Il Parco nazionale degli Arches () è un'area naturale protetta degli Stati Uniti che tutela oltre 2.000 archi naturali di arenaria (luogo con la più alta densità al mondo), tra cui il famoso Delicate Arch, oltre ad una varietà di altre formazioni geologiche uniche.

Amministrata dal National Park Service, l'area fu dapprima nominata monumento nazionale (il 12 aprile 1929) e poi elevata a parco nazionale il 12 novembre 1971. Nel 2021 ha registrato circa 1,8 milioni di visitatori.

Descrizione Geografia

Il parco, nello specifico il suo ingresso, si trova nei pressi di Moab, nello Utah. Occupa circa 310 km² di deserto nel cuore dell'altopiano del Colorado; il punto più alto è in prossimità dell'Elephant Butte (1.723 m s.l.m.), mentre l'elevazione minore si tocca presso il centro visitatori (1.245 m s.l.m.). La regione è particolarmente secca: in media meno di 250 mm di pioggia all'anno.

La zona protetta copre un'area semidesertica di arenaria rossa prevalentemente erosa. Tra i parchi più vicini si segnalano il Parco nazionale delle Canyonlands, il Parco statale di Dead Horse Point e il Monumento nazionale del Colorado.

Geologia

Il parco nazionale degli Arches è situato su un letto salino sotterraneo chiamato bacino Paradox, responsabile della formazione di archi, spirali, rocce in equilibrio, dicchi di arenaria e monoliti erosi.. Questo letto salino raggiunge uno spessore di alcune centinaia di metri e si depositò più di 300 milioni di anni fa, quando un mare sommerse la regione e probabilmente evaporò. Per milioni di anni i residui delle alluvioni, i venti e gli oceani che si formarono e scomparvero ricoprirono questa formazione. I detriti furono compressi e diventarono roccia, raggiungendo uno spessore di oltre 1,5 km.

Il sale sotto pressione non è stabile, e il letto salino, sottoposto all'enorme pressione di detriti che lo sovrastavano, si spostò, si liquefece e si riposizionò spingendo gli strati di roccia sovrastanti verso l'alto (sotto forma di cupole) e intere sezioni sprofondarono come cavità.

Le profonde fratture nella terra resero la superficie ancora più instabile, portando alla formazione di faglie che contribuirono allo sviluppo degli archi (tra cui il Landscape Arch, il Delicate Arch e il Double Arch). Lo spostamento del sottosuolo salino modellò la superficie e l'erosione scoprì strati di roccia più giovane. Le formazioni odierne più imponenti sono l'Entrada Sandstone, di colore salmone, la cui arenaria costituisce la maggior parte degli archi, e la Navajo Sandstone, color giallo pallido. Queste formazioni si vedono in molti punti del parco come strati sovrapposti di una torta. Nel corso del tempo l'acqua filtrò attraverso le crepe superficiali, le giunzioni e le cavità. Il ghiaccio formatosi nelle fenditure, espandendo e premendo sulla roccia, la fece esplodere in frammenti. Il vento eliminò poi questi detriti, lasciando delle pinne scoperte, sottili muri isolati di arenaria. Gli agenti atmosferici aggredirono in seguito i dicchi, erodendo la roccia, e molti di essi si frantumarono, mentre rocce più resistenti sopravvissero nonostante le sezioni mancanti. Furono queste ultime a generare gli archi attuali.

Sebbene il terreno del parco appaia stabile e robusto, in realtà è estremamente fragile. Il massiccio afflusso di turisti contribuisce a minare il fragile ecosistema degli alti deserti locali. Il problema risiede nella crosta del terreno, composta da cianobatteri, alghe, funghi e licheni che crescono nelle zone polverose del parco. Tra i fattori che rendono il sito sensibile ai danni provocati dai visitatori rientrano l'aridità, le precipitazioni scarse e improvvise, l'assenza di gelate profonde e la penuria di specie vegetali di basso fusto, con il risultato che il terreno ha una bassa resistenza e risente pesantemente del flusso di milioni di visitatori. Gli studi degli effetti causati dall'uomo e dalle condizioni atmosferiche si concentrano sulla crosta citofobica del suolo, sulla misurazione dell'infiltrazione dell'acqua e sul confronto dei valori tra le aree più o meno minacciate. Dal 1970 a causa dell'erosione sono crollati vari archi; uno degli eventi più noti avvenne il 4-5 agosto 2008 e riguardò il Wall Arch.

Clima

Il sud-est dello Utah fa parte dell'atopiano del Colorado, una regione desertica in altura con elevate escursioni termiche, che possono superare i 20 °C al giorno. Le stagioni temperate vanno da aprile a maggio e da metà settembre a ottobre, quando le temperature medie massime di giorno variano fra i 15 °C e i 26 °C e le minime tra 0 °C e i 10 °C.

Le temperature estive possono superare i 37 °C e a fine estate i violenti temporali creano inondazioni. L'inverno è freddo con temperature medie massime tra 0 °C e i 10 °C e temperature medie minime tra -17 °C e i -7 °C; le nevicate sono però rare, se non nelle vicine montagne, e anche una piccola nevicata o formazione di ghiaccio può rendere impraticabili i sentieri. Le precipitazioni non superano i 250 mm di pioggia annui.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il Parco nazionale degli Arches ha un clima caldo semi-arido.

Storia

Gli esseri umani occupano la regione sin dai tempi dell'ultima era glaciale, avvenuta 10.000 anni fa. Il popolo Fremont e gli Anasazi vissero nella zona fino a circa 700 anni fa. I missionari spagnoli incontrarono le tribù degli Ute e dei Paiute nella regione quando vi giunsero per la prima volta nel 1775, ma i primi europei-americani a tentare di insediarsi nell'area furono i pionieri mormoni nel corso della missione di Elk Mountain del 1855, ma essi abbandonarono presto la zona torrida. Proprietari di ranch, agricoltori e cercatori d'oro si stabilirono a Moab, nella vicina valle di Riverine, alla fine degli anni '70 del XIX secolo. La bellezza delle formazioni rocciose circostanti cominciò ad attirare diversi curiosi e si cominciò a valutare l'ipotesi di elevare la località a una possibile destinazione turistica.

La zona venne portata per la prima volta all'attenzione del National Park Service da Frank A. Wadleigh, un responsabile della Denver and Rio Grande Western Railroad. Wadleigh insieme al fotografo della ferrovia George L. Beam visitarono l'area nel settembre del 1923 invitati da Alexander Ringhoffer, un cercatore d'oro di origine ungherese che viveva in questa zona. Ringhoffer aveva scritto ai responsabili della ferrovia nel tentativo di suscitare interesse per una nuova rotta turistica attraverso le bellezze naturali che aveva scoperto l'anno precedente insieme ai suoi due figli e al genero, questa area era stata chiamata Devil's Garden (conosciuto oggi come Klondike Bluffs). Wadleigh rimase impressionato da ciò che gli venne mostrato da Ringhoffer e suggerì al direttore del National Park Service, Stephen T. Mather, di istituire qui un monumento nazionale.

L'anno successivo, un ulteriore sostegno all'idea del monumento giunse da Laurence Gould, il futuro esploratore polare laureatosi all'Università del Michigan che studiò la geologia dei vicini monti di La Sal; egli si era recato nell'area su sollecito del medico locale J.W. Williams, interessato a promuovere l'area.

In seguito una serie di investigatori governativi si recò sul posto per studiare l'area, in parte a causa della confusione sulla posizione precisa. Durante tale processo, si assegnò il nome Devils Garden a una zona sul lato opposto della valle di Salt che comprende il Landscape Arch, l'arco più lungo del parco. Quanto scoperto e studiato Ringhoffer fu omesso, poiché ci si concentrò su un altro perimetro conosciuto localmente come The Windows. Il nome Arches fu suggerito da Frank Pinkely, sovrintendente dei monumenti nazionali sudoccidentali del Park Service, dopo una visita alla sezione delle Windows nel 1925. La designazione dell'area come monumento nazionale fu sostenuta dal Park Service fin dal 1926, venendo però contrastata dal segretario agli Interni del presidente Calvin Coolidge, Hubert Work. Alla fine, nell'aprile del 1929, poco dopo il suo insediamento, il presidente Herbert Hoover firmò un proclama presidenziale con cui istituiva il Monumento nazionale degli Arches, composto da due sezioni relativamente piccole e scollegate. Il fine della riserva, ai sensi dellAntiquities Act del 1906, fu indicato nella maniera seguente:

Alla fine del 1938, il presidente Franklin Delano Roosevelt firmò un proclama che ampliava gli Arches per proteggere ulteriori caratteristiche paesaggistiche e consentire lo sviluppo di strutture per promuovere il turismo. Nel 1960 il presidente Dwight Eisenhower autorizzò il progetto volto ad apportare dei cambiamenti al nuovo tracciato stradale.

All'inizio del 1969, poco prima di lasciare l'incarico, il presidente Lyndon B. Johnson firmò un proclama che ampliava in maniera sensibile gli Arches. Due anni dopo, il presidente Richard Nixon firmò una legge promulgata dal Congresso volta a ridurre significativamente l'area totale racchiusa, ma ne cambiò lo status. Proprio per via di tale iter legislativo, il 12 novembre 1971 la regione venne infine convertita in un parco nazionale, ma la designazione attuale fu assunta formalmente soltanto nel 1972.

Nel 1980, alcuni vandali tentarono di impiegare un detergente da cucina abrasivo affinché deturpasse le antiche incisioni rupestri del parco. Ciò spinse i funzionari del parco a rivolgersi al fisico John F. Asmus, specializzato nell'uso del laser per restaurare le opere d'arte, affinché utilizzasse la sua tecnologia per riparare il danno. Asmus indirizzò il laser sulle incisioni con intensi impulsi e riuscì a rimuovere la maggior parte del detergente.

Ambiente naturale Flora

Gli arbusti più comuni all'interno del parco sono lEphedra viridis, anche conosciuto come il tè dei Mormoni, contiene efedrina e veniva usata per decongestionare il naso o come uno stimolante in alternativa alla caffeina. Il Coleogyne ramosissima è un importante alimento invernale per i bighorn nonostante sia spinoso e l'Atriplex canescens. Il Celtis reticulata, l'acero americano (Acer negundo), l'olivello di Boemia (Eleagnus angustifoglia) e il pioppo di Freemont (Populus fremontii) crescono nell'area del parco. L'olivello di Boemia non è originaria della zona ma ha soppiantato specie di alberi natii e ha alterato lo sviluppo ambientale.

Varie specie di pino e il ginepro dello Utah (Juniperus osteosperma) sono diffusi in gran parte del parco. Questi alberi crescono a gruppi e dominano il paesaggio asciutto e roccioso ad altitudini che vanno dai 1300 e i 1900 metri. Man mano che l'altitudine decresce, gli alberi diventano più radi e il ginepro prende il sopravvento a causa della sua maggiore resistenza all'ambiente arido. Le varie specie di Pinus che crescono in quest'area hanno il tronco contorto, la corteccia è rossastra e sono caratterizzati da una crescita molto lenta: alberi con un diametro di 10-15 cm e alti 3 m possono avere dagli 80 ai 200 anni. L'apparato radicale di questi alberi è particolarmente esteso e facilmente raggiunge le dimensioni dell'albero. Le pigne contengono semi gustosi e ricchi di proteine e fornivano un'importante fonte alimentare per i nativi americani. Il ginepro dello Utah è il classico albero del deserto, il suo essere contorto e i tanti rami secchi sottolineano la durezza delle condizioni di vita nell'ambiente arido. In assenza di umidità il ginepro interrompe il flusso di linfa nei rami più esterni per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Altri adattamenti di questa pianta che le permettono di sopravvivere negli ambienti aridi sono le foglie squamate e i semi cerati.

Fauna