Il Tordino è un fiume della provincia di Teramo, in Abruzzo. In epoca romana aveva nome Batinus.

Corso Nasce tra il Monte Gorzano (m. 2455) e il Monte Pelone Meridionale (m. 2230) (Monti della Laga) nel territorio del comune di Cortino e dopo un percorso di 59 km sfocia nel mare Adriatico.

Inizialmente scorre nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga verso est con un regime di tipo torrentizio e compie quindi un arco verso nord aggirando il Monte Bilanciere (m. 1263), per dirigersi quindi verso sud-est.

In prossimità delle sorgenti il Tordino forma la cascata della Fiumata e poco dopo ancora le cascate del Tordino. Dopo le tre prese Enel site sul fosso Malvese, sull'asse principale del Tordino e sul fosso Cavata, il fiume attraversa Padula e la località Fiume e, tra il paese di Lame e quello di Elce funge da confine tra i comuni di Cortino e Rocca S. Maria. In un remoto passato questo primo tratto del fiume era anche denominato Trontino.Luigi Ercole, Dizionario topografico-alfabetico portatile, in cui sono descritte tutte le città terre, e ville regie, e baronali, giurisdizioni, e diocesi della provincia di Teramo divisa in cinque ripartimenti con brevi notizie istoriche de' luoghi..., 1804, p.139

Nel tratto alto del percorso si conservano mulini e frantoi fino a Valle San Giovanni, a monte del quale, in località Varano, il Tordino è nuovamente captato dall'Enel. Alla confluenza tra il Tordino e il Vezzola sorge Teramo (antica Interamnia che in latino vuol dire "tra fiumi").

Alla sua foce sorse Giulianova (l'antica Castrum Novum). Prima ancora, in suddetta zona, vi era un nucleo abitato, probabilmente chiamato Batinus (antico nome del fiume), di vita e civiltà più antiche della capitale del Pretuzio, Interamnia.

Il suo bacino comprende una superficie complessiva di circa 450 km², e con i suoi 59 km di lunghezza è il quarto fiume d'Abruzzo. Riceve come affluenti da sinistra il fosso della Cavata (che forma presso la sorgente i tre balzi delle cascate Cantagalli o della Cavata), il Rivettino, il Castiglione, il Rivoleto, il rio Verde, il fosso dell'Inferno, il torrente Fiumicino (corso di 10 km) e il fiume Vezzola.

Quest'ultimo, le cui acque sono in gran parte captate dall'Enel, ha un corso di 20 km di lunghezza: nasce presso la frazione Imposte del comune di Rocca Santa Maria e attraversa Torricella Sicura.

Gli affluenti di destra del Tordino sono il fosso Malvese, il fosso di Elce e il torrente Fiumicello, che raccoglie le acque delle pendici del Bilanciere.

Via del Batino Il fiume ha dato il nome ad una antica via di comunicazione che attraversava Teramo da ovest a est coincidendo con il tratto basolato rinvenuto presso l’area archeologica di Ponte Messato. Attraversata Teramo, la strada seguiva verso est il corso del Tordino in riva sinistra, fino alla foce.Niccola Palma, Storia ecclesiastica e civile della città di Teramo, Tercas 1981, vol. V, pp.413-414; Sandro Zenodocchio, Antica viabilità in Abruzzo, Classici d'Abruzzo, L'Aquila, Rea, 2008, pp. 175-177; Giammario Sgattoni, Scoperto a Valle San Giovanni un miliario della "Via del Batino", in Notizie dell'Economia, Teramo, nn. 3-4, anno 1993, pp. 60–66 Verso ovest la via si inoltra verso i monti costeggiando per un lungo tratto il Tordino. Prima in riva sinistra e poi presso la località di Santa Maria di Ponte a Porto presso la località di Travazzano (Frondarola) dove mediante un ponte, le cui tracce erano visibili fino al XIX secolo, torna a scorrere lungo il versante destro fino alla località Cavonetto presso Valle San Giovanni, dove negli anni ‘90 del XX secolo venne ritrovato un miliario, unico ritrovamento noto lungo tutto il tracciato, con la scritta CXIIII (114) presso la confluenza del Tordino con il torrente Fiumicello. Questo miliario, seguendo il tracciato ancora individuabile fino al tempio di Pagliaroli (miglio 110 ca.) e oltre fino a Piano Roseto, ricongiungendosi con l’altro identificato come Tornara proveniente dalle alture di Colle del Vento e Colle Pizzuto, insieme ai resti scomparsi di un ponte romano presso la località ApratiEdizione archeologica della carta d'Italia al 100.000. Foglio 140, Giuseppina Cerulli Irelli, 1971, Istituto geografico militare, Firenze, pp.60-61, a seguito della rilettura dell'epigrafe di Porta Collina effettuata da Filippo CoarelliFilippo Coarelli, Via Caecilia e Via Salaria. Una proposta, in Archeologia Classica, Vol. 67, L’Erma di Bretschneider, 2016, pp. 215-232, legittima l’ipotesi, per la coincidenza delle misurazioni, che tale asse viario possa essere identificabile come un tratto del deverticulum o Interamnium vorsus che si distaccava dalla antica via Cecilia presso il miglio LXXXXVIII (98), non lungi dalla confluenza del Vomano con il Rio Fucino, come la via più breve e veloce per collegare Amiternum (miglio 82) e Roma con Interamnia (miglio 119).

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Note

Bibliografia Luigi Ercole, Dizionario topografico-alfabetico portatile, in cui sono descritte tutte le città terre, e ville regie, e baronali, giurisdizioni, e diocesi della provincia di Teramo divisa in cinque ripartimenti con brevi notizie istoriche de' luoghi… 1804

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