I serpenti, detti anche serpi od ofidi, sono rettili squamati appartenenti al sottordine Serpentes (o Ophidia; ).
La filogenesi dei serpenti è collegata strettamente a quella delle lucertole, nome comune dei rettili appartenenti al sottordine Sauria, con cui costituiscono l'ordine Squamata. Nelle zone temperate quando arriva l'inverno i serpenti, inadatti a vivere in un clima freddo, entrano in uno stato di letargia fino alla fine della stagione fredda.
Secondo un'analisi statistica di ScienceAlert del 28 febbraio 2018, dal titolo "Deadliest creatures worldwide by annual number of human deaths as of 2018", i serpenti sono tra gli animali che ogni anno provocano maggiori morti umane. Precisamente, i serpenti si trovano al terzo posto, dopo le zanzare e gli stessi esseri umani, e a seguire i cani al quarto posto.
Origini ed evoluzione I ritrovamenti fossili dei serpenti sono relativamente scarsi, a causa dei loro scheletri fragili che difficilmente si fossilizzano. I più antichi resti fossili attribuibili a serpenti datano a circa 167 milioni di anni fa (Eophis underwoodi) e sono stati ritrovati in Inghilterra. Si suppone che questi antichi serpenti siano derivati da animali del gruppo delle lucertole, probabilmente da forme scavatrici e acquatiche.Michael W. Caldwell, Randall L. Nydam, Alessandro Palci, Sebastián Apesteguía. The oldest known snakes from the Middle Jurassic-Lower Cretaceous provide insights on snake evolution. Nature Communications, 2015; 6: 5996 DOI: 10.1038/ncomms6996 Si conosce una forma del Cretaceo superiore, Najash rionegrina, che era dotata di due zampe posteriori e di osso sacro; presumibilmente era un animale compiutamente terrestre e scavava tane nel terreno. Una forma attuale, forse analoga a questi antenati scavatori, è il lantanoto del Borneo (Lanthanotus borneensis), una "lucertola" varanoide dalle abitudini semiacquatiche e priva di orecchie esterne.
Probabilmente i serpenti scavatori svilupparono corpi allungati e persero le zampe per adattarsi a un habitat sotterraneo. Inoltre per questo motivo svilupparono anche palpebre fuse e trasparenti.
Altri serpenti fossili risalenti al Cretaceo (Haasiophis, Pachyrhachis, Eupodophis), rinvenuti in strati leggermente più antichi di quelli di Najash, erano dotati di zampe posteriori, ma erano chiaramente forme marine e le zampe non erano del tutto articolate con la pelvi. In ogni caso nel Cretaceo superiore erano già presenti serpenti simili a quelli attuali (Dinilysia) accanto a forme gigantesche dall'incerta collocazione (Madtsoiidae).
Attualmente vi sono numerosi gruppi di serpenti primitivi, come i pitoni e i boa, che possiedono ancora zampe vestigiali, usate esclusivamente nell'accoppiamento per trattenere la femmina. Altri serpenti dotati di questi "speroni" sono i Typhlopidae e i Leptotyphlopidae, noti comunemente come serpenti verme.
Un'altra ipotesi sull'origine dei serpenti suggerisce che questi fossero stretti parenti dei mosasauri, grandi lucertole marine del Cretaceo anch'esse derivati dai varanoidi. Nel caso di questi animali, le palpebre trasparenti e fuse si sarebbero sviluppate per fronteggiare condizioni marine potenzialmente dannose, mentre il sistema uditivo sarebbe scomparso a causa di un mancato utilizzo; secondo questa ipotesi i serpenti in origine erano animali marini che successivamente colonizzarono le terre emerse. I fossili di Pachyrhachis e delle forme simili testimonierebbero la correttezza di questa ipotesi.
La grande diversificazione dei serpenti moderni cominciò nel Paleocene, dopo la scomparsa dei dinosauri e insieme alla radiazione adattativa dei mammiferi. Di questo periodo sono note forme acquatiche (Palaeophis, Pterosphenus) e gigantesche (Titanoboa, Gigantophis) sviluppatesi grazie a un clima particolarmente caldo e umido. Uno dei gruppi più comuni al giorno d'oggi, i colubridi, divenne particolarmente diversificato grazie alla dieta a base di roditori che a loro volta erano un gruppo di mammiferi dallo straordinario successo. Alimentazione I serpenti sono animali carnivori, si nutrono quindi di piccoli animali, compresi altri rettili e serpenti, uccelli, uova o insetti. Alcune specie sono dotate di un morso velenoso con il quale uccidono oppure paralizzano la preda prima di nutrirsene; altre invece uccidono le prede per costrizione. I serpenti ingoiano la preda senza masticarla poiché dispongono di un'articolazione estremamente flessibile. Tutti gli Ofidi utilizzano, per individuare le prede, l'Organo vomeronasale
La parte posteriore del palato non è fissata al cranio, bensì è tenuta da legamenti e può essere spostata all'indietro, l'osso quadrato si presenta sviluppato in lunghezza e può essere portato in posizione verticale aumentando così le dimensioni della cavità boccale, inoltre presentano un dilatamento laterale delle ossa mascellari. Questa articolazione viene definita articolazione rettiliana e permette ai serpenti di aprire la bocca e ingoiare interamente la preda, anche se questa è di grandi dimensioni. All'interno dello stomaco hanno degli acidi che servono a sciogliere la preda.
Pelle
La pelle è coperta di squame. La maggior parte dei serpenti utilizza le squame della pancia per muoversi. Le loro palpebre sono squame trasparenti che rimangono perennemente chiuse. I serpenti mutano periodicamente la loro pelle. Diversamente da altri rettili, questa mutazione è fatta in un solo passo, come uscire da un calzino. Lo scopo della muta è la crescita delle dimensioni del serpente, quindi la muta è indispensabile per migliorare il movimento.
Muta
La muta per i serpenti avviene ad intervalli regolari, da poche settimane ad alcuni mesi: per poter crescere, i serpenti cambiano tutta la loro pelle, quasi sempre in un solo colpo. Contorcendosi e strofinandosi contro le rocce e altri oggetti duri, i serpenti escono dalla loro vecchia pelle come da un vestito, mettendo a nudo il nuovo strato formato al di sotto ed abbandonando il vecchio strato di pelle, intero. Una muta che avviene in più riprese o che lascia pezzi della vecchia pelle attaccata al corpo è sintomo di problemi di salute del rettile e prende il nome di disecdisi. Le squame che coprono il corpo dei serpenti sono composte da una generazione epidermica esterna ed una interna: durante la muta lo strato della generazione epidermica esterna più interno, composto da cellule prevalentemente vive, va in autolisi e ciò permette il distaccamento della porzione più esterna, che viene persa tutta insieme.
Tassonomia Il sottordine Serpentes, denominato anche Ophidia, comprende tradizionalmente due infraordini, Alethinophidia e Scolecophidia, che raggruppano le seguenti famiglie e sottofamiglie:
Infraordine Alethinophidia Superfamiglia Henophidia Famiglia Aniliidae Famiglia Anomochilidae
Famiglia Boidae Sottofamiglia Boinae Sottofamiglia Calabariinae Sottofamiglia Candoiinae Sottofamiglia Charininae Sottofamiglia Erycinae Sottofamiglia Sanziniinae Sottofamiglia Ungaliophiinae Famiglia Bolyeridae Famiglia Cylindrophiidae
Famiglia Loxocemidae Famiglia Pythonidae Famiglia Tropidophiidae Famiglia Uropeltidae Famiglia Xenopeltidae Famiglia Xenophidiidae Superfamiglia Caenophidia (o Xenophidia) Famiglia Acrochordidae
Famiglia Colubridae Sottofamiglia Calamariinae Sottofamiglia Colubrinae Sottofamiglia Grayiinae Sottofamiglia Sibynophiinae Famiglia Dipsadidae Famiglia Lamprophiidae Sottofamiglia Aparallactinae Sottofamiglia Atractaspidinae Sottofamiglia Lamprophiinae Sottofamiglia Psammophiinae Sottofamiglia Prosymninae Sottofamiglia Pseudaspidinae Sottofamiglia Pseudoxyrhophiinae Famiglia Natricidae Famiglia Pseudoxenodontidae Famiglia Elapidae Sottofamiglia Elapinae Sottofamiglia Hydrophiinae Famiglia Homalopsidae Famiglia Pareatidae Famiglia Viperidae Sottofamiglia Azemiopinae Sottofamiglia Crotalinae Sottofamiglia Viperinae Famiglia Xenodermatidae Infraordine Scolecophidia Superfamiglia Typhlopoidea Famiglia Anomalepididae Famiglia Gerrhopilidae Famiglia Typhlopidae Famiglia Leptotyphlopidae Famiglia Xenotyphlopidae
Alcuni autori hanno proposto, sulla base di risultanze di analisi molecolari, di elevare Leptotyphlopidae e Anomalolepidae al rango di superfamiglie a sé stanti (rispettivamente Leptotyphlopoidea e Anomalepidoidea), ma tale impostazione non è universalmente accettata.
I serpenti e l'uomo I serpenti non si nutrono quasi mai dell'uomo, ma si sono comunque registrati rari casi di bambini e adulti mangiati dai grandi costrittori. Anche le specie più aggressive preferiscono di norma evitare il contatto.
Per l'uomo quindi il pericolo maggiore che deriva dai serpenti non è quello di essere mangiati, ma di essere morsi, perché alcune specie sono velenose: la diversa composizione del veleno può comportare vari sintomi per ogni morso. Il 15% circa dei serpenti possiede un veleno pericoloso per l'uomo.
Non si conosce con precisione il numero di morsi e di morti che i serpenti causano agli esseri umani, perché molte persone, soprattutto in Africa e in Asia meridionale, non si rivolgono alle strutture ospedaliere, tuttavia si stima che ogni anno ci siano da a avvelenamenti da ofidi che causano tra i e i morti.
La terapia si basa principalmente sul rallentamento dell'assorbimento del veleno e sulla somministrazione di un siero antiofidico, che dev'essere fatta in ambiente ospedaliero per non rischiare gli effetti di un possibile shock anafilattico.
Il dualismo di fascino e timore che questi animali suscitano in noi ha contribuito al diffondersi dei serpenti come animali da compagnia. Per la stabulazione di gran parte di queste specie occorre un terrario con le pareti di vetro o legno, sebbene poche necessitino di un acquario o di un'acqua-terrario. Tra i più diffusi figurano i colubridi, i pitoni ed i boidi.
Molti serpenti, non soltanto le specie velenose, vengono utilizzati anche nella ricerca medica.
Il serpente come simbolo
Il serpente ha avuto molta fortuna come simbolo, sia con significati positivi quali completezza, come nell'immagine a cerchio del serpente che si morde la coda (uroboro), oppure espressione di conoscenze segrete, sia con significati negativi come accade nella Bibbia in cui Satana si presenta sotto forma di serpente, o nella mitologia norrena che vede il serpente Miðgarðsormr, figlio di Loki, protagonista del Ragnarǫk insieme a Fenrir. Nella Bibbia il serpente assume anche simboli positivi come il Nehustan di Mosè simbolo di resurrezione il cui serpente muta la pelle. Per gli Yaqui messicani il serpente rappresenta lo sciamano. In araldica il "biscione" è stato il simbolo del Ducato di Milano, sia sotto gli Sforza, sia con i Visconti ed oggi è ancora riscontrabile in stemmi di alcuni comuni lombardi e non, legati storicamente alla signoria ambrosiana, come per esempio Bellinzona, la capitale del Canton Ticino (Svizzera); in epoca contemporanea il "biscione" è divenuto anche il simbolo di alcune società milanesi (Inter, Alfa Romeo, Mediaset/Fininvest, ecc.). Il Serpente (蛇) è uno dei 12 animali dello zodiaco cinese. Il serpente ha anche una rilevanza simbolica nel contesto onirico. Freud riteneva che il serpente nei sogni avesse una connotazione legata alla sessualità in quanto figura fallica, ma anche una connessione con la creatività. Mentre Jung pensava che sognare serpenti avesse un collegamento con il conflitto tra coscienza e istinto. Nell'ebraismo il serpente di bronzo è simbolo di guarigione e della salvezza dalla morte imminente.
Note
Voci correlate Ofidiofobia Ofiologia Vino di serpente
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Categoria:Taxa classificati da Linneo