Il Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani (CNGEI) è un'associazione scout laica italiana nata nel 1912«Il CNGEI è un'associazione scout sorta in Italia nel 1912 che assume la denominazione di "Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani" in conformità al decreto luogotenenziale n. 1881 del 21 dicembre 1916, pubblicato sulla G.U. del 2 febbraio 1917 n. 27, ed è dallo stesso decreto eretta in ente morale» dal Regolamento CNGEI, versione settembre 2011. per opera di Carlo ColomboMauro Furia, La vita e le opere del prof. Carlo Colombo fondatore del C.N.G.E.I., «Adulti nello Scautismo», 38 (1998), 6, p. 4. ed è la più antica tuttora esistente. Attualmente è la terza associazione scout italiana per numero di iscritti.

Dal 1916 è un ente morale posto sotto l'alto patronato del Capo dello Stato (attuale Presidente della Repubblica) e dei ministeri dell'istruzione, degli affari esteri, dell'interno e della difesa ed è riconosciuto come associazione di promozione sociale. Il CNGEI e l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) formano assieme la Federazione italiana dello scautismo (FIS), unica federazione nazionale riconosciuta appartenente all'Organizzazione mondiale del movimento scout (OMMS/WOSM) e all'Associazione mondiale guide ed esploratrici (AMGE/WAGGGS). Inoltre fa parte della Protezione civile e ha stipulato intese con il ministero dell'ambiente, con il Corpo forestale dello Stato e con la FAO e ha un accordo quadro con il ministero dell'istruzione e protocolli di collaborazione con Legambiente, il Club Alpino Italiano e l'Oxfam Italia.

Storia La fondazione e lo sviluppo

Nel gennaio del 1912, il dottor Carlo Colombo terminò di scrivere lo statuto del suo movimento, diviso in due sezioni, maschile e femminile, che chiamò rispettivamente «Corpo dei giovani esploratori» e «Unione delle giovinette esploratrici», con lo scopo d'essere strumento educativo per tutti i ragazzi e le ragazze italiane. Con un gruppo di giovani della Società sportiva «Podistica Lazio», Colombo compì un esperimento, avviato il 12 ottobre 1912, ai prati della Farnesina a Roma: fu un gran successo e da quell'iniziativa ebbe origine, all'interno della società, la quarta sezione, dedicata «all'istruzione premilitare, al tiro a segno e agli allievi esploratori» della quale fu eletto (durante l'assemblea della società sportiva, come riportato dal quotidiano Il Messaggero il 7 febbraio 1913) presidente il generale Gaetano Zoppi e fra i vice-presidenti lo stesso Colombo. Quando si sentì pronto, Colombo si staccò dalla società sportiva dando vita al Corpo nazionale dei giovani esploratori d'Italia (GEDI), ufficialmente fondato a Roma il 30 giugno 1913.

Carlo Colombo, che assunse la carica di commissario generale e capo esploratore, ebbe la soddisfazione di vedere la sua istituzione crescere, moltiplicarsi e farsi molto onore. I giovani esploratori e le giovinette esploratrici, dal camiciotto verde, intervennero a favore delle popolazioni marsicane colpite dal terremoto del 13 gennaio 1915 e con opere di servizio durante la prima guerra mondiale. Aderirono all'associazione personalità del mondo della scienza e della cultura: bastino gli esempi di Guglielmo Marconi, che fu presidente onorario della sezione di Bologna, nonché Gabriele D'Annunzio e Pietro Mascagni che furono consiglieri del consiglio direttivo nazionale. Nel Corpo nazionale confluirono gran parte delle sezioni dei Ragazzi esploratori italiani (REI). I giovani esploratori, in omaggio ai primi gruppi scout, usarono il giglio dei REI della sezione ligure, a cui fu aggiunto il cartiglio con il motto «Sii preparato».

Nel gennaio del 1914, il CNGEI risulta già essere sotto il patronato dei ministri della Guerra, della Marina, delle Colonie e della Pubblica Istruzione, cui si aggiunsero nel corso dell'anno il patronato del presidente del Consiglio dei ministri, del ministro degli Affari Esteri e, infine, del ministro dell'Interno. Il 10 novembre 1914 uscì il primo numero della rivista del CNGEI, Sii preparato!. È questa la prima pubblicazione periodica dello scautismo comparsa in Italia nonché primo esempio di mensile per ragazzi. Con l'uscita della rivista l'associazione assunse definitivamente il nome di «Corpo nazionale dei giovani esploratori italiani ("Boy-Scouts" d'Italia)». Nello stesso anno risulta già costituita, a Roma, sempre per cura di Colombo, la sezione femminile che accolse le girl scouts, anche se i primi esperimenti di scautismo femminile furono condotti fin dal 1913. La presidenza della sezione di Roma fu assunta dalla baronessa Ferrero, con al suo fianco Mary Rossi (già collaboratrice in Inghilterra di Robert Baden-Powell) in qualità di caporeparto e commissaria.

Nella primavera del 1915 la sezione romana delle esploratrici fu sciolta è prontamente ricostituita il 29 giugno 1915, quando si svolse l'assemblea costituente della «nuova» sezione di Roma delle giovinette esploratrici, che segnò la data ufficiale della nascita dell'Unione nazionale delle giovinette esploratrici italiane (UNGEI). Assunse la presidenza la principessa Anna Maria Borghese de Ferrari, mentre Mary Rossi fu rieletta commissaria. Dal 5 maggio 1915 il CNGEI fu posto sotto l'alto patronato del re. Inoltre, il re permetteva l'iscrizione al Corpo nazionale del principe ereditario Umberto e più tardi, dietro insistenza della regina Elena, acconsentì all'iscrizione della principessa Giovanna all'UNGEI e autorizzò, sull'esempio dei fratelli scout inglesi, a fregiare della corona regia il distintivo degli esploratori reali.

Questi eventi segnarono il pieno successo dell'opera di Carlo Colombo. Lo stesso Robert Baden-Powell gli scrisse, chiamandolo Chief scout of Italy, di seguirlo con il più gran piacere ed interesse. Il duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, grande esploratore, assunse la presidenza generale del Corpo. Il 21 dicembre 1916, il capo dello Stato, su proposta del ministro della Pubblica Istruzione Francesco Ruffini, eresse il CNGEI in ente morale con decreto luogotenenziale, a riconoscimento della sua funzione educativa nei confronti della gioventù. Queste caratteristiche sono mantenute tuttora: ovviamente il patronato è del Presidente della repubblica e degli odierni ministeri della Pubblica Istruzione, degli Affari Esteri, dell'Interno e della Difesa. D'altra parte, il Corpo nazionale non mancò di essere bersaglio di critiche. Durante il primo conflitto mondiale, che fu per il CNGEI un periodo di indubbia fortuna, ci furono episodi di netto rifiuto. In diverse città l'ambiente fu ostile agli esploratori nazionali e talvolta essi furono fatti segno di gravi violenze da parte di ragazzi definiti, dalle colonne della rivista, come «non pochi giovinastri», «tristi avvinazzati o malviventi». Ma la più energica disapprovazione giunse dalle organizzazioni operaie e socialiste: le classi popolari vedevano lo scautismo con diffidenza, nel migliore dei casi come qualcosa di estraneo alla propria cultura e alle proprie necessità. All'inizio, gli ambienti e la stampa cattolica di stretta osservanza assunsero toni virulenti contro lo scautismo, avanzando argomenti di natura dottrinale, come il naturalismo educativo o l'indifferentismo religioso e, in particolare, contro lo scautismo femminile, definito una «sconvenienza» e una «incredibile audacia»; inoltre, molte polemiche furono sollevate dai cattolici circa il legame tra lo scautismo in generale e in particolare del CNGEI e la massoneria.Giuseppe dell'Oglio, La genesi dello scautismo, Sarno, Tipografia Buonaiuto, 2017, pp. 23-55. L'accusa fu sempre respinta da Colombo, ma pare accertato il favore del vertice massonico italiano per il CNGEI (la giunta del Grande Oriente d'Italia affrontò il tema della diffusione dello scautismo in una seduta del 1913).Giuseppe dell'Oglio, Alere Flammam. Breve storia dello scautismo in Italia, Milano, Lampi di stampa (collana TuttiAutori), 2010, pp. 44-46. Fabrizio Marinelli afferma che, in effetti, fu probabile «che l'influenza massonica sia stata molto più importante all'inizio, ma sia andata scemando anno dopo anno», anche se «contatti di dirigenti scout con la massoneria sono continuati fino allo scioglimento».Fabrizio Marinelli, I Giovani Esploratori Italiani. Breve storia del C.N.G.E.I. 1912-1976, Roma, Edizioni Scautismo, 1983, pp. 14-15. Malgrado questo, il CNGEI-UNGEI con l'Italia in guerra raggiunse il massimo della propria espansione con oltre quattrocento sezioni e sottosezioni, molte delle quali con sedi nelle colonie o comunità italiane all'estero come ad Alessandria d'Egitto, Asmara, Atene, Bengasi, Buenos Aires, Il Cairo, Istanbul, Esch-sur-Alzette, Lussemburgo, Marsiglia, Parigi, Porto Said, San Marino, San Paolo, Salonicco, Smirne, Tripoli, Tunisi e in Albania,Beatrice Pisa, Crescere per la patria. I giovani esploratori e le giovani esploratrici di Carlo Colombo (1912-1927), Milano, Edizioni Unicopli, 2000, pp. 67-68; Lo Scautismo italiano all'estero. 1914-1974, a cura di Andrea Padoin, Martellago, Edizioni Eurooffset, 2010, pp. 5-6 e 27-77. con un totale di iscritti che oscillava dai venti ai trentamila soci (una cifra mai più raggiunta), nonostante la presenza dell'ARPI, di Ugo Perucci e la fuoriuscita dalle proprie file del ramo cattolico minoritario, con la conseguente nascita dell'Associazione scautistica cattolica italiana (ASCI).

Nel 1916, nel CNGEI fu costituita la classe speciale degli esploratori marini, sviluppando le attività già avviate dal 1915, formando dei reparti autonomi e separati da quelli degli esploratori comuni. Un loro primo convegno a carattere nazionale si svolse nell'estate 1917. Campi marini nazionali si svolsero nel 1918, nel 1919, nel 1920, nel 1921 e nel 1922 a cui seguirono altri incontri nazionali. Nel 1921 erano previsti anche i reparti fluviali, cui si aggiunsero quelli lacuali, ufficialmente istituiti nel 1923. Importanti furono anche le imprese dei reparti fluviali e lacuali. Tra le specialità degli esploratori marini e fluviali sono da ricordare gli idro-ski, speciali scivolatori acquatici che destarono l'interesse di Baden-Powell. Nell'UNGEI non era prevista la classe dei marini e infatti le attività marine non erano una caratteristica del reparto ma un'attività.

Nel 1918, il vicepresidente generale del CNGEI, Vittorio Fiorini, nella sua relazione al Convegno nazionale tenutosi a Roma, propose l'istituzione della classe «seniori», vale a dire gli adulti scout. La proposta di Fiorini, approvata dagli organi statutari, ebbe pratica attuazione con le disposizioni apparse sul «Bollettino Ufficiale» del Corpo Nazionale di ottobre-dicembre 1918 e con la regolamentazione del 1919 che istituì gli «esploratori seniori», i quali ebbero in Italia, primi nel mondo, un loro ordinamento, attribuzioni e doveri.Giuseppe dell'Oglio, Alere Flammam cit., pp. 56-57.

Nell'immediato dopoguerra il CNGEI fu travagliato da una grave crisi di iscrizioni e di metodi. La direzione fu quindi assunta da Vittorio Fiorini che dopo la morte di Colombo e fino al 1922, tranne che per brevi periodi, ebbe le funzioni di commissario generale delegato.

Nel luglio 1920, nel St. Hugh's College di Oxford si tenne il primo convegno delle associazioni scout femminili. Il convegno vide la partecipazione dell'Italia con l'UNGEI.

Nel 1920 si tenne il primo raduno mondiale degli scout, a cui Baden-Powell diede il nome di jamboree. Il raduno fu ospitato nell'area espositiva di Olympia, a Londra. Il CNGEI fu presente con una delegazione composta da Carlo Ratti e da Bruno Cavalieri Ducati. La delegazione consegnò a Baden-Powell la medaglia d'oro al merito che l'associazione gli aveva decretato.Giuseppe dell'Oglio, Alere Flammam cit., pp. 58-59.