È ricordato principalmente per essere stato il tecnico del che conquistò lo scudetto nella stagione 1984-1985.
Nel 2017 è inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria allenatore italiano, mentre nel 2018 viene nominato presidente onorario del Verona dall'allora patron Maurizio Setti.
È morto nel 2026 a Verona, a causa di una patologia neurodegenerativa, all'età di 91 anni.
Caratteristiche tecniche Giocatore Schierato inizialmente come ala destra, Corriere della Sera, 11 novembre 2006, p. 51., ha giocato per la maggior parte della carriera come mezzala o mediano; nelle ultime stagioni al Verbania è stato utilizzato come libero. Era dotato di un potente tiro dalla distanza.
Allenatore Bagnoli ha fatto applicare alle sue squadre, in particolare al Verona, il cosiddetto catenaccio, pur applicando una marcatura a zona mista in fase difensiva, nella quale il centrocampo era chiamato a un lavoro di pressing aggressivo. In fase di possesso palla chiedeva ai suoi giocatori di rallentare il gioco e far girare il pallone, oppure colpire velocemente in contropiede sfruttando al massimo il gioco sulle fasce e le verticalizzazioni, la Repubblica, 12 maggio 2010., la Repubblica, 14 maggio 1991, p. 40.. Impiegava un giocatore con compiti di regista arretrato (spesso il libero) e uno come regista avanzato; schierava i suoi uomini cercando di rispettarne le caratteristiche tecniche e tattiche Chespal.it. Prediligeva lavorare su un gruppo ristretto, evitando il più possibile il turnover, la Repubblica, 18 dicembre 1984, p. 39., ed era un abile motivatore e comunicatore con i propri giocatori, di cui cercava la collaborazione.
Carriera Giocatore
Nato nel 1935 alla Bovisa, quartiere della periferia settentrionale di Milano, da padre cremonese, Aristide Bagnoli, e madre romana, Vittoria Sperduti, cresce come centrocampista nell'Ausonia 1931, formazione dilettantistica con cui si aggiudica il titolo di campione lombardo Allievi Ausonia1931.net. Nel 1955 passa al Milan, segnalato dall'osservatore Malatesta, per lire, la Repubblica, 21 maggio 1985, p. 35.; con i rossoneri esordisce in Serie A disputando le ultime 8 partite del campionato 1955-1956. L'anno successivo è inizialmente titolare nel ruolo di ala destra, disputando le prime 5 partite di campionato prima di lasciare il posto a Tito Cucchiaroni; nelle due annate trascorse con il Milan vince uno scudetto e una Coppa Latina, competizione quest'ultima in cui si rivela decisivo segnando una rete a testa rispettivamente al Benfica nelle semifinali (4-2) e ai campioni di Spagna dell'Athletic Bilbao nella vittoriosa finale (3-1) che consegna al club meneghino il secondo trofeo europeo della sua storia.
A fine stagione viene ceduto al neopromosso , con cui disputa la sua prima stagione da titolare nella massima serie senza poter evitare la retrocessione degli scaligeri dopo lo spareggio con il , anche a causa di una pleurite che lo tiene fuori squadra per diverso tempo. Rimane al Verona per i successivi due campionati cadetti, nei quali realizza complessivamente 24 reti, e nel 1960 torna per un'annata in Serie A, ingaggiato dall'Udinese.
Prosegue la carriera di nuovo in Serie B con tre annate al , da cui lo preleva la SPAL, su proposta di Sergio Cervato. Con gli estensi ottiene la promozione in Serie A e disputa le sue due ultime stagioni nella massima serie, realizzando la rete decisiva per la salvezza sul campo del Brescia, il 22 maggio 1966. Nel 1967, a 32 anni, torna per una stagione all'Udinese, nel frattempo retrocessa in Serie C; al termine del campionato subisce un incidente stradale, a causa del quale medita il ritiro per impiegarsi alla Mondadori. Chiamato da Enrico Muzzio, accetta poi la proposta del Verbania, neopromosso in Serie C: qui subisce un grave infortunio, e nella stagione successiva ricopre il doppio ruolo di allenatore e giocatore, affiancato da Franco Pedroni. Chiude la carriera con i piemontesi nel 1973, all'età di 38 anni, dopo aver totalizzato 110 partite in Serie A e 209 in Serie B.
Allenatore Gli esordi
Inizia la carriera di allenatore sulla panchina della Solbiatese, in Serie C, su indicazione del direttore sportivo del Verbania; viene esonerato all'inizio del girone di ritorno, a causa di contrasti con il presidente. In seguito Giuseppe Marchioro lo chiama come allenatore in seconda (e responsabile delle giovanili) del ; rimane sul Lario anche dopo la partenza di Marchioro e nel campionato 1975-1976 viene promosso sulla panchina della prima squadra, subentrando a Beniamino Cancian dopo 12 giornate, senza evitare la retrocessione, La Provincia di Como, 7 gennaio 2011..
Viene riconfermato anche per il successivo campionato cadetto, concluso al sesto posto; diventa poi allenatore del , con cui ottiene la salvezza nel campionato di Serie B 1977-1978, risultato da lui stesso considerato un capolavoro, la Repubblica, 27 dicembre 1984, p. 35.. Nel 1978 accetta di scendere in Serie C2 alla guida del , con cui ottiene la promozione, poi torna tra i cadetti con il , col quale nel giro di due anni sfiora la promozione in Serie A nel 1980 e la raggiunge al termine del campionato 1980-1981.
Verona e lo scudetto Nel 1981 lascia la panchina cesenate per tornare al Verona, dove il presidente Celestino Guidotti aveva garantito un serio piano di rafforzamento della squadra, che l'anno precedente si era salvata all'ultima giornata. Con gli scaligeri ottiene la promozione in Serie A nel campionato 1981-1982; nella stagione successiva raggiunge il quarto posto in campionato e arriva alla finale di Coppa Italia, con una formazione composta da giocatori scartati da altre squadre (Garella, Marangon, Volpati, Tricella, Fanna, Di Gennaro) a cui viene aggiunto il nazionale brasiliano Dirceu, per il quale modifica l'assetto tattico passando a un'unica punta.
Nel 1983-1984 il Verona, costruito con la stessa filosofia, raggiunge il sesto posto in campionato e nuovamente la finale di Coppa Italia, partecipando anche alla Coppa UEFA. Nel campionato Serie A 1984-1985 la squadra, con gli innesti di Hans-Peter Briegel e dell'attaccante danese Preben Elkjær Larsen, va in testa alla classifica già nelle prime giornate e conquista il primo e tuttora unico scudetto della sua storia; Bagnoli, considerato uno dei principali artefici del risultato, Corriere del Veneto, 2 giugno 2010., viene soprannominato mago della Bovisa e viene premiato con il Seminatore d'oro.
L'anno seguente, alla guida di una formazione modificata negli uomini e negli equilibri tattici dalla campagna acquisti-cessioni, la Repubblica, 7 settembre 1985, p. 37., non va oltre il decimo posto in campionato e l'eliminazione in Coppa dei Campioni dopo il doppio confronto con la Juventus. Bagnoli rimane al Verona fino alla stagione 1989-1990, conclusa con la retrocessione in Serie B causata anche dal dissesto economico della società, la Repubblica, 18 luglio 1989, p. 25., la Repubblica, 1º maggio 1990, p. 37.; il suo ciclo sulla panchina gialloblù comprende uno scudetto, due finali di Coppa Italia e due quarti posti, oltre a tre partecipazioni alle coppe europee, nelle quali il miglior risultato è costituito dai quarti di finale della Coppa UEFA 1987-1988. Nei nove anni di permanenza a Verona stabilisce anche il record di presenze di un allenatore sulla panchina gialloblù.
Genoa e Inter
Nel 1990 lascia Verona, in contrasto con la nuova dirigenza del club scaligero, e si trasferisce sulla panchina del , la Repubblica, 27 maggio 1990, p. 28., con il quale ottiene il quarto posto nella stagione 1990-1991, miglior risultato della squadra nel dopoguerra, e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA. Nella competizione europea i Grifoni approdano alla semifinale persa contro l', dopo aver eliminato tra gli altri il Liverpool vincendo sul campo di Anfield Road; in campionato, invece, la formazione di Bagnoli accusa maggiori difficoltà, Corriere della Sera, 3 marzo 1992, p. 35., anche a causa delle voci di mercato che accostano il tecnico milanese ad altre squadre, Corriere della Sera, 28 gennaio 1992, p. 35.. Nel corso di un'intervista concessa al Corriere della Sera, ha affermato che in questo periodo Berlusconi non lo volle al Milan perché era "di sinistra", Corriere della Sera, 17 settembre 2015.. A fine stagione, dopo l'eliminazione in Coppa UEFA e il quattordicesimo posto in campionato, lascia la squadra per trasferirsi all', Corriere della Sera, 30 aprile 1992, p. 41..
Nella stagione di esordio di Bagnoli i nerazzurri ottengono il secondo posto alle spalle del , grazie a una rimonta in classifica nelle ultime giornate, la Repubblica, 8 febbraio 1994, p. 25.; la squadra viene impostata per giocare in contropiede, la Repubblica, 22 novembre 1992, p. 37., sfruttando le caratteristiche di Ruben Sosa e Salvatore Schillaci. Nel campionato 1993-1994 la squadra viene rinforzata dagli acquisti degli olandesi Wim Jonk e Dennis Bergkamp, che nei mesi successivi entrano in contrasto con l'allenatore, Corriere della Sera, 18 gennaio 1994, p. 32., Corriere della Sera, 9 febbraio 1994, p. 34.. La squadra non ottiene i risultati previsti, a causa di problemi tattici ed errori di mercato, Corriere della Sera, 22 ottobre 1993, p. 43., e Bagnoli viene esonerato a febbraio, dopo la sconfitta interna contro la . Si tratta del secondo esonero, dopo quello nella stagione di esordio nella Solbiatese; Bagnoli, che intendeva comunque lasciare la panchina interista a fine stagione, decide di concludere la carriera di allenatore, all'età di 59 anni, rifiutando diverse offerte negli anni successivi.
Statistiche Statistiche da allenatore In grassetto le competizioni vinte.
StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale% VittoriePiazzamento Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P % 1973-mar. 1974 C 27 7 12 8 CI-C 8 3 4 1 - - - - - - - - - - Eson. gen-giu. 1976 A 18 4 7 7 CI 4 1 2 1 - - - - - - - - - - 15º (retr.) 1976-1977 B 38 12 17 9 CI 4 1 2 1 - - - - - - - - - - 6º Totale Como 56 16 24 16 8 2 4 2 - - - - - - - - 1977-1978 B 38 9 16 13 CI 4 0 1 3 - - - - - - - - - - 16º 1978-1979 C2 34 19 11 4 CI-C 4 0 2 2 - - - - - - - - - - 1º (prom.) 1979-1980 B 38 12 19 7 CI 4 2 0 2 - - - - - - - - - - 4º 1980-1981 B 38 16 16 6 CI 4 1 1 2 - - - - - - - - - - 3º (prom.) Totale Cesena 76 28 35 13 8 3 1 4 - - - - - - - - 1981-1982 B 38 17 14 7 CI 4 3 0 1 - - - - - - - - - - 1º (prom.) 1982-1983 A 30 11 13 6 CI 13 6 4 3 CM 6 0 2 4 - - - - - 4º 1983-1984 A 30 12 8 10 CI 13 7 3 3 CU 4 2 2 0 - - - - - 8º 1984-1985 A 30 15 13 2 CI 9 7 1 1 - - - - - - - - - - 1º 1985-1986 A 30 9 10 11 CI 9 4 2 3 CC 4 2 1 1 TE 3 1 1 1 10º 1986-1987 A 30 12 12 6 CI 7 4 3 0 - - - - - - - - - - 4º 1987-1988 A 30 7 11 12 CI 7 4 1 2 CU 8 4 3 1 - - - - - 10º 1988-1989 A 34 5 19 10 CI 10 6 2 2 - - - - - - - - - - 14º 1989-1990 A 34 6 13 15 CI 1 0 0 1 - - - - - - - - - - 16º (retr.) Totale Verona 286 94 113 79 73 41 16 16 22 8 8 6 3 1 1 1 1990-1991 A 34 14 12 8 CI 4 1 2 1 - - - - - - - - - - 4º 1991-1992 A 34 9 11 14 CI 6 3 0 3 CU 10 6 2 2 - - - - - 14º Totale Genoa 68 23 23 22 10 4 2 4 10 6 2 2 - - - - 1992-1993 A 34 17 12 5 CI 6 3 2 1 - - - - - - - - - - 2º 1993-feb. 1994 A 22 9 7 6 CI 6 2 2 2 CU 6 5 1 0 - - - - - Eson. Totale Inter 56 26 19 11 12 5 4 3 6 5 1 0 - - - - Totale carriera 641 222 253 166 127 58 34 35 38 19 11 8 3 1 1 1
Palmarès
Giocatore Club Competizioni nazionali
Milan: 1956-1957 Competizioni internazionali
Milan: 1956
Allenatore Club Competizioni nazionali
Fano: 1978-1979 (girone C)
Verona: 1981-1982
Verona: 1984-1985
Individuale Seminatore d'oro: 1 1984
Inserito nella Hall of fame del calcio italiano nella categoria Allenatore italiano (2017)
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Allenatori di calcio campioni d'Italia Categoria:Membri della Hall of Fame del calcio italiano