Di canti di gioia, di canti d'amore (spesso abbreviato in Di canti di gioia) è l'inno studentesco universitario italiano.

Origini dell'inno L'inno fu scritto da Giovanni Giuseppe Gizzi (1863-1912) e messo in musica dallo studente Giovanni Melilli nel 1891 e si rifà ad una tradizione studentesca e goliardica italiana che affonda le sue radici nel Risorgimento

Il testo intendeva dare "viva espressione dei valori della patria, della libertà e della gioventù",

L'inno "riscosse un grandissimo successo anche fra gli studenti italiani delle province ancora irredente". La sua notorietà si estese anche all'estero, con traduzioni in varie lingue.

Testo Il testo richiama molti dei fatti che legarono gli studenti a quel particolare periodo storico, che, nel frangente storico dei moti del 1848, aveva visto, in quasi tutti gli atenei italiani, la partecipazione degli studenti a fatti di sangue.

La terzina centrale del testo sotto riportato: Ribelli ai tiranni di sangue bagnammo Le zolle d'Italia tra l'armi sposammo In sacro connubio: la patria e il saper descrive sinteticamente e poeticamente quei fatti.

Nel gennaio di quell'anno, a Pavia, gli studenti si scontrarono con truppe dell'esercito austriaco. Vi furono numerose vittime fra gli studenti. L'8 febbraio successivo, a Padova,gli austriaci sparano sugli studenti che cercano rifugio all’interno del Caffè Pedrocchi e dell’Università. Il bilancio è di decine di feriti e di due caduti, gli studenti Giovanni Leoni e Giambattista Ricci. . Alla fine di maggio, presso Mantova, alla battaglia di Curtatone e Montanara partecipò il Battaglione della Guardia Universitaria della Toscana con trentadue professori alla testa di trecentottantanove studenti.

Gli studenti furono uno degli elementi centrali in tutti i moti di quel periodo, tanto che ad Urbino - nel 1831 - uno di questi moti venne chiamato la Rivoluzione dei dottori.

Tutto questo è cantato nella parte centrale (gli estremi, prima e quinta terzina, costituiscono la parte da svolgere dai goliardi in pace): Di canti di gioia, di canti d'amore Risuoni la vita mai spenta nel cuoreNon cada per essi la nostra virtù. Ecco il testo completo: Di canti di gioia Di canti d'amore Risuoni la vita Mai spenta nel Cuore, Non cada per essi La nostra virtù. [bis] Dai lacci sciogliemmo L'avvinto pensiero Che or libero spazia Sui campi del vero E sparsa la luce Sui popoli fu. [bis] Ribelli ai tiranni Di sangue bagnammo Le zolle d'Italia Fra l'arti sposammo In sacro connubio La Patria al saper. [bis] La Patria faremo Coi petti e coi carmi Superba nell'arti Temuta nell'armi Regina nell'opre Del divo pensier. [bis] Di canti di gioia Di canti d'amore Risuoni la vita Mai spenta nel Cuor!

Note

Bibliografia Valentino De Carlo (a cura di), Canti goliardici, Libreria Meravigli Editrice, Milano, 1993

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