La scoperta del 1922 di Howard Carter della tomba quasi intatta di Tutankhamon, i cui scavi furono finanziati da Lord Carnarvon., ricevette ai tempi una copertura mediatica mondiale, suscitando un rinnovato interesse pubblico per l'Antico Egitto, per il quale la maschera funeraria di Tutankhamon, conservata nel Grande museo egizio de Il Cairo, rimane il simbolo più popolare. Esibizioni di reperti provenienti dalla sua tomba hanno compiuto negli anni il giro del mondo.

Il 5 aprile 1923, poco dopo la scoperta della tomba, Lord Carnarvon morì di polmonite a Il Cairo, senza riuscire a vedere il sarcofago e la maschera d'oro di Tutankhamon, dischiusi solo più tardi. Alcuni giornali scrissero che la morte di Lord Carnarvon era dovuta a una maledizione che colpiva chi disturbasse la mummia. La "notizia" colpì l'immaginazione dell'opinione pubblica in tutto il mondo e si propagò rapidamente. In realtà, Carter e tutti coloro che vennero a contatto con la mummia non ebbero problemi particolari.

Nomi

Dodicesimo re della XVIII dinastiaConsiderando nella sequenza anche l’effimero re Smenkhara, immediato successore di Akhenaton, il cui regno sarebbe durato forse meno di un anno.., facente parte del cosiddetto Nuovo Regno, è anche noto come "il faraone bambino", essendo assurto al trono in giovanissima età, tra i nove e i dieci anni. La non trascrizione delle vocali nell'antica lingua egizia comporta oggi che il suo nome venga spesso riportato, anche a seconda della lingua, come Tutanchamun, Tutankhamun, Tutankhamen, Tutenkhamen, Tutenkhamon..

Tutankhamon, ovvero "Immagine vivente di Amon", è, nella titolatura regale, il nome del re preceduto dall'epiteto Sa-Ra, ovvero "figlio di Ra". Il suo prenome, quello con cui, di fatto, era maggiormente conosciuto tra i suoi contemporanei, era Neb-Kheperu-RaIl prenome, preceduto dal titolo Nesu-bity, letteralmente Colui che regna sul giunco e sull'ape, con riferimento ai simboli del Basso e dell'Alto Egitto, o Neb-tawy, Signore delle due Terre", veniva imposto, o scelto, all'atto dell'incoronazione (ed è infatti talvolta indicato come Nome di incoronazione). Era trascritto, così come il Sa-Ra, ovvero il nome proprio del re, all'interno di un cartiglio (shenu nell'antica lingua egizia) ed era con tale nome che il re era noto al suo popolo giacché il Sa-Ra, corrispondente impropriamente al nostro "nome di battesimo", era il nome più familiare riservato a una cerchia ristretta di persone dell'entourage familiare o amicale...

Precedentemente all'assunzione del trono, durante il periodo dell'eresia amarniana, e antecedentemente alla restaurazione degli dei e del culto di Amon, dovuti allo stesso Tutankhamon, la parte teofora del nome faceva riferimento al dio Aton ed era, pertanto, Tutankhaton.

Sempre in relazione all'individuazione onomastica di questo re, a lui sarebbe correlato il nome Bibkhururyaash, desumibile dalle Gesta di Shuppiluliumash narrate da suo figlio Mursilis II, scritte in cuneiforme, a proposito della richiesta da parte della regina egizia DahamunzuDall’egiziano ta-hemet-nesu ovvero, semplicemente, moglie del re. Altri studi porterebbero alla traslitterazione come Sa-kha-mu-un, che foneticamente potrebbe ricordare Ankhesenamon.. di un figlio del re Hittita da sposare e porre sul trono d’EgittoNel 1907 in Turchia, nella località di Bogazkhöi (l’antica Hattusha, capitale dell’Impero Hittita), venne rinvenuto l’archivio di tavolette d’argilla di quella nazione. La tav. VII, KBO2003, contiene la storia (e non quindi la lettera) della richiesta al re Hittita, da parte di una non meglio indicata Regina vedova egizia, di un figlio da rendere re dell’Egitto. Il dibattito accademico prosegue ancora oggi se la Regina vedova sia da individuarsi in Nefertiti, alla morte di Akhenaton, o in Ankhesenamon, alla morte di Tutankhamon. Vengono indicati, in tal senso, i nomi in traslitterazione hittita di due re egiziani giacché l’autrice si dichiara figlia di Niphuria e vedova di Bibkhururyaash. Con il primo, Niphuria, per assonanza, sarebbe stato indicato Akhenaton, il cui prenome era Nefer-Kheperu-Ra; il secondo, Bibkhururyaash, sarebbe la trascrizione in cuneiforme del prenome Neb-Kheperu-Ra di Tutankhamon.. È bene precisare che nessuna lettera in tal senso è stata mai rinvenuta nell'Archivio delle Lettere di AmarnaMario Liverani, a cura di, Le lettere di el-Amarna, vol. 1 (1998) Lettere dei piccoli Re; vol. 2 (1999) Lettere dei grandi Re, Paideia..

Lo scrittore romano, di origine ebraica, Flavio Giuseppe, in un'epitome greca della sua opera, che compendia le Antichità, riporta i nominativi di alcuni re egiziani tratti dallAigyptiaká di Manetone. Tra questi è possibile ipotizzare che Tutankhamon sia individuabile in Rahotis che regnò 9 anni. Lo stesso re può essere individuato nel Rathos dell’elenco, sempre derivante da Manetone, di Sesto Giulio Africano.

Da frammenti parietali provenienti dal Palazzo Nord di Amarna (l'antica Akhetaton), rinvenuti nel 1930 dalla Egypt Exploration Society, sembrerebbe infatti evincersi che all'atto dell'assunzione del trono da parte del giovane re, Nefertiti fosse ancora viva giacché i due figurano a bordo di un carro guidato dalla regina con accanto il piccolo Tutankhamon che, tuttavia, già indossa la corona pshent. Pur non essendo iscritti i nominativi dei due personaggi., la regina è riconoscibile per il particolare copricapo a lei solito e rappresentato nel suo busto più famoso, oggi al Pergamonmuseum di Berlino. In altre iscrizioni dallo stesso Palazzo, però, il giovane re viene indicato ancora con il nome teoforo Tutankhaton, anche se contestualmente compare il nome Tutankhamon; quest’ultimo, tuttavia, appartiene a una titolatura incompleta giacché mancano il Nome di Horus e il titolo Le Due Signore, né è ipotizzabile (per posizione o ampiezza del testo) un’abrasione o cancellatura; se ne desume che per i primi anni di regno, Tutankhamon abbia avuto una titolatura monca, completata poi solo successivamente a seguito del trasferimento della Corte da Akhetaton a Tebe. Ritengono alcuni studiosi, da testimonianze indirette, che il re abbia perciò partecipato a due (se non tre) distinte cerimonie di incoronazione.: la prima ad Akhetaton, nell'immediatezza della successione al predecessore, con il nome di Tutankhaton e la titolatura ancora incompleta (il che giustificherebbe la presenza di Nefertiti nel rilievo sopra menzionato quale garante della titolarità alla successione); una seconda (forse) a Menfi, ove la Corte si trasferì intorno all'anno 4° di regno, nel corso della quale venne confermato il nome legato al dio Aton, ovvero TutankhatonSi ritiene che il primo passo verso l'allontanamento dalla religione atoniana sia stato perciò di valenza prettamente politica, con l'abbandono della capitale voluta da Akhenaton e il ritorno a una delle capitali più storicamente famose delle Due Terre.; una terza a Tebe (questa con valore eminentemente religioso), ovvero nel tempio di Karnak dedicato ad AmonIput-Weset, ovvero Il più venerato dei luoghi, lontano dalla città eretica di Akhetaton e questa volta con l’assegnazione della titolatura completa e il nome di Tutankhamon.

Le tre cerimonie distinte troverebbero ragion d'essere nella volontà, posta in essere dal Consiglio di reggenza cui Tutankhamon era sottoposto a causa della giovanissima età, di preparare gradatamente il ritorno alle antiche consuetudini politico-religiose, mutate con l'Eresia Amarniana, senza drastici cambi che avrebbero potuto essere causa anche di una guerra civile..

Biografia Alla morte di Akhenaton sale al trono Smenkhara, re di cui si hanno labili e scarse tracce, il cui regno autonomo dura, molto verosimilmente, meno di un anno. Un'ipotesi vuole tuttaviaGli archeologi dell'Egyptian Exploration Society, citati da , ipotizzano una coreggenza di due anni tra Akhenaton e Smenkhara, e che la Coronation Hall, la Sala dell'Incoronazione, del Palazzo nord di Akhetaton, sia stata realizzata proprio in occasione dell'incoronazione di quest'ultimo. Unico indizio di coreggenza è, tuttavia, solo il coperchio di una scatola in legno (Museo del Cairo, Cat. Gen. n. 381) in cui i nomi dei due sovrani sono affiancati e viene citata Merytaton, prima figlia e probabilmente moglie di Smenkhara. Un'iscrizione in ieratico dalla tomba del sacerdote Pa-Ra, citata da Alan Gardiner (1913), in A topographical Catalogue of the Private Tomb of Thebes, p. 139, riporta l'indicazione dellanno 3º, mese 3º della stagione di Akhet di Smenkhara, senza menzionare Akhenaton il che fa supporre che lo stesso Smenkhara regnasse da solo. Un vaso di miele, rinvenuto ad Akhetaton, reca indicazioni che possono essere interpretate come sintomatiche della morte di Smenkhara dopo pochissimo tempo da quella di Akhenaton. In un caso, l'etichetta di un'anfora di vino reca l'indicazione dell'anno 1º di un non meglio precisato re, verosimilmente Tutankhamon, indicando Smenkhara come giustificato, ovvero morto. che sia da individuarsi una possibile coreggenza tra Akhenaton e Smenkhara., ma non tra il secondo e Tutankhamon; prova ne sarebbe l’esistenza attestata ad Akhetaton, stando a rilievi parietali, di una Casa di Smenkhara, mentre non viene citata alcuna Casa di Tutankhamon..

Alla scomparsa di Smenkhara, essendo ancora vigente il culto atoniano, salì al trono il giovanissimo Tutankhamon di 9 o 10 anni. Annosa la questione della genealogia del giovane re: si ipotizzò che fosse figlio di Amenhotep III e della regina Tye, e quindi fratello di AkhenatonNegli anni ’60 del ‘900, un’analisi sierologica prese in esame le mummie di Amenhotep III, della regina Tye, di Tutankhamon e di quella presunta di Smenkhara individuata nella tomba KV55. Si appurò, con tale esame, che Smenkhara e Tutankhamon avevano lo stesso gruppo sanguigno A2 MN, che il gruppo della regina era N e che l’unione con Amenhotep avrebbe procreato figli con il gruppo MN. Ma identico sarebbe stato il gruppo anche se la procreazione fosse avvenuta tra Amenhotep III e la figlia Sitamon.., ma anche che potesse essere figlio di Akhenaton e Nefertiti o di quest’ultimo re e di una regina minore, KiyaSintomatico in tal senso, tuttavia, che in tutti testi riguardanti Kiya, questa non venga mai indicata come “Madre del Re” o “Madre del Dio”, epiteti che le sarebbero spettati se madre dell’erede al trono. Il personaggio "Kiya", verosimilmente in auge, secondo Reeves (1981), tra il 7º e l'11º anno di regno di Akhenaton, scompare inoltre dalle iscrizioni dopo l'anno 11° di regno e il suo nome, abraso, viene sovrascritto con il nome di Merytaton, figlia maggiore di Akhenaton.., o ancora di Akhenaton e della propria figlia Maketaton. In tal senso sarebbe interpretabile una scena di compianto funebre in una delle sepolture predisposte ad Akhetaton (oggi quasi “illeggibile”) per la famiglia reale e forse destinata a Maketaton (ma altri ipotizzano possa trattarsi della tomba di Kiya).. In tale scena infatti, dinanzi al catafalco funebre su cui giace un corpo femminile, sono riconoscibili le figure di Akhenaton e Nefertiti (quest'ultima identificabile per l'alto cappello a cono rovesciato); Akhenaton, in palese costernazione, stringe il polso di Nefertiti quasi cercandone conforto. Accanto ai due personaggi un terzo, evidentemente una balia, regge tra le braccia un bambino ed è affiancata da un portatore di flabello, quasi a voler simboleggiare il livello regale del neonato. Si ipotizza, pertanto, che il fanciullo possa essere Tutankhamon e che la defunta possa esserne la madre, morta per parto, individuabile in Maketaton o Kiya. La balia Maia ebbe presumibilmente un ruolo importante nell'infanzia di Tutankhamon: nella raffinata tomba di questa donna, scoperta nel 1996 a Saqqara, esistono infatti bassorilievi raffiguranti Tutankhamon, già faraone, affettuosamente seduto sulle gambe di Maia che lo accudisce...