thumb|right|Chiesa del Luogo Pio, Livorno

Biografia Nato a Firenze nel 1670La data di nascita e di morte sono tratte dal libro di Fabrizio Dal Canto e Paolo Castignoli, In Festa al santuario livornese di Montenero: il dipinto della Albright-Knox Art Gallery di Buffalo: le immagini della devozione popolare, Editore Belforte, Livorno 2000, p. 22 e p. 36., esponente della stagione tardobarocca medicea, fu particolarmente attivo a Livorno, dove lavorò alle più importanti fabbriche civili e religiose della città.

All'inizio del XVIII secolo completò il Palazzo di Giustizia (all'epoca convento dell'ordine gesuita), quindi fu impegnato, accanto al Foggini, nel cantiere del Palazzo del Picchetto. Intorno al 1720 eresse il Palazzo Comunale e nel 1731 si occupò dell'ampliamento dei Bottini dell'olio.

Tra gli edifici religiosi, lavorò in tutti i principali cantieri della città: concluse la costruzione della chiesa di San Ferdinando (ideata dallo stesso Foggini), progettò la piccola chiesa del Luogo Pio (1713-1715), iniziò la costruzione della chiesa di Santa Caterina (poi completata da altri progettisti in seguito al manifestarsi di dissesti statici), mise in atto, secondo le guide storiche cittadine, i disegni di Ferdinando de' Medici per la chiesa armena di San Gregorio Illuminatore (in realtà, secondo studi più recenti, il progetto deve attribuirsi a Giovan Battista FogginiR. Spinelli, Giovan Battista Foggini, Pisa 2003.), aggiunse la Cappella del Santissimo Sacramento alla navata del Duomo ed innalzò la parte posteriore del Santuario di Montenero.

Secondo lo storico Giuseppe Vivoli le cronache redatte in formato di manoscritto da padre Agostino Santelli menzionano altri nove contributi ingegneristici che Giovanni del Fantasia ha fornito per la città di Livorno: il molo di rifugio al lazzaretto di San Jacopo; l'invenzione di un macchinario per la pulizia regolare dei fossati interni della città; il ponte di fronte alla Crocetta nella zona della Venezia Nuova; la polveriera di Porta Murata; il fossato chiamato Lunetta non lontano dalle antiche torri del Porto Pisano; la continuazione fino al mare del Canale Reale per prevenire i danni che causava nei dintorni di Stagno; la rimozione del mulino a vento sul bastione omonimo; gli ornamenti eretti sul frontone della cattedrale per supportare l'orologio pubblico, aventi lo scopo di slanciare la facciata rispetto alla dimensioni di piazza Grande; il restauro dell'antico oratorio chiamato Santa Giulina.G. Vivoli, Annali di Livorno, 1846, p. 628.

A Cecina, intorno al 1740, costruì un vasto palazzo per la famiglia Ginori.

Fu sepolto nella chiesa del Luogo Pio, ma la sua tomba è stata profanata durante l'ultima guerra mondiale.

Note

Bibliografia G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei contorni di Livorno, Livorno 1903. Giuseppe Vivoli, Annali di Livorno, 1846 edition

Voci correlate Architettura barocca

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