo da creare una nuova arteria di collegamento con il quartiere della Mattonaia e in modo particolare con l'area di piazza Massimo d'Azeglio, in piena espansione. Entro il 1870 il complesso conventuale fu quindi letteralmente tagliato in due su progetto complessivo dell'architetto Felice Francolini (secondo il piano regolatore interno della città redatto dall'ingegnere del Comune Luigi Del Sarto) e la strada proseguita in linea retta e unificata sotto la denominazione di via della Colonna.

Oggi l'ex-monastero, le cui monache si sono trasferite in zona Careggi, ospita il liceo Michelangiolo.

Nella strada vissero numerosi artisti, che spesso abitarono in questa parte del centro. In particolare vi furono il Pontormo, che al numero 29 morì nel 1557 e, nel Settecento, l'architetto Gasparo Paoletti.

Descrizione I due tratti separati da borgo Pinti, quello antico e quello moderno, sembrano mantenere ancora oggi vita e carattere diversi, con il secondo animato dalla determinante presenza di tre grandi scuole di diverso grado, la Cairoli Alamanni, il liceo Michelangiolo e il liceo Guido Castelnuovo, il primo destinato a un ben più modesto passaggio di pedoni e di veicoli. Acuisce poi la differenza la diversa larghezza della carreggiata, decisamente più ampia nel tratto moderno, e la sua pavimentazione che, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, è lastricata nella porzione moderna e asfaltata in quella antica.

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