Origine Era il figlio primogenito del re d'Italia (822-850), poi Imperatore d'Occidente e re di Lotaringia (840-855), Lotario I (795-† 855), e di Ermengarda di Tours (?-† 851), figlia di Ugo di Tours, membro della famiglia degli Eticonidi, che vantavano la loro discendenza dai re merovingi. Ludovico II era nipote quindi di Ludovico il Pio (778-† 840, imperatore d'Occidente dall'814) e di Ermengarda di Hesbaye (780-† 818).

Biografia

Nell'842, secondo lo storico francese esperto di genealogie Christian Settipani, Ludovico fu fidanzato con Tecla, la maggiore delle figlie di Teodora Armena, la vedova dell'imperatore Teofilo Foundation for Medieval Genealogy: Re d'Italia - LOUIS, madre e reggente del nuovo imperatore, Michele III. Il fidanzamento fu rotto l'anno successivo. Designato re d'Italia nell'839, nell'844, secondo gli Annales Bertiniani, fu inviato dal padre in Italia Annales Bertiniani, anno 844, p. 57 con il compito di restaurare l'autorità imperiale a Roma e in quella città fu incoronato da papa Sergio II, il 15 giugno 844.

I Saraceni, con i loro attacchi in Italia Meridionale, nell'846 erano giunti a minacciare Roma e nel mese di agosto avevano saccheggiato la basilica di San Pietro, che si trovava fuori le mura, profanando la tomba del primo apostolo Annales Bertiniani, anno 846, p. 64. Ludovico intervenne, ma fu sconfitto dai Saraceni e a stento riuscì a raggiungere Roma Annales Bertiniani, anno 846, p. 65. I saraceni, secondo una leggenda riportata negli Annales Bertiniani, nell'847 perirono tutti a seguito di un naufragio ed il loro bottino, disperso in mare, fu ritrovato in parte sul litorale e riconsegnato a San Pietro Annales Bertiniani, anno 847, p. 66.

Nell'847 il padre Lotario ideò una spedizione contro i Saraceni, che avevano occupato il Beneventano, avvicinandosi nuovamente a Roma Annales Bertiniani, anno 847, p. 67. Egli pose Ludovico al comando della stessa, che riuscì nell'848 a sconfiggere i saraceni e a liberare Benevento Annales Bertiniani, anno 848, p. 67. Dopo aver ottenuto la riappacificazione dei principi longobardi di Salerno e Benevento, nell'850 Ludovico venne unto Annales Bertiniani, anno 850, p. 72 da papa Leone IV e incoronato co-Imperatore. Sempre in quell'anno, suo padre Lotario, ritiratosi nel suo regno di Lotaringia, rinunciò alla corona d'Italia e Ludovico, ormai unico re, dovette tenere a bada i Saraceni.

Secondo il cronista Reginone, nell'851, morì Ermengarda di Tours, la madre di Ludovico Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, p. 568 . Sempre nell'851, Ludovico si era fidanzato con Engelberga o Angilberga, di cui non si conoscono gli ascendenti; ma secondo alcuni storici Engelberga era probabilmente la figlia di Adelchi I, conte di Parma e duca di Spoleto. Sembra però che la relazione tra i due fosse cominciata in un periodo imprecisato tra l'848 e l'851, prima del matrimonio; il legame portò al concepimento della primogenita della coppia, GislaTiziana Lazzari, Una mamma carolingia e una moglie supponide: percorsi femminili di legittimazione e potere nel regno italico in C'era una volta un re...". Aspetti e momenti della regalità. Da un seminario del dottorato in Storia medievale, a cura di Giovanni Isabella, Bologna 2003, p. 51.: per regolare la loro relazione quindi retrodatarono il contratto matrimoniale all'ottobre 851. Il matrimonio fu celebrato l'anno successivo; comunque, da un documento di una donazione dell'860 Angilberga risulta essere la moglie dell'augusto imperatore Ludovico II Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Karolinorum, tomus IV, p. 126 . L'evento sancì l'ascesa dei Supponidi, emarginando altri clan come quello degli Hucpoldingi, dinastia a cui apparteneva Hucpold.

Negli anni 851 e 852, Ludovico II intervenne nuovamente a Benevento liberandola da una banda di Saraceni che vi si era insediata. Poi si diresse in Puglia, dove non riuscì a liberare Bari Annales Bertiniani, anno 852, Pag 79. Dopo il suo rientro al nord i saraceni ripresero le scorrerie che portarono al saccheggio dell'abbazia di Montecassino. Nell'855, il padre Lotario I si ammalò seriamente e, disperando della guarigione, rinunciò al trono e si fece monaco nell'abbazia di Prüm Monumenta Germanica Historica, tomus I: Ruodolfi Fuldensis Annales, anno 855, p. 369 ; prima di morire, secondo Reginone, con la ripartizione di Prüm divise il suo regno, la Lotaringia, tra i tre figli Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, anno 855, p. 569 : a Ludovico (o Luigi) II, primogenito, furono confermati il trono d'Italia (era già re d'Italia) ed il titolo imperiale (era già co-Imperatore) a Lotario II (835 - 869), secondogenito, spettarono, oltre che la Frisia, i territori compresi tra il fiume Reno a est, il fiume Schelda ad ovest e i monti Giura (con la Borgogna Cisgiurana) e la Savoia, inclusi, a sud, col titolo di re di Lotaringia a Carlo (ca. 845 – 863), terzogenito, toccarono la Provenza, Lione e la Borgogna Transgiurana, col titolo di re di Provenza

Carlo, il terzogenito, era ancora un bambino e, secondo gli Annales Bertiniani, era anche epilettico Annales Bertiniani, anno 863, p. 118, per cui i suoi fratelli maggiori, a Orbe, cercarono di convincerlo a rinunciare al regno che il padre gli aveva destinato e a farsi tonsurare Annales Bertiniani, anno 856, Pag 90, ma i nobili provenzali si ribellarono a tale proposta (secondo gli Annales Bertiniani la causa fu la mancanza di accordo tra i fratelli maggiori) e Carlo mantenne il tronoLa reggenza fu affidata al conte di Vienne, Gerardo.. In quello stesso anno i Saraceni devastarono Napoli.

I suoi fratelli, Lotario II e Carlo, nell'858 avevano trovato un accordo per l'eredità del regno di Provenza, nel caso che Carlo fosse morto senza eredi, con un trattato che garantiva il regno a Lotario in cambio della cessione di alcuni territori al fratello Annales Bertiniani, anno 858, Pag 95. Ma dopo che era sorto il problema del divorzio tra suo fratello Lotario II e Teoberga (o Teutberga), Ludovico si riconciliò col fratello, appoggiando l'annullamento del matrimonio di quest'ultimo da Teutberga, convinto di poter influenzare Papa Nicola I, dopo che, nell'858, ne aveva favorito l'elezione.

Nell'859, Ludovico ottenne da Lotario le città di Ginevra, Losanna e Sion Annales Bertiniani, anno 859, p. 100. Il giorno della Pentecoste dell'860, Ludovico incontrò i fratelli Carlo e Lotario nella chiesa di San Castore, fuori le mura di Coblenza, stipulando un trattato di pace, la pace di Coblenza, destinato però a essere infranto già nell'869.

Nell'862, con l'appoggio di Ludovico II e dello zio Ludovico il Germanico, Lotario II convocò un secondo concilio ad Aquisgrana, dove il sinodo dei vescovi annullò il matrimonio con Teoberga, per cui Lotario fu finalmente libero di sposare la sua concubina, Waldrada. Il matrimonio fu celebrato nello stesso anno (862).

Carlo, oppresso dalla malattia, morì nell'863, senza eredi, rendendo vacante il trono di Provenza, che secondo l'accordo dell'858 tra Carlo e Lotario sarebbe dovuto toccare a quest'ultimo; ma Ludovico II occupò la Provenza prima dell'arrivo di Lotario e, con l'appoggio dei maggiorenti, si appropriò del regno. L'altro fratello, Lotario II, venuto a conoscenza della cosa arrivò in Provenza. La guerra fu evitata con un accordo in cui Ludovico assunse il titolo regale, mentre una parte di territori della Borgogna Transgiurana appartenuti al defunto Carlo venne assegnata a Lotario.

Pochi mesi dopo, entrò in conflitto con Nicola I poiché questi aveva manifestato la propria opposizione all'annullamento del matrimonio del fratello con Teoberga ed al riconoscimento del nuovo matrimonio di Lotario con WaldradaNell'863, per volere del papa, fu convocato, a Metz, un sinodo di vescovi Franchi che avrebbero dovuto venire dalla Lotaringia, dalla Provenza, dal regno dei Franchi occidentali e da quello dei Franchi orientali, ma i legati papali furono corrotti e convocarono solo vescovi lotaringi e pochi altri; in tale sinodo fu confermata la validità del matrimonio tra Lotario e Waldrada, basandosi su un preteso matrimonio, precedente all'unione di Lotario con Teoberga.. A seguito della decisione del papa di deporre i vescovi Annales Bertiniani, anno 864, p. 139 che, a Metz, avevano appoggiato il riconoscimento del secondo matrimonioPapa Nicola I poteva permettersi di opporsi all'imperatore Ludovico II, perché in effetti quest'ultimo era militarmente debole ed anche povero finanziariamente., Ludovico si pose al comando di un esercito e raggiunse Roma nel febbraio dell'864. Ammalatosi durante l'assedio, si rappacificò con il papa e tornò a Pavia.

In questa città, sede formale del regno d'Italia, tenne nell'865 un'assemblea che pose le basi della più importante spedizione contro i Saraceni di tutto il suo regno. Nell'866, accompagnato dalla moglie, marciò su Benevento Annales Bertiniani, anno 866, p. 154, ma l'intrapresa apparve presto inutile senza l'appoggio di una flotta (l'anno seguente Ludovico pose l'assedio a Bari, senza ottenere alcun risultato, non avendo la flotta per bloccare gli accessi dal mare). Ludovico cercò quindi un accordo con l'Imperatore Romano d'Oriente (Basileus) Basilio I, promettendo la figlia Ermengarda in sposa al figlio del Basileus, Symbatios/CostantinoSymbatios, rinominato Costantino (ca. 865 – 879), che fu co-imperatore con Basilio dal 6 gennaio 868 fino alla sua morte.

Secondo lo storico, Georgij Aleksandrovič Ostrogorskij, Costantino fu promesso nell'869 ad Ermengarda di Provenza, figlia dell'imperatore Ludovico II e di Engelberga d'Alsazia. Il contratto fu rotto nell'871 quando i rapporti fra Basilio e Ludovico si guastarono., ma non avendo mantenuto l'impegno matrimoniale la flotta bizantina, che si era presentata di fronte a Bari, si ritirò senza intervenire.

Con Basilio Ludovico non rinunciò ad affermare la sua dignità imperiale, rivendicando il titolo di "Imperatore dei Romani" al posto di "Imperatore dei Franchi", utilizzato dalle lettere dell'imperatore bizantinoQuando Basilio I rimproverò Ludovico II per il fatto che si faceva chiamare "Imperatore dei Romani", questi rispose che gli spettava poiché era stato incoronato dal papa.. Nell'869 penetrò all'interno della Puglia, più precisamente nell'Istmo salentino (area tra Taranto e Brindisi), riconquistando ai longobardi l'importante città di Oria, e regalò alla moglie Angelberga la corte di Dova Superiore, usata per cacciare e svagarsi.

Nel novembre dell'867 era morto papa Nicola I, cui era succeduto papa Adriano II, con l'appoggio di Ludovico Annales Bertiniani, anno 867, Pag 170, che aveva mantenuto lo stesso atteggiamento del predecessore nei confronti di suo fratello Lotario II. Quest'ultimo, l'anno successivo (869), si era dato da fare, con l'aiuto di Ludovico e della cognata Engelberga, per far recedere papa Adriano dalla sua posizione, ed era morto Annales Bertiniani, anno 869, p. 189 senza aver ottenuto il riconoscimento del matrimonio con Waldrada; i suoi figli furono dichiarati bastardi.

E mentre il legittimo erede, Ludovico II, era impegnato in Italia, ma soprattutto non aveva un grosso seguito tra i nobili di Lotaringia, gli zii Ludovico il Germanico, re dei Franchi Orientali, e Carlo il Calvo, re dei Franchi Occidentali, che invece avevano parecchi sostenitori tra la nobiltà della Lotaringia, poterono reclamare la successione, impossessandosi dei domini del nipote. L'anno seguente sancirono la spartizione col trattato di Meerssen (870) Annales Bertiniani, anno 870, pp. 205 e segg..