La Cantina sociale Gotto d'oro è un'azienda italiana operativa nel settore vinicolo con sede principale a Marino, nell'area dei Castelli Romani Il Gotto d'oro, fondata nel 1945, è oggi tra i venti gruppi del settore più importanti d'Italia. Controlla il 95% delle quote di mercato di Marino DOC, il 20% del Castelli Romani DOC, il 15% del Frascati DOC ed il 15% del Lazio IGT. Conta 150 soci e ettari iscritti, tratta ogni anno oltre 70 000 quintali di uva e produce in media 5 100 000 di bottiglie l'anno.
Storia
Le premesse
La più antica testimonianza della viticoltura sui Colli Albani risale al VII secolo a.C.,Pino Chiarucci, La civiltà laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Il Lazio Antico - Atti del corso di archeologia tenutosi presso il Museo civico di Albano, 1982-1983, p. 33. tuttavia gli archeologi ritengono possibile che la cultura della vinificazione fosse stata introdotta dalla Grecia, assieme all'olio, già nell'VIII secolo a.C., come farebbero supporre anfore vinarie e vasi di ceramica. Era comunque una bevanda aristocratica ed i mezzi di coltivazione erano assai deboli: il primo aratro di cui abbiamo memoria, raffigurato nella situla della Certosa di Bologna, era sufficiente solo a fare solchi e non a rivoltare la terra.
Uno dei primi estimatori del vino di Marino di cui si abbia notizia fu l'imperatore Carlo V d'Asburgo, che ebbe modo di esprimere il suo apprezzamento per il vino marinese durante la sua visita a Roma del 1536Giuseppe Tomassetti, La Campagna Romana antica, medioevale e moderna, vol. IV p. 176. (una figlia di Carlo V aveva infatti sposato Ascanio I Colonna, l'allora signore di Marino: peraltro si ritiene che costui avviò un grandioso intervento urbanistico nel centro di Marino, culminato con la costruzione di palazzo Colonna, proprio per accogliere l'imperatore suocero in visita nell'Urbe).Carlo Armati, Interventi urbanistici a Marino in occasione della visita di Carlo V, in Il Tesoro delle città: strenna dell'Associazione Storia della Città, anno 2004, pp. 38-44.
I vitigni diffusi sul territorio, ed autorizzati a produrre l'attuale vino a denominazione di origine controllata dalla disciplinare del 1970, sono la malvasia del Lazio e la malvasia Bianca di Candia. Quest'ultima sarebbe stata importata, secondo la leggenda, dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), a cui avrebbe partecipato un drappello di marinesi al seguito del signore di Marino Marcantonio Colonna, nominato ammiraglio del contingente pontificio da papa Pio V. La vittoria della Lega Santa contro la flotta ottomana fu attribuita dal Papa alla Madonna del Rosario, proclamata patrona dello Stato Pontificio e festeggiata nell'anniversario della battaglia. Nel solco di queste ricorrenze sacre e profane, nel 1925 per opera del poeta romano (di origini marinesi) Leone Ciprelli iniziò a celebrarsi la Sagra dell'uva, uno dei primissimi eventi del genere in Italia..
Gli esordi
La società cooperativa Cantina Sociale Cooperativa di Marino s.r.l. (ragione sociale originaria dell'azienda, mantenuta fino al 1986) venne fondata il 10 luglio 1945 a Marino, ad opera di quarantuno soci, proprietari terrieri ed in gran parte esponenti dell'antifascismo marinese.. Il capitale sociale ammontava a lire; la durata della società fissata in trent'anni.. La sede sociale era la residenza municipale di Marino, all'epoca ritornata a palazzo Matteotti dopo il bombardamento di palazzo Colonna del 2 febbraio 1944.Vedi anche la voce Castelli Romani durante la seconda guerra mondiale.
La seconda guerra mondiale era appena finita in Europa, e si avviava a finire in Asia. La spinta a mettere in piedi una cantina sociale cooperativa fu data dall'allora sindaco di Marino pro tempore Zaccaria Negroni,. Servo di Dio, membro ed anima del locale Comitato di Liberazione Nazionale e poi senatore democristiano.
Il primo consiglio d'amministrazione della società si tenne, appunto nella sede comunale, il 19 settembre 1945. Fu deliberato di dare incarico al primo presidente della cantina, Achille Trinca, di trattare con Domenico Casella, segretario di stato del Ministero dell'agricoltura e delle foreste e liquidatore delle istituzioni fasciste dell'Ente Economico della Viticoltura e dell'ENADISTIL (ente nazionale per la distillazione delle materie vinose), l'affitto e l'acquisto dell'enopolio-distilleria di Ciampino.
Questa struttura di metri2. venne inaugurata da Benito Mussolini il 10 dicembre 1939, diciannove mesi dopo la posa della prima pietra tenutasi sempre al cospetto del Duce l'11 maggio 1938. Uno dei promotori dell'impianto fu Luigi Capri Cruciani, grande proprietario terriero marinese, primo sindaco di area popolare a Marino e poi deputato alla Camera dei deputati ed alla Camera dei fasci e delle corporazioni. Capri Cruciani aveva infatti la presidenza dell'ENADISTIL, creato nel 1937. Non fu un caso dunque che per la collocazione dell'impianto venne scelta l'allora frazione marinese di Ciampino (diventato comune autonomo nel 1974).
Lo stabilimento, benché danneggiato dai frequenti bombardamenti anglo-americani motivati dal vicino aeroporto di Roma-Ciampino, fu preso in affitto dalla Cantina Sociale per lire, più lire di deposito cauzionale in titoli di Stato a garanzia degli impianti e dei macchinari.. Il 6 ottobre 1945 la cantina entrò in possesso dell'enopolio e della distilleria. Venne riattivato anche l'oleificio annesso all'impianto. I soci dovettero accendere un mutuo di 85 milioni di lire con il Credito Agrario di Miglioramento per il ripristino del complesso industriale in vista della vendemmia 1946: la capacità di trattamento dello stabilimento di Ciampino fu portata da a quintali di uva.. Il 15 gennaio di quell'anno il consiglio di amministrazione poté riunirsi per la prima volta in quella nuova sede sociale. Viste le spese affrontate per la gestione e la migliorìa dell'impianto, il consiglio d'amministrazione votò l'acquisto dell'immobile dall'ente liquidatore proprietario per la somma di 28 milioni di lire, grazie all'intercessione della Lega Nazionale delle Cooperative e del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. In cambio lo Stato ebbe il diritto di prelazione sull'acquisto dell'impianto in caso di scioglimento della cooperativa.
Il 17 febbraio 1948 il presidente del Consiglio Alcide de Gasperi si recò in visita allo stabilimento di Ciampino della Cantina Sociale.. L'attività incominciava a prendere quota: si passò dai 27 milioni del bilancio di esercizio del 1946 ai 314 milioni del 1947. L'anno commerciale 1952-1953 si chiuse con un risultato di bilancio di 357 milioni ed un risultato lordo di gestione di 239 milioni..
Nel maggio 1947 il presidente della Cantina Sociale, Achille Trinca, aveva viaggiato in alcune città dell'Italia settentrionale alla ricerca di sbocchi commerciali per i vini prodotti dall'azienda.. Fu affittato un magazzino a Genova, e sottoscritto un contratto di vendita con la ditta Maselli; a Milano fu contattata la ditta Scoccimarro, che si aggiudicò la vendita in esclusiva di fiaschi di vino per la Lombardia, ed in cambio organizzò il padiglione della Cantina Sociale alla Fiera Campionaria di Milano, a cui poi la società continuò a partecipare per molti anni. Per le vendite all'estero, i soci pensarono di affidarsi a ditte del settore, come la COGES, che ottenne il mandato a vendere in Svizzera, in Argentina ed in Brasile: ma quando la ditta chiese l'esclusiva per tutto il mondo, il consiglio d'amministrazione ed il presidente Trinca rifiutarono, in nome del "principio di frazionamento del rischio e delle più elementari regole di marketing" (Onorati-Tonel).
Tuttavia, per semplicità, i soci dapprima affidarono la rete commerciale alla ditta Cosmopol (1º ottobre 1947),. che però si dimostrò inaffidabile e perse l'esclusiva il 25 giugno 1948,. anche se i rapporti con questa ditta si trascinarono fino al 1950. Allora la società sottoscrisse contratti per zone (con la ditta Rigatti per la Toscana, con la società ACRI per Roma, con la ditta Del Vescovo Mario & Co. per il Lazio e con la ditta Peter Ardito per il Nord America, oltre a contatti diretti con piccoli venditori belgi), ed infine si rivolse alla ditta Scoccimarro. Questa ditta, che già gestiva le vendite in Lombardia, il 3 marzo 1953 ottenne l'esclusiva di tutto il prodotto confezionato.. La Scoccimarro ottenne contratti sempre più favorevoli, e nel 1959 lo smantellamento della piccola rete commerciale gestita in proprio dalla Cantina Sociale. Nonostante le lamentele ed i malumori, la maggioranza dei soci riteneva più vantaggiosa questa soluzione rispetto al mantenimento di "un'impalcatura di agenti, ispettori, depositari" che sarebbe costata svariati milioni. Ma quando, nel 1962, il consiglio di amministrazione valutò che la ditta Scoccimarro era esposta verso la società per 90 milioni di lire, deliberò il mancato rinnovo del nuovo contratto di vendita..
La Cantina Sociale così prese in proprio la gestione delle vendite dal 1º maggio 1962: a quella data, quarantadue agenti di commercio rifornivano clienti in Italia e nel resto del mondo.
L'espansione
Erano gli anni del cosiddetto "miracolo economico italiano", anni di crescita ma anche di forti tensioni sociali. Il 18 aprile 1964, i lavoratori della Cantina Sociale scesero per la prima volta in sciopero, vedendo accontentata la loro richiesta di venire inquadrati nel contratto delle aziende vinicole ed acetiere, con la maggiorazione dello stipendio di 25 lire l'ora.. Il 1964 fu anche l'anno in cui si aprirono le celebrazioni per il ventennale della società (1945-1965). Nell'anno commerciale 1965-1966 i clienti erano diventati , gli ettolitri venduti l'anno, contro i del 1961..
Vennero investiti 105 milioni per il rimodernamento dello stabilimento di Ciampino, che tuttavia era diventato troppo piccolo per i ritmi di produzione, e soprattutto era ormai soffocato dal turbolento sviluppo urbanistico della frazione. Fu così che nell'assemblea dei soci del 26 gennaio 1964 fu presa in esame la costruzione di un nuovo stabilimento. Si scelse di abbandonare Ciampino, ormai diventato un centro abitato caotico, e di spostarsi nella frazione di Frattocchie, sempre in comune di Marino, nella località del Divino Amore. Il terreno individuato per la costruzione era di proprietà dell'avvocato Michele Lanza, sito sulla strada provinciale 91/b via del Divino Amore, non lontano dalla ferrovia Roma-Velletri. Il progetto venne presentato dall'autore, ingegnere Romano Bastianello, il 20 agosto 1965: un impianto di metri2, della capacità di trattamento di quintali di uva per ottenerne ettolitri di vino. Il progetto fu approvato nel 1966, i lavori iniziarono prontamente ed il 14 maggio 1967 già si inauguravano i lavori per il secondo lotto:. la sede venne inaugurata il 24 novembre 1973, anche se gli ultimi uffici si trasferirono da Ciampino solo nel 1976.
Nel 1963 fu istituita la denominazione di origine controllata, marchio di origine a tutela della qualità dei prodotti agroalimentari italiani. Tramontata la possibilità di raggruppare in un'unica DOC tutti i vini prodotti nei comuni dei Colli Albani, nel 1966 essa fu riconosciuta al Frascati. Immediatamente i produttori marinesi passarono all'offensiva, e nel 1967 la Cantina Sociale, principale produttore di vino del territorio, annunciò la creazione del Consorzio volontario per la tutela della denominazione di origine Marino". Nel 1970 anche il Marino fu riconosciuto DOC. La disciplinare è stata modificata nel 2003 e poi parzialmente nel 2010.