La guerra dei mondi (War of the Worlds) è un film del 2005 diretto da Steven Spielberg.
Scritto da Josh Friedman e David Koepp. Tra gli interpreti figurano Tom Cruise, Dakota Fanning, Justin Chatwin, Miranda Otto e Tim Robbins.
Prodotto e distribuito da Paramount e DreamWorks, è il secondo film basato sull'omonimo romanzo del 1897 scritto da H. G. Wells, già trasposto nell'omonima pellicola del 1953 diretta da Byron Haskin. Fu girato in 72 giorni negli Stati della California, Connecticut, New Jersey, New York e Virginia. Durante la realizzazione, a ogni informazione fu assicurata massima riservatezza al fine di limitare il trapelare di dettagli prima ancora che venisse lanciato sul grande schermo. Incassò 603 milioni di dollari divenendo il quarto film più redditizio dell'anno; ben accolto anche dalla critica, nel 2006 fu candidato a tre premi Oscar.
Trama Ray Ferrier è un operaio portuale residente in un piccolo borgo del New Jersey; divorziato dalla moglie Mary Ann, riceve i figli Rachel e Robbie in custodia per il fine settimana, che la donna trascorrerà a Boston con il nuovo fidanzato Tim e i suoi genitori. Lo stesso giorno si forma in cielo una nube a muro che scaglia a terra dei potenti fulmini, disattivando tutti gli apparecchi elettronici ed elettromeccanici della zona, inclusi orologi e autovetture.
Ray si reca nel centro città per capire cosa stia succedendo e improvvisamente il terreno inizia a tremare. Si formano grandi crepe e dal sottosuolo fuoriesce una gigantesca macchina aliena tripode che con un raggio laser incenerisce chiunque e qualunque cosa incontri sul proprio cammino. L'uomo riesce a scampare al disastro e, tornato a casa incolume e sconvolto, decide di fuggire con i figli, rubando una macchina appena riparata sulla quale ha caricato delle provviste e portandosi dietro anche la sua pistola. Raggiunge l'abitazione della ex moglie ma non vi trova nessuno e le reti telefoniche sono fuori uso. Sceglie così di passare nella cantina la notte, durante la quale si avvertono numerose esplosioni. Al mattino trova i resti di un Boeing 747 precipitato nei pressi della casa; una reporter lo informa che altri tripodi sono sbucati da sottoterra, assediando altri centri abitati e gli mostra un filmato dove si vede una capsula scendere nel sottosuolo mediante i fulmini, ipotizzando che al suo interno si trovino i piloti delle macchine aliene e che queste siano state sotterrate millenni prima in attesa di una pianificata invasione aliena.
Ray e i figli si affrettano a raggiungere Boston, ma, durante il tragitto, si imbattono in una folla disperata che li assale per impadronirsi della loro vettura. Trovandosi così costretti ad abbandonarla e a proseguire a piedi, giungono presso un porticciolo sul fiume Hudson. Il traghetto su cui sarebbero dovuti salire per raggiungere l'altra sponda viene attaccato da alcuni tripodi, creando panico tra la gente che si riversa sull'imbarcazione. Essa viene ribaltata e gli alieni, con i loro tentacoli meccanici, ripescano dal fiume e fanno prigionieri i passeggeri.
I tre però riescono a fuggire a nuoto e giungere sulla terraferma; più tardi assistono a un combattimento tra l'esercito statunitense e i tripodi, contro i quali le armi non hanno effetto a causa del loro scudo protettivo invisibile. Il figlio Robbie si unisce ai militari, come già aveva provato a fare in precedenza, mentre Ray e Rachel trovano rifugio nella cantina di Harlan Ogilvy, un ex guidatore di ambulanze deciso a vendicarsi della morte della sua famiglia, sterminata dagli invasori. Per ispezionare la casa diroccata, questi ultimi inviano in un primo tempo un cavo ottico serpentiforme e in seguito scendono personalmente a perlustrare lo scantinato, ma ancora una volta i fuggitivi riescono a non farsi vedere. La notte successiva, Ogilvy è colto da un crollo psicotico alla vista di un malcapitato trafitto da un tripode che ne aspira poi il sangue: gli alieni stanno infatti drenando i liquidi vitali degli esseri umani per utilizzarli come fertilizzante per delle piante rosse che stanno colonizzando velocemente tutto il territorio. Col timore che il rumore provocato dall'uomo attiri gli alieni e vedendo come questo ormai abbia perso completamente la ragione, Ray lo sopprime, rimanendo pertanto solo con la figlia.
Tuttavia, viene scoperto da un'altra sonda e, per paura di perdere Rachel, che intanto viene catturata, si fa prendere a propria volta facendosi rinchiudere in una gabbia appesa alla macchina dove vengono raccolti gli esseri umani. Qui fa risucchiare delle granate (che aveva precedentemente rinvenuto su un carro da guerra distrutto) nel boccaporto, facendo così esplodere dall'interno il tripode e liberando tutti i prigionieri. Dopo essersi ripreso la figlia giunge finalmente a Boston, dove nota un fatto curioso: le piante rosse si stanno seccando e diversi tripodi giacciono immobili vicino ai grattacieli senza che siano stati attaccati. All'apparizione di uno di loro ancora attivo, nota che gli uccelli si sono posati su di esso e avvisa i soldati che il suo scudo protettivo è fuori uso. I militari fanno immediatamente fuoco con le loro armi anticarro (Javelin) e lo abbattono facilmente. Dalla capsula di pilotaggio esce, preceduto da una grande quantità di liquido rosso, un alieno agonizzante che muore in pochi istanti per soffocamento. Gli invasori vengono così facilmente sconfitti in tutto il mondo. Ray e Rachel raggiungono la casa dei nonni a Boston e qui ritrovano il figlio Robbie, ancora vivo, e Mary Ann.
Nell'epilogo viene così spiegata la sconfitta degli alieni: "Quando gli invasori arrivarono e cominciarono a respirare e a nutrirsi, quegli organismi infinitesimali [i microbi], che Dio nella sua saggezza aveva messo sulla Terra, iniziarono a condannarli, annientarli, distruggerli, dopo che tutte le armi e gli stratagemmi umani avevano fallito. Mediante il sacrificio di miliardi di vittime, l'uomo ha acquisito la sua immunità, il suo diritto alla sopravvivenza tra le infinite creature di questo pianeta. E quel diritto è suo contro ogni sfida, poiché gli uomini non vivono e non muoiono invano."
Personaggi
Ray Ferrier, interpretato da Tom Cruise: un operaio divorziato che riceve in custodia i figli Rachel e Robbie, mentre la sua ex moglie e il nuovo compagno di lei trascorrono il fine settimana dai genitori a Boston. Rachel Ferrier, interpretata da Dakota Fanning: la figlia minore di Ray e sorellina di Robbie. È molto legata a quest'ultimo che in momenti difficili si appresta ad aiutarla e calmarla quando viene colpita dagli attacchi di panico. Robbie Ferrier, interpretato da Justin Chatwin: il figlio adolescente di Ray e fratello di Rachel. Non ha un buon rapporto con il padre al quale disubbidisce costantemente. Nel corso del film cercherà sempre di cogliere delle occasioni per allontanarsi dal trio, preso dal desiderio di collaborare con l'esercito per annientare i tripodi. Harlan Ogilvy, interpretato da Tim Robbins: un ex guidatore di ambulanze, che dà riparo a Ray e Rachel. Il trauma vissuto gli ha fatto perdere il lume della ragione, convincendolo di dover combattere gli alieni, per vendicare i suoi cari, sbucando da sotto terra, come lui ritiene abbiano fatto gli invasori. Cerca infatti di costruire un tunnel nel seminterrato della casa in cui è nascosto, ma questo non fa altro che esporre lui, Ray e Rachel al rischio di essere scoperti, per colpa del rumore che fa. Mary Ann Ferrier, interpretata da Miranda Otto: l'ex moglie di Ray, al quale affida i figli per trascorrere il fine settimana col suo nuovo compagno Tim. Julio, interpretato da Yul Vazquez: un amico di Ray, secondo il quale la tempesta di lampi sarebbe dovuta a un'eruzione solare. Vincent, interpretato da Rick Gonzalez: un altro amico di Ray, che smentisce ogni commento del compagno Julio. Manny, interpretato da Lenny Venito: il meccanico, al quale Ray ruba l'auto per scappare dalle catastrofi. La reporter, interpretata da Camillia Sanes: una giornalista che informa Ray che l'invasione è mondiale e gli mostra un filmato in cui ipotizza cosa ci possa essere all'interno delle capsule trasportate dal lampo.
Produzione Sviluppo Steven Spielberg chiamò attorno a sé Tom Cruise, con il quale aveva collaborato in Minority Report (2002) dichiarando: "È un collega molto intelligente, creativo e propone delle idee sul set così belle che ci intendiamo al volo. Mi piace lavorare con Tom." Cruise incontrò il regista durante le riprese di Prova a prendermi (2002) e propose tre film alternativi su cui lavorare insieme, uno dei quali un adattamento del romanzo La guerra dei mondi. Spielberg scelse quest'ultimo e affermò: "Ci siamo guardati l'un l'altro e le luci si sono accese. Non appena l'ho sentito, ho detto: 'Oh mio Dio! La guerra dei mondi - assolutamente.' E così fu." La decisione venne dettata dalla grande ammirazione che provava sia per l'opera di Wells, con la quale era cresciuto durante il periodo del college, sia per gli adattamenti passati (soprattutto quello cinematografico prodotto da George Pal del 1954 e quello radiofonico realizzato da Orson Welles, la cui copia originale dello script aveva acquistato nel 1994 per $)..
È la terza pellicola del regista sul tema delle visite aliene, insieme a Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T. l'extra-terrestre. La produttrice e collaboratrice di lunga data Kathleen Kennedy nota che con La guerra dei mondi, Spielberg ebbe l'opportunità di esplorare l'antitesi dei personaggi riportati in vita nelle opere sopracitate. "Quando abbiamo iniziato a sviluppare E.T., stavamo raccontando una storia molto più spigolosa e tetra, ma in realtà si è evoluta in qualcosa di più benigno, penso che un'esposizione oscura sia sempre stata da qualche parte dentro di lui." Spielberg sostenne di aver pensato che sarebbe stato divertente creare un "film davvero spaventoso con alieni altrettanto spaventosi", qualcosa che non aveva mai fatto prima. La sua intenzione era quella di raccontare una storia contemporanea che, pur avendo una natura fantasy, venisse descritta in modo iper-realistico.
Sceneggiatura
J. J. Abrams fu scritturato da Spielberg e Cruise per scrivere il lungometraggio, ma dovette rifiutare poiché stava lavorando alla trama della serie televisiva Lost. Josh Friedman consegnò una sceneggiatura, che venne poi riscritta da David Koepp. Dopo aver riletto il romanzo, questi si affidò alla voce di un singolo narratore esterno, "un punto di vista molto limitato, da parte di qualcuno completamente estraneo agli eventi piuttosto che di una persona coinvolta al loro interno" ed escluse dalla storia una serie di elementi ritenuti troppo stereotipati, come la distruzione di monumenti storici da parte degli alieni. Alcuni avvenimenti del romanzo sono stati largamente adattati e condensati: il personaggio di Tim Robbins nacque dalla fusione di due personaggi originali del libro, mentre il nome è preso da un terzo personaggio. Nonostante l'ambientazione sia stata cambiata dal XIX secolo ai giorni nostri, Koepp cercò anche di "riportare il mondo moderno nel 1800", mostrando personaggi sprovvisti di energia elettrica e dei moderni sistemi di comunicazione.