Le miniere di Pazzano sono tutte quelle miniere aperte che si trovano nel territorio del comune di Pazzano in Calabria utilizzate in passato soprattutto per l'estrazione di minerali ferrosi, tra i quali anche la pirite. Attualmente le miniere sono tutte chiuse e le poche rimaste ancora visibili fanno parte dell'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria.
Storia Età antica
Fin dal tempo dei greci furono aperte miniere per l'estrazione dell'argento e altri minerali. Si è a conoscenza che l'antica città greca di Kaulon, nella vallata dello Stilaro, avesse una zecca in virtù del possedimento di miniere nell'entroterra per produrre gli Stateri incusi in argento. A testimonianza di ciò anche la località nominata "Argentera".. Nel 1952 in località Praca furono rinvenute 7 monete cartaginesi in elettro attribuiti al 300 a.c. L. I. MANFREDI, Il commercio e le monete nel Bruzio prima e dopo Annibale. Atti del Convegno internazionale Fenici-Italici.Cartagine e la Magna Grecia. Popoli a contatto, culture a confronto..
Anche i romani sfruttarono le miniere nell'area di Pazzano e di tutta la vallata, come testimonia la presenza di una colonia penale per i damnata ad metalla e da dove potrebbe aver origine anche il nome di Pazzano.
Basso Medioevo Il diploma del 1094, senza menzionare Pazzano, il conte Ruggero II concede i diritti di estrazione mineraria del territorio alla Certosa di Santo Stefano del Bosco (attuale Certosa di Serra San Bruno). In un documento del 1333, durante il regno di Roberto d'Angiò si fa cenno alle gallerie minerarie di Monte Stella e di una ferriera di proprietà della Certosa di Serra San Bruno ubicata nell'area di Pazzano.. Le miniere e le ferriere sono gestite da "Arrendatari" che le sfruttano per conto del Re e della Certosa, pagandoli in manufatti e denaro. L'attività industriale sarebbe fiorita fino al 1450 quando il ferro viene importato direttamente dalla Toscana.
Tra Cinquecento e Seicento Nel 1520 la ferriera risulta inattiva e le miniere di Pazzano quasi abbandonate che fornivano il poco materiale alle ferriere di Campoli, Trentatarì, Castel Vetere (Oggi Caulonia), Spadola e Furno. Nel 1523 L'imperatore Carlo V decide di regalare al suo scudiero Cesare Fieramosca le miniere e i forni fusori e tre anni dopo anche i boschi della zona. Dal 1527 le concessioni ritornano al Regio Demanio
Dal '600 le miniere rientrate sotto il controllo delle Regie ferriere di Stilo, e dal 1650 il Regno di Napoli conferisce la carica di Regio Governatore del Casale di Pazzano ai partitari delle ferriere di Stilo che potevano quindi in autonomia gestire la giustizia penale e civile nell'area estrattiva e di selvicoltura che afferivano alle ferriere.. Per la prima volta il casale di Pazzano veniva reso parzialmente dipendente dal regio comune di Stilo.
In un documento del 1674 viene rilevata la presenza di miniere attive a Pazzano in località "Colla di Bando", in quanto alcuni "grottari" che estraevano lì il minerale e che ricevevano ogni anno 300 ducati per la manutenzione delle miniere.Fondo notarile not. V. Natale. b.57, vol. 433, f.79r, 13 aprile 1674.
Tra Settecento e Ottocento
Nel 1724, sempre nella miniera Colla di Bando sul Monte Mammicomito si ravvisa la scarsità di minerale ferroso, di conseguenza vengono incaricati i capi-grottari di Pazzano Francesco Burnino, Antonio Franco e Nicola Pisano insieme ad altri 9 minatori del paese di aprire una nuova grotta nella stessa zona..
Nel 1727 vengono arrestati a Stilo alcuni capi-grottari, Nicolo Manna, luogotenente del governatore delle regie ferriere di Stilo Pompeo Galluppi ne chiese la scarcerazione. Nella vicenda erano coinvolti anche il sindaco dei nobili di Stilo Domenico Antonio Marzano ed il sindaco del casale di Pazzano, il magistro Nicola Tassone.
Quando nacque il complesso siderurgico dell'Assi e poi il polo siderurgico di Mongiana alla fine del Settecento si sfruttavano anche le miniere di Pazzano. Del 1742 si ha notizia dell'esistenza a Pazzano anche della "regia fornace" e cioè di una fabbrica di cannoni.
Nel 1826 i 40 trasportatori locali di minerale di Pazzano richiesero al Ministro Segretario di Stato di avere l'esclusiva del trasporto del materiale minerario da Pazzano a Mongiana.
Alla fine dell'Ottocento, dopo l'abbandono da parte di Achille Fazzari delle attività siderurgiche legate a Mongiana, anche le miniere di Pazzano perdono di importanza.
Il Novecento
Dopo il periodo di abbandono di attività di estrazione mineraria e siderurgica, nel 1916 la società Ilva riprende i lavori nel comune di Pazzano per due gallerie, con i permessi di scavo ottenuti dagli eredi di Fazzari. Questi lavori vengono tuttavia interrotti dal tribunale di Gerace Marina, che attribuiva al demanio del comune di Pazzano i diritti di estrazione mineraria, in quanto scadute le concessioni di Fazzari. Di conseguenza, la società ricerca e apre nuove miniere nei comuni di Stilo e Placanica. Nel frattempo il comune di Pazzano concede a un certo Alessandro Casini il diritto di estrazione mineraria su tutto il territorio di Pazzano con una delibera comunale dell'8 marzo 1917. Successivamente il diritto gli fu esteso a 30 anni.
Il 5 luglio 1920 nasce a Genova la Società Anonima Miniere di Pazzano con a.d. Adolfo Senigallia e Giulio Fiorello e vennero riaperte a Pazzano numerose miniere per l'estrazione di pirite e argento e sul monte Campanaro di galena: la galleria Italia e la Piave (ex Umbertello) su Monte Stella, la miniera Regina, Noceto e Scolo sul monte Consolino, la miniera Trieste, sul monte Mammicomito in località Campanaro nella frazione di Pietra la miniera Colle di Banno.
Nel 1921 la società abbandona però i lavori e li cede in subappalto alla Montecatini, ma il comune di Pazzano non accetta. Nel frattempo già dal 1920 il segretario comunale Salvatore Zannino aveva costituito il Sindacato miniere di Pazzano, che riprende le attività nel 1921, ma mancando finanziatori i lavori cessano nel 1923. L'estrazione di pirite riprende l'anno successivo nuovamente con la Montecatini, la quale invia il materiale per la lavorazione a Crotone, in Sicilia e in Puglia. Nel 1929 conclude però tutte le attività..
XXI secolo - Museo della cultura mineraria
Nel 2003 è stata restaurata una bocca di miniera.
Nel 2008 è stato presentato un progetto dal comune di Pazzano per il recupero e la valorizzazione delle miniere. Si aveva l'intenzione di sistemare per scopi turistici, con la creazione di percorsi e sentieri, le seguenti miniere Regina, Regina ribasso, Italia, Piave, Umberto I, Melichicchi con la casa dei minatori e la cappella dei minatori. Questo lavoro si inserisce nel progetto del Parco geo-archeologico minerario di Pazzano. Nel 2026 l'opera è rimasta ancora in fase progettuale.
Nel 2018 viene inaugurato il Museo della cultura mineraria di Pazzano, voluto dall'amministrazione Fiorenza. Da progetto è stato rivestito con un materiale color ruggine a ricordare il passato delle miniere di ferro del paese. Ancora oggi praticamente privo di manufatti minerari. Temporaneamente son state allestite 3 mostre artistiche nel 2021, 2023 e 2024.
Nel 2025 Il Parco Naturale Regionale delle Serre fa installare nei comuni del territorio dei murales a tema minerario tra cui 2 nel comune di Pazzano: Opera 6 Trasporto del minerale e Opera 7 Lavoro in miniera della La via del ferro.
Miniere di Pazzano
Di seguito un elenco delle miniere e gallerie aperte nel comune di Pazzano con accanto indicato l'anno di apertura:
Principe Ereditario ('700).. Carolina ('700) S. Ferdinando ('700) Regina Noceto Scolo (1812) Immacolata Galleria Italia. (Monte Stella a 370 m. d'altezza.) Galleria Piave a 430 m. d'altezza Galleria Acqua Calda Contrì San Giuseppe R. Principe Colle di Banno (Monte Mammicomito '600) Lucarello S. Maria Perrone Gotto Galleria Perronella (1812) Clementina Clementina II o nuova Clementina(1812) San Carlo Galleria San Nicola (1808) Campoli Garibaldi San Luigi Grotta Nuova Provvisoria (1812) Regina ribasso Melichicchi Umberto I Fondelli Vecchia (1812) Galleria Calavrici (1917) Galleria Campanaro (1917) Galleria Ceravolo (1917) Galleria Cavurà (1917) Galleria Contri (1917) Galleria Costa del Medico (1917) Galleria Fiateria (1917) Galleria Iannidangelo (1917) Galleria Lonia (1917) Galleria Lucarello (1917) Galleria Mandarano (1917) Galleria Melichicchi (1917) Galleria Parruni (1917) Galleria Praca (1917) Galleria San Rocco (1917) Galleria Vrisi (1917)
Note
Bibliografia
Voci correlate Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria Miniere di Bivongi Pazzano Reali ferriere ed Officine di Mongiana
Altri progetti
Categoria:Archeologia industriale della Calabria Categoria:Miniere della Calabria Categoria:Serre calabresi Pazzano, Miniere di Categoria:Pazzano