Salì al potere dopo la morte del fratello Guglielmo il Rosso, approfittando dell'assenza del fratello maggiore, Roberto il Corto, impegnato alle Crociate. Il suo regno è conosciuto per il suo abile opportunismo politico, il miglioramento della macchina del governo, l'integrazione degli Anglosassoni e dei Normanni divisi nel suo regno, la riunificazione dei domini del padre e la sua decisione (controversa sebbene fondata) di nominare sua erede la figlia Matilde. Fu anche conosciuto con il soprannome "leone della giustizia", in riferimento alle modifiche apportate alla rudimentale macchina amministrativa e legislativa del tempo.
Origine Secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges (autore della Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui), il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale e il cronista e monaco benedettino inglese Matteo di Parigi, Enrico era il figlio maschio quartogenito del duca di Normandia e re d'Inghilterra Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre (1032 - 1083) che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia Enrico I, Adele di Francia che, secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, era figlia del re di Francia Roberto II, detto il Pio.
Guglielmo il Conquistatore, sempre secondo Guglielmo di Jumièges, era l'unico figlio del sesto signore della Normandia, il quarto a ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia, Roberto I e di Herleva di Falaise detta anche Arletta (1010 circa –1050 circa), di umili origini, che, secondo Guglielmo di Jumièges, era la figlia di Fulberto o Herberto, un cameriere del duca (Herleva Fulberti cubicularii ducis filia) e della moglie Duda o Duwa, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium.
Biografia Enrico era l'ultimogenito e l'unico dei figli di Guglielmo e Matilde nato in Inghilterra; infatti, secondo Orderico Vitale, nacque dopo che sua madre era giunta sul suolo inglese, nel marzo del 1068, e dopo che era stata incoronata regina, l'11 maggio, in occasione della Pentecoste, in una cerimonia presieduta da Ealdred, l'arcivescovo di York; sempre Orderico Vitale ci conferma che Enrico nacque prima della fine dell'anno, probabilmente a Selby, West Riding of Yorkshire, Yorkshire. Sua madre lo chiamò come suo zio, il re Enrico I di Francia, e lo designò erede di tutte le sue terre in Inghilterra.
Gioventù Essendo il più giovane figlio in famiglia gli fu impartita un'istruzione consona per un giovane nobile del periodo e, secondo Guglielmo di Malmesbury, essendo libero da altri incarichi si poté dedicare agli studi in libertà e imparò a essere sincero. Ancora Guglielmo di Malmesbury riferisce che Enrico usava spesso una frase appresa dal padre: «Un re non istruito è un asino incoronato». Fu probabilmente il primo re normanno a utilizzare ampiamente la lingua inglese.
Quando Enrico era ancora bambino, suo fratello, il secondogenito, Riccardo (circa 1055 - prima del 1081), Duca di Bernay, in un anno imprecisato, durante una partita di caccia, morì nella New Forest, vicino a Southampton, lo stesso posto dove circa vent'anni dopo morirono sia il fratello terzogenito, Guglielmo II il Rosso, che era divenuto re d'Inghilterra, sia un loro nipote anche lui di nome Riccardo, figlio illegittimo del fratello primogenito, il duca di Normandia Roberto II, come ricorda il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon.
Matteo di Parigi ci fa una descrizione di Enrico: "cauto, astuto e avaro; per volere del padre, che lo giudicava inadatto al combattimento, fu indirizzato verso lo studio, come i chierici, e in questo riuscì molto bene, divenendo un esperto in diritto e riuscì a cingere la corona d'Inghilterra, ambizioso, previdente a soppiantare (il fratello), come un redivivo Giacobbe". Guglielmo di Malmesbury racconta invece che una volta che il padre lo vide in lacrime, dopo che era stato maltrattato da uno dei fratelli, per sollevarlo gli disse: «Non piangere ragazzo mio, anche tu sarai un re».
All'età di 18 anni, secondo Guglielmo di Malmesbury, era stato fatto cavaliere da suo padre Sempre secondo Guglielmo di Malmesbury, nel 1087 Enrico aveva accompagnato suo padre, Guglielmo I d'Inghilterra, in Normandia e fu presente alla sua morte e poi al suo funerale. Alla sua morte, Guglielmo il Conquistatore divise l'eredità tra i figli maschi superstiti, nella seguente maniera: Roberto ricevette il ducato di Normandia Guglielmo ricevette il regno d'Inghilterra Enrico ricevette sterline d'argento.
Sapendo che Enrico aveva a disposizione del denaro, suo fratello Roberto, che stava allestendo un esercito, gli propose di vendergli delle terre; Enrico, che desiderava possedere dei feudi, accettò e, in cambio di tremila libbre d'argento, ebbe un feudo tra la penisola del Cotentin e l'Avranches, attorno alla città di Coutances, in Normandia, facendosi chiamare conte di Coutances. Secondo Guglielmo di Jumièges, Enrico riuscì ad ampliare il suo dominio con l'aiuto di alcuni suoi feudatari, a scapito del ducato di Bretagna.
Enrico, conte di Coutances, l'anno successivo, secondo Orderico Vitale, si recò in Inghilterra a chiedere al fratello, re Guglielmo II, le terre che sua madre gli aveva lasciato in eredità in Inghilterra, riuscendo a ottenere ciò che Guglielmo ritenne di potergli consegnare.
Siccome Enrico continuava a sollecitare entrambi i fratelli perché gli cedessero parte dell'eredità paterna, Guglielmo e Roberto, che si stavano combattendo in Normandia, si incontrarono a CaenWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 59, si rappacificarono e misero sotto assedio Mont Saint-Michel, dove si era rinchiuso Enrico e, dopo la sua resa, lo costrinsero all'esilio. Nel corso del 1092 Enrico riuscì a occupare la città di Domfront, al confine tra Francia e Bretagna, dove costruì un castello e dove risiedette. Dopo il 1095 poté tornare in Inghilterra, alla corte di Guglielmo Rufus e, mentre trattava con il fratello Guglielmo per poter rientrare in possesso dei feudi in Normandia da cui era stato scacciato nel 1091, secondo Guglielmo di Malmesbury, nel 1096 il primogenito, Roberto, ipotecò il ducato di Normandia al fratello Guglielmo il Rosso per la somma di 10.000 marchi, allo scopo di raccogliere denaro per partire per la Terra santa con la prima crociata. Partito Roberto, la Normandia fu governata dal reggente, Guglielmo Rufus.
L'ascesa al trono d'Inghilterra
Il re d'Inghilterra e reggente della Normandia Guglielmo II il Rosso morì improvvisamente il 2 agosto 1100; secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Guglielmo stava cacciando nella New Forest, quando un certo Tirel scoccò una freccia che involontariamente lo colpì a morte. La morte di Guglielmo II viene riportata dagli Obituaires de Sens Tome II. Orderico Vitale descrisse l'avvenimento con più particolari, ricordando che alla caccia partecipava anche Enrico Beauclerc, che, constatata la morte di Guglielmo Rufus, si precipitò a Winchester, sede del tesoro reale. Il tesoriere, Rainulfo Flambard, in un primo momento si rifiutò di consegnarlo a Enrico, ma dovette cedere dopo che il cancelliere, Guglielmo Giffard, e i pochi baroni presenti, si furono schierati con EnricoWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 65. Roberto, che avrebbe dovuto ereditare il trono d'Inghilterra, stava rientrando dalla prima crociata, e, in quei giorni, si trovava ancora in Puglia, dove si era sposato, e sarebbe arrivato in Normandia solo a settembre.
Enrico poté quindi impossessarsi della corona inglese; fu accettato come re dai principali baroni e, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, il 5 agosto fu incoronato nell'Abbazia di Westminster, dal vescovo di Londra Maurizio; l'incoronazione viene confermata anche da Orderico Vitale, che ricorda che l'arcivescovo di Canterbury, Anselmo, era in esilio. Enrico si assicurò la sua posizione tra i nobili con un atto di pacificazione politica, emanando, il giorno stesso dell'incoronazione, e facendolo affiggere in tutte le corti, il Charter of Liberties (Statuto delle libertà) (Enrico aveva tutte le migliori intenzioni di rispettarloWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 66), che è considerato un precursore della Magna Charta, condonò le tasse e rimise in libertà coloro che erano in prigione; inoltre fece imprigionare Rainulfo Flambard, che era già stato consigliere di fiducia del padre e di suo fratello Guglielmo il Rosso che, come tesoriere, era mal visto. Infine Enrico, che era intimamente convinto che facendosi incoronare, aveva rispettato il volere di suo padre, Guglielmo il Conquistatore, volle migliorare le relazioni con la Chiesa e, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, permise ad Anselmo, arcivescovo di Canterbury, di rientrare dall'esilio al quale era stato obbligato da Guglielmo II.
Primo matrimonio L'11 novembre 1100, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Enrico fu unito in matrimonio a Edith che, sempre secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, era figlia del re di Scozia, Malcolm III e della sua seconda moglie, Margherita del Wessex (Ungheria, 1045 – 16 novembre 1093) che, secondo il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, era figlia del principe Edoardo, (figlio del re d'Inghilterra Edmondo II che, secondo Orderico Vitale, discendeva da Alfredo il Grande e quindi dal primo re d'Inghilterra, Egberto del Wessex). Margherita era sorella di Edgardo Atheling, ultimo discendente del casato dei Wessex e pretendente alla corona d'Inghilterra.
Il matrimonio era stato disapprovato dai baroni normanni, che fecero presente che Edith aveva preso i voti da monaca; Anselmo non prese in considerazione i voti (perché considerò che Edith non li avesse pronunciati liberamente e celebrò personalmente il matrimonio; come concessione alla sensibilità dei Normanni, Edith, quando divenne regina, cambiò il suo nome in Matilde (come sostiene Orderico Vitale) e nello stesso giorno del matrimonio venne incoronata regina. Enrico, grazie a questo matrimonio, divenne molto più accettabile alla popolazione anglo-sassone, in quanto la regina, per parte di madre, era discendente dai reali anglo-sassoni, come ci conferma Orderico Vitale, e contribuì ad aumentare i matrimoni misti tra Normanni e Sassoni. Il matrimonio viene ricordato anche da Guglielmo di Malmesbury.
La difesa del trono e la conquista della Normandia L'anno seguente, nel 1101, Roberto il Corto prese come suo consigliere di fiducia Rainulfo Flambard, fuggito dal carcere inglese, che gli prospettò una situazione a lui favorevole in Inghilterra, con un partito pronto ad appoggiarlo in caso di guerra contro suo fratello Enrico I. Roberto preparò un'invasione dell'Inghilterra per strappare la corona al fratello Enrico. Nell'estate del 1101, in agosto, Roberto sbarcò a Portsmouth con il suo esercito, ma la mancanza di sostegno popolare tra gli inglesi permise a Enrico di resistere all'invasione. Roberto fu costretto tramite la diplomazia a rinunciare alle sue pretese sul trono inglese con il trattato di Alton, del luglio 1101. In cambio Roberto ottenne da Enrico la rinuncia alla penisola del Cotentin, una rendita di marchi all'anno e la restituzione dei possedimenti inglesi al suo alleato, il conte di Boulogne Eustachio.