La faida di Taurianova fu uno scontro avvenuto all'interno della 'ndrangheta svoltosi nel comune di Taurianova tra il 1989 e il 1991, provocando 32 morti, e ha visto contrapposte le 'ndrine dei due paesi che erano stati accorpati per formare Taurianova, ovvero gli Zagari-Avignone-Viola-Fazzalari di Jatrinoli e gli Asciutto-Neri-Grimaldi di Radicena.
L'accaduto ha avuto risonanza nazionale e internazionale nelle cronache del tempo; a seguito di tale episodio il governo Andreotti VII nel 1991 introdusse nell'ordinamento l'istituto dello scioglimento dei consigli comunali e provinciali per infiltrazione mafiosa.
Il contesto storico Il pretesto per la faida fu la morte per overdose da eroina di Felice Zagari, figlio del capobastone Rocco Zagari e fratello di Giuseppe, Pasquale e Carmelo Zagari. Zagari aveva comprato la dose da Vincenzo Maisano, spacciatore affiliato alla 'ndrina Neri, che venne ucciso il 9 febbraio 1989.
La cronologia dei fatti Da questo episodio nacque la faida, che proseguì con la morte di Rocco Neri, avvenuta il 2 luglio 1989, e quella di Gaetano Neri, ucciso poco tempo dopo al confine tra Valle d'Aosta e Piemonte. Il 22 maggio 1990 avviene l'assassinio di Domenico Giovinazzo, nipote e successore del boss Giuseppe Avignone, ammazzato assieme a Francesco Rositano. Il 30 giugno del 1990 viene ucciso Francesco Asciutto ad opera di Ernesto Fazzalari e dei fratelli Giuseppe, Guerino e Antonio Avignone e il 29 marzo 1991 (un venerdì santo), nella piazza principale del comune, avvenne l'omicidio e la decapitazione di Giuseppe Grimaldi, la cui testa mozzata venne lanciata in aria resa oggetto di tiro a segno.
Il 2 maggio 1991 Rocco Zagari si sta facendo fare la barba dal barbiere, quando un sicario, armato di semi-automatica calibro 7,65mm, fa esplodere diversi colpi che lo inchiodano sulla sedia con il volto ancora insaponato dalla schiuma. Il giorno dopo arriva la vendetta trasversale: quattro morti, tutti legati da vincoli di parentela con membri della cosca contrapposta, ma incensurati. Tra questi c'è un salumiere, che si chiama Giuseppe Grimaldi: uno dei sicari prende il coltello del salumiere e gli taglia la testa, poi, la lancia per aria, in mezzo alla strada e gli altri si divertono a fare il tiro a segno; sono all'aperto, a due passi dalla piazza del paese e ci sono almeno venti persone che assistono alla tragica scena della testa mozzata e poi colpita dai proiettilihttp://www.sisde.it/sito%5CRivista24.nsf/stampe/5 L'origine del decreto legge 31 maggio 1991, n. 164, Rivista N.24 settembre-dicembre 2002, SISDE. Gli autori della strage saranno individuati successivamente in Ernesto Fazzalari, Marcello Viola e Pasquale Zagari, che una settimana dopo tenteranno senza successo di uccidere anche gli altri famigliari di Grimaldi, nello specifico la moglie Luciana Laruffa e i figli Roberto di 24 anni e Rosita di soli 14 anni, che verranno feriti nella loro abitazione. Un terzo figlio, Vincenzo di 20 anni, unico con precedenti penali della famiglia e probabile reale obiettivo, era stato arrestato poco prima a Genova.
I primi arresti Il 17 marzo 1992 vengono arrestati 16 persone inerenti alla faida, di cui 11 a Taurianova (famiglie Zagari, Viola, Fazzalari, Giovinazzo, Alampi e Grimaldi) e 6 a Genova (famiglie Asciutto, Grimaldi, Sorrenti, Reitano, Comandè e Maiolo) e 1 a Siena (Maiolo).
La conclusione e le conseguenze La pace sarebbe avvenuta nel carcere di Palmi, durante una riunione della Provincia che costringeva i Grimaldi a non perseguire più la faida. Alla fine delle ostilità, lo scenario criminale locale si riassettò in favore dei Zagari-Avignone-Viola-Fazzalari. Da quel momento alcuni esponenti della famiglia dei Grimaldi si pentirono tra cui Roberto e Salvatore Grimaldi ma anche Annunziato Raso e Gaetano Albanese.
In conseguenza di tali avvenimenti le forze di polizia italiane avviarono l'"operazione Taurus", a conclusione della quale, nel 1996, si ricostruirono tutti i fatti relativi alla vicenda.
Il 26 giugno 2016, dopo 20 anni di latitanza, Ernesto Fazzalari viene arrestato dai Carabinieri di Reggio Calabria, del Gruppo Intervento Speciale e dello Squadrone "Calabria", in una casa di campagna a Molochio.
Note
Voci correlate Scioglimento dei consigli comunali e provinciali per infiltrazione mafiosa Taurianova
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