Mammola (Màmmula in calabrese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, posto sul versante ionico della Calabria, tra l'Aspromonte e le Serre calabresi.
Paese di origini contadine, aveva una sussistenza basata sull'allevamento di bestiame, sui prodotti correlati e sull'agricoltura. Nel dopoguerra c'è stata una massiccia emigrazione verso le città del Nord Italia, ma anche all'estero, in particolare verso Canada, Stati Uniti d'America, Argentina, Australia, Francia, Belgio e Lussemburgo.
Geografia fisica Il capoluogo è arroccato sulle falde di una catena montuosa, contrafforte del Monte Limina (Parco nazionale dell'Aspromonte) e del Monte Seduto (Catena delle Serre).
Il vasto territorio, 4° Comune per superficie più grande della città metropolitana di Reggio Calabria, è molto ricco di corsi d'acqua, testimonianza della presenza di fiumi e affluenti, tra i più importanti sono il fiume Torbido, il suo affluente Chiaro e le fiumare Neblà e Zarapotamo, usati anche per impianti di irrigazione di tutta la Vallata del Torbido, da Mammola fino a Marina di Gioiosa Jonica e Siderno. Sono presenti anche sorgenti di acqua oligominerale, che alimentano gli abitanti del territorio e dei paesi vicini.
Fa parte della Comunità Montana della "Limina", con sede in Mammola. Parte del suo territorio, con il caratteristico Borgo medievale ricadono nel Parco nazionale dell'Aspromonte, del quale è Porta d'Accesso e Centro Visita. È compresa nel Circondario della Locride.
Origini del nome Il toponimo Mammola appare per la prima volta tra il XI e il XII secolo, in un documento che faceva parte dei beni del monastero di San Fantino. Inoltre, nel 1232, in un altro documento, si parla di un certo Rogerius de Mammula.
Storia Le origini di Mammola risalgono al IV–V sec. a.C.: l'insediamento sorse sulle rovine di Maléa (Μαλέα, in greco antico), colonia greco-locrese ricordata da Tucidide. Ai piedi scorre il fiume Chiaro, affluente del fiume Torbido. Nei pressi di quest'ultimo, un tempo detto Sagra, si sarebbe svolta nel VI secolo a.C. la cosiddetta battaglia della Sagra che vide i crotoniati sconfitti dai locresi alleati con i reggini.
Il nucleo di Mammola si sviluppò ulteriormente alla fine del X secolo d.C. Tra il 950 e il 986 sorse infatti un villaggio stabile, abitato dalle popolazioni che avevano abbandonato il litorale ionico per sfuggire alle incursioni saracene. Nel corso degli anni i monasteri divennero centro spirituale e di cultura. I monaci si dedicavano alla miniatura, al mosaico, all'innografia, allo studio degli antichi testi e delle scienze. Nello scriptorium, luogo destinato alla copiatura a mano, venivano trascritti codici, testi e trattati.
Mammola nel periodo feudale è appartenente a diverse famiglie: Giovanni Ruffo, Ruggero di Lauria, Anselmo Sabrasio, Raimondo del Prato, De Luna, Caracciolo di Gerace, Correale da Sorrento, Famiglia Carafa, nel 1540 il paese divenne capoluogo di Baronia allargando il suo territorio con Agnana. Successivamente passa alle dipendenze dei Gagliego, dei Loffredo, dei Ruffo, dei Pazzi, dei d'Aragona d'Ayerbe, dei Joppolo, di nuovo agli Spina, ai Barreca, ai del Pozzo e infine alla famiglia dei De Gregorio che la detennero fino al 1806, anno della soppressione del feudalesimo. I Del Pozzo, nobili di origine siciliana, contribuirono al governo del centro con 8 sindaci nell'arco di tempo dal 1718 al 1915, con Nicodemo Maria Del Pozzo che mantenne la carica per più di 20 anni, dal 1871 al 1895.
1718-… Giovanni Del Pozzo Senior 1828 Giovanni Del Pozzo Junior 1830-47 Giovanni Del Pozzo Junior 1851-52 Giuseppe Maria Del Pozzo - latinista 1852-59 Domenico Francesco Del Pozzo 1860-65 Nicola Antonio Del Pozzo Senior 1871-95 Nicodemo Maria Del Pozzo 1908-15 Nicola Antonio Del Pozzo Junior
Dopo l'unità d'Italia, le difficili condizioni economiche e sociali incisero profondamente sul vivere della comunità dando luogo a fenomeni di rivolta popolare e di brigantaggio. Cominciò l'emigrazione durata sino alla fine del XX secolo, dimezzando la popolazione.
Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 7 luglio 1959.
Il gonfalone, concesso con DPR del 26 agosto 1959, è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Diverse sono le testimonianze dell'antica storia di Mammola: la necropoli indigena a Monte Scifo, quella greco-romana a Santa Barbara, ellenica a Buccafurri e le grotte del Brigante, del Palombaro e della Turri. Famosa la battaglia avvenuta sul greto del fiume Sagra (oggi Torbido) VI secolo a.C., dove i Locresi alleati con i Reggini sconfissero i forti Crotoniati. Anticamente, quando non era ancora in uso la toponomastica, le vie ed i rioni del paese erano indicati con denominazioni di origine ebrea, araba e greca: Certò, Begna, Hfamurra, Buveri, Fana, Mammuleju, Ponzo, Cuccianni, Cundutteiu, Gellario, Gruttu, che ancora persistono.
Il paese conserva il caratteristico borgo medievale contraddistinto da abitazioni una attaccata all'altra e strette viuzze raccolte attorno a numerose piazzette. I palazzi (De Gregorio, Guerrisi, Ferrari risalente all'epoca feudale, Del Pozzo, Florimo, Spina, Piccolo, a “Gellario” dei Barillaro di epoca più recente), edificati dal XV secolo in poi, riprendono lo stile architettonico che va dal classico al barocco. La Casa Tarantino è risalente al XIV secolo.
Vi sono poi edifici religiosi: la Matrice (XII secolo) a tre navate, la cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata, quella della Madonna del Carmine e di San Filippo Neri (XVI secolo). La chiesa matrice è intitolata a San Nicola di Bari, nella cui cappella sono conservatele reliquie di san Nicodemo A.B., patrono della città. A san Nicodemo alla Limina è intitolato invece il Santuario, luogo dove visse il Santo; il santuario si trova nel Parco nazionale dell'Aspromonte. Le altre chiese sono quelle della Madonna del Carmine, dell'Annunziata, di San Giuseppe, di San Filippo Neri, la Grancia Basiliana di San Biagio, la chiesa dell'Assunta al Villaggio Limina, la chiesa di Reito nelle frazioni e l'antico monastero di Santa Barbara, ristrutturato in parte a Parco Museo Santa Barbara. Di recente costituzione anche il Museo famiglia Del Pozzo.
Chiesa Matrice di San Nicola di Bari Chiesa della SS. Annunziata Chiesa della Madonna del Carmine Chiesa di San Filippo Neri Chiesa di San Giuseppe Grancia Basiliana di San Biagio Santuario di san Nicodemo alla Limina Chiesa dell'Assunta (Villaggio Limina) Chiesa di Reito (Frazione Reito)
Santuario di San Nicodemo
Il santuario di San Nicodemo si trova sull'altopiano della Limina, territorio del Parco nazionale dell'Aspromonte, ed è il luogo dove san Nicodemo Abate Basiliano, ha vissuto nel X secolo, insieme con altri monaci.
Parco museo Santa Barbara
Il Parco museo Santa Barbara è un museo privato di arte moderna e contemporanea fondato dall'artista Nik Spatari su un antico monastero basiliano.
Palazzi nobiliari I numerosi Palazzi, costruiti dal XIV al XVII secolo, alcuni nel corso degli anni ebbero diverse modifiche, sono testimonianza di dimora delle famiglie nobili del tempo, quando Mammola era uno dei centri più importanti della Calabria e sede di Circondario:
Palazzo Municipale ex-Gagliardi, Via Dante Palazzo Del Pozzo, Via Dante Palazzo De Gregorio, Via Dante Casa Tarantino, Piazza del Parlamento Palazzo Florimo, Via Dante Palazzo Ferrari o del Feudatario, Via Cirillo Palazzo Spina, Largo Pace Palazzo Piccolo, Via Dante Palazzo Guerrisi, Via Giovanni Pascoli Palazzo Del Pozzo, Largo Machiavelli Palazzo Barillaro, Via O. Zavaglia Palazzo Barillaro, Località Scinà Palazzo Barillaro, Località Scala
Statue e monumenti commemorativi Monumento a San Nicodemo (Località Belvedere Don Bartolo), dedicato a San Nicodemo, Santo patrono e protettore della città di Mammola. La statua in bronzo è poggiata su un pilastro quadrato in cemento rivestito in marmo. La posizione panoramica offre una vista spettacolare, dominando il caratteristico scorcio del Borgo, le montagne della Limina e dell’Aspromonte luogo dell’antico Santuario di San Nicodemo dove visse il Santo, il Fiume Torbido e la Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno. Madonnina della Piazzetta (Piazza Ferrari), la statua scolpita in marmo pregiato, posta su in alto di un piedistallo a piramide, rivestito in marmo, abbellita da scalinate a semicerchio, domina dall’alto la bellissima Piazza. Fontana della Piazzetta (Piazza Ferrari), la Fontana monumentale in blocchi di pietra granitica locale è collocata al centro della Piazza, con due uscite di fresche e limpide acque oligominerali di montagna, punto di riferimento per appuntamenti della popolazione locale e dei turisti. Durante l’anno c’è un flusso continuo di persone che con propri bidoni e bottiglie riempiono litri e litri d’acqua. Monumento a Don Zavaglia (Piazza Magenta), dedicato allo storico-scrittore Don Vincenzo Zavaglia. Il busto in bronzo è poggiato su un piccolo pilastro in marmo, posizionato nel cipresseto difronte alla Scuola Elementare. Mosaico Scuola Elementare (Piazza Magenta), posizionato sulla parete sinistra dell’entrata della Scuola è considerato un capolavoro artistico da numerosi esperti dell’arte. Il Mosaico rappresenta il “Teorema di Pitagora”, opera dell’artista internazionale Nik Spatari, ideatore e realizzatore del rinomato Parco MuSaBa. Monumento ai Caduti (Largo Don Cesare), rappresenta in rilievo un soldato in bronzo che lancia una granata, con ai lati tre colonne stilizzati dove vengono riportati i nomi che onorano il ricordo dei caduti di tutte le guerre. Il Monumento si trova nel giardino dell’antico Palazzo Del Pozzo, con veduta panoramica dal Largo Don Cesare. Monumento a San Pio (Via Mulino), lungo la strada che costeggia il fiume Chiaro, nel verde del giardino pubblico, nelle vicinanze dell’entrata della Scuola Media, è collocata la Statua di San Pio sopra un masso, all’interno di un antico arco in ferro battuto con pietre granitiche di varie forme. Monumento a San Michele Arcangelo (Santuario San Nicodemo alla Limina), la Statua in marmo è posta nel piazzale antistante del Santuario di San Nicodemo, luogo dove visse il Santo. La statua posta su un pilastro in pietra a tronco di piramide, in ricordo dell’antico Convento dedicato a San Michele Arcangelo.
Aree naturali Il vasto territorio comunale ricade nel Parco nazionale dell’Aspromonte e nella catena delle Serre Calabre ed è attraversato da una rete di sentieri, alcuni dei quali adatti all'escursionismo a cavallo e in bicicletta.
Il territorio di Mammola è meta di escursionisti. I sentieri più importanti sono: Sentiero dei Greci, sentiero naturalistico e panoramico, anticamente era utilizzato dai locresi della Magna Grecia come via di comunicazione per raggiungere il mare Tirreno, le colonie di Medma (oggi Rosarno) e Ipponion (oggi Vibo Valentia). Il ripido e scosceso sentiero è percorso, come ex-voto, da devoti di San Nicodemo, che a piedi raggiungono il Santuario sul Monte Kellerana. In particolare i venerdì di luglio e agosto di ogni anno sono tradizionali i pellegrinaggi a piedi al Santuario di San Nicodemo. L'antico sentiero è segnalato dal CAI con il numero 212. Cascata di Salino, percorso naturalistico caratterizzato dalla presenza di grandi massi granitici e ontani che ombreggiano le acque. Si può risalire il torrente camminando sul bordo dell'alveo o in mezzo all'acqua. Dopo l'ultima ansa appare la cascata, scorrendo tra gole di roccia ferrosa precipita con due salti dall'alto. Il torrente “Salino”, affluente del fiume Torbido, nasce dal monte Limina nel Parco nazionale dell'Aspromonte.