Una foiba è una voragine (o caverna verticale, o pozzo) tipica della regione carsica e dell'IstriaGrande dizionario enciclopedico (II edizione), UTET, 1956. Le foibe non sono quindi dei particolari tipi di caverne come viene spesso, erroneamente, affermatoCome avviene usualmente nelle opere storiche sui massacri delle foibe, ma solo il termine con cui vengono indicati gli inghiottitoi carsici tipici della regione giuliana, che in tale territorio assumono spesso dimensioni spettacolari. Se ne contano circa 1700 in Istria.
Etimologia
Il nome "foiba" deriva da un termine dialettale utilizzato nell'area giuliana, che deriva a sua volta dal latino fŏvea (fossa, cava)Ottavio Lurati, Toponymie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 443.. Il più antico documento su cui viene riportato è una relazione ufficiale nel 1770, scritta dal naturalista italiano Alberto Fortis, che scrisse una serie di libri sul carso della Dalmazia.
Il termine non si trova di conseguenza riportato nel fondamentale Dizionario della Lingua italiana di Niccolò Tommaseo. Non venne utilizzato nemmeno da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan, in Duemila grotte, fondamentale opera sulle grotte del Carso.
La foiba di Pisino e il torrente Foiba
La foiba di Pisino, chiamata semplicemente "Foiba" (in croato Fojba), è un abisso profondo 100 metri e largo circa 20. Si apre ai piedi del castello di Montecuccoli e vi si immette l'omonimo torrente (in croato Pazinčica). Il luogo ha un ruolo centrale nel romanzo Mathias Sandorf di Jules Verne.
Gli eccidi delle foibe
Il termine "foibe" (al plurale) è oggi comunemente associato agli eccidi commessi dai partigiani jugoslavi e Italiani durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. L'utilizzo del termine è improprio: solo una minima parte delle vittime, infatti, fu occultata nelle foibe, mentre la maggior parte perse la vita in tutt'altro modo (nelle prigioni o nei campi di concentramento jugoslavi, o nelle marce di trasferimento). «È noto infatti che la maggior parte delle vittime non finì i suoi giorni sul fondo delle cavità carsiche, ma incontrò la morte lungo la strada verso la deportazione, ovvero nelle carceri o nei campi di concentramento jugoslavi.»
Ulteriore confusione ingenera il fatto che molte delle cosiddette "foibe" erano in realtà cave o miniere: la famosa "foiba di Basovizza", ad esempio, era in realtà il pozzo abbandonato di una miniera di carbone.
In anni recenti è invalso, saltuariamente, l'uso dei termini "foiba" ed "infoibare" anche per indicare esecuzioni sommarie svoltesi, nell'immediato dopoguerra, al di fuori della Venezia Giulia.Ne sia un esempio il testo "Bus de la lum. Foiba infame e discussa", di Simone Morsetti, Phasar, 2008, ISBN 9788863580013 Per quanto detto sopra, l'uso del termine in tale contesto appare scorretto, sia da un punto di vista storico che etimologico.
Note
Bibliografia Luigi Vittorio Bertarelli e Eugenio Boegan, Duemila grotte, Seconda ed., Trieste, B & MM Fachin, 1986. Alberto Fortis, Viaggio in Dalmazia. Marsilio, Venezia, 1986. Fabio Forti, Grotte del Carso triestino. Genesi ed evoluzione. Lint Editoriale Associati, Trieste, 1999. Fabio Forti, Carso triestino. Guida alla scoperta dei fenomeni carsici. Lint Editoriale Associati, Trieste, 1996.
Voci correlate Inghiottitoio Massacri delle foibe Pisino
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