Politeama è il decimo quartiere di Palermo. È compreso nell'VIII Circoscrizione della città.
Sviluppatosi a partire dalla seconda metà del XVIII secolo come naturale prosecuzione del centro storico di Palermo oltre la non più esistente Porta Maqueda, il quartiere ha progressivamente assunto il ruolo di nuovo centro urbano della città insieme al limitrofo quartiere Libertà.
Geografia fisica Il quartiere, esteso su un'area sub-pianeggiante pari a 2,275 ettari, si trova adiacente al centro storico, sul fianco settentrionale dello stesso. Confina:
A nord con i quartieri Libertà e Montepellegrino A ovest con i quartieri Noce e Zisa A est con il mar Tirreno meridionale A sud con i quartieri Tribunali-Castellammare e Palazzo Reale-Monte di Pietà La conformazione del sottosuolo è caratterizzata dalla presenza di una formazione di calcarenite pleistocenica, roccia sedimentaria localmente nota come "tufo" (sebbene sia corretto specificare che si tratti di una roccia sedimentaria marina e non di una roccia vulcanica come il tufo propriamente detto), che costituisce il basamento portante della maggior parte dell'edilizia storica e monumentale dell'area.
L'orografia del quartiere è pressoché regolare, con una lieve e costante pendenza che degrada verso il mar Tirreno in direzione est. Sebbene oggi l'area appaia completamente urbanizzata, la sua conformazione è stata storicamente determinata dalla vicinanza a antichi complessi idrografici ipogei. In particolare, il quartiere si trova a breve distanza dall'antico alveo del torrente Papireto, il cui bacino ha influenzato per secoli la permeabilità e la fertilità dei terreni circostanti.
Origini del nome La denominazione del quartiere deriva dal Politeama Garibaldi, usualmente denominato Politeama, nome che veniva usato nella seconda metà dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento per indicare gli edifici teatrali caratterizzati dalla grandiosità delle dimensioni e destinati a spettacoli popolari.
Storia La storia del quartiere è legata all'espansione urbana che interessò Palermo tra il XVIII e il XIX secolo, quando l'aristocrazia e la crescente borghesia iniziarono a gravitare verso le aree rurali a settentrione della cinta muraria medievale.
Il primo intervento sistematico risale al 1778, anno in cui il pretore Antonio La Grua, marchese di Regalmici, dispose il tracciamento di due assi viari ortogonali: la "Strada Nuova" (attuale via Ruggero Settimo) e la via Ventimiglia (attuale via Mariano Stabile). L'intersezione tra le due direttrici generò i cosiddetti Quattro Canti di campagna, così denominati in antitesi ai Quattro Canti di piazza Villena, situati all'interno delle mura cittadine, nel centro storico palermitano.
Originariamente concepite per agevolare il collegamento con le residenze suburbane della classe aristocratica ubicate nella Piana dei Colli, queste infrastrutture favorirono la nascita di un nuovo polo residenziale per le famiglie più abbienti. Inoltre, il nuovo asse viario consentì la saldatura tra la città e il borgo medievale di Santa Lucia, oggi noto come Borgo Vecchio, nucleo extra-urbano nato nel XV secolo per ospitare marinai e pescatori che lavoravano nel «nuovo porto», in un'area compresa tra la Porta San Giorgio (nell'attuale Piazza XIII Vittime) e la chiesa parrocchiale di Santa Lucia.
Nel corso dell'Ottocento, lungo l'attuale via Ruggero Settimo sorsero diversi palazzi signorili e alcuni dei più importanti punti di ritrovo per gli intellettuali e gli artisti palermitani, trasformandosi nel nuovo salotto cittadino. Nel 1848, il governo insediatosi in seguito ai moti anti-borbonici deliberò la costruzione di un suo prolungamento, che nell'espressione degli ideali rivoluzionari venne intitolato "viale della Libertà": concepito come un boulevard immerso nei giardini pubblici, la nuova strada fornì all'élite cittadina - composta tanto dalla nobiltà quanto dalla sempre più influente classe borghese - un'elegante passeggiata basata sul modello anglosassone della città-giardino, già impiegato durante il secolo precedente per la realizzazione della villeggiatura patrizia nella zona dei Colli. Con il Piano di Riforme e Ingrandimento varato nel 1860, l'amministrazione civica delineò le forme della nuova espansione edilizia, confermando la volontà di costituire il nuovo centro cittadino intorno all'asse di via Ruggero Settimo - viale della Libertà.
Nel 1865 il piano accolse la progettazione di un politeama in corrispondenza dello "spiazzo Sant'Oliva", area libera destinata alla realizzazione dell'odierna piazza Ruggero Settimo, di cui avrebbe rappresentato il margine nord-orientale. Il Politeama Garibaldi fu progettato in stile neoclassico dall'architetto Giuseppe Damiani Almeyda e inaugurato nel 1874, sebbene le rifiniture decorative vennero completate solo in occasione dell'Esposizione Nazionale di Palermo, nel 1891. L'impatto architettonico e simbolico dell'edificio fu tale da determinare, nel tempo, il mutamento della toponomastica popolare e il quartiere venne identificato ufficialmente come quartiere Politeama. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa anglicana della Santa Croce (o Church of the Holy Cross), in via Roma; Chiesa della Badia del Monte (o Santa Lucia del Monte), in via Ruggero Settimo; Chiesa Evangelica Valdese, in via dello Spezio; Chiesa di San Francesco di Paola, in Piazza S. Francesco di Paola; Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, in via Francesco Bentivegna.
Architetture civili
Circolo Unificato dell'Esercito (già Circolo degli Ufficiali), in Piazza Sant'Oliva; Grattacielo Ina Assitalia, in Piazzale Ungheria; Palazzo De Spuches-Galati, in via Ruggero Settimo; Palazzo Francavilla, in via Ruggero Settimo; Palazzo Genuardi, in via Ruggero Settimo; Palazzo "La Galleria", in via Ruggero Settimo; Palchetto della musica, in Piazza Castelnuovo; Politeama Garibaldi, generalmente detto "Teatro Politeama", in Piazza Ruggero Settimo; Sede Centrale del Banco di Sicilia, in Piazza Marchese di Regalmici e via Ruggero Settimo.
Strade e piazze
Piazze Piazza Ruggero Settimo e piazza Castelnuovo, situate nell'intersezione tra via Ruggero Settimo e il viale della Libertà, sono le piazze principali del centro moderno di Palermo e insieme costituiscono un'unica area, che viene comunemente chiamata "piazza Politeama" dall'omonimo teatro multifunzionale che domina lo scenario.
Infrastrutture e trasporti
Mobilità urbana
In attuazione del Piano Generale del Traffico Urbano approvato il 29 ottobre del 2013, la mobilità nel quartiere è stata modificata attraverso la progressiva pedonalizzazione di ampie aree commerciali – tra cui via Ruggero Settimo – con l'obiettivo di rendere più sostenibile la frequentazione degli ambiti urbani. Tali provvedimenti hanno comportato una ridistribuzione dei flussi veicolari verso gli assi perimetrali, modificando le modalità di accesso al distretto.
Nel settembre del 2014 sono stati avviati i lavori per la stazione di Palermo Politeama, fermata ferroviaria sotterranea la cui apertura al pubblico è prevista per il giugno del 2026.
Note
Altri progetti
Categoria:VIII Circoscrizione (Palermo)