Caratteristiche tecniche Giocatore Ha giocato prevalentemente nel ruolo di centromediano, sia in squadre metodiste che in squadre sistemiste, distinguendosi per senso di posizione e doti tattiche.

Allenatore È stato tra i precursori del gioco a zona, che applicava già negli anni sessanta, escludendo l'utilizzo di un libero fisso dietro i marcatori. Puppo assegnava al libero compiti sia di copertura che di costruzione del gioco offensivo Storiapiacenza1919.itP.Gentilotti, M.Molinaroli, Lo sai che i papaveri...1919-1991: il Piacenza Calcio tra cronaca e storia, dicembre 1991, pag.92.

Carriera Giocatore Piacentino di nascita, trascorre gli anni dell'adolescenza a Shanghai, al seguito del padre violinistaSandro Puppo, gentiluomo del calcio, Libertà, 18 ottobre 1986, pag.21. In Cina inizia anche a giocare a calcio, nella squadra della scuola locale, e quando nel 1934 torna a Piacenza si presenta all'allenatore Carlo Corna, che inizialmente lo schiera mezzala Piacenzacalcio.it; in seguito, tuttavia, viene schierato centromediano, ruolo che ricoprirà per il resto della carriera. Gioca da titolare nel Piacenza per tre stagioni di Serie C, e le sue prestazioni gli valgono la convocazione per le Olimpiadi di Berlino del 1936 insieme al compagno di squadra Carlo Girometta, entrambi però da riserve e senza mai giocare.

Nell'estate 1937 passa all', con cui vince subito uno scudetto sia pur senza mai scendere in campo (chiuso da Renato Olmi); in maglia nerazzurra esordisce in Coppa Italia, il 6 gennaio 1938 sul campo del G.Bottazzini, C.Fontanelli, Piacenza90: partite, protagonisti, immagini, GEO Edizioni, pag.118. Anche nella stagione successiva ha poco spazio (8 presenze in Serie A) e viene ceduto al , con cui si impone da titolare per quattro campionati consecutivi, dal 1939 al 1943, giocando alle spalle del duo Loik-Mazzola. Resta in forza ai neroverdi anche nel Campionato Alta Italia 1943-1944, nel quale la squadra approda al girone finale Calciovenezia.com.

Finita la guerra viene posto in lista per il prestito, Il Corriere dello Sport, 28 settembre 1945, pag.2: torna per una stagione al come allenatore-giocatore (sostituito però dalla quarta giornata da Renato Bodini) Storiapiacenza1919.it, prima di rientrare al Venezia per il campionato di Serie A 1946-1947 Storiapiacenza1919.it. Con la retrocessione dei veneti in Serie B passa alla , voluto da Imre Senkey per le sue capacità di adattamento al ruolo di centromediano sistemista. Nella Capitale, tuttavia, si procura un grave infortunio che chiude la sua carriera agonistica, chiusa in Promozione al nel 1949-1950 nel doppio ruolo di giocatore-allenatore.

Allenatore Dopo le prime esperienze da allenatore-giocatore nel Piacenza e nel Thiene, nel 1950 diventa allenatore in seconda del Venezia, in Serie B; in seguito, tra gennaio e ottobre 1951 diventa primo allenatore, prima di essere esonerato a favore di Mario Villini, Il Corriere dello Sport, 12 ottobre 1951, pag.2. Nel prosieguo della stagione 1951-1952 passa sulla panchina del Rovereto, in Serie CAlmanacco Illustrato del calcio 1952, pag.191. Nel 1952 arriva la chiamata della Nazionale di calcio della Turchia, che guida nelle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e conduce alla qualificazione ai mondiali del 1954 eliminando a sorpresa la favorita Spagna. In quello stesso biennio (1952/54) torna brevemente al Thiene come allenatore-giocatore, sfruttando l'assenza di impegni con la Nazionale turca nel 1952L’enigma turco del commissario Puppo Ilnobilecalcio.it., e nel 1953-1954 allena anche il , con cui vince il campionato turco.

Siederà poi sulla panchina del (1954-1955), è attualmente l'unico allenatore italiano ad aver allenato la squadra catalana nella storia, conquistando un secondo posto dietro al e lanciando in prima squadra Luis Suárez. Tornato in Italia, allena per un biennio la , portando avanti un programma di rinnovamento e ringiovanimento della squadra: in quella squadra, soprannominata la Juve dei puppanti, La Stampa, 18 ottobre 1986, pag.22, inserisce tra i titolari giovani come Piero Aggradi, Flavio Emoli, Enzo Robotti e Giuseppe Vavassori.

Nel 1957 si riavvicina a Venezia per motivi di salute, allenando la , e l'anno successivo entra nei ranghi federali chiamato da Walter Mandelli, come segretario generale del Settore Tecnico della F.I.G.C.. In occasione di un'amichevole a Budapest siede sulla panchina della Nazionale B, prima di ritornare di nuovo in Turchia, ancora alla guida di Nazionale e Beşiktaş.

Rientrato definitivamente in Italia, guida , Il Corriere dello Sport, 4 agosto 1962, pag.7, Venezia (dove viene sostituito in febbraio da Camillo Achilli)Achilli sostituisce il piacentino Puppo alla guida del Venezia, Libertà, 26 febbraio 1964, pag.5 e Sandro Puppo D.T. della Triestina, Libertà, 30 luglio 1964, pag.5, prima di concludere la carriera di allenatore nella natìa Piacenza, dal giugno 1966 all'ottobre 1967, quando si dimette dall'incarico Storiapiacenza1919.it passando al ruolo di consulente tecnico del neo allenatore Leo ZavattiP.Gentilotti, G.Rubini, Dal Farnese a Barriera Genova, ed.Libertà, vol.3, pag.156.

Dopo il ritiro Nel 1968 venne assunto dalla ditta piacentina Astra dell'ex presidente del Piacenza Enzo Bertuzzi, come corrispondente in lingue estere e segretario. Nel 1970 fu scelto dalla FIFA nel gruppo di studio tecnico dei mondiali in Messico, insieme agli inglesi Winterbottom e Greenwood e al tedesco Cramer.

Nel 1974 pubblicò a Piacenza il volume Calcio: quo vadis, un saggio in cui esponeva l'evoluzione tecnica e tattica del gioco del calcio dalle origini fino al 1970.

È scomparso a Piacenza nel 1986 all'età di 68 anni. Nella sua città natale gli è stato intitolato un campo da calcio, sul quale disputano le proprie partite le formazioni dilettantistiche della U.S. Turris, della A.S.D. Primogenita e della Nuova Spes. Subito dopo la sua scomparsa si era pensato di intitolargli anche lo stadio della Galleana, ma l'idea è stata successivamente accantonata, La Stampa, 8 novembre 1986, pag.2.

Palmarès Giocatore Club

Ambrosiana-Inter: 1937-1938

Ambrosiana-Inter: 1938-1939 : 1940-1941

Nazionale

Allenatore

: 1953-1954

Note

Bibliografia Matteo Eremo, Il calcio è musica. Vita e romanzo di Sandro Puppo, allenatore dimenticato, Mattioli 1885, 2023.

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