Il porto di Siracusa è uno scalo marittimo commerciale e industriale, passeggeri, da pesca e turistico della costa jonica meridionale della Sicilia a servizio della città e dell'area di Siracusa.

Sebbene sia corretto indicare la struttura portuale di Siracusa come porto unico, va specificato che essa si compone in realtà di tre distinte aree portuali di competenza dell'autorità marittima del comune di Siracusa: due di queste sono il porto Grande e il porto Marmoreo (detto anche Lakkios o Piccolo), esse si trovano nei due opposti versanti dell'isola di Ortigia, dichiarata Patrimonio dell'umanità UNESCO, ma comunicano tra loro grazie ad un canale sormontato da tre ponti (dal 2014 al 2025 due). La terza area si trova invece a nord della città, oltre capo Santa Panagia, nella rada omonima, ed è costituito dal porto Rifugio e dal pontile di attracco per le attività petrolchimiche; qui ha sede la Sezione Staccata Santa Panagia della capitaneria di porto di Siracusa, la cui sede centrale si trova al Piazzale IV Novembre, all'imboccatura del porto Grande (pp. 10-11)..

Il complesso portuale della città di Siracusa oltre ad annoverare uno dei più importanti pontili industriali d'Europa, può ospitare nelle sue due e comunicanti aree portuali circa 1000 imbarcazioni di diversa taglia, e questo fa di Siracusa uno dei più ampi porti della nautica da diporto.

Essendo l'intera area comunale affacciata sul mare, al di là dei tre approdi maggiori ve ne sono altri di minore entità siti in periferia che fanno parte del sistema portuale del comune e vengono gestiti dal circondario marittimo di Siracusa: essi sono il porticciolo di Ognina, sito nell'omonima baia, e il porticciolo di Fontane Bianche; entrambi siti a sud della città, nei pressi di Cassibile.

Storia

Sorta sulla costa, per la città di Siracusa il mare ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Gli approdi marittimi della città sono considerati tra i più antichi del Mediterraneo. Nella vasta baia naturale di Siracusa, al cui interno si sviluppa il porto Grande, si sono susseguiti eventi memorabili, tra i quali si contano battaglie navali di straordinaria importanza, con un numero imprecisato di navi incendiate e affondate.

Dal porto ne uscì distrutta la flotta dell'esercito ateniese e altrettanto malemente quella dell'esercito romano, le cui navi vennero date a fuoco dalle invenzioni di Archimede che seppe sfruttare il cocente sole che caratterizza il clima siracusano. Qui furono inventate e costruite le navi dell'antichità: le quadrireme e le quinqueremi, presso l'arsenale greco di Siracusa sito nel Lakkios, ovvero nel porto Marmoreo della città. Ma il porto di Siracusa oltre che una funzione militare ha sempre ricoperto anche un importante ruolo commerciale: se in epoca ellenistica venne fatta uscire da qui la Siracusia, ovvero la nave più grande dell'antichità nata e costruita al porto di Siracusa e poi data in dono al faraone dell'Egitto tolemaico, così grande che solamente pochi porti del mondo all'epoca conosciuto erano in grado di ospitarla, in epoca romana il porto di Siracusa divenne il principale centro di esportazione e importazione di merce per l'antica Roma. Nel 61 d.C. approdò nel porto l'apostolo Paolo di Tarso, rimanendo in città per tre giorni, prima di salpare alla volta di Roma.

Nei secoli successivi si susseguirono altri importanti eventi al porto di Siracusa, che lo caratterizzarono fino all'epoca moderna. Dopo l'Unità d'Italia si diede l'avvio alla costruzione delle banchine e dei moli Zanagora e S. Antonio. Nei primi del '900 il porto di Siracusa conobbe un periodo di grande vivacità commerciale e di traffico passeggeri: esso era infatti servito da diverse linee postali: Napoli-Siracusa-Malta-Tripoli; e le minori di Palermo-Siracusa-Malta e Palermo-Siracusa. Venne inoltre attivato il collegamento marittimo diretto con Malta e fu posizionato il troncone ferroviario per la stazione marittima di Siracusa.

Nel 1925 il porto raggiunse la sua cifra record di traffico passeggeri con le 65.000 unità l'anno. Anche la movimentazione delle merci andava molto bene, sfiorando le 200.000 tonnellate l'anno. Quando la nave rappresentava il principale mezzo per la movimentazione mercantile Siracusa era tra i porti più rilevanti d'Italia e d'Europa in tal settore: si esportava il carbone e il legname, gli agrumi - settore nel quale ancora oggi la città primeggia - venivano spediti nei principali porti della Germania, dell'Inghilterra e dell'America. Si esportavano inoltre l'asfalto, proveniente da Ragusa grazie al collegamento ferroviario marittimo, e la pece. Negli anni della prima guerra mondiale il porto di Siracusa venne dichiarato scalo principale di tutte le navi merce che andavano e venivano dall'Oriente. Il 22 ottobre 1917 nasce la 19ª Sezione FBA nel molo Zanogora, con 4 FBA Type H ed il 30 maggio diventa la 283ª Squadriglia che resta fino al gennaio 1919.

Nel ventennio fascista il porto aretuseo fu lo scalo dal quale partivano i soldati e gli emigranti italiani diretti in Libia e in generale nelle colonie italiane d'Africa. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il porto di Siracusa vide alcune delle più importanti navi da guerra transitare al suo interno. Negli anni '60 fu la volta del commercio mercantile derivato dal nuovo polo petrolchimico siracusano ma con la costruzione di altri pontili presso Augusta il porto di Siracusa venne tagliato fuori dal commercio petrolifero, con l'eccezione della rada di Santa Panagia. Il declino giunse negli ultimi decenni del '900 a causa della concorrenza dei porti che circondano Siracusa: a sud con l'apertura ai traffici del porto di Pozzallo che concentrò su di sé il commercio ibleo (ed è proprio Pozzallo che ha sostituito il collegamento da/per Malta che un tempo era invece attivo a Siracusa), e a nord con il rilancio del porto di Catania, inserito in contesto internazionale.

il porto di Siracusa ha sempre più consolidato un ruolo puramente diportistico che tuttavia favorisce l'aumento del turismo, ed è proprio attorno a quel che riguarda questa voce che si stanno sviluppando i nuovi progetti siracusani: di recente è stata riqualificata la Marina di Siracusa, ovvero la sede della banchina del porto Grande; a differenza della maggior parte delle tipiche banchine portuali, questa rappresenta per i siracusani anche un centro di passeggio e svago, la sua lunghezza è stata portata a 350 metri. Attualmente Siracusa figura come punto di passaggio per le navi da crociera che, ancora timidamente, vi giungono da più parti del Mediterraneo, ma con l'ultimazione dei lavori per la riqualificazione del molo Sant'Antonio lo scopo è quello di diventare punto di partenza per queste grandi naviI lavori del molo dovevano essere terminati già nel 2016 ma a causa di imprevisti la chiusura è slittata al 2017. Cfr. . Sembrava inoltre essere giunto a un punto di svolta definitivo l'ambizioso progetto del porto turistico denominato Marina di Archimede, la cui realizzazione è stata messa in vendita nella seconda metà del 2016. Il progetto, nato nel 2009 e portato avanti tra le polemiche delle associazioni ambientaliste cittadine che tra l'altro contestavano la costruzione di un'isola artificiale, è stato definito ambizioso in quanto si pone come obiettivo quello di dotare il porto di Siracusa di altri 600 posti barca e di un vero e proprio terminal del mareCfr. primi anni passati del progetto: AA. VV., Turismo nautico e distretti turistici siciliani, 2009, p. 79; , risulta ancora oggi una parziale incompiuta.

Il 4 ottobre 2017 è stata inaugurata la banchina 3 del porto, con una lunghezza di 300 m, permettendo finalmente l'attracco di navi da crociera che consentiranno l'ampliamento dello sviluppo turistico.

Amministrazione del porto Storia moderna e inquadramento generale

Nel 1865, anno del decreto che istituiva la nascita del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera, l'area marittima di Siracusa non disponeva di una propria capitaneria ma era sede di un circondario marittimo la cui giurisdizione territoriale comprendeva l'area di Siracusa fino a quella di Terranova (il nome di Gela fino al 1927), estendendo quindi la sua amministrazione dalla Sicilia sud-orientale alla Sicilia centrale, ma con dipendenza dalla capitaneria di porto di Catania. Dunque il circondario marittimo fu il primo organo portuale della Siracusa moderna: il comandante del porto aveva il grado di ufficiale di 1ª classe. La sede del circondario era presso la villetta Aretusa (Foro Italico). Tuttavia nel 1876 un regio decreto dimezzò l'area di pertinenza del circondario marittimo aretuseo, togliendogli l'autorità sull'area del ragusano e del nisseno e stabilendo i suoi confini fino a Pachino.

Siracusa venne classificata come Ufficio di Sanità Marittima di 1ª Classe. Vennero nel contempo istituite le delegazioni di spiaggia per il porto di Avola, Noto e Marzamemi. Nel 1908 Siracusa divenne sede di una propria capitaneria con l'istituzione del compartimento marittimo, il quale comprendeva l'intera provincia siracusana, che all'epoca annoverava ancora tutto il ragusano, per cui l'area di competenza marittima ascriveva al suo interno il porto di Scoglitti (Vittoria) a sud e il porto di Augusta a nord. Rispondeva al compartimento di Siracusa inoltre l'Ufficio locale marittimo del porto di Pozzallo.

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1942, nello scegliere le sedi delle nuove direzioni marittime il governo italiano decise che la più ampia area marittima siracusana dovesse dipendere dal corpo amministrativo catanese. Tuttavia nel 1943 con lo sbarco degli alleati in Sicilia e la conquista di Siracusa fu il porto di Siracusa ad essere scelto dagli anglo-americani come sede principale per la dislocazione di tutti i loro mezzi navali, passando quindi sotto le loro dipendenze, con la città di Siracusa nominata sede dell'AMGOT (il governo degli Alleati), valevole per tutta quanta la SiciliaLa ricostruzione dei porti marittimi nazionali, 1953; History of United States Naval Operations in World War II.: Sicily, Salerno, Anzio, January 1943-June 1944, pp. 160-161..

Già nel 1944 il porto di Augusta risultò fuori dall'amministrazione marittima aretusea, poiché il suo circondario venne assegnato alla capitaneria di CataniaLa Marina italiana nella seconda guerra mondiale, 1978, p. 111. (e tale rimarrà fino al 1971 quando elevandosi esso stesso a capitaneria di porto acquisirà amministrazione dalla punta della penisola di Magnisi, all'epoca parte del territorio comunale di Siracusa, fino al fiume Simeto).